Tutto quello che dovete sapere sulla creazione di un terrario

 In piante in vaso e verde da interni

L’ampia gamma di piante che si trovano nei giardini e nelle raccolte scientifiche di molte parti del mondo oggi, sono il risultato di una lunga storia costruita anno dopo anno da botanici, collezionisti, vivaisti, appassionati del verde. Nel corso dei secoli i collezionisti di piante cercarono, in ogni luogo conosciuto e no, nuove piante da aggiungere ai loro giardini. Piante arrivavano in Europa dalla Nuova Zelanda, dall’America, dall’Uganda, dalla Malesia, ecc..

Tuttavia, il trasporto di queste nuove piante non è stato sempre semplice come lo è oggi.Fino all’inizio del XIX secolo, le piante che venivano inviate dai cacciatori di piante ai loro committenti, spesso perivano durante il lungo viaggio in mare, a causa dell’esposizione all’acqua salata e alla mancanza di luce e acqua dolce. Molte volte le piante languivano sottocoperta insieme agli altri carichi sulle navi dirette nel Vecchio Continente, non curate dall’equipaggio.

Il trasporto delle piante ha avuto un deciso miglioramento alla metà dell’800 con la creazione delle cassette di Ward, “inventate” di Nathanial Bagshaw Ward. Ward era un medico inglese, che viveva a Londra, piuttosto che un botanico.Nel 1829, la sua passione per la botanica lo portò, tuttavia, alla scoperta accidentale di una felce e di un filo d’erba che crescevano in un contenitore di vetro, insieme a delle muffe e ad un bozzolo di farfalla.

Ward si rese conto che queste condizioni erano ideali per la crescita e il trasporto sicuro delle piante. Successivamente, fece ulteriori esperimenti e registrò i suoi risultati in un libro del 1842, sulla crescita delle piante in contenitori di vetro.

Le nuove teche di vetro potevano essere tenute sul ponte della nave, permettendo alle piante di ricevere la luce del sole. Questi contenitori, appositamente progettati in vetro e legno, proteggevano le piante dall’acqua salata e, allo stesso tempo,permettevano all’umidità contenuta al loro interno di mantenere vive le piante. Con il passare degli anni e le numerose prove fatte, queste cassette sono state sempre più perfezionate per proteggere al meglio le piante. Si sono aggiunte stecche incrociate per mantenere le piante in posizione eretta, fori di ventilazione coperti di zinco perforato per tenere lontani i topi.

Il dottor Ward era il corrispondente di William Jackson Hooker, il primo direttore ufficiale di Kew Gardens e di Joseph Dalton Hooker, suo figlio e successore. Le sue cassette standard, usate con regolarità dal 1847, contenevano circa 28 piante. Il loro nome era “terraria”.

Botanici e orticoltori hanno usato queste semplici scatole per oltre un secolo per trasportare centinaia di migliaia di piante in tutto il mondo, sia che si trovassero in Inghilterra o negli Stati Uniti, in Francia o in India, in Russia o in Giappone e Australia.La scoperta di questo modo sicuro di trasportare le piante è stata fondamentale per lo sviluppo del commercio internazionale di piante, rendendo possibile trapiantare piante commercialmente significative dai loro habitat nativi e introdurle alla coltivazione per nuovi paesi e nuovi mercati.

Cos’è un Terrarium

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Un terrario è come un acquario, per le piante invece che per i pesci. Può essere costruito in un qualsiasi contenitore di vetro. È piantato per sembrare un giardino in miniatura o una foresta racchiusa nel suo piccolo mondo.

Un terrario ha il suo mini-clima. Il contenitore ha solo una piccola apertura, talvolta un coperchio per chiuderlo in modo ermetico. Questo rende un terrario simile ad una serra. La luce solare entra attraverso il vetro e riscalda l’aria, il suolo e le piante nello stesso modo in cui la luce solare che attraversa l’atmosfera riscalda la superficie terrestre. Il vetro trattiene parte del calore, proprio come l’atmosfera fa per la Terra.

Esistono due tipi principali di terrari: aperto e chiuso. La differenza è determinata dal fatto che il contenitore abbia un coperchio o meno. I terrari aperti sono migliori per piante secche come cactus, succulente e piante grasse e dovranno essere bagnati con acqua alcune volte alla settimana o al mese. Un terrario chiuso ha un coperchio che permette all’umidità di accumularsi all’interno, creando il suo piccolo ecosistema autosufficiente. Funziona meglio per le piante che amano l’umidità, come quelle di origine tropicale.

Cosa serve per costruire un Terrarium

E’ possibile creare un bellissimo terrario anche in casa. Per prima cosa, è necessario selezionare delle piante che abbiano esigenze colturali simili, che vivano bene nello stesso tipo di ambiente, con esigenze simili di luce, umidità e terreno.

