Tokachi Millennium Forest (Tokachi Sennen-no Mori), come osservare la natura da diverse dimensioni: la Foresta, il Giardino, l’Arte, il Cibo

 In giardini storici e orti botanici

Quando osservate un giardino che vive in armonia, il giardino ha il potere di condurvi in un luogo magico. È come un’oasi dove la creazione ha luogo, a disposizione di chiunque la osservi e abbia la voglia di sporcarsi le mani. Nel Tokachi Millennium Forest si possono esplorare i ritmi e i piaceri di un anno in giardino, nella natura. Si viaggia tra le colline ondulate, si celebrano le bellissime strutture del giardino in inverno, i gioiosi passaggi della primavera, l’odore inebriante dello sbocciare dell’estate e il fiammeggiare dei colori dell’autunno. Un’irresistibile, entusiasmante e ricca opportunità per tutti gli appassionati del giardino in tutte le sue forme. Visitare questo incredibile parco di ben 240 ettari rinnova l’apprezzamento per la natura, sia selvaggia che antropizzata, è un’esperienza profondamente rigenerante.

L’espressione giapponese “piante e alberi hanno tutti qualcosa da dire“, descrive alla perfezione come i giapponesi credono che alberi, piante e persino massi abbiano un’anima. Inoltre, affermano di poter percepire gli spiriti, o “kami” (“dio” in giapponese) presenti al loro interno. Questa profonda connessione con la natura è al centro dell’attuale movimento naturalistico dei giardini in Giappone ed è necessaria per comprendere l’essenza del progetto Tokachi Millennium Forest. Anche i metodi di manutenzione di questi ampi spazi, in armonia con gli ecosistemi locali delle foreste e dei campi nativi di Hokkaido, mantengono un senso di bellezza ben radicato nella cultura giapponese e nella storia dei giardini.

L’idea che ha ispirato Hayashi per la realizzazione del parco è la volontà di arrestare la perdita di habitat naturale sull’isola di Hokkaido e stimolare un più profondo apprezzamento della natura, offrendo alla popolazione del Giappone, residente per lo più in grandi centri urbani, la possibilità di interagire con il paesaggio, la foresta, i giardini e le fattorie. A Dan Pearson, famoso paesaggista inglese, è stato chiesto di sviluppare un piano generale insieme al paesaggista locale, Fumiaki Takano, per dare forma alla visione di Hayashi e di progettare una serie di giardini che fungessero da attrazioni e destinazioni per i visitatori all’interno del parco.

Nel Tokachi Millennium Forest la natura svolge il suo corso senza sforzo, in modo armonioso, meglio di qualsiasi design costruito. Il suo capo giardiniere Midori Shintani si impegna a creare una nuova cultura del giardino giapponese, radicata in una profonda connessione con le piante e ispirata all’antica credenza giapponese dell’animismo, una fusione perfetta tra le persone e la natura selvaggia.

Visto che ancora non ci sono andato ma mi piacerebbe molto, oggi cercherò di immaginare un nuovo viaggio in Giappone, sulla base delle informazioni raccolte in rete. Viaggerò verso la catena montuosa di Hidaka a Hokkaido, in Giappone, per una vista della famosa Tokachi Millenium Forest.

Cos’è Tokachi Millennium Forest

Tokachi Millennium Forest è un progetto di conservazione ambientale di 240 ettari. Comprende una serie di giardini e una riserva naturale. Durante la breve stagione estiva dell’isola di Hokkaido, il parco accoglie migliaia di visitatori da tutto il mondo.

tokachi millennium forestLa Tokachi Millennium Forest è un raffinato esercizio di stile dell’architettura del paesaggio oltre che un mirabile esempio di commistione tra shintoismo e natura. Midori Shintani, capo giardiniere del parco, è uno dei giardinieri naturalisti più rispettati nel settore.

Dalla visita del parco si percepisce che noi siamo solo una parte della natura ed il giardinaggio è un’eccellente opportunità per rendersene conto.

La foresta sembra molto selvaggia ma in realtà la sua manutenzione è continua, con lo scopo di sostenere tutte le piante, in modo che possano crescere nelle condizioni migliori. Sono presenti in gran numero specie autoctone oltre che specie importate da altri paesi. Ma quali parti di questo giardino sono naturali e quali sono fortemente curate? Nella lingua giapponese esiste il termine shizendo. “Shizen” significa natura, “do” significa livello. Spesso, è utile cercare di capire a che livello si trovano gli ambienti e i giardini del parco.

