Plumbago, cura, coltivazione e potatura: consigli utili

Il Plumbago è noto anche con molti altri nomi, tra i quali Piombaggine, Gelsomino azzurro, Pianta del piombo (si credeva che avesse benefici effetti nella cura di intossicazioni da piombo) o ancora geranio azzurro (data la sua forte somiglianza dei suoi fiori color azzurro con i gerani).

Appartiene alla famiglia delle Plumbaginaceae, ha origine nelle regioni a clima mite dell’Asia. A questo genere appartengono circa 10 specie, particolarmente apprezzate per le abbondanti e continuate fioriture che hanno il loro culmine nei mesi estivi. Nelle zone con climi temperati, dove la temperatura non scende mai sotto lo zero, il Plumbago può essere utilizzata sia come pianta rampicante, utile per decorare ampie pareti e grigliati nei terrazzi, che come coprisuolo o decorazione di muretti a secco in sasso. Sia in giardino che sul balcone, può essere facilmente coltivato in vaso.

Dove il clima lo consente, è una pianta sempreverde, dallo sviluppo vigoroso che riesce a raggiungere dimensioni ragguardevoli.

Plumbago caratteristiche e origini

plumbago-2Il Plumbago auriculata o Plumbago capensis è la varietà, senza dubbio, più conosciuta e diffusa nei giardini. Proviene dal la parte meridionale del Sud Africa. Cresce con vigoria dove il caldo la coccola per gran parte dell’anno. E’ un arbusto dal portamento scomposto, con lunghi rami che si prestano a diversi usi. Può essere impiegata come rampicante ma deve essere legata perché non produce ne radici avventizie ne viticci, oppure come ricadente. I suoi fiori, presenti sulla pianta per tutta l’estate, assomigliano a quelli del phlox oltre che al geranio.

I suoi fiori sono riuniti in infiorescenze a forma di spiga. Hanno la particolarità di attaccarsi facilmente agli abiti o al pelo degli animali. Potrete scegliere tra diverse tonalità di azzurro, più chiaro o più scuro, oltre che al bianco. Ricordate, per avere una bella fioritura, non dimenticate di concimare bene la pianta in primavera.

Se la pianta viene coltivata in piena terra, una volta che ha ben radicato, tollera molto bene il caldo.

Varietà di Plumbago

Plumbago europaea

Nota anche come Caprinella europea, è una erbacea perenne, dalle dimensioni ridotte, con fiori di colore rosato. I fusti hanno una consistenza legnosa alla base. In inverno la parte aerea scompare  e si riforma in primavera dagli stoloni che rimangono integri.

Plumbago indica rosea

E’ un piccolo arbusto ornamentale, dalla crescita lenta. Per raggiungere la sua maturità, con un’altezza non superiore al metro, la pianta impiega anche venti anni. Ha le foglie persistenti, si presta molto bene per la realizzazione di giardini in stile mediterraneo, in giardini rocciosi o alla coltivazione in vaso in terrazzo.

Plumbago scandens o zeylanica

Un arbusto che raggiunge dimensioni ragguardevoli, dalla folta vegetazione. Un’ottima scelta per coprire ampi spazi. La sua fioritura di colore bianco, copre la pianta da maggio a settembre. Indicato per aiuole o spazi con esposizione di mezzombra.

Plumbago auriculata o capensis: plumbago blu

Plumbago Capensis o anche auriculata è originario del Sud America ed è nota anche come gelsomino azzurro. È una pianta rampicante, se guidata, particolarmente diffusa nei giardini. I fusti alla base sono legnosi, le foglie di un bel verde intenso, i fiori di colore azzurro chiaro o scuro, secondo le varietà.

Tutto quello che dovete sapere per coltivare con successo il Plumbago

Il Plumbago è una di pianta facile da coltivare, che non richiede particolari attenzioni. Come abbiamo già visto, il gelo è una delle avversità che ne limitano la crescita e la sopravvivenza. Al contrario le alte temperature sono ben sopportate dalle piante adulte.

