Come coltivare il bosso e come metterlo nel tuo giardino

Il bosso è un arbusto sempreverde a crescita lenta che solitamente non riesce a raggiungere un’altezza superiore ai 5 metri. Il bosso comune appartiene alla famiglia delle Buxaceae e contiene a seconda delle classificazioni almeno 4/5 generi, dei quali si contano almeno 70 specie di Buxus, molte delle quali tropicali o subtropicali (Cuba e Madagascar).

Come viene usato il bosso

bossoPuò non avere delle fioriture appariscenti o delle foglie straordinarie ma non si può negare che il Buxus sia una pianta molto amata ed estremamente utile nella creazione dei giardini. Spesso è utilizzata per realizzare siepi, apprezzata per la compattezza delle foglie e per la capacità di mantenere una forma compatta e definita nel tempo per la sua lenta crescita. Il bosso si presta facilmente alla potatura in forme geometriche, a spirale, a palla, a piramide, a parallelepipedo. La si può comporre in più elementi in forma libera per costruire delle siepi, usarla come pianta singola in forma spesso rotonda oppure in vaso.

Del suo uso in forma obbligata ne sono un esempio i numerosi giardini formali presenti in tutta Europa oltre che in Italia. Vicino a noi possiamo ammirarlo nei numerosi parchi di ville storiche, tra cui le Ville Medicee a Firenze e dintorni e in altre dimore storiche delle provincie di Siena e Lucca.

Alcune specie e diverse cultivar hanno foglie e forme tali da renderle interessanti come singoli esemplari, altre invece sono molto indicate per realizzare forme di arte topiaria. Poche sono le piante che possono competere con il bosso comune (Buxus sempervirens) e le sue diverse varietà, in particolare “Suffruticosa”, per i suoi elementi di praticità ed estetica.

Varietà di bosso

Di seguito alcune delle varietà più interessanti di Buxus:

  • Buxus sempervires ‘Rotundifolia’,
  • Buxus sinica var. insularis ‘Filigree’,
  • Buxus sempervirens ‘Wisley Blue’,
  • Buxus sempervirens ‘Elegantissima’,
  • Buxus sempervirens ‘Lace’,
  • Buxus sempervirens ‘Marginata’,
  • Buxus sempervirens ‘Latifolia Maculata’,
  • Buxus sempervirens ‘Prostrata’,
  • Buxus wallichiana,
  • Buxus ‘Green Gem’,
  • Buxus microphylla ‘Herrenhausen’,
  • Buxus microphylla ‘Faulkner’.

Bosso: caratteristiche e cura

Il Bosso è originario dell’Europa, del Giappone e dell’altopiano himalayano, si adatta alle zone aride e rocciose. È un arbusto sempreverde, a crescita lenta, molto usato per creare forme e strutture nei giardini durante tutto l’anno e in particolare in inverno quando molte fioriture sono assenti.

La corteccia del bosso ha una colorazione scura e rugosa, la sua chioma appare particolarmente folta e compatta, con foglie piccole, ovate, coriacee che se strofinate emanano un forte odore.

Delle specie da giardino, esistono circa 150 cultivar, delle quali circa 120 in coltivazione nei vivai. Solo le specie provenienti dall’Europa ed alcune asiatiche sono resistenti al freddo. Durante la stagione primaverile sulla pianta compaiono dei fiori gialli a grappoli leggermente profumati, in estate il bosso produce dei frutti tondeggianti, delle capsule legnose con un piccolo seme al loro interno. Oltre che per il suo uso in giardino, il legno di bosso è un materiale pregiato e molto utile. Molto duro, resistente e con un’alta densità, tale che se immerso in acqua, affonda. Proprio per questo in passato era usato per realizzare i caratteri per la stampa o le ruote dentate degli ingranaggi degli orologi. Molto apprezzato anche dagli scultori lignei. Proprio queste qualità hanno portato alcune varietà selvatiche di Buxus ad essere vicine all’estinzione per il loro eccessivo uso.

È opportuno prestare alcune attenzioni riguardo l’esposizione al momento della messa a dimora della pianta: in ambienti con clima mite tollera bene un’esposizione anche in pieno sole, qualora il clima sia particolarmente caldo meglio optare per la mezz’ombra.