Alla Millenium Forest, il Forest Garden è ad un livello piuttosto alto, perché ci sono tante specie autoctone che vivono e crescono libere. Ma il giardino di piante perenni è progettato da un paesaggista e alla base del disegno originale c’è una visione pensata e costruita dagli esseri umani. Ciò significa che il paesaggio dovrebbe essere mantenuto per seguire il disegno originale. Questa è la differenza tra ciò che è naturale e ciò che è antropizzato.

Nel parco tutto è naturale ma dobbiamo capire a che livello si trova, tra il selvaggio estremo e il curato nei minimi dettagli. Per comprendere un parco, un giardino o un paesaggio naturale è importante analizzare lo scopo che quell’area deve soddisfare. Qual è la sua storia? Dopo aver fatto queste osservazioni, si capisce quali scelte e per quali motivi sono adottate per la manutenzione delle diverse aree verdi.

La natura lavora su un periodo di tempo molto diverso da quello di una manutenzione ordinaria. Il giardino e il giardinaggio insegnano ad essere pazienti. La pazienza è un’ottima qualità per un giardiniere professionista, la natura offre un’eccellente formazione. Aspettare e ancora aspettare e non perdere il momento o il tempo giusto per svolgere una particolare attività in giardino.

Osservando il paesaggio circostante si capisce che è un luogo frutto di una grande visione, dove metà del fianco di una montagna e le colline boscose sono la scena principale. L’aria fredda scivola sulle montagne proveniente dalla Russia, non così lontana. Gli orsi vivono davvero nei boschi e il paesaggio si congela a meno venticinque, sotto una coltre di bianco incantato dall’inizio di novembre fino alla fine di aprile.

Secondo il proprietario, Mitsugishe Hyashi, il parco dovrà essere sostenibile per i prossimi mille anni. I giardini e le foreste che lo compongono sono una parte importante per aiutare a comunicare questa grande idea ai visitatori. I luoghi gestiti con cura e attenzione, che arrotondano gli spigoli della natura selvaggia, fanno parte del far sentire le persone a proprio agio nelle aree accessibili.

La Tokachi Millennium Forest ha 5 giardini, Earth Garden, Forest Garden, Meadow Garden, Farm Garden e HGS Designer’s Garden. Di questi giardini, l’Earth Garden e il Meadow Garden hanno ricevuto il Grand Award e l’International Award dagli SGD Awards nel 2012.

I giardini che sono stati realizzati sono fondamentali per creare un luogo sicuro e un legame con il paesaggio, per far sentire il visitatore parte del luogo in cui si trova. Un giardino chiamato Earth Garden, costituito da un campo vuoto che separa il visitatore dalle montagne, è stato il primo dei progetti ad essere realizzato. Una serie di onde costruite con basse dune coperte di erba, che riecheggiano le ondulazioni delle montagne sullo sfondo, offre ai visitatori una “via” nel paesaggio. Il visitatore, procedendo lungo questo percorso, si trova presto alla base delle montagne o ai margini di un ruscello di montagna o di un sentiero nel bosco. Queste forme si estendono per altri cinque ettari di giardino coltivato e l’area denominata Meadow Garden. Questa area è stata piantumata per celebrare l’apertura ufficiale del parco. Continuando si trova il Farm Garden dove le persone possono visitare uno spazio produttivo dalle dimensioni modeste con frutta, verdura e fiori recisi. Un allevamento di capre che produce formaggio fa da sfondo a questo spazio. In seguito, è stato aggiunto un roseto di rose ibride e di specie adatte al clima freddo della regione e un frutteto, anche questo per testare la coltivazione di mele e altri frutti nell’estremo nord.

