Proviamo a ripercorrere insieme la storia di uno dei più evocativi simboli del Natale.

Per molti di noi è impensabile festeggiare il Natale senza un bellissimo abete sempreverde, posizionato in soggiorno, decorato con ornamenti scintillanti e circondato da regali incartati con brillanti fiocchi multicolore. Come la maggior parte delle tradizioni natalizie, tra cui la celebrazione del Natale stesso, l’origine dell’albero di Natale può essere fatta risalire ad antiche tradizioni pagane.

E’ stato grazie all’influenza, in Inghilterra, alla metà del XIX secolo, della regina Vittoria, il monarca più potente del suo tempo, che gli abeti decorati sono divenuti il simbolo del Natale in tutto il mondo. Fino ad allora, erano solo un’insolita usanza praticata dai paesi germanici e slavi. Cerchiamo di ricostruire in breve la storia insolita dell’albero di Natale.

Molto prima che gli alberi di Natale fossero considerati l’arredo principe ed immancabile per le festività natalizie di molti paesi del mondo, erano semplici e profumati alberi sempreverdi. Avevano il solo scopo di portare gioia e colore durante i rigidi mesi invernali.

Ma cosa simboleggia l’albero di Natale? Come è divenuto una delle icone più celebrate delle festività? Vediamolo insieme.

Cosa simboleggia l’albero di Natale?

Molto prima che il cristianesimo si diffondesse nel mondo, nelle culture più antiche, le piante e gli alberi che rimanevano verdi tutto l’anno avevano un significato speciale in inverno. Proprio come le persone oggi decorano le loro case, durante le festività natalizie, con pini e abeti di varie specie e varietà, i popoli antichi appendevano alle porte e alle finestre rami di piante sempreverdi (come agrifoglio, vischio, abete e simili). In molti paesi, erano diffuse le credenze secondo le quali le piante sempreverdi avrebbero tenuto lontani streghe, fantasmi, spiriti maligni e malattie dalla casa e dai suoi abitanti.

Nell’emisfero settentrionale, il giorno più corto e la notte più lunga dell’anno cadono il 21 dicembre o il 22 dicembre, a seconda del calendario. Tale data è indicata come solstizio d’inverno. Molti popoli, nell’antichità, credevano che il sole fosse l’incarnazione di un dio e che l’inverno arrivasse ogni anno perché il dio del sole si ammalava e si indeboliva. Per questo motivo, celebravano il solstizio d’inverno perché significava che, finalmente, il dio Sole avrebbe iniziato a riprendere le sue forze e a guarire per portare nuova vita e fertilità sulla terra. I rami appesi nelle case delle piante sempreverdi simboleggiavano per loro tutte le piante verdi che sarebbero cresciute di nuovo quando il dio del sole sarebbe stato forte e l’estate sarebbe tornata.

Nell’antico Egitto si venerava un dio chiamato Ra. Era rappresentato come un uomo con la testa di un falco, che portava il sole, come un disco ardente nella sua corona. Durante il solstizio, quando Ra iniziava la sua guarigione dalla lunga malattia, gli egiziani riempivano le abitazioni di foglie di palma verdi, a rappresentare la vittoria della vita e la sconfitta della morte, una sorta di rinascita.

Gli antichi romani celebravano il solstizio d’inverno con una festa chiamata Saturnalia (che avevano inizio il 17 dicembre), in onore del dio dell’agricoltura Saturno. Per i romani il solstizio rappresentava l’inizio di una nuova stagione di vita, in cui campi e frutteti sarebbero stati, di nuovo, verdi e colmi di preziosi frutti. Per celebrare questa festa, tra le altre cose, erano soliti decorare case e templi con rami di piante sempreverdi.

Nei lontani e freddi paesi del Nord Europa, i mitici Druidi, i sacerdoti dell’antico popolo Celtico, erano soliti decorare i templi con i rami di piante sempreverdi, a simboleggiare la vita eterna.

Gli antichi dominatori dei mari, i feroci Vichinghi dei paesi scandinavi, pensavano che le piante sempreverdi fossero le preferite del dio del sole, Balder o Baldur, il più bello e il più saggio degli Asi, che splendeva di luce propria.

Nelle culture antiche, il solstizio d’inverno, come abbiamo ora visto, celebra l’inizio di giorni più luminosi, con la natura che acquista pian piano nuova forza. Poiché gli alberi sempreverdi mantengono il loro colore per tutte e quattro le stagioni, sono venerati e abbracciati durante il solstizio d’inverno, come simbolo dei mesi più caldi che stanno per arrivare.

L’uso di alberi sempreverdi e di ghirlande come simbolo della vita eterna era un’usanza anche degli antichi popoli della Cina e del popolo di Israele. Il culto degli alberi era comune tra gli europei pagani e riuscì a sopravvivere alla loro conversione al cristianesimo. Nei paesi nordici si decoravano le case e i fienili con sempreverdi a Capodanno per spaventare il diavolo, si preparavano alberi per offrire riparo agli uccelli durante il periodo invernale.

