radici alberi

Osservando un albero in un parco urbano o in un giardino, ammiriamo la bella e folta chioma, i fiori, le foglie, la struttura dei rami, la maestosità del portamento, ecc. . Raramente pensiamo alle radici, sepolte nel terreno, lontane dalla vista. Ancora con maggiore difficoltà riflettiamo a quali sono i vantaggi per l’albero di avere radici sane e ben strutturate, anche se invisibili.

Quando abbiamo un albero con un apparato radicale con problemi o con scarsità di nutrienti, le conseguenze sono ben evidenti. Possiamo facilmente notare che le foglie sono gialle o con evidenti bruciature, di dimensioni ridotte rispetto alla norma, che la chioma ha una dimensione insolita e con poca vegetazione.

Capire come funzionano le radici di una pianta può aiutare a imparare a come prendersi cura nel miglior modo possibile di un albero, di un arbusto o anche solo di una pianta stagionale da fiore.

Cercherò adesso di spiegare le nozioni base necessarie a comprendere le funzioni delle radici e cosa è possibile fare per assicurarsi che le piante del vostro giardino ricevano abbastanza acqua, aria e sostanze nutritive. In questo post ci concentreremo sulle radici degli alberi. Tuttavia, le stesse nozioni hanno valore anche per il funzionamento delle radici di arbusti e piante perenni o annuali, anche se con le dovute specifiche.

Salvo eccezioni, le radici degli alberi hanno un’ampia diffusione nel terreno, poiché si estendono in ogni direzione a partire dall’albero, con un’ampiezza che spesso supera l’altezza dello stesso. Le radici si sviluppano in gran parte in prossimità della superficie del terreno. Quasi tutte, comprese quelle più grandi che assicurano l’ancoraggio e la stabilità dell’albero, le possiamo trovare scavando i primi 60/90 cm. di terreno, in prossimità della pianta.

Proprio per questo motivo, gli arboricoltori professionisti consigliano di evitare assolutamente operazioni invasive o comunque dannose all’interno dell’area di radicazione della pianta. Un comportamento diverso da quello appena suggerito può influire in modo significativo sulla stabilità dell’albero e sulla sua capacità di assorbire l’umidità dal terreno.

Nozioni di base sulle radici degli alberi

Le radici degli alberi hanno le seguenti funzioni principali:

  • assorbire acqua e sostanze nutritive dal suolo,
  • accumulare riserve di carboidrati,
  • costituire un elemento strutturale indispensabile al sostentamento del tronco e della chioma.

radici alberiLa forma e la funzione di questo complesso sistema che fa parte integrante di un albero è spesso sottovalutata, probabilmente perché invisibile a occhi poco esperti.

Molte volte, parlando con i clienti dei loro alberi mi sento dire che “… tanto le radici dell’albero si trovano in profondità, vicino al tronco e al massimo con un’estensione pari a quella della chioma ….” .

Il sistema radicale di un albero, con grande stupore di molti, si estende con grandi radici laterali dominanti molto lunghe, con numerose diramazioni di dimensioni minori, che si sviluppano sotto la superficie del terreno, ad una profondità di poche decine di centimetri.

Solo in alcune specie arboree, come ad esempio nel cipresso, abbiamo un fittone che penetra in profondità nel terreno. E’ piuttosto raro trovare alberi con radici che si spingono ad una profondità superiore ai 2 metri. Eccezionalmente, alcune radici di pochi millimetri di diametro, si ramificano anche oltre i 5 metri di lunghezza.

Nel corso dei numerosi studi scientifici effettuati sull’apparato radicale degli alberi, la maggior parte delle radici è stata trovata nei primi 60 cm. di profondità del terreno, con estensioni molto ampie e diffuse, ben oltre la superficie sotto chioma dell’albero.

