Formazione in Giappone: The Japanese Garden Intensive Seminar Plus 2019 in Kyoto, parte II

 In progetti di spazi verdi

Nel post precedente ho descritto alcuni momenti della mia breve ma intensa esperienza di formazione professionale fatta in Giappone, presso the Research Certer for Japanese Garden Art & Historical Heritage a Kyoto. In questa occasione unica, ho potuto visitare ed apprezzare in modo irripetibile alcuni dei giardini storici più belli di Kyoto. Le nostre guide sul campo, in parte del Research Certer for Japanese Garden Art & Historical Heritage ed in parte professionisti del settore, ci hanno descritto e fatto apprezzare alcuni aspetti di ogni giardino, che diversamente non avremmo di certo colto.

Visitare giardini, alcuni anche parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, con delle guide di questo genere non ha prezzo. È stata un’esperienza che consiglio a tutti gli appassionati di giardini giapponesi e della cultura di questo straordinario Paese.

In questo nuovo post, cercherò di presentare alcuni dei giardini giapponesi che ho visitato a Kyoto, cercando di trasmettere alcuni degli elementi essenziali che li caratterizzano.

Kamigamo – Shrine, Kamo Wake-Hikazuchi Jinja

Kamo-wake-ikazuchi-Jinja è il più antico tempio shintoista della città di Kyoto. Si trova nel quartiere Kita a Kyoto. Dalla preistoria fino ad oggi, Kamigamo-jinja ha conservato e trasmesso le leggende relative alla nascita della divinità del santuario, Wakeikazuchi.

Gli antichi rituali hanno trasmesso fino a noi  la fede nel monte divino, Kamo Sai noto anche come Aoi Matsuri, nata durante il regno dell’Imperatore Kinmei. Gli edifici del santuario preservano e tramandano lo stile del primo periodo Heian. Tutto questo racconta la storia della provincia di Yamashiro, la prefettura a Sud di Kyoto.

Gran parte del complesso monumentale è stato indicato come area di conservazione del paesaggio storico dalla città di Kyoto e come sito storico dal governo nazionale. Nel parco che circonda il complesso monumentale si trovano numerosi esemplari di grandi alberi, come Taxus cuspidata e Prunus pendula .

In questo luogo, la magia della natura e della cultura religiosa secolare convivono in armonia. Il 17 dicembre 1994, Kamigamo-jinja è stato ufficialmente indicato come uno dei più importanti monumenti dell’antica città di Kyoto, oltre che riconosciuto come Sito Patrimonio Culturale Mondiale dell’Umanità.

Kyoto, una delle antiche capitali del Giappone, insieme a Nara prima e a Tokyo poi, chiamata Heiankyo, fu fondata nel 794. I templi Kamo-wake-ikazuchi-Jinja, Kamo Mioyajinja, Toji, Kiyomizu e Enryakuji furono costruiti in questo periodo.

Storia

Il santuario è dedicato ad una divinità che è apparsa come per miracolo quando Tama-yori-hime-no-mikoto, una dea della mitologia giapponese, figlia del dio drago marino Kamo-taketsu-numi-no-mikoto, si recò al fiume Kamo per celebrare le cerimonie di purificazione. Inizialmente, la divinità fu custodita su un altare di pietra in cima alla vetta del monte Ko-yama, considerata sacra. In seguito, furono celebrati riti religiosi ai piedi della montagna, nella parte orientata a  sud-est. Questo santuario fu costruito nel 678, durante il regno dell’Imperatore Tenmu.

Il Tempio

La porta che si trova all’ingresso di ogni santuario è chiamata torii. Indica che l’area dietro tale porta è uno spazio sacro.

Il percorso che chi visita il tempio segue dal primo torii agli altri edifici del santuario centrale, è noto come Sando o percorso di avvicinamento. Questo percorso dà ai visitatori il tempo di svuotare le loro menti e prepararle per il rituale sacro.

Una volta varcato il secondo portale (torii), si giunge in una zona ricca di alberi, che offre al pellegrino uno spettacolo diverso per ogni stagione, dalla fioritura dei ciliegi in primavera, al foliage degli aceri in autunno.

L’Hashi-dono, un ponte coperto, attraversa un ruscello dalle limpide acque che scorrono con calma vicino al secondo torii. Qui, l’inviato dell’Imperatore presenta un messaggio del sovrano durante l’Aoi Matsuri, una delle tre principali festività celebrate nell’anno a Kyoto.

L’Hoso-dono, il cortile di fronte al tempio, è famoso per i suoi due coni di sabbia che si dice abbiano poteri purificatori. Sulla destra del complesso si trova l’edificio Tsuchi-no-ya in cui le persone si prodigano in rituali e cerimonie purificatrici prima di partecipare ai riti sacri. Dopo che abbiamo attraversato Negi-bashi (ponte), il Ro-mon e poi il Chu-mon (cancello), ci troviamo davanti l’On-den (santuario principale).

L’edificio che vediamo oggi fu costruito nel 1863, dall’imperatore Komei, mantenendo il disegno originale del periodo Heian.

