Sono tra le piante più antiche del mondo e, una volta morte, i loro resti si trasformano nella fonte di energia che alimentò la rivoluzione industriale, trasformando l’America da regione selvaggia a mega stato. Questa fonte di energia è anche una delle cause della più grande catastrofe che oggi il mondo deve affrontare: il cambiamento climatico.

Le felci nacquero 335 milioni di anni fa, un numero quasi inconcepibile. Le foglie e le fronde leggerissime si nutrivano dei raggi del sole e immagazzinavano l’energia solare, finché non cadevano e diventavano materia organica. Col passare del tempo rimasero sepolte sotto un sedimento fangoso. All’inizio si trasformarono in uno strato poroso di torba, fino a formare, dopo molti millenni di compressione, uno strato ricco di carbonio e pieno di potenziale energia nera: il carbone.

carbonefelceNel XVIII secolo il commercio del carbone era fiorente, e alla metà del 2° millennio d.C. si può dire che molte persone fossero diventate ricche e famose grazie a ciò che rimaneva delle felci. Solo dopo gli anni 60 del ‘900 si chiarì che l’effetto combinato della combustione di combustibili fossili e del rilascio di gas metano stava distruggendo lo strato di ozono della stratosfera che protegge la Terra dalle radiazioni nocive per l’uomo.

Nel 2000, si è arrivati a consumare ogni anno felci e alberi fossilizzatisi nel corso di 2 milioni di anni. Da tutto il mondo ora arrivano appelli affinché si smetta di prendere il carbone dalla natura, bruciarlo e poi emetterne gli scarti nell’aria. Dovremmo ritornare alla ciclicità della natura stessa e trasformare le emissioni in immissioni di energia per le generazioni future.

Le felci sono piante particolari anche perché non sono dotate di semi, frutti e fiori come le cosiddette piante superiori (angiosperme e gimnosperme) ma si riproducono tramite spore, cellule che sono riunite in piccoli gruppi sulla pagina inferiore all’apice del fogliame.

Il loro valore ornamentale non è assolutamente da sottovalutare in quanto sono molto adatte ad arredare di verde i nostri appartamenti. Nonostante il loro ambiente prediletto sia il sottobosco, sono piante che si adeguano senza grossi problemi anche a climi ben differenti da quello del loro luogo d’origine.

asplenium nidus felceLe specie coltivate in casa sono moltissime, e appartengono solitamente ai generi Adiantum, Asplenium o Nephrolepsis.
Non sono esigenti per quanto riguarda la luce perché arrivano a preferire il buio ai raggi diretti. L’attenzione maggiore va infatti rivolta alle annaffiature: il loro terreno va rigorosamente tenuto umido. Essendo piante sempreverdi sono le più indicate per trasformare la nostra casa in oasi verdi anche durante il freddo e grigio inverno che è in arrivo.

capelvenere felce felce

 

3 pensieri su “felci, le super piante

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