La giusta posizione per coltivarle senza avere problemi, è in pieno sole, in terra o in vaso. Nel secondo caso dovrete prestare più attenzione nella regolarità delle annaffiature e nelle concimazioni. Innaffiature eccessive, senza apporto di nutrienti, potrebbero portare ad avere piante con foglie gialle e con pochi fiori. Se possibile, posizionate le piante esposte a Sud, al riparo dai venti freddi. Nelle ore più calde del giorno, in estate, sarebbe indicato riuscire ad avere una protezione per il Plumbago, così da non comprometterne il fogliame.

Per avere piante fiorite e vigorose in estate, mettete a dimora le nuove piantine in primavera. Per la coltivazione in vaso, è indicato un terriccio sciolto, ricco di sostanza organica e con un drenaggio sul fondo del contenitore per evitare i ristagni d’acqua. Se coltivato in piena terra, il Plumbago non ha particolari esigenze in fatto di substrato. In inverno, le piante in terra, nelle regioni più fredde, si possono proteggere con una pacciamatura di paglia. In Italia, solo nelle regioni lungo la costa nel Centro o al  Sud, si riesce a coltivarlo in terra senza problemi.

Il metodo più semplice ed economico per la riproduzione di questa pianta è la talea. Il taleaggio si effettua in estate, avendo l’attenzione di mantenere il terriccio degli alveoli umido ma non carico d’acqua.

Nel periodo estivo, la pianta necessita di irrigazioni regolari e se ben esposta anche abbondanti. E’ importante evitare i ristagni per impedire il proliferare di funghi radicali e il marciume delle radici. In inverno, le bagnature possono essere meno frequenti ma non assenti. Il terreno dovrà essere leggermente umido ma non completamente asciutto.

Le concimazioni adeguate saranno molto utili per avere fioriture copiose e foglie di colore verde intenso.

Plumbago fioritura e potatura

La fioritura dipende dalle varietà coltivate e dalla regione in cui ci troviamo, solitamente avviene nel periodo che va da aprile ad ottobre. Per favorire la formazione di cespugli compatti e ben vegetati, è opportuno effettuare delle potature leggere di formazione durante la stagione vegetativa. Prima del riposo invernale, in autunno, si effettuerà una potatura più consistente per rinnovare l’apparato aereo della pianta.

Malattie e parassiti della pianta Plumbago

Se coltivata in vaso in terrazzo, in aplumbago-3ngoli con poca ventilazione, la pianta potrebbe essere soggetta ad attacchi di cocciniglia o di afidi. Un eccesso di acqua può causare il dilavamento dei nutrienti nel vaso e indurre un ingiallimento delle foglie.

È una pianta particolarmente resistente che si ammala solamente se si commettono errori grossolani nella sua coltivazione. Con temperature elevate ed assenza di irrigazione fogliare, potrebbe diventare facile preda del ragnetto rosso, un acaro che punge le foglie e succhia la linfa.

Showing 14 comments
  • Gabriella Cortese
    Rispondi

    Il mio Plumbago cresce troppo in altezza. Vorrei mantenere la pianta più bassa e cespugliosa. Posso potare anche durante il periodo di fioritura ?

    • Redazione
      Rispondi

      Può potare il plumbago anche durante la fioritura. Come conseguenza, avrà una pianta più folta ma con minori fiori. La fioritura verrà spostata dalla pianta, naturalmente.

      Buon giardinaggio,
      Tiziano Codiferro

  • Valdes
    Rispondi

    Ho tolto il sottovaso dal vaso con il plumbago: ho fatto bene? Quanta acqua occorre per innaffiarlo? Nei periodi autunnali faccio bene a mettere il vaso con il plumbago in ambiente interno? Aspetto Sua Gentile risposta. Grazie.

    • Redazione
      Rispondi

      Ha fatto bene a togliere il sottovaso dal plumbago. Così facendo, eviterà che si formino ristagni di acqua nel sottovaso e conseguenti marciumi radicali nel vaso. Dovrebbe annaffiare la sua pianta ogni volta che sente il
      terriccio del vaso quasi asciutto ma non polvere. Se protegge la sua pianta in inverno in ambiente riscaldato, questa manterrà le foglie come nei climi temperati e forse continuerà a fare qualche fiore se si troverà in una posizione particolarmente favorevole, ricca di luce.