Il Gon-den è una copia esatta dell’edificio principale del santuario e ha lo scopo di essere una riserva o santuario di emergenza, per ospitare la divinità nel caso in cui l’edificio principale del santuario venga distrutto o danneggiato. Purtroppo, nel corso dei secoli è successo più volte che gli edifici sacri di Kyoto e di altri luoghi del Giappone siano stati danneggiati in parte o distrutti completamente dal fuoco.

Poiché Wakeikazuchi, la divinità di questo tempio, era molto potente nel proteggere gli agricoltori, fin dai tempi antichi i contadini di tutto il paese hanno venerato il suo spirito nei loro villaggi e hanno protetto con cura i loro santuari Kamo locali. Ne esistono molti in tutto il Giappone.

Principali feste del santuario:

  • Kamo-sai (Aoi-matsuri) “Hollyhock Festival”, si tiene il 15 maggio, uno dei tre più grandi festival imperiali in Giappone e il festival più importante nel santuario.
  • Nagoshi-no-harae, “Il rituale di purificazione estiva”, si tiene il 30 giugno, tenuto per la sicurezza della propria famiglia e della propria vita.
  • Kurabe-uma-e-Jinji, “Il rituale dei cavalli da corsa”, si tiene il 5 maggio.
  • Karasu-zumo “Crow Sumo”, si tiene il 9 settembre. Durante questa festa rituale, i monaci del santuario imitano la voce dei corvi e il loro modo di saltare di lato,

Il complesso di templi Zen Daitokuji

Daitokuji (大徳寺) è un grande complesso religioso a nord di Kyoto. E’ il tempio principale della scuola Daitokuji del buddismo Zen giapponese, della setta Rinzai. Il complesso è composto da oltre venti edifici ed è uno dei posti migliori di tutto il Giappone dove poter visitare un gran numero e varietà di giardini Zen e cercare di capire la cultura e l’architettura Zen.

Daitokuji fu fondata nel 1319. Come la gran parte della città di Kyoto subì gravi danni durante la guerra di Onin (1467-1477). Dopo la sua ricostruzione, il tempio divenne un centro importante dove si teneva la cerimonia del tè. Nel corso dei secoli è stato associato a diverse figure della storia del Giappone come: il maestro del tè Sen no Rikyu, i signori della guerra Oda Nobunaga e Toyotomi Hideyoshi, entrambi appassionati praticanti della cerimonia del tè.

Gli edifici principali di Daitokuji (la Porta di Sanmon, la Butsuden Hall, la Hatto Hall e la Hojo Residence) sono allineati sul lato est del parco del tempio, come indicato dalla disposizione classica di un monastero Zen. Di solito non sono aperti al pubblico e riuscirne a visitarne uno è davvero una sensazione indimenticabile.

Gli edifici principali sono circondati da molti altri edifici minori, aggiunti nel tempo al complesso da signori provenienti da tutto il Giappone.

Il più celebrato tra i templi minori è Daisenin. Costruito nel 1509, preserva il più antico esempio sopravvissuto di un’alcova (tokonoma), un elemento architettonico importante, oltre ad alcune porte scorrevoli di pregio (fusuma).

Daisenin ha splendidi giardini rocciosi, che girano intorno all’edificio del tempio e sono considerati tra i migliori esempi del loro genere. Uno di questi giardini è progettato per assomigliare ad un paesaggio cinese, dipinto con pietre che si stagliano verso il cielo in verticale, a rappresentare imponenti montagne, isole divise da cascate di sabbia bianca e corsi d’acqua che sembrano scorrere attraverso gli altri giardini del tempio, prima di aver fine in un ampio e sconfinato oceano di ghiaia.

Un altro importante tempio minore è Ryogenin. Fu costruito nel 1502 dal signore della provincia di Noto, nell’attuale Prefettura di Ishikawa. L’edificio principale del tempio è progettato in tipico stile Zen e la tradizione vuole che sia l’edificio più antico di Daitokuji.

Ryogenin ha cinque diversi giardini, con paesaggi asciutti su ciascun lato dell’edificio principale. Il più grande di questi è costituito da una distesa di ghiaia bianca rastrellata con cura e minuzia di particolari che rappresenta l’universo e isole di roccia e muschio che rappresentano una gru e una tartaruga, simboli di longevità e salute, che si trovano comunemente in molti giardini giapponesi. Nel tempio sono presenti anche porte scorrevoli (fusuma) decorate da immagini rappresentanti draghi ed eremiti.

Kotoin è un altro tempio minore. Costruito nel 1601 da Hosokawa Tadaoki, un comandante importante che combatté per Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu. Lui e sua moglie sono sepolti a Kotoin, insieme a Izumo no Okuni, il fondatore del teatro Kabuki.

Kotoin è nota per i suoi alberi di acero impalcati a formare una volta a baldacchino. Gli aceri sono presenti anche nel giardino del tè di Kotoin. Inoltre, sono usati nel giardino di muschio del tempio. Le foglie, con i loro colori caldi e brillanti, rapiscono il visitatore, in genere verso la seconda metà di novembre quando raggiungono solitamente l’apice della loro bellezza autunnale. Questo, ovviamente, dipende dall’andamento delle temperature durante la stagione autunnale.