L’Entrance Forest aiuta i visitatori con sentieri di corteccia morbida e camminamenti creati ad hoc che li conducono avanti e indietro attraverso lo scorrere dell’acqua di montagna che passa tra gli alberi. Il bambù autoctono nano, il Sasa palmata, che ha ritrovato il suo equilibrio nella foresta dopo vari interventi effettuati nell’area nel corso degli anni, è stato gestito con attenzione per incoraggiare la rigenerazione diversificata del suolo della foresta. Il taglio ripetuto in autunno, insieme alle brevi estati che ne limitano la ricrescita, ne hanno contenuto lo sviluppo per consentire alle altre specie di avere nuove opportunità di insediamento. Onde su onde di piante autoctone oggi salutano i visitatori. Anemone, Caltha palustris var. nipponica e Lysichiton camtschatcense si impadroniscono della scena dopo lo scioglimento della neve. Quando il bosco di querce prende vita, dopo il freddo inverno, la corsa continua con primule e Trillium.

Il Meadow Garden è stato ispirato dal bosco e dal modo in cui le piante hanno trovato il loro piccolo spazio e vivono insieme in strati successivi ma in compagnia. Adagiato ai margini del bosco dove la mezz’ombra incontra il sole, è diviso in due parti principali da una passerella in legno. Le aree inferiori simulano le aree di confine degli habitat boschivi, mentre sopra il sentiero le piante si godono il pieno sole. Il giardino è ulteriormente diviso da fasce di Calamagrostis x acutiflora “Karl Foerster”, che separano i diversi campi di colore, in modo che i gialli siano mantenuti nascosti come per una sorpresa. Il movimento dei venti di montagna è sottolineato nel loro piumaggio, per animare il giardino.

Hokkaido Garden Show Designer’s Garden è un giardino costruito per l’Hokkaido Garden Show tenutosi nel 2012.

Nelle diverse parti del giardino sono mirabilmente integrate le piante native della zona con piante di altre regioni del mondo con climi simili. Il Nord America e parti dell’Europa settentrionale forniscono la nota esotica nel giardino e la loro presenza attira l’attenzione sulle piante autoctone che si fondono tra loro. Piante come Houttuynia cordata, Hakonechloa macra e Aralia cordata. Piante di uso comune in Giappone a cui viene dato un nuovo interesse. Il Lilium auratum, il giglio del Giappone dai raggi dorati, e l’albero gigante, Filipendula camtschatica, convivono in armonia con il Phlox paniculata “David”. La Sanguisorba hakusanensis, si accompagna alla Valeriana officinalis e Astrantia major “Hadspen Blood”.

I piani definitivi per la messa a dimora delle piante sono stati progettati come un insieme di singole parti, dove mettere a dimora le diverse specie e varietà in cumuli per creare un fluire spontaneo attraverso il sito. Ogni singola parte contiene un piccolo numero di specie, di solito da cinque a sette, che sono state piantate in modo completamente casuale. Le percentuali nel mix sono molto importanti, con un piccolo numero di piante emergenti come la Cephalaria gigantea.

Naturalmente, nel corso del tempo sono stati apportati degli aggiustamenti per perfezionare gli insiemi e migliorarne gli effetti, oltre a quelli dovuti alla durata della vita delle piante, alle avversità del clima e alla vigoria delle piante. Alcune sono state necessariamente limitate per la loro naturale invadenza.

Anche se le aspettative del proprietario sono state molto lungimiranti, chi gestisce il giardino sa bene con cosa questo dovrà confrontarsi nel trascorrere dei secoli. Il primo tra tutti il clima e i suoi fenomeni estremi, come i tornado. Negli ultimi anni alcuni tornado hanno investito l’isola, con immaginabili conseguenze. L’acqua di montagna che gonfia i ruscelli che attraversano il parco togliendo e aggiungendo allo stesso tempo sabbia e massi. Oggi questi nuovi attributi sono parte integrante del nuovo paesaggio, nuovi punti di interesse, con ulteriori forme e colori. Dopo un tifone l’uomo si sente davvero piccolo e di poca importanza nell’arco dei 1.000 anni previsti per la conservazione di questo luogo.

Gli interventi di manutenzione straordinaria si succedono con lentezza, cercando, il più possibile, di mantenere inalterato lo spirito del luogo. È il mondo del giardiniere di riparare i danni della natura e andare avanti. Solo gli anni possono insegnare a reagire al meglio ai cambiamenti imprevisti e a coglierli non come condanne ma come nuove opportunità.

A questo punto, non vi resta che programmare un viaggio in Giappone per visitare questo luogo incredibile e condividere con noi le vostre esperienze verdi, lasciando un commento sul mio sito!

Lascia un commento

0