Alla fine di una dura giornata di lavoro in primavera o in estate, trascorrere mezz’ora di pace in giardino o in terrazzo è una sensazione da provare. Sedete in silenzio in un angolo che vi piace o fate piccoli lavoretti poco impegnativi. Scoprirete in pochi minuti tutto un mondo inusuale, che fino a ieri non sospettavate nemmeno che esistesse. Se siete fortunati potrete assistere allo sbocciare di un fiore, all’aprirsi di una foglia o alla breve visita di un piccolo uccellino. Al mattino e al tramonto i colori sono più vividi e anche gli odori si fanno più intensi.

Dopo qualche minuto, viene spontaneo osservare i dettagli: notare le sfumature di colore di una rosa rispetto ad un’altra, cogliere un profumo fugace, osservare le forme dei boccioli e delle gemme e in un attimo cogliere il passaggio fugace del tempo. Quello che sembrava immobile poco fa, adesso è cambiato.

Concentriamoci oggi su un argomento caro a molti, la scelta della rosa ideale per il vostro giardino, parco o terrazzo. Su questo tema sono stati scritti moltissimi libri, tuttavia, ci sarebbero ancora argomenti per completarne tanti altri. Proviamo a dare delle brevi indicazioni per cercare di rendere semplice un mondo che, all’apparenza, sembra così complicato: la coltivazione della rosa.

E’ necessario procedere per gradi, acquisendo poche ma importanti nozioni per capire meglio cosa fare e anche come. Il miglior punto di partenza per ottenere una bella rosa è quello di scegliere ottime piante, sane, ben coltivate, che siano selezionate tra le varietà più resistenti, oltre che rifiorenti.

Come nasce una rosa

rosaLe piante in genere possono essere riprodotte in diversi modi, che nel tempo abbiamo visto nei numerosi post del mio blog. Un modo molto semplice è la talea. Si taglia un rametto, dalla consistenza semi legnosa, dalla pianta madre. Lo si prepara nel modo opportuno e lo si mette a dimora in un piccolo vasetto o in alveolo, in un terreno soffice e ben drenato. Si annaffia con cura, si posiziona il vasetto in un luogo caldo, luminoso e con l’opportuna umidità e si aspetta che nasca la nuova piantina. Questa sarà uguale identica alla madre, poiché ha il medesimo patrimonio genetico del genitore, senza alcuna variazione.

Un altro sistema di propagare delle piante è per via meristematica. Si preleva, in genere, una porzione di foglia (meristema) da una pianta, che si mette e si fa crescere in un ambiente completamente artificiale, fino allo spuntare della nuova pianta. Anche in questo caso la figlia sarà uguale alla madre.

In alternativa, si adotta il sistema più naturale di tutti, il seme. La pianta madre fiorisce, fruttifica e poi rilascia i semi con i quali cerca di riprodursi e di espandersi nell’ambiente, per propagare la propria specie. La pianta che nascerà dal seme non sarà uguale alla madre, inquanto ha un corredo genetico che viene, in parte dal padre, e, in parte, dalla madre. I due si combinano e da questo escono i nuovi geni del figlio. Così accade anche per gli uomini.

Quest’ultimo è il sistema utilizzato per creare nuove varietà di rose e di altre piante. I genetisti, nel mondo delle piante noti anche come ibridatori, danno vita alla fecondazione incrociata, per creare un patrimonio genetico nuovo, con caratteri provenienti da entrambe i genitori. Fino a qui nessun problema. Ma pensiamo a qual è il fine ultimo di un ibridatore, oltre alla grande passione: creare una pianta con caratteri migliori rispetto a quelli delle varietà dalle quali ha avuto i geni.

Quando si cerca la rosa per il proprio giardino, parco o terrazzo la lista dei desideri da esaudire dovrebbe essere quasi sempre la seguente:

  • Essere vigorosa, con una buona crescita,
  • Essere resistente alle malattie più comuni, come oidio, ruggine afidi, ecc.,
  • Essere rifiorente, per avere fiori e colori più volte all’anno,
  • Essere capace di adattarsi a climi e terreni diversi, senza avere esigenze particolari,
  • Avere un colore intenso ed unico,
  • Avere un profumo intenso ma delicato e così via.

Ovviamente, tutti o quasi questi pregi dovrebbero essere presenti nella stessa pianta. Ecco che il compito dell’ibridatore si fa più difficile. Ma non finisce qui. Molte delle rose che sono utilizzate per queste selezioni, sono a loro volta il prodotto di ibridazioni precedenti. Quindi, è molto difficile conoscere in pieno tutti i caratteri genetici di cui dispongono e anche sapere quali e quanti saranno trasmessi alle piante figlie.

