penjing

Se non siete degli appassionati di giardinaggio ed esperti conoscitori delle arti orientali, con le loro sfumature, difficilmente sarete in grado di capire la differenza tra il Bonsai e il Penjing. Si ritiene che l’arte del Bonsai abbia avuto origine in India ma solo in Cina troviamo i primi documenti che testimoniano la presenza di alberi miniaturizzati. Il primo Bonsai di cui si ha una testimonianza certa lo ritroviamo rappresentato in un dipinto murale, usato per decorare la tomba del principe Zhang Huai, morto nel 705 d.C. . Nel dipinto sono ricreati: da una parte un vaso contenete un piccolo albero e dall’altra un paesaggio in miniatura, l’arte del Penjing. Il bonsai è stato poi reso popolare dai giapponesi. Le due espressioni artistiche, che hanno per protagonisti la natura e le sue forme, probabilmente, agli occhi di un profano, sembrano molto simili o addirittura identiche. Ma con alcuni approfondimenti e delle nozioni base non è difficile cogliere le differenze che distinguono la maggior parte delle opere di Penjing, dai Bonsai.

I Penjing sono considerati sculture viventi. Per molti secoli sono stati considerati come una parte integrante dei giardini cinesi classici. Suzhou è la regione della Cina particolarmente nota per la sua scuola di Penjing. Da essa hanno preso ispirazione i creatori del magnifico Liu Fang Yuan — the Garden of Flowing Fragrance — presso l’Huntington Library, Art Museum, and Botanical Gardens, situato a San Marino, in California.

Comprendere Bonsai e Penjing

penjingSia il Bonsai e che il Penjing si avvalgono di tecniche di orticoltura e di canoni estetici per miniaturizzare gli alberi, così da riprodurre i principi che governano la natura. Entrambe le due forme di arte trasmettono grande rispetto per la natura a chi le osserva e, ancora di più, a chi le pratica. Le loro origini sono profondamente radicate nella cultura e nella storia dei paesi, Cina e Giappone, in cui hanno visto per la prima volta la luce e in cui si sono perfezionate.

L’arte cinese del Penjing esiste da migliaia di anni. Si è sviluppata e perfezionata molto prima del suo parente, il Bonsai giapponese. Penjing e Bonsai descrivono con minuzia di particolari il mondo naturale e la connessione che gli uomini provano con esso. I termini Bonsai e Penjing sono sia singolari che plurali.

In lingua cinese la parola “pen” significa vaso o contenitore e “jing” viene tradotto come paesaggio o scenario.

Data la grande estensione territoriale della Cina, nei secoli si sono sviluppati diversi stili di Penjing legati alle diverse regioni di origine, tra cui: lo stile di Lingnan, lo stile di Taiwan (il più simile al Bonsai giapponese), lo stile di Shanghai e lo stile di Yangzhou.

Il Penjing può essere distinto in tre forme principali:

  • il Penjing degli alberi o Shumu Penjing, dove il paesaggio è composto da alberi, piantati in un contenitore.
  • il Penjing del paesaggio o Shanshui Penjing. Il paesaggio è composto da una roccia e alberi, possibilmente con case e figure in miniatura.
  • il Penjing dell’acqua e della terra o Shuihan Penjing. Qui il paesaggio è solitamente costruito intorno a una roccia, collocata in un vassoio pieno di acqua.

Gli “ingredienti” essenziali che servono a realizzare questa forma d’arte:

  • il contenitore o vassoio,
  • le rocce,
  • le piante,
  • il suolo,
  • l’acqua,
  • l’erba,
  • le figure presenti, che possono essere umane, architettoniche o animali

Anche se questi elementi non devono sempre essere fisicamente parte del progetto, la loro presenza, spesso, la si percepisce dalla composizione generale dell’opera.

Alcuni paesaggi creati per mezzo del Penjing fanno uso principalmente di rocce. In questi casi, l’artista non sta cercando di riprodurre fedelmente un paesaggio esistente ma di creare un mondo ideale, capace di evocare emozioni diverse, a seconda delle esperienze che lo spettatore ha avuto con la natura.