Sviluppo del sistema radicale

Quando un seme inizia a germinare, emette una sola radice, che tende a svilupparsi come un fittone verso il basso, seguendo una linea immaginaria verticale, a patto che la struttura e la composizione del suolo lo permettano. Nei primi due o tre anni di vita, l’accrescimento dell’apparato radicale ha una velocità maggiore, che tende a diminuire lentamente negli anni successivi.

Le radici laterali, che si sviluppano in senso radiale rispetto all’albero, parallele alla superficie del terreno, si formano nei primi anni di vita dell’albero e ben presto costituiscono l’ancoraggio e il sostegno strutturale della pianta. La crescita del fittone iniziale si riduce progressivamente. Infatti, come detto sopra, solo poche specie arboree hanno un fittone di dimensioni importanti una volta divenuti adulti.

In tanti alberi adulti non è sempre così facile riuscire a riconoscere il fittone, perché spesso il fittone giovanile viene danneggiato a causa di:

  • animali presenti nel terreno che se ne nutrono,
  • marciumi radicali,
  • mancata penetrazione di strati del suolo troppo duri o compatti,
  • in vivaio per zollatura e trapianto.

Alcune specie di alberi come la quercia, il pino, e l’abete sembra abbiano una tendenza naturale a mantenere un fittone unico, rispetto a specie come il pioppo, il salice e l’abete rosso che lo perdono con il passare degli anni.

Se avrete la fortuna di osservare l’apparato radicale di una specie con fittone dominante, potrete vedere che i fittoni integri sono, di solito, più grandi appena sotto l’albero, per poi assottigliarsi progressivamente fino ad una profondità massima di circa un metro. A questo punto la tendenza prevalente è quella di dividersi in altri di dimensioni inferiori che, però, tendono sempre a crescere verso il basso.

Le radici laterali che corrono parallele alla superficie del terreno, ad una profondità massima di circa 60 cm., aumentano le loro dimensioni nel corso del tempo, fino a diventare robuste e dalla consistenza legnosa, capaci di sostenere l’albero adulto in ogni condizione meteorologica.

In un albero in buona salute, si può trovare un numero variabile di queste grandi radici, da un minimo di quattro ad un massimo di undici. Queste possono raggiungere un diametro anche di 30 cm, in prossimità del tronco principale, per poi assottigliarsi man mano che si allontanano dall’albero, fino a raggiungere un diametro di pochi centimetri, con una altrettanto progressiva perdita di rigidità e sostegno fisico.

Spesso, quando in televisione danno notizie sulla caduta di alberi in occasione di eventi metereologici estremi, è proprio in queste zone dell’apparato radicale che si verificano le rotture.

Quando hanno raggiunto una certa distanza dall’albero, le radici laterali continuano a crescere all’esterno, fino a coprire una superficie molto estesa, con diramazioni di dimensioni uniformi, spesso di circa 1 o 2 cm. di diametro.

Le radici di molti alberi si allungano orizzontali sotto il terreno per distanze da 5 a 15 metri, solo in alcuni casi è possibile trovarne con un’estensione che supera ampiamente i 25 metri.

Le radici che si diramano lateralmente da quelle principali tendono a svilupparsi verso l’alto e a dividersi in numerose ramificazioni nel terreno superficiale, che di solito è ben aerato. Questa struttura tende a formare apparati simili a ventagli formati da migliaia di sottili, piccole radici, in genere con un diametro inferiore ai 2 mm., dalla consistenza non legnosa, capaci di assorbire quanto presente nel terreno (es. umidità, nutrienti, sali minerali, ecc.). Nei giardini, nei parchi o nei boschi, queste strutture si sviluppano in prossimità della superficie del suolo, dove si trovano le foglie cadute negli ultimi anni. Gli appassionati di giardinaggio e amanti degli alberi, tendono a mantenere le foglie sul suolo anziché rimuoverle, come molti neofiti di giardinaggio tendono a fare.

