L’oziorrinco è un insetto con una dieta vegetale molto variegata. Tra le piante a lui preferite troviamo un gran numero di piante e frutti ornamentali, specialmente quelli coltivati in contenitori. Gli insetti adulti si nutrono prevalentemente delle foglie, mentre le larve si cibano delle radici.

L’oziorrinco (Otiorhynchus) è un insetto originario dell’Europa che colpisce numerose specie e varietà di piante. Si sviluppa più facilmente in serra o in vivaio, dove trova abbondanza di cibo in condizioni ottimali. Sempre più spesso, però, è facile trovarlo anche nei parchi, giardini e nei terrazzi. E’ sufficiente che una nuova pianta appena acquistata in un garden center, in vivaio o che ci ha regalato un amico, contenga pochi esemplari di questo sgradito ospite, per infestare molte delle piante che già abbiamo.

In Italia è molto diffuso nelle regioni centrali e meridionali. Attacca piante come Photinia, Laurus nobilis, Viburnum tinus e molte altre ancora. E’ molto attivo soprattutto durante le ore notturne. Quando l’adulto non mangia le foglie, le larve colpiscono le radici delle piante ospiti. Un vero flagello.

L’oziorrinco cos’è?

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Con il termine oziorrinco, termine latino Otiorhynchus si identifica una classe di insetti che appartiene all’ordine dei coleotteri, sottordine dei polifagi, della famiglia dei Curculionidi. I Curculionidi sono una famiglia di Coleotteri che fanno parte della superfamiglia Curculionoidea. Tutti questi insetti si nutrono di materiale vegetale, tra cui piante vive, semi secchi e anche legno in decomposizione. La gran parte di essi non causa danni evidenti alle piante presenti in giardino e diverse specie sono rare e anche difficili da incontrare.

Per nostra sfortuna l’oziorrinco non è così raro da incontrare e può nutrirsi di una vasta gamma di piante, sia da interno che da giardino. Data la sua famelicità i maggiori danni sono causati alle piante coltivate in vaso. È un insetto molto diffuso e comune. Come detto sopra, gli esemplari adulti prediligono nella loro dieta l’apparato fogliare della pianta durante la primavera e l’estate, mentre le larve si nutrono dell’apparato radicale. L’attività di queste ultime è particolarmente attiva nei mesi dell’autunno e dell’inverno, quando causano i maggiori danni alle piante. Come diretta conseguenza dell’attività delle larve si mostra sulla pianta un contestuale o successivo avvizzimento delle foglie e parziale o totale deperimento della pianta

Le piante che crescono in vasi e contenitori hanno maggiori probabilità di essere gravemente danneggiate dalle larve dell’oziorrinco. Le piante messe a dimora in piena terra possono subire minori danni dall’attacco delle larve, salvo alcune eccezioni, come le giovani piante di Tasso, l’Heuchera, il Viburnum tinus

Gli adulti di oziorrinco apprezzano molto le foglie di numerose piante erbacee e arbustive, tra cui il Rododendro, l’Euonymus, l’Ortensia, la Bergenia e per l’orto la fragola. Per la fortuna dei giardinieri e degli appassionati di giardinaggio gli adulti di oziorrinco difficilmente causano danni tanto rilevanti da danneggiare la vigoria delle piante in giardino. Il peggior danno che possono causare è quello estetico, lasciando dietro di sé solo foglie con evidenti rosicature sui bordi, spesso anche profonde.

Di oziorrinco ne esistono diverse varietà oltre a quelle più comuni, tra cui l’Otiorhynchus crataegi e l’Otiorhynchus armadillo. Gli adulti di queste ulteriori specie causano danni simili a quelli già noti ma con una minore voracità delle larve.

Come si comporta l’oziorrinco

L’Otiorhynchus (comunemente oziorrinco) è un insetto, dell’ordine dei Coleotteri Polifagi, appartenente alla famiglia dei Cuculionidi. Tra le piante che lo ospitano troviamo alcune erbacee, ornamentali da siepe e da fiore, forestali autoctone e non. Durante il giorno, l’adulto vive nascosto nei vasi o nel terreno. Al calare della notte, esce dal suo riparo ed inizia a nutrirsi di ciò che predilige, le foglie più giovani e tenere delle piante. Alle prime luci del mattino, torna al sicuro, fino al prossimo banchetto. Per questo motivo, la lotta a questo parassita è piuttosto difficile.