Quando sono nati gli alberi di Natale?

Le testimonianze storiche sull’uso di rami o intere piante sempreverdi per celebrare le festività natalizie precedono di molto il termine comune “albero di Natale“. I registri storici delle chiese delle campagne inglesi del XV e XVI secolo indicano che l’agrifoglio e l’edera venivano acquistati durante l’inverno. Anche le case e le strade private venivano ornate con il verde in questo periodo. Nelle Fiandre si dice che un precursore dell’albero di Natale possa essere stato il palo che le comunità parrocchiali decoravano con agrifoglio ed edera.

Molti miti circondano la nascita della tradizione degli alberi di Natale. Una leggenda narra che Martin Lutero, l’autore della Riforma protestante, credeva che i pini rappresentassero la bontà di Dio. Un altro mito molto comune nel XV secolo racconta la storia di San Bonifacio, che nell’VIII secolo sventò un sacrificio umano pagano sotto una quercia, abbattendo quell’albero. Al posto della quercia crebbe un abete, i cui rami protesi rappresentavano la verità eterna di Cristo. Alcune versioni di questa leggenda su San Bonifacio affermano che il santo tagliò il nuovo abete e lo appese a testa in giù. Da qui la tradizione di appendere gli alberi capovolti per rappresentare la Santissima Trinità, con sulla vetta o una stella o una mela. Tutte storie che sicuramente hanno favorito la diffusione della tradizione dell’albero di Natale.

Ma le vere origini degli alberi di Natale sembrano essere radicate in Germania, durante il Medioevo.

Nel 1419, una corporazione di Friburgo eresse un albero, che portava come decorazioni mele, cialde di pasta di farina e pan di zenzero. Nelle Fiandre si ritrovano testimonianze di alberi decorati con filo di lana, paglia, mele, noci e salatini.

Si pensa che il più antico mercatino di alberi di Natale si trovasse a Strasburgo in Alsazia, dove gli alberi di Natale disadorni venivano venduti nel XVII secolo come Weihnachtsbaum, termine tedesco indicante l’albero di Natale.

Le cronache raccontano che nel XV secolo, a Strasburgo, la domanda di alberi di Natale era così alta che furono approvate apposite leggi per limitare il taglio di rami o alberi di abete. Nel 1530, tali ordinanze, in tutta la regione dell’Alsazia, limitavano ogni famiglia ad avere un solo albero di Natale.

Nel caso in cui gli alberi non erano disponibili, alcuni costruivano delle piramidi in legno e le decoravano con rami di piante sempreverdi e con candele. È opinione diffusa che Martin Lutero abbia aggiunto per la prima volta candele accese a un albero per abbellirlo. Una sera d’inverno, mentre camminava verso casa, mentre componeva un sermone, fu intimorito dallo splendore delle stelle che scintillavano tra i rami degli alberi sempreverdi. Per riprodurre la scena per la sua famiglia, mise un albero nella stanza principale della casa, decorandone i rami con candele accese.

Il moderno albero di Natale, tuttavia, ha avuto origine in Germania, come già accennato. Questo era una parte essenziale di una popolare commedia medievale che rappresentava Adamo ed Eva, simbolo dell’albero del Paradiso. Era costituito da un abete, al quale erano appese delle mele, come simbolo del frutto del Giardino dell’Eden.

I tedeschi iniziarono a mettere nelle loro case un albero simile il 24 dicembre, festa religiosa a memoria di Adamo ed Eva. Alcuni vi appendevano delle ostie, a memoria dell’ostia eucaristica, segno cristiano della redenzione. Con il passare degli anni le ostie furono sostituite da biscotti di varie forme. A queste venivano aggiunte candele, simbolo di Cristo, luce del mondo. Insieme all’albero di Natale, nelle case tedesche veniva costruita anche una “piramide di Natale“, una costruzione triangolare fatta di legno con dei piccoli ripiani per contenere i personaggi del Natale ed era decorata con sempreverdi, candele e una stella. Nel XVI secolo la piramide di Natale e l’albero del paradiso divennero un unico simbolo: l’albero di Natale.

L’albero di Natale moderno

Solo con la regina Vittoria, in Inghilterra, celebrare il Natale portando doni attorno a un abete è divenuta un’usanza mondiale. Nel 1846, la regina e il marito di origine tedesche Alberto furono ritratti nell’Illustrated London News in piedi con i loro figli, intorno a un albero di Natale, al Castello di Windsor. L’albero vittoriano era decorato con giocattoli e piccoli doni, candele, caramelle e torte fantasiose appese ai rami con nastri e fili.

