piralide del bosso

Gli appassionati di giardinaggio, i giardinieri professionisti e chiunque abbia un minimo di conoscenza del mondo vegetale, si è accorto che negli ultimi anni sono apparse numerose specie di insetti aliene rispetto ai territori in cui sono state trovate. Queste nuove specie, se portate in un habitat adatto a loro non mostrano alcuna difficoltà a crescere e a riprodursi. Purtroppo, nei nuovi ambienti mancano i predatori naturali delle specie esotiche, che fungerebbero da limitatori spontanei della loro proliferazione. In questo modo il nuovo ospite non incontra alcuna difficoltà a riprodursi, a crescere e a diffondersi in nuovi areali, causando conseguenti danni, anche considerevoli, alle piante ornamentali o alle colture agricole.

I giardinieri esperti si trovano a dover fronteggiare insetti fino a pochi anni fa sconosciuti, capaci di riprodursi velocemente. Devono capire quali strumenti utilizzare: trappole, insetticidi chimici, di origine vegetale o anche antagonisti naturali. Il mio suggerimento è sempre quello di cercare un rimedio che abbia il massimo rispetto dell’ambiente, con il minor impatto possibile sugli insetti utili e sull’uomo. Problema che si fa più complicato in un ambiente urbano, dove molti prodotti di sintesi non possono essere impiegati a causa delle limitazioni imposte dal PAN (Piano d’Azione Nazionale).

La farfallina del bosso, il cui nome scientifico è Cydalima perspectalis, è una falena che è stata introdotta in Europa nel 2006/2007, attraverso importazioni di piante “poco controllate” in Germania, provenienti dal Sud-Est asiatico. Le larve di questa farfalla si cibano di alcune specie di bosso (Buxus spp.), una pianta molto diffusa in tutta Europa e nel bacino del Mediterraneo. Il bosso è una delle piante più comunemente usata nei secoli per la formazione di siepi in forma obbligata o per costruire piante allevate in arte topiaria. Una pianta presente in numerosi parchi e giardini storici e di pregio di numerosi paesi europei.

Le ali della piralide del bosso hanno un colore bruno violaceo, con una macchia bianca vicino al centro dell’ala anteriore.

Nei luoghi in cui le larve sono presenti in gran numero, questo lepidottero può arrecare seri danni alle piante ornamentali, arrivando a sfigurare siepi di bosso e piante in arte topiaria ornamentali, defoliandole completamente in pochissimo tempo.

Informazione base sulla Piralide del bosso

Vediamo adesso alcune caratteristiche salienti della Cydalima perspectalis.

  • Il bruco del bosso, Cydalima perspectalis, proviene dall’Asia orientale. In pochi anni è divenuto un pericoloso parassita in diversi paesi del Vecchio Continente, dove si è diffuso e continua a diffondersi facilmente.
  • Il suo alimento principale è costituito da piante di Buxus, in particolare preferisce alcune specie, tipo il Buxus sempervirens ‘Rotundifolia’.
  • Le larve o bruchi si nutrono delle foglie tenere della pianta. Come abbiamo detto sopra, se l’infestazione è massiccia, possono impiegare pochi giorni a defoliare una pianta adulta. Una volta che le foglie sono terminate, le larve attaccano la corteccia, arrivando fino a causare il disseccamento dell’intera pianta.
  • Nelle regioni in cui la farfalla è presente in colonie numerose e riesce a compiere due cicli riproduttivi in un anno, le siepi di bosso si sono ridotte notevolmente in pochi anni.
  • La diffusione sulle lunghe distanze, in areali nuovi all’insetto, avviene principalmente a causa dello spostamento di piante di bosso infestate e non controllate con attenzione.
  • La piralide de bosso può essere identificata facilmente grazie ad alcune sue caratteristiche morfologiche.
  • Uno degli strumenti più efficaci per rilevare la presenza o meno della piralide del bosso, sono le trappole dalla forma di secchio, con all’interno esche a base di feromoni.
  • La Cydalima perspectalis, una volta che si è insediata in un territorio, difficilmente sarà eliminata. Tuttavia, uno strumento efficace nella lotta biologica a questo insetto è costituito dal Bacillus thuringiensis Kurstaki.

Nota bene:

I pesticidi, se non vengono impiegati e applicati correttamente, possono essere dannosi per l’uomo, gli animali domestici, le piante, i pesci, l’ambiente acquatico e la fauna selvatica.

Cercate di limitare al massimo, se possibile, l’uso dei pesticidi. Se dovete usarli, leggete attentamente le indicazioni riportate sulle confezioni dei singoli prodotti e applicateli in modo selettivo e attento.

Seguite con attenzione tutte le regole raccomandate dalla legge e dal buon senso per il loro utilizzo corretto.