Gli adulti si presentano di colore scuro, tendente al nero, dipende dalle specie, con delle striature più chiare lungo tutto il corpo. In quanto insetto, ha sei zampe, tre per parte. Sulla testa, troviamo due antenne e una specie di becco, il tipico rostro. La corazza che ricopre il corpo è coriacea. Le larve sono di colore chiaro, biancastro, con il capo di colore ocra.

I danni maggiori alle piante sono provocati, senza dubbio dalle larve, con la loro insaziabile voracità. Penetrano nelle radici, scavando gallerie e rovinando tutto ciò che incontrano. Se vedete nel vostro giardino un Viburnum tinus (lentaggine), con le foglie piccole, stentate, di colore giallastro, non fatevi molte domande. Osservate con attenzione e troverete, sicuramente, le tracce della presenza di questo fastidioso parassita, con le sue larve. Presto, la pianta colpita deperirà in modo irrecuperabile. Al contrario, se vedete delle foglioline con delle morsicature rotonde ma profonde, avrete gli adulti. Questi producono per lo più danni estetici ma non sostanziali alla salute della pianta.

Durante la stagione fredda le larve si riparano nel terreno, dove sfuggono alle intemperie. In primavera, raggiungono l’età adulta. Le femmine, che costituiscono la gran parte degli esemplari adulti, nei mesi di maggio e giugno sfarfallano. Successivamente, depongono le nuove uova ai piedi delle piante, in modo da favorire la nascita dei nuovi insetti. Dalla schiusa delle uova, nasceranno nuove larve che si nutriranno delle radici delle piante e causeranno ulteriori danni ai loro ospiti. In compenso, sappiate che questo insetto in un anno solare riesce a fare una sola generazione.

Quali sintomi presenta una pianta attaccata dall’oziorrinco

Per capire quando una pianta è attaccata da un oziorrinco dovete osservarla con attenzione sia nella vegetazione che, se possibile nelle radici.

Il segno inequivocabile della presenza di questo insetto è vederne uno adulto. Gli adulti hanno uno scudetto di colore scuro, coriaceo, lungo circa 9 mm., di colore variabile a seconda della specie. Le masticature degli adulti sulle foglie sono difficili da confondere con quelle di altri insetti, sono delle rosicature tondeggianti, profonde, dalla forma irregolare, che appaiono dalla fine della primavera all’estate, principalmente sulla nuova vegetazione.

Se avete delle piante in vaso e non sono troppo grandi da essere rimosse temporaneamente dal vaso, potrete controllarne le radici. Le larve dell’oziorrinco sono di colore bianco, prive di gambe, con la testa più scura, lunghe circa 10 mm. Dall’inconfondibile forma a C. Il loro ambiente naturale è tra le radici delle piante dove trovano i nutrienti necessari a crescere e svilupparsi. In presenza di una loro vorace attività le piante presentano parti più o meno grandi appassite, in autunno e in primavera, per poi arrivare anche al disseccamento della pianta.

Specie più comuni di oziorrinco

Come abbiamo detto sopra, l’oziorrinco appartiene alla famiglia dei Corculionidi. Di questi insetti ne esistono diverse specie, vediamo adesso alcune delle più diffuse e comuni nei nostri giardini.

Otiorhynchus rugosostriatus

È una delle specie più diffuse. Si nutre per lo più di colture agricole e di arbusti e alberi che si trovano in bosco. Il colore della parte superiore dello scudetto protettivo è tendente al nero, con un corpo massiccio, con la caratteristica curvatura. Come la maggior parte delle specie di oziorrinco, questa specie è attiva in prevalenza di notte. I danni principali alle piante sono portati dalle larve, che scavano nell’apparato radicale, consumandolo a poco a poco.