Per facilitarsi la vita, chi fa ibridazione sceglie delle piante di cui conosce bene le caratteristiche e sa anche tra queste, quali sono più facili da far passare ai figli e quali, quasi sicuramente, andranno perse.

Ma come funziona in pratica l’ibridazione? Si prendono gli organi femminili di un fiore di una pianta e si cospargono, con molta delicatezza, con il polline prodotto dagli organi maschili dell’altra pianta, entrambe della varietà prescelta. In concreto, si sceglie chi farà il padre e chi la madre. Dobbiamo sapere che le rose sono ermafrodite, ovvero nello stesso fiore sono presenti sia gli organi riproduttivi femminili che quelli maschili. Per cui, al momento opportuno, dobbiamo eliminare dal fiore della pianta che abbiamo scelto come madre gli organi maschili per impedirne l’autofecondazione. Per la pianta padre è necessario raccogliere manualmente il polline, così come fanno le api in natura. Al termine dell’impollinazione, il fiore impollinato deve essere protetto con un cappuccio di carta, per evitare che arrivi anche il polline di altri fiori con il vento o con altri insetti. Ecco fatto!

Il tutto viene annotato con cura per sapere e ricordarsi cosa è stato fatto. I semi così ottenuti saranno maturi in autunno e verranno messi a dimora nel semenzaio in inverno, in ambiente protetto. In primavera spunteranno le nuove piantine. Non tutte le ibridazioni e non tutte le semine hanno successo. In media, solo circa la metà di queste operazioni funziona.

A questo punto, tra tutte le piante figlie ottenute è opportuno scegliere quelle che, più delle altre, soddisfano la lista dei desideri che ha dato inizio alla ricerca di nuove varietà. Dopo alcuni anni di coltivazione in vivaio, tra quelle rimaste in corsa, solo pochissime saranno immesse sul mercato come varietà con caratteristiche ben precise e con un nuovo nome.

Per i grandi appassionati di rose o di altre piante, un processo simile si presenta molto affascinante e ricco di continue scoperte e novità, tuttavia non privo di insuccessi e delusioni. Proprio così, ogni successo porta come bagaglio di esperienza anche molti fallimenti o prove mancate.

Tipi di rose

Ogni volta che sentiamo parlare di rose, i più esperti iniziano a snocciolare nomi di specie, varietà, caratteristiche, ecc. Il risultato è che dopo pochi minuti, la confusione mentale regna sovrana e l’unico modo per uscirne è quello di affidarsi ad un vivaista esperto o a un giardiniere professionista.

Ma cerchiamo di fare un piccolo riassunto dei principali tipi di rose che esistono in commercio.

1. Cespugli

Tra le rose che hanno un portamento cespuglioso possiamo individuare i seguenti gruppi:

  • Rose rifiorenti a grandi fiori (Ibridi di Tea): sono le rose più conosciute, che hanno la caratteristica principale di fiorire più volte nell’arco dell’anno, con abbondanza di fiori, già dal primo anno dal nuovo impianto, dai primi giorni di maggio fino a tutto l’autunno, a seconda delle regioni d’impianto. Come ulteriori vantaggi, sono facili da coltivare, resistenti alle più comuni patologie, con una lunga aspettativa di vita e una buona resistenza al freddo. In giardino o in terrazzo si impiegano come esemplare singolo o in gruppi, per bordure alte o per i loro fiori recisi.
  • Rose rifiorenti a mazzi, con fiori piccoli o grandi (poliante e floribunde): anche queste hanno la prerogativa di fiorire più volte dalla primavera, fino all’autunno. Con queste rose si ottengono bellissimi effetti di cespugli fioriti, meglio se monocromatici. Come le precedenti, sono resistenti alle avversità più comuni e fioriscono ripetutamente, se curate adeguatamente. La resistenza al freddo le rende un’ottima pianta per il giardino o il terrazzo, da mettere a dimora in piena terra o in vaso. Bordure, aiuole, piccoli o grandi gruppi sono la disposizione ideale in giardino. Utili anche per ottenere fiori recisi per casa.
  • Rose lillipuziane: sono piante di piccole dimensioni, dal portamento compatto, con ricche fioriture, di facile coltivazione in terra o in vaso. Le foglie sono piccole, proporzionate alle dimensioni delle piante. I fiori eleganti e colorati sono la riproduzione in piccolo delle loro cugine più grandi. In giardino, in terrazzo o in un parco si impiegano con facilità per ottenere effetti scenici di sicuro successo in bordure basse, in giardini rocciosi o in vasi e cassette di dimensioni ridotte.
  • Rose botaniche, antiche e storiche: la loro altezza varia in funzione di specie e varietà selezionate. La forte resistenza alle avversità e l’abbondanza di fioriture ripetute le accomuna. In questo gruppo si ha la facoltà di scegliere tra piante con fiori grandi o piccoli, semplici o doppi. Nei parchi e nei giardini sono utili per creare aiuole o siepi miste insieme ad altri arbusti sempreverdi o da fiore, oppure come esemplari singoli o in piccoli gruppi, ai margini di verdeggianti tappeti erbosi.
  • Rose ad arbusto, rifiorenti a mazzi: le rose che appartengono a questo gruppo producono una quantità incredibile di fiori, con successive ripetizioni nella stagione. Hanno un portamento più eretto rispetto alle precedenti, possono raggiungere oltre i 160 cm. di altezza, con una vegetazione ricca e rigogliosa. Sono indicate per la creazione di siepi fiorite, come decoro di staccionate, di reti di recinzione o come esemplari singoli.
  • Rose striscianti e ricadenti: hanno un portamento prostrato, con una vegetazione che tende a strisciare piuttosto che ergersi dritta. Hanno rami flessibili, carichi di ricche fioriture per tutta la primavera e l’estate. Non presentano particolari difficoltà nella cura e manutenzione. Sono utili per coprire scarpate, piccoli muretti, decorare ampi vasi con i loro rami ricadenti. Nel giardino mediterraneo o roccioso se ne fa grande uso.