Potreste realizzarne uno con solo piante grasse. Queste hanno bisogno di pochissima acqua. Oppure, potreste piantare tutte felci, poiché preferiscono l’umidità. Potreste inserire del muschio con le felci, perché anche al muschio piace l’umidità. Se associate una felce ed un cactus, l’una o l’altra potrebbe non fare una bella fine: la felce soffrirebbe il clima secco e la mancanza di acqua, il cactus avrebbe seri problemi con l’eccesso di acqua e umidità.

È possibile utilizzare un contenitore aperto o un contenitore chiuso.L’unica regola fissa è che il contenitore deve essere di vetro. Un contenitore aperto è da preferire per piante grasse e cactus. A loro piace molta aria.Un contenitore chiuso da un coperchio potrebbe essere la cosa migliore per felci, edera e begonie. A loro piace l’umido. Se vi accorgete che all’interno del contenitore chiuso si forma eccessiva condensa sul coperchio, rimuovetelo per qualche ora, poi sostituitelo con uno migliore.

Per qualsiasi terrario, sono necessari:

  • Contenitore in vetro trasparente. Potrebbe fare al caso vostro uno di quelli usati per costruire gli acquari di piccole dimensioni, un barattolo da biscotti, un grande barattolo da marmellata, perfino un bicchiere dal fondo largo e dalla bocca piccola.
  • Rocce di dimensioni variabili a seconda delle dimensioni del contenitore.
  • Carbone attivo per facilitare il filtraggio dell’acqua, oltre che per prevenire la formazione di funghi o muffe.
  • Terriccio di ottima qualità, ben sciolto e privo di semi e residui vegetali vivi.
  • Piccole piante a scelta di diversi colori, forme e trame. Meglio scegliere piante che abbiano una crescita limitata e che non siano troppo grandi per il contenitore.
  • Rocce decorative o ciottoli.
  • Muschio.
  • Decorazioni a vostra scelta, come piccole conchiglie, pigne, animali in ceramica o tutto quello che la fantasia vi suggerisce.

Assicuratevi che il contenitore di vetro sia pulito e lucido.

Stratificare il terreno

A questo punto, avete tutti gli ingredienti necessari e siete pronti per sporcarvi le mani. Ricoprite il fondo del contenitore con circa cinque o sei centimetri di ciottoli o piccole pietre. Questo strato costituirà il drenaggio e impedirà alle radici delle piante di marcire.

Adesso, aggiungete un sottile strato di carbone attivo sopra le pietre per prevenire la formazione di batteri e muffe. Infine, aggiungete un paio di centimetri o più di terriccio. In base alla scelta delle piante, selezionate il substrato di coltura migliore.

Se state piantando piante come cactus o piante grasse, meglio impiegare un terriccio sabbioso, ben sciolto e povero di sostanza organica. Dovreste aver riempito il contenitore per circa un quarto della sua capienza.

Mettere a dimora le piante

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Assicuratevi, come già detto, di selezionare piante simili, che abbiano le stesse esigenze di luce e umidità. Per un terrario chiuso, scegliete piante che possono tollerare una luce non eccessiva e che necessitano di condizioni di elevata umidità. Alcuni suggerimenti: felci, edera, peperomia, fittonia, ficus repens, muschio.

I terrari aperti, d’altra parte, hanno bisogno di piante amanti del calore e di acqua limitata come, aloe, cactus, sedum e piante aeree. Dopo aver acquistato delle piccole piante, piantatele nel terrario iniziando prima con le più grandi e poi aggiungendo quelli più piccole attorno. Ricordate di pensare in prospettiva e di lasciare dello spazio libero tra loro per far passare la luce e per dar loro modo di crescere e svilupparsi.

Quando rimuovete le giovani piante dai loro piccoli vasi, staccate con cura le radici e rimuovete parte del vecchio terriccio in modo che si adattino perfettamente al terrario. Disponetele per ottenere un effetto finale gradevole.Accarezzate leggermente il terreno in modo che le piante non si sradichino facilmente.

Aggiungete ciottoli decorativi, rocce, pigne o qualsiasi altra cosa vi possa piacere per rendere il terrario simile a un piccolo giardino. Ricordate di bagnare le piante ma senza esagerare. Il contenitore così creato lo potrete tenere in casa o in ufficio, per il piacere di avere vicino un piccolo mondo verde anche nelle fredde e buie giornate d’inverno.

Cura e manutenzione del Terrarium

Non avete davanti un giardino tradizionale o un vaso del balcone della cucina. Scordatevi la manutenzione di un giardino, intesa come potatura, concimazione e irrigazione. Dovrete limitarvi a nebulizzare leggermente le piante del terrario aperto o, all’occorrenza, ad aggiungere poca acqua nel terrario chiuso.

Un intervento a settimana per un terrario aperto. Quello chiuso, se ben costruito, dovrebbe mantenere a lungo la propria acqua. Alcuni terrari chiusi necessitano di essere bagnati solo dopo alcuni anni!Posizionate il terrario vicino a una finestra esposta alla luce solare indiretta. Potare le piante per rimuovere le parti secche e tagliare quelle che crescono troppo vigorosamente.

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