In prossimità delle radici più sottili è facile trovare le micorrize, funghi che vivono in simbiosi con esse. Come abbiamo visto in un altro post di questo blog, le micorrize sono funghi simbionti che crescono sulla superficie o all’interno delle radici di molte piante, dando vita ad un reciproco scambio molto utile ad entrambe, albero e fungo. Le micorrize hanno un’alta efficienza nell’assorbire i nutrienti dal terreno, come il fosforo, tanto che alcune specie arboree non sopravvivono in loro assenza. Le radici più sottili e le micorrize con cui vivono in simbiosi hanno la funzione primaria di assorbire l’umidità e i nutrienti dal terreno. Diversamente, le radici più grandi, dalla consistenza legnosa, funzionano come condotte principali per il trasporto delle sostanze utili alla pianta in entrambe le direzioni, da e verso il tronco. La vita utile delle radici più piccole varia da pochi giorni a più anni. In genere hanno una durata di circa un paio di anni.

Come si distribuiscono le radici nel terreno

radici alberiNon tutti i tipi di suolo hanno caratteristiche simili, ognuno ha una struttura diversa dall’altra. In base alla composizione del terreno, alla presenza di ostacoli fisici (come, ad esempio strati di roccia o di acqua) la crescita delle radici risulta variabile, con una distribuzione non omogenea. Le radici si sviluppano meglio dove trovano le condizioni più favorevoli alla loro crescita, dove riescono a trovare un suolo più accogliente. Esse si sentono a casa e crescono con successo ogni volta che incontrano ambienti ospitali. Questo, nella maggior parte delle volte avviene nei primi centimetri del terreno, vicino alla superficie, dove il substrato è più leggero e sciolto, si trovano maggiori concentrazioni di acqua, nutrienti e ossigeno.

Allontanandosi dalla superficie, progressivamente la densità del suolo aumenta e la presenza di ossigeno diminuisce. In pari misura diminuisce anche il numero e la dimensione delle radici presenti. Infatti, oltre il metro di profondità è piuttosto difficile trovare radici più grandi di qualche millimetro.

Le radici che si spingono maggiormente in profondità sono, di solito, quelle che si trovano immediatamente sotto o nei pressi del fusto principale dell’albero. La profondità massima che le radici di un albero possono raggiungere ha un ampio margine di variazione. Si può andare da poche decine di centimetri, se si è in presenza di terreni ricchi di torba, con alta ritenzione idrica, a diverse decine di metri se si ha un terreno leggero, ben drenato, sciolto o in caso di fessurazioni nella roccia. E’ necessario precisare che non ci sono specie di alberi che per natura hanno apparati radicali di superficie o profondi. Tutto dipende da quello che consentono di fare alle radici la composizione e la struttura del terreno.

La differente radicazione di una specie rispetto ad un’altra dipende anche da come sono state programmate le radici dal punto di vista genetico a sopportare o meno la scarsa presenza di ossigeno o la presenza di un suolo particolarmente compatto.

Da qui anche il diverso comportamento di specie arboree eterogenee in condizioni di suolo identiche.

La tipologia di terreno e la sua composizione sono di primaria importanza nello sviluppo delle radici dell’albero e nella sua conseguente crescita. Se ci troviamo in presenza di un terreno con un’elevata presenza di pietre, di una falda acquifera poco profonda, di una forte concentrazione di argilla che inibisce la traspirazione del suolo, le radici incontrano grande difficoltà nel penetrare in profondità. Allo stesso modo, i fittoni incontrano ostacoli che prima ne rallentano la crescita e poi la interrompono inevitabilmente. Si possono irradiare in più punte o in apparati orizzontali che a loro volta incontrano ostacoli insormontabili.

Come abbiamo già detto, la diffusione dell’apparato radicale di un albero non si limita alla parte di terreno che corrisponde alla proiezione della chioma, come era stato supposto in passato.

