Spesso, le apparenze possono ingannare e anche se una pianta può sembrare morta, non significa che lo sia. Provate questi espedienti da giardinieri esperti per cercare di recuperare le vostre preziose piante anziché lasciarle seccare.

Con il caldo e la siccità di quest’anno molte clienti appena rientrate dalle vacanze, si stanno trovando alle prese con piante da vaso non in forma eccelsa (se non moriture). Alcune di loro mi chiedono consigli di pronto intervento su come intervenire per cercare di rimediare i danni del caldo: ho quindi pensato di riassumere il tutto in questo post, pur senza promettervi ricette miracolose.

Un organismo vegetale è composto dal 95% d’acqua: quando le radici la attingono dal suolo, essa viene trasportata in ogni parte della pianta, assicurando la giusta umidità alla struttura cellulare. Ciò, tra l’altro, crea una pressione contro le pareti delle cellule, il cui turgore permette alla pianta di mantenere la sua normale posizione verticale.

In mancanza di acqua, questa pressione cellulare diminuisce drasticamente e le parti vegetate, come foglie, fiori e giovani steli o rametti, iniziano ad appassire. Se interveniamo prima che si verifichi il vero danno tissutale, rigenerare le piante appassite può diventare semplice e veloce. Altrimenti, i danni possono essere irrimediabili.

Curiosità: Un giardiniere e presentatore televisivo inglese propone, tra gli altri, un rimedio stravagante, con l’utilizzo del principio attivo contenuto nel Viagra (!) che, in modo simile all’effetto che ha sull’afflusso di sangue nell’uomo, favorirebbe anche una migliore irrorazione dei tessuti delle piante “aumentandone le prestazioni”. Nutrire le piante indebolite con acqua e 1 mg di polvere disciolta, ricavata dalle pillole di Viagra sminuzzate “basta per dare loro un bel colpo di vita” sostiene l’esperto, proponendo, in alternativa, una bella aspirina effervescente.

Altri pollici verdi raccomandano invece l’uso dei Fiori di Bach, in particolare del Rescue Remedy,, una miscela creata da 5 diversi rimedi, che regolarmente nebulizzato sul fogliame sofferente, aiuterebbe le povere piante a riprendersi in modo rapido ed efficace.

Non tutto è perduto

piante appassiteSe sete arrivati a questo punto della lettura di questo post, è quasi certo che abbiate dei problemi con una pianta moribonda. Confortatevi: può succedere a chiunque, anche ai migliori giardinieri e, talvolta, anche con le piante che richiedono poche attenzioni. Cercate di pensare positivo: la vostra pianta dall’aspetto triste e appassita potrebbe essere solo appassita o disidratata e potreste avere davvero le capacità e gli strumenti per farla tornare a splendere. Alcuni dei motivi più comuni che causano il deterioramento di una pianta sono:

  • l’eccesso di acqua,
  • i ristagni idrici,
  • la mancanza della giusta quantità di luce,
  • i cambiamenti nel loro ambiente,
  • insetti, parassiti e malattie fungine,
  • carenze di nutrienti.

Tutti questi problemi possono essere risolti facilmente, a patto che siano individuati in modo tempestivo.

I consigli indicati di seguito vi aiuteranno a riportare le vostre piante al loro vigore originale, oltre ad aiutarvi a godere dei benefici per la salute del giardinaggio.

Come recuperare una pianta appassita o disidratata in vaso

Se siete poco propensi a fare complicati esperimenti, limitatevi a seguire con cura questi pochi suggerimenti:

