Foglie mangiate dall’oziorrinco: ecco come combatterlo

 In orto e orticoltura

L’oziorrinco (Otiorhynchus)  è un insetto originario dell’Europa che colpisce numerose specie di piante. In genere si sviluppa più facilmente in serra o in vivaio, dove trova abbondanza di cibo. Sempre più spesso, però, è facile trovarlo nelle colture in pieno campo, nei giardini e nei terrazzi. Basta che una nuova pianta che abbiamo acquistato in un garden center, in vivaio o che ci ha regalato un amico, contenga pochi esemplari di questo sgradito ospite per infestare le nostre amate piante.

In Italia è molto diffuso nelle regioni centrali e meridionali. Attacca piante come Photinia, Laurusnobilis, Viburnumtinus e molte altre ancora. E’ molto attivo soprattutto durante le ore notturne. Quando l’adulto non mangia le foglie, le larve colpiscono le radici delle piante ospiti. Un vero flagello.

L’oziorrinco cos’è?

oziorrinco-2L’Otiorhynchus (comunemente oziorrinco) è un insetto, dell’ordine dei Coleotteri Polifagi, appartenente alla famiglia dei Cuculionidi. Tra le piante che lo ospitano troviamo alcune erbacee, ornamentali da siepe e da fiore, forestali autoctone e non. Durante il giorno, l’adulto vive nascosto nei vasi o nel terreno. Al calare della notte, esce dal suo riparo ed inizia a nutrirsi di ciò che predilige, le foglie più giovani e tenere delle piante. Alle prime luci del mattino, torna al sicuro, fino al prossimo banchetto. Per questo motivo, la lotta a questo parassita è piuttosto difficile.

Gli adulti si presentano di colore scuro, tendente al nero, con delle striature più chiare lungo tutto il corpo. In quanto insetto, ha sei zampe, tre per parte. Sulla testa, troviamo due antenne e una specie di becco, il tipico rostro. La corazza che ricopre il corpo è coriacea. Le larve sono di colore chiaro, biancastro, con il capo di colore ocra.

I danni maggiori alle piante sono provocati, senza dubbio dalle larve, con la loro insaziabile voracità. Penetrano nelle radici, scavando gallerie e rovinando tutto ciò che incontrano. Se vedete nel vostro giardino un Viburnumtinus (lentaggine), con le foglie piccole, stentate, di colore giallastro, non fatevi molte domande. Osservate con attenzione e troverete, sicuramente, le tracce della presenza di questo fastidioso parassita, con le sue larve. Presto, la pianta colpita deperirà in modo irrecuperabile. Al contrario, se vedete delle foglioline con delle morsicature rotonde ma profonde, avrete gli adulti. Questi producono per lo più danni estetici ma non sostanziali alla salute della pianta.

Durante la stagione fredda le larve si riparano nel terreno, dove sfuggono alle intemperie. In primavera, raggiungono l’età adulta. Le femmine, che costituiscono la gran parte degli esemplari adulti, nel mesi di giugno sfarfallano. Successivamente, depongono le nuove uova ai piedi delle piante, in modo da favorire i nuovi insetti. Dalla schiusa delle uova, nasceranno nuove larve che si nutriranno del rizoma delle piante e causeranno nuovi danni ai loro ospiti. In compenso, sappiate che in un anno solare riesce a fare una sola generazione.

Quando e come eliminare le larve di oziorrinco

La lotta, biologica o chimica, a questo divora tutto è piuttosto difficile se non eseguita con criterio. E’ importante sapere che gli esemplari adulti sono molto resistenti ai principi attivi dei comuni insetticidi, i quali, in genere, agiscono per contatto sull’obiettivo. I trattamenti, comunemente, sono eseguiti durante le ore più fresche della giornata, quando, però, l’oziorrinco, è al riparo. Se impieghiamo insetticidi sistemici, che permangono nei tessuti della pianta, l’oziorrinco dovrebbe mangiarne in gran quantità e per giorni prima di essere colpito dai principi attivi del preparato.