In giapponese il termine “bon” indica pianta o albero e “sai” significa vaso o vassoio. Il bonsai è un’antica forma d’arte giapponese, originata dal tree penjing. Qui le piante con trochi legnosi vengono coltivate in contenitori, per rappresentare alberi invecchiati o dalle caratteristiche ben precise. Il bonsai può essere rappresentato mediante:

  • un singolo albero,
  • un albero con più fusti,
  • una foresta.

Come accade per il Penjing, anche il bonsai non è mai stato interpretato come un tentativo di riprodurre modelli in scala ridotta di alberi. Al contrario, il materiale vegetale vivente viene coltivato come una precisa visione degli alberi e sulle interazioni tra le persone, gli alberi e i cicli della natura.

Storia del Penjing, l’arte cinese del Bonsai

Sempre più persone si appassionano all’arte di coltivare alberi in miniatura. Il Bonsai è

un’arte, un’espressione unica del giardinaggio, nata forse in Cina. Molte persone hanno sentito parlare o visto almeno una volta i Bonsai giapponesi ma solo pochi di loro conoscono il Penjing cinese. Nelle poche righe che seguono, cercherò di dare alcuni brevi cenni della storia di questa preziosa e raffinata arte orientale, parte integrante della tradizione cinese della costruzione e cura del giardino.

La maggior parte delle persone pensano erroneamente che l’arte del Bonsai sia nata in Giappone. I bonsai sono stati coltivati per la prima volta sembra in India e, successivamente, portati in Cina dai mercanti o dai monaci. In Cina il Bonsai ha radici che affondano in tempi molto antichi nella sua

storia. Già durante le dinastie Yin e Zhou, oltre 3.000 anni fa, i cinesi iniziarono a coltivare piante ornamentali e a dare forme aggraziate ai giardini, avendo prima osservato i paesaggi naturali che li circondavano. Dalle ricerche effettuate dagli archeologi, è stata rinvenuta, in un dipinto murale, all’interno di una tomba della dinastia Han (risalente al 250/220 a. C.), nella provincia dello Hebei, la rappresentazione di una forma embrionale di Bonsai.

Questa tecnica si è perfezionata durante le dinastie Wei e Jin, risalenti al periodo che va dal 220 al 420 d.C., quando la forte influenza del Confucianesimo, del Taoismo e del Buddismo hanno introdotto i canoni della semplicità e dell’eleganza nella vita sociale e hanno insegnato a trasmettere i sentimenti nella rappresentazione del paesaggio. Secondo alcune testimonianze, Confucio avrebbe affermato: “I saggi trovano piacere nell’acqua, i virtuosi trovano piacere nelle colline”. Come per altre arti visive ed evocative, la pittura o la poesia, il Bonsai in Cina è realizzato non solo con l’uso di piante ma anche con rocce e acqua. In questo modo l’artista cerca di carpire e riprodurre secondo la sua interpretazione l’essenza della natura, con simboli semplici ma fortemente evocativi.

Non si tenta di copiare la natura secondo un canone predefinito ma se ne ricerca lo spirito che la pervade.

Infatti, per questo tipo di opere è stato creato un termine specifico, “Penjing”, ovvero paesaggio in vaso.

Le prime opere che si possono definire tali, secondo le regole attuali, risalgono alla Dinastia Tang, che si è sviluppata dal 618 al 907 d.C.. A questo periodo risale una raffigurazione murale, nella quale si rappresenta chiaramente una damigella d’onore che tiene nelle sue mani un paesaggio in vaso. Il tutto è stato rinvenuto nella tomba del principe Zhang Huai, appartenente alla prima Dinastia Tang. La tomba risale al 706 d. C. e si trova nella provincia dello Shanxi. Un altro modo per conoscere meglio quest’arte lo si apprende dallo studio delle opere letterarie della stessa Dinastia. Nelle poesie si ritrovano con frequenza descrizioni di paesaggi in miniatura, già caratterizzati da diversi stili.

Successivamente, con la Dinastia Song del Nord, che ha regnato dal 960, al 1279 d.C., le arti pittoriche hanno scoperto una nuova primavera e con esse anche il Penjing. In quel periodo, i dipinti e le opere di Penjing descrivono l’armonia di alberi fantastici e pietre grottesche, che in breve tempo diventano una moda. In questo periodo si definiscono e si perfezionano due tipi di Penjing: il Penjing che ha come soggetti principali le montagne e il Penjing che predilige l’acqua e gli alberi, già molto simile a quello attuale. Il Penjing cinese conosce la sua massima perfezione durante le Dinastie Ming e Qing, per un lungo periodo, dal 1368 d.C., al 1911. In questo arco temporale molto ampio, le opere di Penjing tendono a descrivere con armonia e minuzia di particolari la concezione pittorica e il sapore poetico.

