Coltivazione e cura della Plumeria o Frangipane

 In piante e fiori del giardino

Oggi parleremo di una pianta insolita per luoghi come la Toscana o Firenze ma comune in regioni dal clima mite e temperato. La Plumeria o Frangipane dona un tocco tropicale ai giardini o ai terrazzi nei quali viene coltivata con cura e passione. In alternativa, se vivete in un luogo con clima più freddo, potreste provare ad allevarne alcuni esemplari all’interno di un giardino d’inverno o in una serra riscaldata.

I fiori di questa splendida pianta tropicale sono incredibilmente profumati. Inoltre, si trovano in una vasta gamma di colori. I fiori, dalla bizzarra forma di girandola, simili a quelli di alcuni gelsomini ma più grandi, possono essere bianchi, gialli, rosa, o con variegature. Se siete degli attenti osservatori dei fiori nel mondo, riconoscerete i fiori delle Plumerie nelle ghirlande fiorite di cui si omaggiano i visitatori delle isole Hawaii.

Conosciute con il nome comune di Frangipane o Frangipani, le Plumerie crescono bene in pieno sole in climi miti, dove le temperature non scendono mai troppo. In queste condizioni possono essere facilmente coltivate anche all’esterno in piena terra, dove possono crescere fino a diventare piccoli alberi. Per chi vive in regioni dai climi più rigidi, meglio coltivare la Plumeria in vaso e ritirarla all’interno, in ambienti luminosi, durante i mesi freddi.

Un vantaggio innegabile di questa pianta è che, nelle condizioni ottimali, è molto facile da coltivare e anche da riprodurre per talea. Potreste ottenere un regalo singolare da donare ai vostri amici appassionati di giardinaggio e di piante insolite.

La Plumeria, cos’è

plumeriaLa Plumeria è una pianta ornamentale, originaria delle regioni caraibiche, del Messico, dell’America centrale, del Venezuela e della Colombia. E’ molto apprezzata per i fiori colorati e molto profumati. Oggi viene coltivata nelle aree con clima tropicale e subtropicale in tutto il mondo. Il genere Plumeria appartiene alla famiglia delle Apocynaceae. Comprende piante dal portamento di arbusti o di piccoli alberi, tutti o quasi a foglia caduca.

Tra le molteplici specie esistenti, la più conosciuta è la Plumeria acutifolia, tra le più resistenti alle basse temperature. Sono piante estremamente longeve. Se messe a dimora in un luogo con le caratteristiche corrette, riescono a resistere bene anche agli errori più comuni di giardinieri distratti, come troppa poca acqua o caldo eccessivo ma non riescono a tollerare il freddo intenso. Si adattano bene anche alla coltivazione in vaso, a condizione di usare contenitori delle dimensioni adeguate.

In alcuni casi, la Plumeria può essere confusa con l’oleandro, del quale ha in comune la forma e la dimensione del fiore, oltre alla tossicità delle foglie, che contengono un liquido dalla consistenza lattiginoso, irritante e tossico, se ingerito in grandi quantità.

Il profumo delFrangipane evoca immagini di luoghi tropicali ma, con qualche cura e attenzione in più, possono essere coltivate come piante da interno o da giardino ma solo in aree temperate. Se disponete di una ragionevole quantità di spazio, in una posizione luminosa e calda tutto l’anno, potrete ricreare un angolo di tropici a casa vostra.

Storia della Plumeria

Già in alcuni antichi manoscritti del popolo Maya, si trovano delle descrizioni riguardo le preziose proprietà terapeutiche del lattice della Plumeria.

A Charles Plumier si deve il nome scientifico della Plumeria: di origini francesi, appartenente all’ordine dei frati minimi, appassionato botanico e abile disegnatore. Nel 1689 a GuyCrescentFragon, medico di Luigi XIV di Borbone, allora sovrano di Francia, e direttore del Giardino botanico del re di Parigi, fu chiesto dal re di indicargli un botanico da inviare in missione di ricerca nelle Antille francesi. L’oggetto della spedizione era trovare la pianta da cui si ricavava il chininoCinchona officinalis. Per primo venne indicato un altro marsigliese, Joseph-Donat de Surian, molto preparato in farmacia, chimica ed erboristeria ma non altrettanto competente in botanica. Come supporto gli fu affiancato Charles Plumier, un botanico molto minuzioso e preparato.