Per avere successo in questa impari lotta, dovrete agire d’astuzia e combattere le larve e non gli adulti, che come abbiamo appena visto, sono molto ostici. Se in giardino avete anche delle piante che impiegherete in cucina, meglio non usare prodotti di sintesi e cercare rimedi che siano ecosostenibili.  Quando usate un antiparassitario chimico, dovete leggere con attenzione l’etichetta della confezione. Qui sono riportati i tempi di rientro e di carenza successivi all’applicazione del prodotto.Il tempo di rientro è il tempo che deve trascorrere, successivamente ad un trattamento, per poter entrare nuovamente nelle aree sottoposte a trattamento, senza essere coperti dalle protezioni consone all’esecuzione dei trattamenti. Il tempo di carenza (noto anche come intervallo di sicurezza) costituisce il numero minimo di giorni che devono trascorrere tra la data del trattamento e la data di raccolta di frutti e ortaggi per il consumo.

Per la lotta chimica, può essere efficace se effettuata nel momento in cui gli adulti sfarfallano. Si tratta l’apparato fogliare delle piante, dove ci si aspetta di trovare gli insetti. Con tale metodo, sarà molto difficile riuscire a colpire le larve nel terreno.

Lotta oziorrinco i rimedi naturali

Se volete tentare un approccio naturale,  dovrete avere più attenzione e pazienza ma forse i risultati saranno migliori e indolori per l’ambiente.

È possibile contrastare la presenza delle larve dell’oziorrinco grazie a insetti antagonisti naturali, ovvero insetti che si nutrono di altri insetti. Si possono mettere in campo dei Nematodi entomoparassiti del genere Heterorhabditis bacteriophora. Larve di insetti innocui per la pianta ma letali per le larve di oziorrinco.

beauveria-bassiananematodi sono attivi nel terreno, nel quale si muovono a caccia delle loro prede. Il comportamento entomopatogeno funziona grazie alla convivenza simbiotica con un batterio del genere Xenorhabdus che viene inoculato nell’ospite , dove, grazie a lui nematode trova terreno fertile in cui crescere. Al termine dell’”attacco” migliaia di nuove larve del nematode lasciano la larva ormai svuotata in cerca di nuove.

Questo metodo consente di avere buoni risultati in tempi brevi e con effetti duraturi nel tempo. La facilità d’uso e l’assenza di contro indicazioni o pericoli per l’uomo e l’ambiente, sono due pregi innegabili.

Perché il trattamento abbia effetto, la temperatura del suolo deve essere compresa tra i diciotto e i ventidue gradi. Il terreno deve essere mantenuto umido per favorire lo spostamento dei nematodi.

In alternativa ai Nematodi, potreste provare la Beauveria bassiana. Un fungo endofita ed entomopatogeno, ospite letale di numerosi parassiti delle piante. Anche per questo parassita, le condizioni ambientali e di umidità, sono fondamentali alla riuscita del trattamento. Il fungo emette delle spore, che con caldo ed umidità nascono e si sviluppano con delle ife, sottili filamenti. Questi penetrano nell’ospite e lo colonizzano. Il fungo continua a crescere, genera nuove ife e blastospore, che entrano in circolo nell’ospite. Successivamente, inizia la produzione di tossine, che in pochi giorni causeranno la morte dell’insetto colonizzato. Il fungo non è pericoloso per l’uomo e gli animali.