Negli ultimi anni della dinastia Qing e anche successivamente, il Penjing ha conosciuto momenti meno luminosi. Solo negli ultimi decenni, quest’arte raffinata ha ritrovato parte del suo antico splendore, con l’introduzione di molte novità, con idee e innovazioni tecniche basate su vecchie tradizioni.

Come abbiamo visto il Penjing è una tecnica molto particolare di giardinaggio, che si lega a doppio filo con la pittura del paesaggio e la poesia.

In Cina si fa riferimento a tre arti distinte ma strettamente collegate: la poesia, la pittura paesaggistica e il Penjing. Tutte sono interconnesse le une alle altre, ciascuna richiede una comprensione delle altre, con le relative competenze, per poter essere completa. In Cina, l’arte del Penjing è chiamata la poesia silenziosa e la pittura tridimensionale.

Durante la Dinastia Tang, dal 1127al 1279 d.C., l’arte bonsai cinese, sbarca in Giappone. Si pensa che i monaci buddisti provenienti dalla Cina portassero con sé le opere del Penjing mentre viaggiavano in Giappone. A partire dal VI secolo d.C., molte idee culturali provenienti dalla Cina furono fatte proprie dalla vita di corte giapponese e per molti secoli il Penjing in Giappone mantenne la sua antica radice cinese. Nel XIII secolo il Penjing era un’arte praticata da molti membri dell’aristocrazia e dai samurai giapponesi. Quando questa forma d’arte assunse una propria identità in Giappone, divenne nota come hachi-no-ki, che si traduce come “albero in vaso”. Fu solo nel 1800 che il termine Bonsai fu adottato nell’Azakusa Park, un famoso centro bonsai nelle vicinanze di Tokyo.

I modelli del Penjing cinese

Quando si parla di Bonsai e Penjing si è soliti definire stili diversi ma comuni ad entrambe le discipline. Per la rappresentazione degli alberi esistono tre stili fondamentali:

  • albero singolo
  • albero in gruppo o foreste
  • paesaggio

Lo stile ad albero singolo è condiviso da Bonsai e Penjing. La maggior parte dei Bonsai e dei Penjing a singolo albero possono essere classificati in uno dei seguenti cinque stili di base, definiti in base alla postura del tronco. L’artista focalizza la propria attenzione sull’esprimere la natura intrinseca del materiale vegetale, non costringe l’albero a seguire uno stile predefinito.

  1. Verticale formale E’ riconoscibile da una pianta con un tronco dritto, con l’apice direttamente sopra le radici. Questo rappresenta un albero con una crescita costante, verso l’alto, che beneficia del poco stress ambientale e da un’assenza di competizione. Lo scopo di questa forma è di esprimere forza, calma ed equilibrio.
  2. Verticale informale Si riconosce per il tronco naturalmente curvo, con l’apice situato sopra, o quasi, la base del tronco. Qui si rappresenta un albero che si fa strada verso l’alto mentre si adatta e reagisce agli stimoli dell’ambiente circostante. Si vogliono rappresentare le modifiche dell’albero alle mutevoli condizioni, in cerca di una stabilità silenziosa.
  3. Tronco inclinato Si costruisce una pianta con un tronco inclinato, che posiziona l’apice vegetativo lontano dalla base. L’albero continua a crescere nonostante le sollecitazioni causate da parte delle forze della natura. La stabilità è precaria in quest’opera.
  4. Tronco a semi-cascata Si ha una linea del tronco prevalentemente orizzontale. La maggior parte della chioma dell’albero è sopra il vaso e l’apice vegetativo è posizionato all’esterno e sotto il bordo del vaso. L’albero resiste e reagisce alle sollecitazioni del vento e all’erosione del suolo. Sono palpabili la tensione e la lotta contro le avversità degli agenti atmosferici.
  5. Tronco a cascata. Lo si riconosce per una linea del tronco rapidamente discendente con la maggior parte della chioma che si trova sotto il bordo del vaso e con l’apice vegetativo che prosegue la discesa. L’albero cresce sul bordo di un abisso. Si trasforma e contrasta le avversità.