  1. Innanzitutto, le radici devono essere reidratate in modo che possano fornire velocemente acqua alle foglie. Sollevate la zolla dal vaso, esaminate lo stato dell’apparato radicale. Se necessario, rimuovete le radici danneggiate per evitare patogeni o infezioni. Controllate anche lo stato del terriccio.
  2. La mancanza d’acquadi solito crea un terreno dalla superficie dura, compatto e staccato dalle pareti del vaso che lo contiene. In questo caso, l’acqua delle nuove bagnature scorre invano lungo il perimetro del contenitore e non riesce a penetrare nella zolla fino alle radici. Per eliminare questo problema, munitevi di un oggetto appuntito e, facendo attenzione, rompete la zolla e forate il terriccio, come per dissodarlo, senza danneggiare la pianta.
  3. Immergete la pianta con il suo vasoin un catino o nella vasca da bagno, in modo che il contenitore venga totalmente sommerso dall’acqua, oltre il suo bordo. Potrebbe essere necessario appesantire il vaso con un mattone o con una pietra per evitare che galleggi, se ha un vaso in plastica o che si rovesci.
  4. Tenete a mollo la pianta almeno fino a quando le bollicine – che indicano la presenza di aria nella zolla – non cesseranno di salire in superficie dal vaso.
  5. Nei casi più “gravi”, vi consiglio di mantenere la pianta appassitaimmersa in acqua per ancora almeno mezz’ora. In questo modo, il terreno riuscirà a saturarsi completamente d’acqua.
  6. A questo punto, estraete il vaso con la pianta dalla bacinella e lasciate che scorra via l’acqua in eccesso, prima di riporla nella sua posizione originaria.
  7. Evitate alla pianta inutili shock termici: tutta l’acqua che utilizzate deve essere a temperatura ambiente.
  8. Eliminate, infine, con una forbice da giardino perfettamente pulita le parti secche (rami, steli danneggiati, foglie e fiori). A questo punto, nebulizzate con acqua, con cura, la chioma della pianta così pulita dalle parti secche e danneggiate. Pulite delicatamente con un panno imbevuto di acqua demineralizzata, piovana o raccolta dal condizionatore (non calcarea) le foglie impolverate ed opache. Queste ve ne saranno grate e otterrete una chioma dai colori splendenti.
  9. Fino a che la vostra amica verde non ha recuperato completamente vigore, abbiate cura di mantenere, anche la pianta più amica del sole, in un luogo ombreggiato. Maggiore è la luce che una pianta riceve, più acqua deve utilizzare per idratare i suoi tessuti.
  10. Alcuni giardinieri esperti in piante da interno consigliano di chiudere ermeticamente pianta e vaso per qualche giorno in un grande sacchetto di plastica, dopo aver effettuato il trattamento reidratante, di potatura e nebulizzazione. Questo accorgimento permette dimantenere costante la necessaria umidità della chioma, in attesa che le radici lentamente ritornino in piena attività. Posizionate assolutamente la pianta “incappucciata” in un luogo fresco e ombreggiato e rimuovete la protezione quando si è un po’ ripresa.

Cercate segni di vita nella vostra pianta appassita

Quando si parla di piante, “morto” è un termine molto relativo. A prima vista, potrebbe sembrare che la vostra pianta sia senza speranza ma guardandola meglio, più da vicino, potrebbe non essere così. Se sono rimaste delle parti verdi, potrebbe essere ancora recuperabile.

Dovreste, inoltre, controllare le radici. Anche queste svolgono un ruolo primario per la pianta, come le foglie o i rami. Come sistema di supporto della pianta, dalla loro analisi si apprendono molte informazioni utili sullo stato di salute generale. Anche se le parti visibili della pianta (foglie, steli, rami, tronco) hanno dei problemi, le radici potrebbero ancora ricevere nutrienti e acqua sufficienti per farla vivere sana e vigorosa. Una radice in buona salute appare carnosa, di colore chiaro, con numerose appendici terminali. Le radici dovrebbero essere ancora attive affinché i suggerimenti trattati in questo post possano essere efficaci per salvare la pianta. Appurato che nella pianta ci sono ancora parti in buone condizioni è utile capire cosa non ha funzionato nelle cure che le avete dedicato e come potreste correggervi.

Come faccio a sapere se la mia pianta ha bisogno di più acqua?

Quali sono i principali segni che indicano che una pianta è assetata? Per prima cosa, le foglie iniziano ad appassire. Successivamente, se la carenza idrica persiste, le stesse mostrano disseccamenti diffusi e si colorano di giallo sulle punte. Infine, diventano di colore marrone scuro muoiono e cadono. Anche il terreno contenuto nei vasi in cui sono coltivate le piante si indurisce, formando un panetto compatto e quasi impermeabile all’acqua e si stacca dai bordi del vaso.