Come già detto sopra, le piante che subiscono un attacco dell’oziorrinco rugosostriatus hanno una vegetazione con foglie insolitamente piccole, con poca vigoria, che avvizziscono facilmente. Le piante che sono attaccate da questo tipo di oziorrinco presentano un accrescimento stentato, appassiscono e avvizziscono. Sono ben evidenti le morsicature sulle foglie.

Otiorrhynchus cribricollis

Questo oziorrinco preferisce nutrirsi di piante di olivo, fragole, agrumi e in pieno campo erba medica. Questa specie è leggermente più grande della precedente. Gli adulti hanno un corpo massiccio, dal colore chiaro, tendente al bruno. Questa specie non ha ali. E’ una specie che, se attacca piante giovani, riesce a produrre danni anche molto gravi, fino al disseccamento completo dell’esemplare.

Otiorhynchus sulcatus

Noto anche come oziorrinco della vite. Oltre ala vite si nutre di piante ornamentali da giardino come azalee, rododendri, agrifogli, alloro, ecc..
Questa specie è ancora più grande delle precedenti. Un adulto arriva a misurare fino a 10 mm. Di lunghezza. Il suo corpo è di colore scuro con riflessi lucenti. Ha profondi solchi sul dorso, che è coperto da peli di colore giallo. Le larve hanno un copre bianco sporco, con la tipica testa color arancione. Gli adulti aggrediscono pesantemente la vegetazione della pianta, mentre le larve hanno una capacità aggressiva minore delle altre specie.

Quando e come eliminare l’oziorrinco

La lotta, biologica o chimica, a questo divora tutto è piuttosto difficile se non eseguita con criterio. E’ importante sapere che gli esemplari adulti sono molto resistenti ai principi attivi dei comuni insetticidi, i quali, in genere, agiscono per contatto sull’obiettivo. I trattamenti in giardino o in vivaio, di solito, sono eseguiti durante le ore più fresche della giornata, quando, però, l’oziorrinco, è al riparo. Se impieghiamo insetticidi sistemici, che permangono nei tessuti della pianta, l’oziorrinco dovrebbe mangiarne in gran quantità e per giorni prima di essere colpito dai principi attivi del preparato.

Un suggerimento importante da seguire è quello di controllare spesso le piante che avete in giardino e che possono essere sensibili a questi insetti, così da poter intervenire prima che gli insetti si riproducano in numeri troppo grandi da essere controllati. Cercate le foglie mangiucchiate sulle piante sempreverdi, come indicazione della presenza degli adulti. Quando si sceglie quale soluzione adottare per controllare la presenza di questi insetti, è possibile ridurre al minimo i danni collaterali agli insetti utili e all’ambiente circostante.

Per avere successo in questa impari lotta, dovrete agire d’astuzia e combattere le larve e non gli adulti che, come abbiamo appena visto, sono molto difficili da colpire. Se in giardino avete anche delle piante che impiegherete in cucina, meglio non usare prodotti di sintesi e cercare rimedi che siano ecosostenibili.  Quando usate un antiparassitario chimico, dovete leggere con attenzione l’etichetta della confezione. Qui sono riportati, oltre alle dosi da impiegare, i tempi di rientro e di carenza che devono essere rispettati successivamente all’applicazione del prodotto. Il tempo di rientro è il tempo che deve trascorrere, dopo un trattamento, per poter entrare nuovamente nelle aree sottoposte al trattamento, senza essere coperti dalle protezioni consone all’esecuzione dello stesso. Il tempo di carenza (noto anche come intervallo di sicurezza) costituisce il numero minimo di giorni che devono trascorrere tra la data del trattamento e la data di raccolta di frutti e ortaggi per il consumo alimentare.

Per la lotta chimica, può essere efficace se effettuata nel momento in cui gli adulti sfarfallano. Si tratta l’apparato fogliare delle piante, dove ci si aspetta di trovare gli insetti. Con tale metodo, sarà molto difficile riuscire a colpire le larve nel terreno.

Lotta all’oziorrinco con rimedi naturali

Se volete tentare un approccio naturale, dovrete avere più attenzione e pazienza ma forse i risultati saranno migliori e rispettosi dell’ambiente.