Nello stile di alberi in gruppo o in foresta gli alberi possono essere raggruppati in due, tre, cinque o più esemplari in un solo vaso, al fine di trasmettere una relazione naturale, quasi impalpabile tra ogni albero all’interno della composizione. Queste opere di solito sono realizzate impiegando una singola specie arborea, anche se questa non è una regola rigida. Il movimento tratteggiato da ogni singola pianta è in relazione con quello delle altre. In genere, viene ricreata una gerarchia con un albero dominante e gli altri subordinati. Si cerca di trasmettere la crescita naturale di un bosco. Gli stili visti sopra possono essere usati con un utile vantaggio e gli alberi possono sembrare spazzati dal vento, posizionati su rocce. Gli alberi sono disposti in modo tale che ognuno possa essere visto di fronte. In genere sono sottili triangoli verticali, che si sviluppano in una composizione armonica dove i singoli alberi hanno le parti della chioma, a loro volta composte da più piccoli triangoli orizzontali. Per la sua complessità di creare relazioni armoniose, questo stile non è indicato per i neofiti della materia.

Lo stile paesaggistico è lo stile più antico di Penjing. È il risultato del desiderio dell’artista di ricreare i paesaggi montuosi della Cina, racchiuso in uno spazio personale estremamente piccolo. La dimensione di questo paesaggio consente allo spettatore di ammirare e apprezzare un insieme di dettagli del paesaggio in uno spazio minuscolo. L’artista con la sua opera trasmette la sensazione di un ambiente montuoso reale ma distante e meraviglioso. L’elemento che ha maggiore risalto è la roccia, che viene completata dal materiale vegetale, da piccole figure e da accessori ricreati per la composizione. Anche qui gli stili e i dettagli sono molteplici. Se la composizione ha del terreno, il design si ha un “land Penjing”. Se si inserisce l’acqua insieme al suolo, allora si parla di “Penjing di acqua e terra”. Se l’acqua non è fisicamente presente ma è suggerita da ciottoli bianchi fini o sabbia, si parla di “Penjing di terra con una suggestione d’acqua”. In tutti i casi la composizione è disposta su un vaso che si sviluppa in orizzontale.

Gli artisti in Cina innovano e sviluppano costantemente le forme del Penjing. Quindi lo stile e il contenuto della forma d’arte variano ma tutti hanno il tratto comune di applicare materiali naturali per esprimere paesaggi naturali.

Il Penjing è un’arte che ha lo scopo di vedere il grande dal piccolo. Spesso è creato come uno strumento per esprimere e trasmettere emozioni personali. L’uomo desidera naturalmente una vita tranquilla che lo immerga nella natura. Spesso però si allontana dall’ambiente naturale per concentrarsi sul lavoro e sulla famiglia. Lo stress e la competizione per sopravvivere in un mondo moderno e sempre più industrializzato fanno perdere all’uomo la connessione con la natura e la scala di priorità che dovrebbero regolarne una vita più salutare.

L’arte del Penjing consente di perseguire la pace e la tranquillità interiore e soddisfare il desiderio di essere parte della natura. E’ una forma d’arte che esprime il desiderio umano di amare la natura e la pace nel mondo.

Il Penjing è usato per decorare le case e per coltivare l’espressione di sé, al fine di ottenere una vita più sana e felice. Questo è simile al modo in cui l’arte del Bonsai mira a evidenziare e rappresentare il maestoso potere e la bellezza della natura per evocare un senso di nostalgia e una maggiore consapevolezza sul profondo legame dell’umanità nell’apprezzare e proteggere la natura vivente.