L’acqua è la soluzione a questo problema ma la bagnatura delle piante coltivate in vaso deve essere fatta nel modo giusto. Come abbiamo visto sopra, se una pianta è fortemente disidratata, un modo rapido per farla tornare in vita, se non è troppo tardi, è lasciarla in ammollo in un recipiente pieno d’acqua con tutto il vaso per alcune ore. In questo modo potreste avere la possibilità di vedere una pianta triste e avvizzita tornare bella, rigogliosa e vivace in un solo giorno.

Per evitare questi problemi, innaffiate più spesso le vostre piante e date loro la stessa quantità d’acqua ogni volta, assicurandovi di dare all’acqua il tempo necessario per essere assorbita dalle radici.

L’obiettivo di questo intervento è saturare il terreno in modo che sia uniformemente umido e di lasciarlo asciugare prima di una nuova innaffiatura.

Ricordate che la maggior parte delle piante da interno provengono da luoghi con clima tropicale e a loro piace l’acqua non fredda.

Per innaffiare correttamente una pianta da interno in vaso che non abbia il terriccio completamente secco, versate un po’ d’acqua al centro del vaso, lasciate che scenda bene, versatene ancora un pò e ripetete l’operazione finché il terreno non è saturo.

Talvolta, le persone versano semplicemente l’acqua sulla pianta, questa scorre immediatamente attraverso il vaso ed esce dal fondo. In questo caso la vostra pianta non è stata annaffiata. Per verificarlo potete toccare con un dito il terreno e vedrete che il centro della zolla è ancora asciutto.

Suggerimento non corretto: per le piante da interno meno delicate potete mettere dei cubetti di ghiaccio sul terriccio, in modo che l’acqua venga rilasciata lentamente. Dimenticatelo.

Come posso sapere se sto annaffiando troppo?

Le piante hanno bisogno di acqua per crescere sane e rigogliose ma, talvolta, si eccede nelle innaffiature. Come è possibile capire se stiamo incorrendo in questo errore? Le piante che hanno ricevuto troppa acqua hanno le foglie appassite, di colore marrone o giallo, oltre al terreno molto umido. L’eccessiva umidità del terriccio, per la maggior parte delle piante, impedisce alle radici di respirare e può causare lo sviluppo di marciumi radicali. Se avete bagnato troppo il vaso delle vostre piante da interno, dovrete intervenire al più presto per evitare seri danni. Per prima cosa, sospendete del tutto le innaffiature finché il terreno non si sia asciugato. Se il terreno è completamente fradicio, potrebbe essere necessario dover sostituire il terriccio. Inutile dire che sarebbe sempre opportuno conoscere prima le esigenze colturali, come più volte detto, delle piante di cui vogliamo prenderci cura e assicurarci di seguire poche regole di base.

Solo a poche piante piace avere le radici immerse nell’acqua. In tutti gli altri casi è importante che il vaso abbia un buon drenaggio oltre ad un foro sul fondo. Il terriccio usato dovrebbe essere di buona qualità, ricco di sostanza organica, sciolto, con presenza di pomice, argilla espansa o lapillo vulcanico.

 Come posso sapere se la mia pianta ha bisogno di più umidità?

Se la tua pianta da interno è originaria di regioni tropicali, per vivere sana e rigogliosa potrebbe desiderare di avere un ambiente circostante con caratteristiche simili a quello di provenienza. Se l’umidità nell’aria in cui si trova la pianta è troppo bassa, la pianta può mostrare segni di avvizzimento o imbrunimento di parte delle foglie.  L’aria eccessivamente secca inibisce uno sviluppo corretto delle piante da interno tropicali. Se è necessario un maggiore tasso di umidità, nebulizzate regolarmente le vostre piante.

Naturalmente, troppa umidità può essere un problema per alcune piante. Se l’umidità è eccessiva, possono svilupparsi muffe o funghi e possono comparire foglie gialle.