Per prima cosa, se siete degli appassionati di giardinaggio pazienti, provate con questi rimedi manuali:

  • Durante le tiepide sere di primavera e nelle più calde notti estive, controllate le piante del vostro terrazzo, parco o giardino per cercare gli adulti di oziorrinco ed eliminateli manualmente. Se pensate che ancora non sia sufficiente, mettete un telo sotto la pianta, poi scuotetela con energia per farne cadere e raccoglierne altri.
  • Per le piante coltivate in interno o in serra, cercate bene sotto i vasi dove si nascondono gli adulti durante le ore di luce, e rimuoveteli manualmente.
  • Provate a catturare gli adulti con delle strisce appiccicose, come si fa per i topi.
  • Cercate di stimolare la presenza in giardino di loro antagonisti naturali, come uccelli, rane, rospi, ricci e coleotteri
  • Rimuovete, ove possibile, quante più larve possibile dal terriccio dei vasi, svasando temporaneamente le piante ad una ad una.

Se, invece, preferite un approccio naturale ma più strutturato provate con i nematodi.

Per la lotta biologica all’oziorrinco sono disponibili in commercio diverse specie di nematodi, ad esempio Steinernema kraussei, Heterorhabditis megidis, Heterorhabditis bacteriophora e Steinernema feltiae. Possono essere impiegati con successo per le piante coltivate in piena terra o in vaso. Per ottenere i migliori risultati è necessario che le condizioni della temperatura e dell’umidità del terreno siano ideali allo sviluppo e alla mobilità dei nematodi.

beauveria-bassianaSe applicate i nematodi con un terreno secco o particolarmente pesante, questi non avranno sufficiente mobilità e non riusciranno a colpire l’obiettivo prefissato. I nematodi sono indicati per effettuare trattamenti contro l’oziorrinco su tutte le piante ornamentali da giardino e commestibili da orto.

È possibile contrastare la presenza delle larve dell’oziorrinco grazie a insetti antagonisti naturali, ovvero insetti che si nutrono di altri insetti. Si possono introdurre dei Nematodi entomoparassiti del genere Heterorhabditis bacteriophora. Larve di insetti innocui per la pianta ma letali per le larve di oziorrinco.

nematodi sono attivi nel terreno, nel quale si muovono a caccia delle loro prede. Il comportamento entomopatogeno funziona grazie alla convivenza simbiotica con un batterio del genere Xenorhabdus che viene inoculato nell’ospite, dove, grazie a lui il nematode trova terreno fertile in cui crescere. Al termine dell’”attacco” migliaia di nuove larve del nematode lasciano la larva ormai svuotata in cerca di nuove.

Questo metodo consente di avere buoni risultati in tempi brevi e con effetti duraturi nel tempo. La facilità d’uso e l’assenza di contro indicazioni o pericoli per l’uomo e l’ambiente, sono due pregi innegabili.

Perché il trattamento abbia effetto, la temperatura del suolo deve essere compresa tra i diciotto e i ventidue gradi. Il terreno deve essere mantenuto umido per favorire lo spostamento dei nematodi.

In alternativa ai Nematodi, potreste provare la Beauveria bassiana. Un fungo endofita ed entomopatogeno, ospite letale di numerosi parassiti delle piante. Anche per questo parassita, le condizioni ambientali e di umidità, sono fondamentali alla riuscita del trattamento. Il fungo emette delle spore, che con caldo ed umidità nascono e si sviluppano con delle ife, sottili filamenti. Questi penetrano nell’ospite e lo colonizzano. Il fungo continua a crescere, genera nuove ife e blastospore, che entrano in circolo nell’ospite. Successivamente, inizia la produzione di tossine, che in pochi giorni causeranno la morte dell’insetto colonizzato. Il fungo non è pericoloso per l’uomo e gli animali.

Non tutti gli ambienti sono indicati per effettuare la lotta biologica o chimica all’oziorrinco. Alcuni trattamenti richiedono maggiori attenzioni di altri, a causa della presenza di animali, bambini o persone. Se non vi sentite troppo sicuri nella manutenzione delle vostre piante dai parassiti, come l’oziorrinco, nel vostro parco o giardino, cercate l’aiuto di un giardiniere professionista esperto che se ne prenda cura.