I due arrivarono alla Martinica e per oltre un anno esplorarono l’isola e Haiti. Al loro ritorno a Parigi, il re rimase positivamente colpito dai sorprendenti risultati portati da Plumier, nonostante avesse smarrito il suo erbario in un naufragio e salvato solo alcuni disegni e appunti. Charles Plumier fu nominato Primo botanico del re. Tra il 1695 e il 1697 compì altri due viaggi di esplorazione nelle Antille francesi. Dopo aver scritto alcuni libri di botanica e descritto con dovizia di particolari oltre 4.000 disegni dedicati a numerose specie vegetali, morì nel 1704 a Cadice. E’ stato anche uno dei primi a disegnare le piante nel loro ambiente originario, dando vita per la prima volta alla pittura botanica paesaggistica.

Joseph Pitton de Tornefort, esperto botanico francese, coetaneo di Plumier, dedicò all’amico il nome del genere Plumeria, in onore della sua ampia e minuziosa preparazione in botanica. I due condivisero alcuni viaggi di studio e di ricerca di nuove specie vegetali.

Alla Plumeria è legato anche il nome di Muzio Frangipani, botanico italiano di origini aristocratiche. Nel corso di un viaggio intrapreso nelle Antille francesi nel 1493, associò un aroma dolce e delicato percepito nelle vicinanze dell’isola di Antigua all’arbusto della Plumeria alba. Ma le storie e le dicerie a proposito del nome si perdono nei secoli. Ma il primo a descrivere con attenzione la pianta della Plumeria è stato uno spagnolo,Francisco de Mendoza, un monaco che la tratteggiò con accuratezza di particolari nel 1522.

I primi esemplari comparvero nel ‘700 nel Regno Unito, grazie ai cacciatori di piante e ai collezionisti di piante rare. In Italia, si racconta che la Plumeria apparve per la prima volta nell’Orto Botanico di Palermo, dove ancora oggi ne sono conservati degli esemplari, portata da Don Gaetano Fiamingo, armatore e console italiano in Russia. Una delle storie legate a questa pianta racconta che la moglie di Gaetano Fiamingo, regalò alla Zarina di Russia, una Plumeria, durante una visita dello Zar Nicola I, alla città di Palermo.

In tempi più recenti, per gli appassionati di cinema, si vede un’appariscente ghirlanda fatta con fiori di Plumeria, durante una celebre scena del film “Gli ammutinati del Bounty”, dove Marlon Brando, nei panni del comandante Fletcher, abbraccia TaritaTeriipaia, attrice polinesiana che impersona la principessa dell’isola.

Informazioni generali sulla Plumeria o Frangipani

Le dimensioni della Plumeria con portamento ad albero sono contenute in altezza, raggiungono circa i cinque o sei metri, ma non altrettanto in larghezza. Il loro apparato radicale è sottile e non particolarmente robusto. Anche per questo motivo la pianta si presta bene per la coltivazione in vaso.

La siccità ed il caldo, come già detto, non sono un problema per queste piante. Sia gli alberi che gli arbusti di Frangipani perdono le foglie durante l’inverno. Hanno rami con numerosi nodi e foglie e fiori piuttosto lunghi. La corteccia che sembra simile a delle squame, di colore verde tendente al grigio, è un carattere distintivo della pianta. Le foglie hanno un colore verde scuro nella pagina superiore e leggermente più chiaro nella parte inferiore. Se provate a recidere un ramo o una foglia della Plumeria, dal taglio fuoriesce una sostanza simile al latte, la linfa, appiccicosa, tossica per uomini e animali.

I petali dei fiori hanno una consistenza simile a cera. Il centro dei fiori,è di un colore diverso e più intenso di quello del resto dei petali: petali bianchi e centro giallo, petali rosa con centro quasi rosso o viola. La Plumeria, nelle condizioni ottimali, riesce a fiorire più di una volta all’anno. I fiori si presentano sulla pianta, in genere, in seguito ad un periodo di carenza di acqua. La forma ed il colore dei fiori, come per molte altre piante, variano in base alla specie e alla varietà. I fiori sono ermafroditi, ovvero hanno sia gli organi riproduttivi maschili che quelli femminili (stami e pistilli) su un unico fiore.

Quasi tutte le Plumerie sprigionano dolci note profumate, principalmente durante la notte, per attrarre gli insetti per l’impollinazione. Nei fiori non è contenuto nettare ma i loro colori intensi e i suadenti effluvi attraggono le farfalle notturne come una calamita. Il compito che le piante assegnano a questi postini, è quello di volare di fiore in fiore per trasportare il polline e consentirne la riproduzione.

Coltivazione della Plumeria

Il terreno preferito dalla Plumeria deve essere ricco di sostanza organica, con un buon drenaggio, con presenza di sabbia e altri materiali che facilitino lo smaltimento rapido dell’acqua in eccesso. Vivono bene, in natura, anche su terreni poveri, con rocce e pietre.  Le aree migliori in cui coltivarle sono quelle dove si ha una netta alternanza delle stagioni, dove a periodi di piogge intense, seguono periodi con scarse o quasi nulle precipitazioni.