Seguite con attenzione le regole raccomandate per lo smaltimento dei pesticidi scaduti e dei loro contenitori vuoti.

Ciclo di vita e aspetto della piralide del bosso

piralide del bosso falenaLa piralide del bosso (Cydalima perspectalis) femmina deposita da 5 a 20 uova per volta, all’interno di una massa gelatinosa trasparente, sulla superficie inferiore delle foglie delle piante di bosso. Fortunatamente non è difficile riconoscere queste sacche gelatinose con le uova sulla pianta ed è altrettanto semplice rimuoverle manualmente.

Le larve sono di colore verde chiaro, con delle strisce nere e con punti e peli bianchi. Alla sommità hanno una testa di colore nero. A seconda delle condizioni ambientali in cui si trovano, come ad esempio il numero di ore di luce, la temperatura e la fonte di cibo, le larve attraversano da cinque a sette stadi.

Le pupe rimangono ben nascoste tra le foglie della pianta e sono difficili da individuare. Sono verdi, con linee longitudinali marroni all’inizio della pupa. Successivamente, le linee assumono un colore marrone chiaro, con un motivo scuro verso la fine della pupa.

Si possono riconoscere due varianti di adulti. Quello più comune è principalmente bianco cangiante, con una fascia marrone scuro al margine esterno e una caratteristica macchia bianca sulle ali anteriori. L’altro tipo è tendenzialmente marrone chiaro, con una macchia bianca sulle ali anteriori.

La piralide del bosso da adulta ha l’aspetto di una farfalla, con un’estensione della superficie alare di circa 4 cm. Sulla testa hanno due lunghe antenne. Le farfalle adulte padroneggiano bene l’aria. Durante le ore di luce riposano sui bossi o su altre piante vicine. La Cydalima perspectalis ha una diapausa obbligata di sei o otto settimane. A seconda della durata del giorno possono entrare in diapausa nel quarto o quinto stadio. (In biologia, la diapausa è lo stadio di quiescenza presente durante lo sviluppo di molti organismi dalla fecondazione dell’uovo all’adulto; il numero e la durata dei periodi di diapausa variano a seconda delle specie, degli individui e delle condizioni ambientali. Treccani)

La larva di Cydalima perspectalis trascorre l’inverno protetta all’interno di un bozzolo di tessuto formato da sottili fili simili a seta. La piralide si prepara al sopraggiungere della stagione fredda in autunno, costruendo la sua capsula protettiva tra la vegetazione e sverna allo stato pupale. Riesce a superare anche inverni con temperature minime vicine ai -28°C. La primavera dell’anno seguente, porta a termine la sua crescita e, dopo 4 settimane dedicate solo a nutrirsi, si impupa nascosta tra le foglie. Una volta raggiunta l’età adulta, le farfalle volano via per accoppiarsi. In questo modo il ciclo ha di nuovo inizio. In molte regioni d’Italia la piralide del bosso riesce a riprodursi per 2/3 volte in uno stesso anno, da marzo ad ottobre. Se le condizioni di clima e ambiente lo permettono, la farfalla riesce a riprodursi anche per ben quattro volte in uno stesso anno.

Come riconoscere la presenza della Piralide del bosso

Spesso mi è capitato di effettuare sopralluoghi in giardini di nuovi clienti. In alcuni di essi le piante di bosso apparivano quasi completamente senza foglie o con solo lo scheletro rimanente della foglia originale. In più erano ben visibili intrecci di sottili fili di seta, costruiti dalle larve dell’insetto, per collegare i rametti e le poche foglie ancora presenti. Le larve mangiano le foglie in modo diverso a seconda dello stadio di sviluppo in cui si trovano. Le larve di solo pochi giorni consumano più facilmente la parte inferiore della pagina fogliare. Le larve più cresciute non fanno distinzione e finiscono con voracità l’intera foglia, mantenendo intatte soltanto le nervature principali. Prese dalla frenesia alimentare le larve arrivano a nutrirsi anche della corteccia dei giovani rametti, lasciando alla pianta prospettive di vita davvero minime.

Altri sintomi della presenza della piralide del bosso comprendono la tessitura dei rami con escrementi e con residui della muta, come ad esempio le capsule della testa nera di diverse dimensioni.

Se l’infestazione è massiccia e non si sono messe in atto misure per contenerne la diffusione, le piante vengono completamente erose fino alla corteccia in pochi giorni. Difficilmente queste potranno riprendersi e sopravvivere, anche se oggetto di pesanti trattamenti insetticidi.

La presenza della piralide del bosso si nota molto bene su piante di bosso potate a siepe con frequenza o su piante allevate con la tecnica dell’arte topiaria. I primi sintomi si notano bene nelle parti inferiori della pianta.