Gli immigrati tedeschi avevano portato con sé l’usanza degli alberi di Natale in Gran Bretagna all’inizio del 1800 ma senza avere grande seguito. Dopo che la regina Vittoria, un monarca estremamente popolare ed influente, iniziò a celebrare il Natale con gli abeti e i regali appesi ai rami, come favore al marito, i laici ne seguirono l’esempio.

Le prime decorazioni in vetro soffiato vennero messe in vendita in Gran Bretagna e negli Stati Uniti già alla fine del XIX secolo. Molti di questi erano prodotti in piccoli laboratori in Germania e Boemia. Al vetro ben presto furono aggiunti orpelli, decori di carta, piombo fuso, perline, carta pressata e ovatta. Alla fine del secolo furono aggiunte anche le file di lucine colorate.

Gli americani erano meno soggetti all’influenza della regina. Tuttavia, alcuni influenti leader politici, artisti e scrittori favorirono la diffusione di questo simbolo associandolo all’immagine di una famiglia felice della classe media che si scambiava doni attorno a un albero. Questa immagine incentrata sulla famiglia fu ulteriormente amplificata da un poema molto popolare, scritto da Clement Moore nel 1822, conosciuto come “Twas the Night Before Christmas“. Da qui anche l’immagine moderna della figura di Babbo Natale.

Il presidente Franklin Pierce organizzò il primo albero di Natale alla Casa Bianca, durante la metà degli anni 1850. Il presidente Calvin Coolidge diede vita per primo alla cerimonia nazionale di illuminazione dell’albero di Natale sul prato della Casa Bianca nel 1923.

In breve tempo, l’influenza esercitata dalla cultura occidentale e il crescente consumismo hanno trasformato l’albero di Natale in un simbolo onnipresente. In effetti, molte persone di altre fedi hanno adottato l’albero di Natale (il Giappone per esempio).

Negli anni ’30, negli Stati Uniti furono creati i primi alberi di Natale artificiali fatti di setole di spazzole. Negli anni ’50 e ’60 si iniziarono a produrre in serie alberi in alluminio e plastica, in PVC. Gli alberi artificiali hanno, purtroppo, guadagnato una popolarità sempre maggiore a scapito della tradizione e del rispetto della natura.

Poiché, purtroppo, spesso gli abeti coltivati per diventare alberi di Natale non sono sufficienti, molti abeti vengono tagliati nei boschi, con seri danni per l’ambiente. Per evitare questi scempi, consiglio sempre di verificare la provenienza degli alberi che acquistate. In alternativa anche agli alberi artificiali reperibili facilmente in commercio, suggerisco di optare per soluzioni più creative e sostenibili.

Da dove nasce l’usanza di decorare gli alberi di Natale?

Oltre all’estetica delle candele già affermata in Europa, le decorazioni come gli ornamenti (spesso importati dalla Germania) sono diventate più popolari alla fine del 1800 e le decorazioni fatte in casa come biscotti e ghirlande (pensa: popcorn, bacche, noci e altro) sono diventate elementi decorativi.

Con il progredire degli sviluppi tecnologici e industriali nel corso del XX secolo, le decorazioni più casalinghe hanno lasciato il posto a sfavillanti luci elettriche e materiali sintetici, come gli orpelli. I popolari ornamenti Shiny Brite, ispirati agli ornamenti in vetro importati dalla Germania, hanno segnato l’inizio dell’industria degli ornamenti degli Stati Uniti nella prima metà del 1900.

Gli alberi di Natale sono una strana tradizione, se ci pensi: ogni dicembre, le persone nelle regioni di tutto il mondo si dirigono verso la foresta più vicina, abbattono un albero, lo trascinano nelle loro case, lo adornano con luci, palline e orpelli, poi trascinarlo senza tante cerimonie sul marciapiede a gennaio.

Ma i rami sempreverdi sono stati un arredamento stagionale essenziale fin dai tempi antichi come parte delle celebrazioni pagane del solstizio d’inverno. “I sempreverdi ai festival di metà inverno erano tradizionali fin dal mondo antico, a significare la vittoria della vita e della luce sulla morte e sull’oscurità”, scrive Carole Cusack, professore di studi religiosi all’Università di Sydney, in una e-mail.

È difficile individuare esattamente quando e dove queste tradizioni pagane si sono trasformate nella tradizione come la conosciamo: diversi paesi affermano di essere il luogo di nascita dell’albero di Natale e ci sono mitologie in competizione che cercano di spiegare cosa significa tutto questo. Ma mentre gli alberi di Natale compaiono in tutto il mondo, le loro origini vengono fatte risalire a regioni con abbondanti foreste sempreverdi, specialmente quelle del nord Europa. Ecco uno sguardo a come l’albero di Natale si è evoluto in un’icona moderna e ha ispirato nuove usanze lungo la strada.

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