      Buon giardinaggio,
      Tiziano Codiferro

  • maria
    Rispondi

    Quandi i fiori appassiscono in che modo vanno tolti?
    Tagliando o semplicemente passando la mano per far cadere il secco?
    grazie

    • Redazione
      Rispondi

      Sarebbe meglio che tagliasse i rametti con i fiori appassiti in modo da stimolare la pianta a produrre nuovi getti per avere una fioritura successiva e una forma e salute migliori.

      Buon giardinaggio,
      Tiziano Codiferro

  • Francesco
    Rispondi

    Buongiorno, ho un plumbago in vaso che cresce sul limite di un prato erboso. L’erba che cresce sotto i fiori e i rami della pianta è diradata rispetto al resto del prato. E’ solo una coincidenza?
    Grazie

    • Redazione
      Rispondi

      Non è un caso che l’erba sotto i rami del plumbago sia diradata. Semplicemente, le piantine di erba ricevono meno luce, i raggi del sole sono catturati dalle foglie del plumbago. Di conseguenza, avendo meno luce, il tappeto erboso, in quel punto ha una vegetazione rallentata. Alcune piantine tenderanno a deperire, altre a crescere con lentezza. Per evitare questo, potrebbe ridurre i rami del plumbago, ove possibile.

      Buon giardinaggio,
      Tiziano Codiferro

  • Paola testa
    Rispondi

    Buongiorno,la mia pianta dopo tanti anni, si è ammalata perché a parte le foglie secche, ha tutte le foglie mangiucchiate. È evidente la presenza di un parassita, porrebbe essere una lumachina?
    Cime posso curarla, a parte che ho tolto tutte le foglie?
    Grazie mille

    • Redazione
      Rispondi

      Le foglie mangiucchiate del suo plumbago potrebbero essere dovute a due o più parassiti diversi. Ma andiamo per gradi. Per primo, come lei ha suggerito, potrebbero essere delle lumache o limacce, che potrebbe facilmente debellare con uno specifico insetticida, di facile reperibilità. Nella seconda ipotesi, potrebbe essere un oziorrinco. Più difficile da combattere, perchè si muove principalmente di notte. Con appositi insetticidi e ripetute applicazioni, potrebbe riuscire ad eliminarlo. Infine, potrebbero essere altri piccoli bruchi o simili che si nutrono delle giovani foglie della pianta. Ma credo sia più facile la presenza di uno dei due ospiti sopra.

      Buon giardinaggio,
      Tiziano Codiferro

  • Sonnino
    Rispondi

    Il mio plumbago, in vaso, verde e fiorito è stato lasciato senz’acqua per una settimana.
    Risultato tutte le foglie abbassate, cime rametti piegati.
    Ho cercato di farla riprendere con innaffiatura, posizione del vaso all’ombra, potatura cime secche ma non vedo cenni di ripresa.
    Cosa posso fare per recuperare la piantina?
    Grazie e saluti

    • Redazione
      Rispondi

      Sarà necessario continuare ad innaffiare la pianta con regolarità, fino a quando le foglie non avranno ripreso vigoria. Questo vuol dire bagnare il terriccio bene una volta e aspettare, prima di ripetere l’operazione, che il terriccio sia appena umido e non ancora bagnato. Passato qualche giorno, potrà notare dei miglioramenti nel turgore delle foglie. A quel punto deciderà come comportarsi, se riparare la pianta all’interno per l’inverno oppure proteggerla all’esterno, se si trova in posizione riparata e in un clima mite, vicino al mare.

      Buon giardinaggio,
      Tiziano Codiferro

  • Cristina
    Rispondi

    Gentile redazione vorrei sapere se durante l’inverno posso trasferire il mio ancora piccolo plumbago in vaso all’interno dell’abitazione,naturalmente in una camera non direttamente riscaldata. Grazie.

    • Redazione
      Rispondi

      Il plumbago se esposto al freddo durante l’inverno può essere danneggiato e perdere gran parte della sua parte aerea. Se le radici sono protette, nella primavera successiva, metterà nuovi getti per riformare la pianta. Se lei porterà al riparo la sua giovane pianta di plumbago, in primavera. dopo una leggera potatura e una concimazione mirata, avrà una bella pianta che le darà molte soddisfazioni. L’importante è che la stanza debba avere sufficiente luce per far vivere la pianta. Si ricordi di annaffiare la pianta durante l’inverno.

      Buon giardinaggio,
      Tiziano Codiferro

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