Da studi fatti direttamente in campo, si è capito che le radici di un albero corrono ben oltre tale zona, alcuni stimano tale distanza pari almeno all’altezza dell’albero in lunghezza, talvolta, anche fino a tre volte tale dimensione.

Le radici che si spingono più distanti dall’albero sono, di solito, quelle più superficiali.

Spesso, quando sono interpellato dai miei clienti per valutare le condizioni di un giardino, incontro rocce, cordoli nel terreno o le fondamenta stesse dell’abitazione, che influenzano sullo sviluppo degli alberi presenti. Tali ostacoli, di solito, deviano l’andamento lineare delle radici.

Fattori che influenzano la distribuzione delle radici

Densità del suolo

Come abbiamo detto sopra, lo sviluppo in profondità delle radici è inversamente proporzionale all’aumento della densità del terreno. Il massimo sviluppo si trova in presenza di terreni ben sciolti e drenati, il minimo lo si incontra in terreni ricchi di argilla e molto pesanti. In ambienti fortemente antropizzati la compattazione del suolo può essere determinata dal ripetuto transito di veicoli o persone su una stessa zona.

In terreni che hanno subito forti compattamenti, spesso, è molto difficile piantare alberi e riuscire a farli attecchire. Questo a causa della mancata penetrazione nel terreno delle radici.

In città, gli alberi che crescono in tali terreni sviluppano un apparato radicale molto superficiale, con un gran numero di radici laterali ma meno dense rispetto alla media.

In questo caso le radici cercano di trovare una via alternativa per svilupparsi, orientandosi verso suoli con condizioni migliori, sia in superficie, che più in basso.

Il deperimento totale delle radici dell’albero si può avere a causa della mancata capacità dell’albero di adattarsi in tempi veloci al cambiamento al quale è stato sottoposto.

Aerazione del suolo

Una cosa che molti ignorano è che attraverso le radici l’albero respira! Per questo motivo, ho più volte ripetuto che il terreno deve essere anche ben areato affinchè le radici si sviluppino in modo corretto.

L’ossigeno deve essere disponibile nel terreno vicino all’albero perché questo possa beneficiarne.

Quanto ossigeno l’albero riesce ad assorbire per mezzo delle radici dipende dalla struttura e dalla tessitura del suolo. Un terreno sciolto o grossolano permette alle particelle di ossigeno dell’aria di diffondersi facilmente, così come l’anidride carbonica, ovvero il prodotto di scarto della respirazione delle piante.

Al contrario, in terreni a tessitura fine, con forte componente argillosa o molto impregnati di acqua, il processo di respirazione è ostacolato

Un suolo compatto, con poca o nessuna aerazione impedisce lo sviluppo delle radici esistenti e la crescita di quelle nuove, oltre a determinare la morte o la regressione dell’apparato radicale già presente. In queste situazioni gli alberi si dotano di un apparato radicale simile ad una lastra, tutto orizzontale e molto poco profondo.

Fertilità del suolo

La presenza di un terreno ricco di sostanza organica e di nutrienti aiuta la crescita dei germogli apicali piuttosto che delle radici e stimola la ramificazione radicale.

In generale, i terreni poco fertili determinano la crescita di radici lunghe, sottili, con poche radici superficiali ramificate.

Al contrario, in luoghi in cui si ha una maggiore fertilità, si ottengono alberi che producono apparati radicali ben ramificati, che riescono a scendere a profondità maggiori.

Le radici degli alberi e l’acqua

È un’opinione comune non esatta che gli alberi, per crescere correttamente, dipendano dall’umidità derivante dalla falda freatica presente nel terreno, soprattutto durante i mesi estivi di maggiore siccità.

Gli alberi, così come gli arbusti e altre piante, per sopravvivere ai mesi caldi dipendono quasi completamente dalle precipitazioni atmosferiche e dall’acqua immagazzinata nel suolo.