Se state cercando di effettuare trattamenti, anche con prodotti specifici, per le piante del vostro giardino, parco o terrazzo, per debellare infestazioni di insetti dannosi, contattatemi. Insieme potremo capire le vostre necessità. Vedremo se le vostre piante sono state colonizzate da quale parassita e quale sia la soluzione migliore da adottare per garantire una sana e folta vegetazione. Posso aiutarvi ad effettuare uno o più trattamenti, in modo che le piante possano prosperare e contribuiscano a creare un ambiente sano e piacevole.

A questo punto, non vi resta che osservare le vostre piante, prendervene cura e condividere con noi le vostre esperienze verdi, lasciando un commento sul mio sito!

24 pensieri su “Foglie mangiate dall’oziorrinco: ecco come combatterlo

  1. antonio dice:

    Salve nel tuo articolo dici:
    È possibile contrastare la presenza delle larve dell’oziorrinco grazie a insetti antagonisti naturali, ovvero insetti che si nutrono di altri insetti. Si possono mettere in campo dei Nematodi entomoparassiti del genere Heterorhabditis bacteriophora. Larve di insetti innocui per la pianta ma letali per le larve di oziorrinco.
    Bene sono anni che porto avanti una guerra chimica e persa contro l’Oziorrinco, se volessi provare la lotta biologica che suggerisci dove trovo gli insetti a cui fai riferimento?
    Grazie

    • Redazione dice:

      Buona sera,
      io personalmente ho provato i Nematodi contro le larve di oziorrinco. Ho avuto un ottimo risultato. Gli insetti sono spariti e le foglie delle piante sono rimaste integre. Potrebbe trovarli presso un rivenditore specializzato della sua zona, oppure cercando su internet. Esiste in Italia un’azienda specializzata che li produce e li commercializza. La cosa importante per la lotta biologica è di eseguire i trattamenti con le condizioni climatiche ottimali e seguendo le istruzioni del produttore.

      Buon giardinaggio,
      Tiziano Codiferro

      • Giuseppe dice:

        Buongiorno mi può dire dove posso rivolgermi io ho la salvia piena di buchi e in estate avevo notato un coleottero verde/marrone luccicante ….ho provato di tutto bio s’intende ma senza risultato se potrà rispondermi grazie saluti Giuseppe

        • Codiferro dice:

          Le foglie della sua Salvia penso siano state mangiate dalle lumache piuttosto che dal coleottero che ha descritto. In Primavera potrebbe provare ad utilizzare un prodotto contro le lumache, meglio se naturale. Per maggiori approfondimenti o verifiche dirette sulle foglie Le consiglio di rivolgersi ad un negozio specializzato della sua zona che si avvalga della collaborazione di un agronomo competente. Buon Giardinaggio!

    • Redazione dice:

      Sono due cose diverse, uno è un fungo, l’altro un nematode. Per la Beauveria bassiana il meccanismo d’azione è costituito dal rapporto che esiste tra l’insetto e il patogeno. Questo fattore fa sì che sia impossibile che si crei un eventuale sviluppo di meccanismi di resistenza da parte degli insetti. Le spore del fungo prendono vita se a contatto con l’insetto bersaglio. A questo punto, grazie alla produzione di alcuni enzimi, il micelio entra nel corpo dell’insetto e ne causa una progressiva disidratazione. Successivamente, le ife proliferano in modo invasivo e si differenziazione le spore. Questo accade senza che si producano tossine e determina la morte rapida dell’insetto ospite in circa 72 ore dal momento dell’applicazione. Dopo la morte dell’insetto e in condizioni ambientali favorevoli, possono comparire all’esterno del corpo dello stesso delle efflorescenze, simili ad una schiuma bianca, che concorre ancora di più alla diffusione dell’infezione del fungo, come accadrebbe in natura con un sistema in buon equilibrio. I nematodi entomopatogeni sono organismi che esistono naturalmente nel suolo, dove vivono a spese delle larve di alcuni insetti nelle quali penetrano, determinandone la morte. L’insetto infettato, viene ucciso e, in seguito, diviene un substrato ideale per la moltiplicazione e successiva propagazione dei nematodi stessi. Numerosi nuovi nematodi si liberano nel terreno dando vita ad una nuova azione di controllo degli organismi indesiderati. Le temperature del terreno ideali, affinchè i nematodi siano più attivi, sono comprese tra i 18 e i 23 gradi. I nematodi del tipo Heterorhabditis bacteriophora sono in grado di muoversi attivamente nel terreno e sono molto efficaci per la lotta biologica alle larve di oziorrinco oltre che di altri colotteri simili come il maggiolino, che vivono nel terreno nutrendosi delle radici delle piante prima e, una volta adulti, mangiano le foglie od altre parti delle stesse piante.