La concezione artistica del Penjing

L’abilità di modificare un paesaggio in vaso può essere riassunta nelle regole che seguono:

  1. Disegnare prima diverse forme sul legno per decidere il suo futuro profilo di sviluppo.
  2. E’ opportuno cercare di visualizzare il lavoro da diverse angolazioni prima di prendere decisioni.
  3. Durante la coltivazione e la modellazione, si deve ricercare l’armonia e la coerenza delle posizioni dei rami e dei tronchi.
  4. Per comporre la scena nel suo insieme, dovrebbero esserci relazioni primarie e secondarie tra rami e tronchi.
  5. Modellazione, disposizione, rami e tronchi hanno la loro scala gerarchica, da non dimenticare.
  6. La composizione dovrebbe avere un ordine da sinistra e destra ma dovrebbe mantenersi l’armonia complessiva.
  7. Dovrebbe esser bilanciato lo spessore e la magrezza di rami e tronchi per ottenere un rapporto naturale.
  8. E’ opportuno fare attenzione all’equilibrio complessivo e non stressarsi solo per un lato.
  9. Anche sopra e sotto sono importanti, per gestire la parte superiore della pianta, la chioma, e la parte inferiore, la radice.
  10. Nella creazione dell’opera meglio usare regole realistiche e non esagerare.
  11. Prestate attenzione a mantenere l’equilibrio, come le dimensioni e le proporzioni di alberi, capanne e figure.
  12. La sezione tra ciascun nodo dei rami o dei tronchi dovrebbe svilupparsi naturalmente a lunghezze diverse, non tutte identiche.
  13. Tutti i tronchi e i rami dovrebbero avere uno spessore diverso nel processo di crescita naturale per ottenere armonia.
  14. Quando si tagliano o si allungano tronchi e rami meglio cercare tortuose variazioni e mai la rigidità o l’eccessiva morbidezza.
  15. L’allineamento di rami e tronchi non richiede solo tortuosità ma anche ondeggiamenti.
  16. Quando si distribuiscono tronchi e rami, dovrebbe rendersi la densità appropriata alla scena.
  17. Il modello e lo scenario creati dovrebbero avere una concentrazione e una distribuzione adeguate.
  18. Come nella pittura tradizionale cinese, anche per il Penjing è importante lasciare spazi vuoti, così si enfatizza la contrapposizione tra immaginazione e realtà.
  19. E’ consigliabile usare alternanze tra duro e morbido affinchè lo slancio dei rami sia forte e vivo.
  20. La posizione che sostiene i rami dovrebbe essere in un rapporto altezza e spessore che rifletta il reale andamento della pianta in natura
  21. La parte superiore della pianta, lo spessore dei rami e delle radici e il loro rapporto di forza dovrebbero essere in una naturale armonia.

Dove posso acquistare un Bonsai?

penjingLa maggior parte dei garden centers vendono Bonsai a prezzi competitivi. E’ chiaro che la qualità di questi è quasi sempre discutibile. Tuttavia, se osservate attentamente, a volte potete trovare del materiale interessante. Molti negozi di Bonsai specializzati, anche online, vendono alberi di Bonsai ma con prezzi leggermente più alti. In commercio potete trovare alcune piante che sono coltivate come piante di bonsai da interno, come i Ficus e l’Olmo cinese. Questi sono adatti per essere tenuti in casa o in ufficio purché siano posizionati in un luogo molto luminoso, preferibilmente davanti a una finestra esposta a sud.

Di seguito ecco alcuni consigli di base per l’acquisto dei Bonsai:

  • Acquistate sempre un albero più indicato per il luogo in cui intendete posizionarlo. Solo le piante di origine subtropicale andranno bene all’interno. Al contrario, solo gli alberi da esterno potranno sopravvivere bene solo se posizionati all’esterno.
  • Con tecniche specifiche come la potatura sarete in grado di cambiare la forma della pianta. Questo richiede delle conoscenze più approfondite che necessitano di tempo per essere apprese correttamente. Quando acquistate un nuovo albero assicuratevi di selezionare un albero con un tronco che vi piace, cercare di cambiarlo richiederebbe molto tempo e pazienza.
  • Evitate di iniziare con l’acquisto di una specie di albero difficile da curare. E’ preferibile iniziare, almeno per i principianti, con un albero di facile manutenzione.
  • Non dimenticate di sapere quale specie di albero avete scelto. Questo è importante per cercare informazioni su come prendersene cura correttamente.
  • Assicuratevi di selezionare una pianta sana, che mostri una crescita vigorosa.

Controllate sempre che il vaso non presenti dei problemi o sia danneggiato.

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