Coltivazione del bosso

La pianta più comune nei giardini in Europa e nel Nord America è il Buxus sempervirens. Un arbusto che riesce a crescere bene in qualsiasi posizione sia soleggiata che di mezz’ombra.

Il bosso comune è un arbusto che non necessità di particolari attenzioni per ciò che riguarda la tipologia di terreno utilizzata per la sua coltivazione. Riesce a crescere molto bene in qualsiasi tipologia di suolo, meglio però se alcalino e ben drenato. Molte specie hanno un sistema radicale superficiale che ben si adatta ai terreni poveri.

Il fatto di avere delle radici superficiali, rende la pianta esposta a possibili danni causati da errate innaffiature, in modo particolare per le piante coltivate in vaso. In periodi particolarmente caldi o aridi il bosso richiede annaffiature regolari e abbondanti ma durante il resto dell’anno è sufficiente l’acqua piovana.

La messa a dimora del Buxus non richiede particolari attenzioni. Solitamente è consigliabile effettuarla durante l’autunno, in modo che la pianta abbia tutto l’inverno per creare nuove radici. Qualora il terreno risulti particolarmente argilloso è consigliabile creare un buon drenaggio di fondo anche con della ghiaia, oltre a provvedere ad effettuare una ricca ma non eccessiva concimazione di fondo.

Il bosso si adatta bene anche alla coltivazione in vaso, meglio che il contenitore sia in terracotta o un altro materiale traspirante. Per la messa a dimora in vaso sarà necessario creare un fondo con materiale drenante (argilla espansa, leca, lapillo vulcanico, pomice, o altro), successivamente utilizzare un substrato soffice, di medio impasto, ricco di sostanza organica, per completare il riempimento del vaso attorno alla pianta.

Per la coltivazione in vaso del bosso sarà bene scegliere per una varietà di bosso nano (es. Buxus pumila) in quanto riuscirà con maggiore facilità a mantenere la sua forma senza ricorrere costantemente a frequenti potature.

Cura del bosso

bosso-siepiIl bosso è un arbusto resistente ma non per questo immune da malattie o da fastidiosi parassiti. È possibile, infatti, che il Buxus sempervirens sia colpito da afidi o da cocciniglia. Spesso le sue foglie vengono danneggiate dalla cecidomia, la quale deposita le uova sulle foglie. Una volta che la larva sarà nata, si ciberà delle foglie danneggiando la pianta.

Qualora la pianta presenti delle foglie particolarmente deperite, con chiazze gialle e marroni, potrebbe essere presente un fungo, che solitamente danneggia foglie e rami. Successivamente la pianta potrebbe perdere parte delle foglie. Per ovviare a questo problema è opportuno mantenere la pianta in condizioni colturali ottimali per prevenire possibili attacchi di patogeni. Al bisogno si consiglia di utilizzare preparati antifungini, meglio se biologici.

Da diversi anni ha avuto una forte espansione un parassita chiamato piralide del bosso (nome scientifico Cydalima perspectalis), un tempo sconosciuto che si è diffuso molto anche in Italia. Si tratta di una larva che si nutre delle foglie, della corteccia e dei rami del bosso, e che in breve tempo riesce a causare il disseccamento della pianta.

Nel caso si noti la presenza delle sole larve della piralide del bosso è bene intervenire tempestivamente per evitare danni ingenti e spesso irreparabili, data la particolare voracità di queste larve. È possibile aiutare la propria pianta di Buxus utilizzando prodotti biologici a ridotto impatto ambientale (es. soluzioni a base di bacillus thuringiensis) preferendo la lotto integrata a quella chimica.

Una provocazione

Chi non ha assolutamente il pollice verde, potrà optare per il bosso artificiale. Deprecabile per chi ama il giardinaggio ma di sicuro effetto per chi non vuole dedicare troppo tempo alla cura e soprattutto alla coltivazione di piante. Essendo artificiale non ha assolutamente necessità di alcuna cura, di annaffiature, rinvasi o potature.

Se anche nel vostro giardino c’è una pianta di bosso e avete bisogno di una consulenza o di un supporto nella cura, visitate il mio sito.

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