      Buon giardinaggio,
      Tiziano Codiferro

  2. Giulia SCIARRA dice:

    Salve, per piante in vaso sono meglio i nematodi o il fungo? Secondo lei sarebbe sufficiente cambiare solo la terra? Grazie

    • Redazione dice:

      I nematodi sono degli antagonisti naturali per degli insetti nocivi alle
      piante ornamentali. Per funghi non so a quali si riferisce. Per alcuni
      insetti dannosi alle colture ornamentali esistono degli antagonisti
      naturali. E’ difficile consigliare una soluzione generica. Bisogna sapere
      quale problema intende affrontare e quale insetto vuole colpire per poter
      consigliare il rimedio naturale migliore. Se ha dell’oziorrinco i nematodi
      funzionano bene se usati nel periodo corretto, per colpire le larve nel
      terreno, altrimenti sono inutili. Cambiare il terriccio del vaso non serve a
      debellare l’oziorrinco ma solo a dare nuova vigoria alle piante in vaso.
      Buon giardinaggio, Tiziano Codiferro

  3. giancarlo dice:

    Mi sembra di capire che per colpire l’oziorrinco bisogna aspettare almeno la primavera inoltrata. In inverno quindi non è possibile fare nulla contro le larve che sono nel terreno?

    • Redazione dice:

      Non è possibile adottare azioni efficaci per contrastare le larve dell’oziorrinco.Buon giardinaggio !!! Tiziano Codiferro

    • Codiferro dice:

      Per contrastare la diffusione dell’oziorrinco in serra esistono diversi metodi, tra questi: effettuare un trattamento con insetticidi sistemici o di contatto nelle ore serali in quanto l’oziorrinco è un insetto attivo prevalentemento di notte. In alternativa esistono dei prodotti per la fumigazione degli ambienti. Ancora il possibile utilizzo di nematodi, per l’uccisione delle larve nel terreno, se impiegati nei modi e nei tempi opportuni. Buon giardinaggio! Tiziano Codiferro

  4. Maria Teresa dice:

    Quando una pianta deperisce sospetto sempre questo insetto. Vuoto il vaso, esamino la terra e trovo un certo numero di queste larve biancastre, grassocce e gelatinose intente a divorare le radici. Cambio la terra e consolo la pianta del trattamento riparandola e annaffiandola. In piena terra la cosa è più difficile, e in Inverno.

    • Codiferro dice:

      Un ottimo rimedio naturale per la lotta alle larve dell’oziorrinco sono i nematodi. Questi entomoparassiti devono essere somministrati nel terreno disciolti nell’acqua in condizioni di temperatura e umidità ottimali per svolgere correttamente la loro funzione. Buon Giardinaggio! Tiziano Codiferro

  5. Giorgio Piva dice:

    Caro Dottor Codiferro, sicuramente nascosto in terriccio messo in sede l’anno scorso, l’oziorrinco mi sta massacrando due camelie a cespuglio antiche di quasi 50 anni. Ho provato di tutto (prima di aver letto il suo blog) NATURALMENTE SENZA RISULTATO – ORA VORREI PASSASARE AI NEMATODI da lei consigliati, nei modi indicati – ho letto su internet un articolo del Prof. Tarasco, biologo, di Bari che ne elenca varie specie – lei ha scelto l’Heteroabditis bacteriophora per selezione? Ci sono controindicazioni a lungo termine sulla condizione del terreno? In un suo commento accenna ad una “ditta italiana produttrice” : potrebbe indicarmene il nome o indirizzo di contatto, o altri venditori, per l’acquisto?
    Con molti ringraziamenti anche per eventuali altri consigli
    PS. Di giorno si va oltre i 22°, ma la notte è ancora molto fresca 11-13° – sono in tempo?
    Giorgio Piva, Roma – agsette@libero.it