2 Rose rampicanti (in inglese climbing o rambler)

rosaTra le rose che hanno la tendenza a crescere in verticale e con vigoria possiamo distinguere ulteriori gruppi:

  • Rose rampicanti rifiorenti, con fiori grandi: crescono rapide e con una vegetazione ricca. Per ottenere la prima fioritura è necessario aspettare almeno un anno dal primo impianto, poiché fioriscono sui rami dell’anno precedente e non sulla nuova vegetazione. Queste derivano dalle rose con grandi fiori a cespuglio e come loro hanno una grande vigoria. Riescono con facilità a coprire grandi superfici. In un parco, giardino o terrazzo si utilizzano per pergolati, archi, tralicci in legno o metallo e anche in vaso.
  • Rose rampicanti rifiorenti, con fiori a mazzi: come le rose rifiorenti ad arbusto, anche queste producono moltissimi fiori e più volte nella stagione. Hanno una crescita più lenta rispetto alle precedenti, proprio perché impiegano molte energie nella fioritura, ma riescono a raggiungere lo stesso dimensioni di tutto rispetto. Si apprezzano su facciate, archi o porticati.
  • Rose rampicanti con fiori a mazzi di antiche varietà e specie botaniche, con infiorescenze piccole e grandi: presentano una notevole facilità nella crescita, nella resistenza alle avversità, hanno una buona adattabilità. Fioriscono con grande abbondanza in primavera ma solo alcune sono rifiorenti. Come le altre rampicanti, si impiegano per porticati, recinzioni o archi.

3 Rose ad alberetto

Tra queste troviamo:

  • Rose ad alberetto, rifiorenti, con grandi fiori, lillipuziane o a mazzi. I loro fiori sono uguali a quelli delle rose a cespuglio, quello che cambia è la forma della pianta: ad alberetto. Si ottengono innestando la varietà desiderata sul fusto di una rosa selvatica, ad altezze diverse in funzione della selezione scelta. Utili per creare il centro di aiuole fiorite o lungo viali.
  • Rose ad alberetto piangenti ad alto fusto. Si ottengono con l’innesto di rose striscianti e ricadenti e con le rampicanti rifiorenti a mazzi. Come le precedenti, si usano isolate in aiuole o in piccoli gruppi, per decorare viali di ingresso e vialetti. L’innesto viene fatto, dato il portamento ricadente dell’innesto, ad oltre 150 cm di altezza.

Se state cercando delle rose, per il vostro parco, giardino o terrazzo, per dare colore, forma e struttura ai vostri spazi verdi, contattatemi. Insieme potremo capire le vostre esigenze. Vedremo se il vostro giardino o cortile sono il posto migliore per coltivare con successo delle rose e quali specie e varietà cresceranno meglio. Posso aiutarvi a crescerle e a prendervene cura, in modo che prosperino e contribuiscano a creare un ambiente sano e gradevole.

A questo punto, non vi resta che scegliere quale rosa preferire per il vostro parco o giardino, comprarla, piantarla e condividere con noi le vostre esperienze verdi, lasciando un commento sul mio sito!

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