La pianta predilige posizioni ben soleggiate, le quali ne migliorano lo sviluppo e donano colori accesi alle fioriture. La coltivazione in posizioni di mezz’ombra rallenta la crescita e riduce le fioriture, riducendo anche la brillantezza dei colori dei fiori. La Plumeria dovrebbe avere, nel corso di una giornata, almeno sei ore di pieno irraggiamento solare.

Può sopportare anche il salmastro del mare, a patto che sia protetta dai venti dominanti, che potrebbero danneggiarla. Se esposte a periodi brevi di gelo leggero, le piante non soffrono particolarmente ma in presenza di basse temperature, per preservarle è necessario metterle al riparo in serre, giardini d’inverno o altri ambienti protetti, sufficientemente riscaldati.

Se vivete non in una zona tropicale e avete in casa un luogo con spazio adeguato, potrete permettervi di coltivare una Plumeria per tutto l’anno. In zone a clima temperato ma con minime che si avvicinano ai cinque/otto gradi, meglio coltivarla in vaso.

In giardino o in terrazzo, la posizione ideale è a ridosso di un muro esposto a sud, riparato dal vento, con una buona esposizione al sole. Durante l’autunno, per gli esemplari coltivati in vaso, si consiglia di ritirarli in un luogo protetto, anche con una luce inferiore rispetto a quella estiva ma con una buona ventilazione e priva di umidità, con temperature sempre superiori ai dieci/dodici gradi. Per le varietà che mantengono le foglie, meglio mantenere le temperature e la luce ad un livello superiore.

Irrigazione

Durante la stagione calda è necessario innaffiare con regolarità, via via che la stagione cambia e si avvicina l’autunno, meglio ridurre le innaffiature, fino a renderle quasi assenti in inverno per preservare la pianta da eventuali marciumi radicali o altri funghi. Questo non vuol dire abbandonare completamente la pianta a se stessa! Con l’avvicinarsi della primavera, meglio riabituare per gradi la pianta alle innaffiature, non appena inizia ad emettere le nuove gemme e a svegliarsi dal riposo invernale. In tutte le stagioni, abbiate l’attenzione di lasciar sempre che il terriccio si asciughi bene prima di procedere con una nuova bagnatura. La vostra Plumeria vi ringrazierà. Fate maggiore attenzione con le giovani piante di Frangipani, che sono più delicate e devono ancora trovare un equilibrio vegetativo.

Concimazione

Il Frangipane, come altre piante, richiede maggiori energie durante la stagione vegetativa e poche durante il riposo invernale. Sono da preferire fertilizzanti di origine naturale, se possibile, come preparati a base di alghe, neem o simili. In alternativa utilizzate concimi bilanciati con le corrette proporzioni di azoto, fosforo e potassio. Evitate in ogni caso gli eccessi. Durante la stagione vegetativa, meglio impiegare concimi solubili in acqua, da somministrare con le irrigazioni. Durante il riposo vegetativo evitate le concimazioni, potreste solo causare danni alla pianta anche alterando la salinità del terreno. Durante l’estate si consiglia di pacciamare il terreno in modo da mantenere il substrato di coltivazione fresco e leggermente umido, oltre a ridurre la presenza di erbe infestanti nelle aiuole o nei vasi.

Potatura

La Plumeria non ha particolari problemi con le potature, anzi ne può trarre giovamento. A seconda della specie e varietà che avete e alle vostre esigenze, potrete scegliere che forma e dimensione dare al vostro Frangipane, a cespuglio compatto, a piccolo alberello, con più o meno rami. I fiori compaiono alle estremità dei rami dell’anno precedente. Come per molti arbusti da fiore, meglio procedere con la potatura solo dopo la fioritura, intervenendo sulla chioma della pianta per gradi in modo da mantenere costante la fioritura di anno in anno. Alle estremità dei rami recisi, la pianta emetterà nuovi getti che daranno vita ad altri rami giovani. Meglio procedere con la potatura della Plumeria alla fine dell’inverno o all’inizio della primavera.

Rinvaso

I Frangipani possono essere coltivati in vaso con facilità. Non richiedono particolari cure ma tenete ben presente le dimensioni delle piante durante l’anno in funzione del luogo in cui dovrete ripararle in inverno. Scegliete un vaso di dimensioni adeguate, meglio con una buona capacità. Quando la pianta raggiunge la massima dimensione per il vaso in cui vive, potrete procedere con il rinvaso. Al momento del rinvaso, non abbiate paura di ridurre la lunghezza delle radici originali prima di metterle a dimora nel nuovo contenitore, con del nuovo terriccio, dove avrete inserito anche elementi, quali pomice o lapillo vulcanico, che facilitino il drenaggio. Il substrato migliore per la coltivazione del Frangipane in vaso ha una buona struttura, capace di trattenere l’umidità ma allo stesso tempo di drenare l’acqua in eccesso.