Un ulteriore danno causato dalla piralide del bosso alle piante è un fungo che, spesso, si sviluppa insieme alla presenza dell’attività delle larve, il Cylindrocladium buxicola Henricot.

Il Cylindrocladium buxicola Henricot è un fungo patogeno che è all’origine del disseccamento delle foglie del bosso.

Tutte le specie di bosso sono colpite dalla Cylindrocladium buxicola Henricot, tra queste il Buxus sempervirens, il Buxus microphylla e il Buxus sinica. Tuttavia, le diverse specie e varietà colturali hanno una reazione diversa alla piralide del bosso in base alle condizioni ambientali e climatiche. Il Buxus balearica sembra essere quello che meglio resiste alla Cylindrocladium buxicola Henricot, mentre il Buxus sempervirens “Suffruticosa” (noto anche come Buxus Pumila) sembra essere quello più colpito.

Come difendersi dalla piralide del bosso

Se si ha la fortuna di essere in una delle poche aree d’Italia in cui ancora la piralide del bosso non si è mostrata con tutta la sua ferocia e abbiamo delle piante dal grande valore ornamentale, consiglierei di installare delle trappole a feromoni nei mesi di marzo e aprile. Queste serviranno a monitorare l’eventuale comparsa degli adulti e ad intervenire per tempo, allo scopo di evitare il diffondersi dell’ospite indesiderato. Per difendere in modo significativo le piante ancora sane l’unico modo efficace è quello di controllare periodicamente lo stato delle piante e di muoversi con tempestività alla prima comparsa dei sintomi. Le larve, nei primi stadi, come abbiamo visto sopra, sono difficilmente individuabili.

Nel caso la piralide del bosso sia già presente sulle piante del vostro parco o giardino, è di grande importanza intraprendere una lotta efficace e tempestiva volta al contenimento della popolazione e alla riduzione al minimo dei danni possibili. L’innalzamento della popolazione comporta sempre una defoliazione delle piante importante e raramente reversibile. Se agiamo in ritardo e diamo modo di essere presenti sulle piante a più stadi di sviluppo della piralide del bosso, la lotta diventerà molto difficile.

Il mio consiglio è quello di muoversi sempre per tempo. All’inizio della primavera, con una temperatura costante al di sopra dei 14°C è consigliabile applicare sulle piante nematodi entomopatogeni (Steinernema carpocapsae). I nematodi attaccano le larve della piralide e le colonizzano portandole alla morte. Affinché il trattamento con i nematodi sia efficace, è necessario che siano presenti le condizioni ambientali ideali, forte umidità e temperature miti.

Per dare ulteriore spessore a questo trattamento nel rispetto dell’ambiente, si può intervenire anche con l’applicazione di preparati a base di Bacillus thuringiensis var. Kurstaki. Anche qui la bagnatura di tutte le foglie e della parte interna della chioma risulta fondamentale.

Essendo trattamenti naturali possono non portare effetti soddisfacenti alla prima applicazione. Per questo motivo si consiglia di ripetere il trattamento, almeno le prime due volte, ad una distanza di circa 10/15 giorni l’uno dall’altro, con lo stesso prodotto.

Se in giardino o sul terrazzo avete una o poche piante di bosso, potete pensare di intervenire manualmente, rimuovendo singolarmente le larve e gli adulti.

Per tutti i prodotti che vorrete acquistare ed applicare sulle vostre piante di bosso per difenderle dalla Cydalima perspectalis, leggete sempre attentamente le etichette riportate sulle confezioni, rispettando tutte le precauzioni necessarie, impiegando tutti i dispositivi di protezione individuale previsti dalla legge. Fate bene attenzione alle frasi di rischio, ai tempi di carenza e di rientro. La salute è un bene prezioso!

Nel caso non vi sentiate sicuri sul da farsi, chiedete l’aiuto di un giardiniere professionista, contattatemi.

Molti prodotti di origine naturale o organica sono efficaci se impiegati sulle piante al momento giusto e, ancora meglio, per prevenire il problema. E’ sempre opportuno, in giardino, creare le condizioni colturali ottimali per ogni pianta per evitare o limitare l’insorgere della patologia e per stimolare lo svilupparsi delle difese naturali delle piante stesse. Alcuni prodotti naturali sono efficaci ma non sono una panacea per tutti i mali. Sono utili alleati che ritengo necessario conoscere per creare un equilibrio vitale nel giardino intorno alle piante che amate. Da non dimenticare anche le utili consociazioni di piante, di cui abbiamo già più volte parlato.

Basta avere pazienza, imparare a conoscere le alternative e sperimentare sempre nuove vie per il giardinaggio sostenibile.

A questo punto, non vi resta che iniziare a sperimentare e condividere con noi le vostre esperienze verdi, lasciando un commento sul mio sito!

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