Il fabbisogno idrico degli alberi nella maggior parte delle regioni del mondo e per quasi tutti i tipi di terreno, anche durante le estati più calde e siccitose, si trova ad una profondità del suolo di poco superiore al metro. Le radici degli alberi non sono in grado di crescere e svilupparsi nei terreni saturi d’acqua in prossimità della falda freatica a causa della scarsità di ossigeno.

Alcune considerazioni pratiche

Riepiloghiamo alcuni elementi essenziali per conoscere le radici degli alberi.

  • Le radici degli alberi si estendono verso l’esterno partendo dal tronco, in genere, per una distanza pari almeno all’altezza della pianta.
  • Le radici si trovano in prevalenza nei primi 60 cm. di profondità del terreno.
  • Le radici che sorreggono l’albero e che gli danno stabilità si trovano, quasi sempre, nei primi 30 cm. di terreno e riducono il loro diametro man mano che si allontanano dal tronco.
  • Quasi tutte le radici più sottili, dotate di peli radicali, che consentono di assorbire umidità, sostanze nutritive ed ossigeno si trovano ancora di più in prossimità della superficie del terreno.

Per questi ed altri motivi, qualsiasi evento dannoso sia svolto all’interno di quest’area determina seri danni all’albero e dovrebbe essere evitato con cura.

In prossimità dell’area di radicazione di ogni albero dovrebbero essere evitati alcuni eventi, tra cui i principali:

  • movimentazione del terreno nello spazio circostante in ogni modo,
  • realizzazione di aiuole o scavi anche poco profondi,
  • compattazione del suolo, dovuta alla movimentazione di veicoli di ogni genere o al deposito di materiali,
  • Stoccaggio, anche temporaneo, di materiali non permeabili o tossici.

Più vicino al tronco si effettuano queste operazioni, maggiore è il danno e la perdita di radici.

La conseguenza più diretta ed immediata di tali operazioni è la capacità ridotta di assorbire l’acqua necessaria al sostentamento delle foglie della chioma.

Recidere le radici più grandi e superficiali in prossimità del tronco può determinare una significativa riduzione di stabilità dell’albero, con conseguenze anche pericolose.

Come non mi stancherò mai di ripetere, molte sono le cattive informazioni circa l’apparato radicale degli alberi e delle piante in genere e sui danni che ad esso si possono causare con pratiche poco opportune.

E’ vero che, talvolta, le radici degli alberi possono arrecare danni ai manufatti. Ciò accade solo se l’albero si trova ad una distanza dall’edificio inferiore ai due metri. Per avere un danno significativo dobbiamo avere strutture molto leggere, come muri di confine, pareti di garage di superficie, lastre di pavimentazione e cordoli in giardini.

La pressione diretta esercitata dalle radici di un albero su una struttura è davvero molto piccola. Un danno indiretto che può essere causato dalle radici di un albero ad una struttura è dato dall’essiccazione di terreni argillosi, sui quali si trovano abitazioni con fondamenta non studiate per assorbire i movimenti del terreno.

Avere un giardino con alberature sane e rigogliose, che siano regolarmente sottoposte ad un’adeguata manutenzione necessita di grande esperienza e capacità da parte di chi lo cura. Questo, spesso, non comporta risparmi di denaro nell’immediato ma riserva grandi soddisfazioni future.

Non è facile avere un albero ben formato, con una bella chioma omogenea nel proprio parco o giardino. Per ottenere risultati degni di nota e ammirazione occorre l’intervento di arboricoltori preparati e certificati, capaci di leggere i segni, spesso, non proprio chiari che un albero da per tempo.

Al termine di questo post mi sento di consigliare a tutti voi di cercare arboricoltori professionisti certificati per gestire al meglio le alberature presenti nei vostri giardini. Anche se volete mettere a dimora nuove specie arboree, non improvvisate ma cercate l’aiuto di un giardiniere professionista preparato. Se non sapete come fare contattatemi, insieme cercheremo la soluzione migliore per il vostro giardino.

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