Riproduzione

Il Frangipane può essere riprodotto per talea o per seme. Se decidete di optare per la semina, il risultato non può essere prevedibile con certezza, data la variabilità dei caratteri genetici contenuti nel seme. La nuova pianta sarà simile ma non uguale ai genitori, come lo sono i vostri figli con voi. Per avere la fioritura della nuova pianta, sarà necessario avere pazienza, fino a tre o quattro anni.

Nel caso della propagazione per talea, la nuova pianta sarà necessariamente uguale a quella di origine e i tempi per la fioritura saranno molto più brevi, circa un anno. Per raggiungere un buon risultato con il taleaggio è necessario fare molta attenzione alla struttura del terriccio impiegato, che deve essere fine e ben sciolta, e alle temperature di coltivazione, con massime intorno ai 30° e minime non inferiori ai 20°.

Malattie e parassiti e rimedi

plumeriaLa Plumeria è una pianta con una buona resistenza ai parassiti e una buona rusticità nel suo ambiente naturale. In condizioni di coltivazione diverse dalle originali, il marciume radicale e quello apicale sono le patologie che possono presentarsi con maggiore frequenza. Queste possono essere causate da eccessive irrigazioni, in presenza di un substrato poco drenante e con temperature troppo basse. Sono patologie che possono determinare anche il deperimento completo della pianta colpita.

Come per quasi tutti i problemi del giardino, la migliore cura è la prevenzione. Adottare principi colturali corretti evita problemi futuri ed eventuali danni alle piante coltivate. Usare terricci ben drenanti impedisce il formarsi di funghi o muffe. Ambienti riscaldati e con un buon ricircolo d’aria, in ambiente interno, tengono lontani i problemi legati alle temperature. In casi estremi è consigliabile effettuare trattamenti con specifici prodotti fungicidi, se possibile di origine naturale e rispettosi dell’ambiente.

Se non vi siete accorti che la vostra pianta è stata colpita da marciume, rimuovete prontamente la parte danneggiata fino a trovare del tessuto sano e disinfettare con preparati a base rameica per eliminare eventuali spore presenti.

Tripidi, ragnetti rossi e cocciniglie sono alcuni degli insetti più comuni che possono interessare una Plumeria. Questi prosperano maggiormente su piante non in buone condizioni, in luoghi caldi, con scarsa ventilazione e ricchi di umidità. Il segno più evidente della presenza del ragnetto rosso è la presenza sulla foglia di tanti piccoli puntini gialli e di una sottile e impercettibile ragnatela nella parte inferiore della foglia. Dopo un attacco massiccio di ragnetto rosso(Tetranychus urticae), le foglie ingialliscono completamente, fino a cadere.

Per combatterlo potete impiegare dei prodotti specifici (acaricidi), meglio se di origine naturale oppure degli antagonisti naturali, come il Phytoseielus persimilis.

Specie e varietà di Frangipane

In natura esistono circa 8 specie diverse di Plumeria, ognuna con elementi distintivi ben precisi. La Plumeria ha una linfa lattiginosa simile a quella di altri arbusti, come l’Oleandro e l’Euphorbia. Le foglie, il portamento e la vigoria vegetativa sono i principali caratteri distintivi delle diverse specie.

  • LaPlumeriaobtusa, si contraddistingue per le foglie coriacee, di dimensioni maggiori rispetto alle altre, proviene originariamente dalla Colombia. E’ una pianta sempreverde, anche se può perdere le foglie in presenza di una stagione secca eccessivamente prolungata. Ha fiori bianchi e molto profumati, con una vigoria di crescita limitata.
  • La Plumeriastenophylla ha le foglie più piccole, i fiori bianchi dai petali stretti, che non emettono profumo.
  • La Plumeria pudica ha foglie sottili, che vengono mantenute dalla pianta anche durante l’inverno. Ha un portamento eretto, fiori bianchi che non profumano durante il giorno.
  • La Plumeriastenopetala ha rami sottili, con foglie lunghe e anch’esse sottili, produce fiori bianchi che sprigionano dolci e intense note di gelsomino.
  • LaPlumeria rubra è il Frangipane più diffuso. Ne esistono molte varietà anche da giardino, grazie alla sua facilità di ibridazione. Proviene dal Messico e regioni limitrofe, ha il portamento di un arbusto di modeste dimensioni. Produce fiori molto profumati, di colore che va dal giallo, al rosa, al bianco, al rosso, al viola. È facile da coltivare.
  • La Plumeria alba, ha foglie strette, con nervature in rilievo.

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