    • Codiferro dice:

      I Nematodi possono essere un rimedio efficace contro questo fastidioso insetto . Il loro corretto funzionamento dipende dalle condizioni ambientali nelle quali si utilizzano ( temperatura e umidità del terreno). In commercio sono disponibili numerosi prodotti tra i quali troverà senza dubbio un prodotto italiano e di buona qualità. Per correttezza professionale , visto che in questo blog non sono presenti sponsorizzazioni commerciali, non posso indicarle alcun prodotto in particolare. Mi dispiace ma non posso fare altrimenti.Buon Giardinaggio! Tiziano Codiferro

  6. Thomas Herms dice:

    Tutte le mie siepi di alloro e una pianta alta di lauro sono infestate da oziorinco. A portare nematodi nel terreno di questa estensione mi sembra inverosimile.

    • Codiferro dice:

      L’utilizzo dei nematodi nella lotta all’oziorrinco è una soluzione valida e sostenibile dal punto di vista ambientale. Tali trattamenti devono essere fatti con le opportune condizioni di temperatura e umidità del terreno affinché funzionino correttamente. Non ci sono controindicazioni o limitazioni legati all’estensione della superficie da trattare. L’importante è essere dotati di sufficiente pazienza oppure di adeguate apparecchiature oppure avvalersi dell’aiuto di un giardiniere professionista. Buon Giardinaggio!

      • Codiferro dice:

        Un eccellente rimedio nella lotta all’oziorrinco è l’uso di nematodi. Se impiegati nel modo corretto e al momento giusto, aiutano a debellare il problema in pochi mesi. Non sono un rimedio miracoloso ma un utile strumento per la lotta naturale e sostenibile contro gli insetti indesiderati.
        Buon giardinaggio

  7. Dario dice:

    Buongiorno,
    ho una Yucca da interno e la sera sento come se ci fosse un insetto che “sgranocchia” la pianta o all’interno della parte bassa del fusto nelle radici.

    Ho trovato una piccola larva marroncina/beige della lunghezza massima di 2/3mm ma era vuota, pertanto non sono certo sia riconducibile al parassita che la sta mangiando.
    Come posso sapere con certezza se è un Oziorrinco?
    Grazie.

    • Codiferro dice:

      Per riconoscere facilmente la eventuale presenza dell’oziorrinco sulla sua pianta di Yucca , il modo migliore è quello di osservare le foglie e cercare eventuali segni di mangiature. La forma tipica della mangiatura sulla foglia dell’oziorrinco è tondeggiante, proprio come quando diamo un morso ad un panino. Buon Giardinaggio!

  8. Andrea dice:

    Buongiorno, una domanda: ho 4 limoni attaccati regolarmente da oziorinco (foglie mangiate a mezzaluna) ora vorrei provare un sistema “meccanico”…Ho letto che con il materiale “lanoso” delle cappe si riesce a creare una trappola che non permette all’adulto di salire sulla pianta. Invece per i metodi che descrive lei, sarebbe possibile creare una combo tra nematodi e Beauveria bassiana?
    Grazie, saluti Andrea

    • Codiferro dice:

      Per la soluzione meccanica, l’unico consiglio che mi sento di darle è quello di provare, visto il costo limitato e la semplicità della soluzione. Per la soluzione naturale, per sapere se può far interagire i due antagonisti dovrebbe leggere con attenzioni le etichette riportate sulle confezioni dei vari preparati per conoscere meglio la loro compatibilità ed eventuali problemi o criticità. Ogni formulato è diverso e ha indicazioni precise, poichè esistono diversi ceppi dell’uno e dell’altra. Funzionano bene singolarmente ma solo in condizioni ambientali e di terreno ottimali. Mi tenga aggiornato sull’esito dei suoi esperimenti.
      Buon giardinaggio

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