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  • antonio
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    Salve nel tuo articolo dici:
    È possibile contrastare la presenza delle larve dell’oziorrinco grazie a insetti antagonisti naturali, ovvero insetti che si nutrono di altri insetti. Si possono mettere in campo dei Nematodi entomoparassiti del genere Heterorhabditis bacteriophora. Larve di insetti innocui per la pianta ma letali per le larve di oziorrinco.
    Bene sono anni che porto avanti una guerra chimica e persa contro l’Oziorrinco, se volessi provare la lotta biologica che suggerisci dove trovo gli insetti a cui fai riferimento?
    Grazie

    • Redazione
      Rispondi

      Buona sera,
      io personalmente ho provato i Nematodi contro le larve di oziorrinco. Ho avuto un ottimo risultato. Gli insetti sono spariti e le foglie delle piante sono rimaste integre. Potrebbe trovarli presso un rivenditore specializzato della sua zona, oppure cercando su internet. Esiste in Italia un’azienda specializzata che li produce e li commercializza. La cosa importante per la lotta biologica è di eseguire i trattamenti con le condizioni climatiche ottimali e seguendo le istruzioni del produttore.

      Buon giardinaggio,
      Tiziano Codiferro

  • Alex
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    Sono più facili da usare i nematodi o il fungo Beauveria bassina? Chi è più efficace dei due?

    • Redazione
      Rispondi

      Sono due cose diverse, uno è un fungo, l’altro un nematode. Per la Beauveria bassiana il meccanismo d’azione è costituito dal rapporto che esiste tra l’insetto e il patogeno. Questo fattore fa sì che sia impossibile che si crei un eventuale sviluppo di meccanismi di resistenza da parte degli insetti. Le spore del fungo prendono vita se a contatto con l’insetto bersaglio. A questo punto, grazie alla produzione di alcuni enzimi, il micelio entra nel corpo dell’insetto e ne causa una progressiva disidratazione. Successivamente, le ife proliferano in modo invasivo e si differenziazione le spore. Questo accade senza che si producano tossine e determina la morte rapida dell’insetto ospite in circa 72 ore dal momento dell’applicazione. Dopo la morte dell’insetto e in condizioni ambientali favorevoli, possono comparire all’esterno del corpo dello stesso delle efflorescenze, simili ad una schiuma bianca, che concorre ancora di più alla diffusione dell’infezione del fungo, come accadrebbe in natura con un sistema in buon equilibrio. I nematodi entomopatogeni sono organismi che esistono naturalmente nel suolo, dove vivono a spese delle larve di alcuni insetti nelle quali penetrano, determinandone la morte. L’insetto infettato, viene ucciso e, in seguito, diviene un substrato ideale per la moltiplicazione e successiva propagazione dei nematodi stessi. Numerosi nuovi nematodi si liberano nel terreno dando vita ad una nuova azione di controllo degli organismi indesiderati. Le temperature del terreno ideali, affinchè i nematodi siano più attivi, sono comprese tra i 18 e i 23 gradi. I nematodi del tipo Heterorhabditis bacteriophora sono in grado di muoversi attivamente nel terreno e sono molto efficaci per la lotta biologica alle larve di oziorrinco oltre che di altri colotteri simili come il maggiolino, che vivono nel terreno nutrendosi delle radici delle piante prima e, una volta adulti, mangiano le foglie od altre parti delle stesse piante.

      Buon giardinaggio,
      Tiziano Codiferro

  • Giulia SCIARRA
    Rispondi

    Salve, per piante in vaso sono meglio i nematodi o il fungo? Secondo lei sarebbe sufficiente cambiare solo la terra? Grazie

    • Redazione
      Rispondi

      I nematodi sono degli antagonisti naturali per degli insetti nocivi alle
      piante ornamentali. Per funghi non so a quali si riferisce. Per alcuni
      insetti dannosi alle colture ornamentali esistono degli antagonisti
      naturali. E’ difficile consigliare una soluzione generica. Bisogna sapere
      quale problema intende affrontare e quale insetto vuole colpire per poter
      consigliare il rimedio naturale migliore. Se ha dell’oziorrinco i nematodi
      funzionano bene se usati nel periodo corretto, per colpire le larve nel
      terreno, altrimenti sono inutili. Cambiare il terriccio del vaso non serve a
      debellare l’oziorrinco ma solo a dare nuova vigoria alle piante in vaso.
      Buon giardinaggio, Tiziano Codiferro

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