Come regola generale, le piante con foglie più spesse e cerose tollerano meglio l’aria secca, condizione molto comune nella maggior parte di case e luoghi di lavoro. Tuttavia, sebbene la maggior parte delle piante d’appartamento riescano ad acclimatarsi agli ambienti chiusi in cui viviamo e non abbiano necessariamente bisogno di condizioni di forte umidità, alla maggior parte di esse non piace trovarsi vicino a condizionatori, stufe, prese d’aria o simili.

Per migliorare la salute delle vostre piante è utile raggruppare piante con esigenze simili per creare un microclima ideale.

Come posso sapere se sto fertilizzando troppo o troppo poco?

piante appassiteNutrire la vostra pianta da interno è molto importante durante la stagione vegetativa, in primavera e in estate. Una pianta malnutrita ha steli sottili o foglie con colorazioni eccessivamente tenui.  Per far crescere sana e rigogliosa una pianta stenta, è necessario somministrarle del compost e del fertilizzante nelle dosi e nei periodi corretti. Una buona soluzione per evitare danni alle piante in vaso dati da eccessive concimazioni, può essere l’impiego di concimi liquidi da sciogliere nell’acqua delle irrigazioni. E’ consigliabile l’uso di prodotti di origine naturale, talvolta, con l’uso complementare di stimolanti o coadiuvanti come propoli, alghe e neem. Una buona norma per mantenere una pianta in salute è quello, già visto più volte, di rinvasare le piante da appartamento. Il substrato di coltivazione può esaurirsi nel tempo, quindi il rinvaso ogni due o tre anni è sempre una buona idea, che suggerisco ai miei clienti.

In ogni caso, con le piante evitate sempre gli eccessi di ogni tipo: acqua, concime, potature, ecc. . Questo vale ancora di più se la vostra pianta è in cattive condizioni, meglio procedere per gradi. Meglio evitare un numero eccessivo di cambiamenti improvvisi, tutti in una volta sola, poiché è probabile che la pianta sia già debilitata e più soggetta a presentare problemi.

Un consiglio utile è quello di adottare nel tempo delle buone abitudini per la cura e manutenzione delle piante da interno. La maggior parte delle piante ha una buona vigoria se le viene somministrato del fertilizzante, di solito, una o due volte al mese, durante la stagione di crescita.

Nel caso abbiate ecceduto con il fertilizzante la vostra pianta ha i bordi delle foglie secchi, simili a bruciature, dovuto all’eccesso di nutrienti nel terreno, e in poco tempo le foglie potrebbero diventare marroni o nere. Allo stesso modo, troppo poco fertilizzante può causare un lento deperimento della pianta.

Quando una pianta cresce in natura, il suolo di cui dispone è quasi infinito: le radici possono continuare ad allungarsi per trovare nuovi nutrienti. Questo in vaso non succede e voi siete la loro fonte di vita. Una volta che i nutrienti somministrati sono esauriti, la pianta inizia a deperire.

Per i concimi e fertilizzanti che acquistate è sempre consigliabile seguire le istruzioni di somministrazioni riportate sull’etichetta.

Se state cercando un aiuto per far migliorare le vostre piante per interni, da casa o da ufficio, per farle crescere vigorose e lussureggianti così da farle risplendere nei vostri spazi interni, contattatemi. Insieme potremo capire le vostre esigenze. Vedremo se il vostro ufficio o la vostra abitazione sono il posto migliore per coltivare con successo piante da interno, quali problemi possono avere e quali specie e varietà cresceranno meglio. Posso aiutarvi a crescere e prendervi cura delle piante di Calathea, Marantha, MonsteraAlocasia, Colocasia, Anthurium e molte altre ancora, in modo che prosperino e contribuiscano a creare un ambiente sano e gradevole.

A questo punto, non vi resta che chiamarmi per rianimare le piante del vostro ufficio o soggiorno.

Condividete con noi le vostre esperienze verdi, lasciando un commento sul mio sito!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Vuoi saperne di più?

Richiedi il migliore servizio per il tuo giardino!

Richiedi una consulenza