Zuihoin è il più piccolo dei templi minori ma non per questo meno interessante. Fu costruito nel 1535, da un signore della guerra di Kyushu, che in seguito si convertì al cristianesimo.

Il giardino principale del tempio ha la ghiaia rastrellata in forme ben definite ad evocare l’immagine di mari in tempesta. All’interno del mare si trovano isole di pietre taglienti e muschio, che si stagliano in lontananza. Il giardino sul retro dell’edificio principale ha delle pietre disposte simili ad un crocifisso.

Se svolete visitare il Giappone autentico delle tradizioni, non potete perdervi Nanzenji. Questo grande complesso di templi ospita tesori inestimabili, ricorda la storia più violenta del Giappone e conserva uno stile risalente a ottocento anni fa. L’origine di Nanzenji è permeata dai principi profondi della disciplina Zen.

Il complesso di templi Nanzenji

La leggenda narra che quando l’imperatore Kameyama si ritirò nel suo palazzo di Kyoto, lì iniziarono a verificarsi cose insolite. Le porte si aprivano da sole, si sentivano voci lontane e lamentose, e altre singolarità del genere. Unmonaco buddista venne chiamato per cercare di risolvere il problema. Ma, nonostante, il suo grande impegno, gli strani fenomeni continuavano a ripetersi.

Nell’anno 1290, Fumon, che era un monaco Zen al palazzo dell’Imperatore, si sedette e iniziò a meditare. Quando ebbe finito, le presenze spettrali erano sparite. L’Imperatore Kameyama rimase così affascinato dal potere dello Zen e del monaco, che consegnò metà del suo palazzo a Fumon, in modo tale che quest’ultimo avesse a disposizione luoghi e mezzi per insegnare lo Zen.L’Imperatore divenne uno studente della neonata scuola e si attribuì il titolo di Gran Sacerdote.

Gli inizi del tempio di Nanzenji

Quando Kameyama consegnò parte del palazzo a Fumon, il tempio di Nanzenji, ad oggi il complesso Zen più famoso al mondo, già esisteva.

La breve storia di Kameyama e Fumon, descrive il quadro politico del Giappone in quel periodo. Per l’Imperatore, poco riconosciuto dai grandi feudatari, sarebbe stato più facile esercitare il suo potere, grazie ad un’istituzione religiosa. Kamayama aveva dato una sede istituzionale alla setta Zen del buddismo, sfidando direttamente l’autorità buddista centrale, il cui tempio di riferimento era sul Monte Hiei. Lo Zen, in quel periodo storico, era solo agli albori in Giappone. Era stato introdotto dalla Cina solo un secolo prima.

Il potere del buddismo zen

Divenne abitudine comune che gli Shogun avessero a palazzodei monaci Zen come loro consiglieri. In breve, altri cinque templi Zen furono costruiti in città, tutti sotto l’unica guida di Nanzenji.

Nel 1393, i monaci buddisti marciarono su Nanzenji con il loro esercito, distruggendolo completamente. Ma questo gesto non servì a sconfiggere il movimento e dimostrò che lo Zen era divenuto importante, non solo per i potenti ma anche per le persone comuni.

Tempio di Nanzenji a Kyoto

Il tempio è uno scrigno ricco di tesori artistici e culturali. Nel corso dei secoli Nanzenji fu distrutto più volte da guerre, incendi, incidenti ma tutte le volte è stato ricostruito grazie anche a cospicue donazioni di ricchi e potenti uomini giapponesi.

Caratteristiche di Nanzenji

Il complesso di Nanzenji occupa una superficie molto estesa. In questa, l’edificio del tempio principale Nanzenjisi trova quasi al centro, circondato da circa dodici templi minori e da un gran numero di altre strutture di diversa natura e funzione. L’ingresso al parco è gratuito per i visitatori ma per visitare i tre edifici più noti, la Porta di Sanmon, il tempio minore di Nanzen-in e il giardino di Hojo Teien, è necessario pagare un biglietto.In seguito a recenti tempeste di vento e pioggia, alcune zone dei giardini coperte da alberi sono state gravemente danneggiate e sono attualmente in corso opere di restauro.

La Porta di Sanmon

La porta di Sanmon è il primo edificio che cattura l’attenzione di chi entra nel complesso monumentale. E’ una delle più grandi porte di tempio di tutto il Giappone. Il Sanmon Gate è realizzato in legno, di un insolito colore nero dovuto ai segni del tempo. Il suo nome significa “Tre porte”. E’ possibile attraversarei tre grandi portali, simbolo dei percorsi di liberazione offerti dal buddismo Zen. Inoltre, dopo alcune rampe di scale in legno molto ripide, si può entrare al suo interno. In cima alle scale si trova una balconata che circonda l’intero edificio, a cornice della camera centrale. Al suo interno è collocata una statua di Buddha con una corona di gioielli e con affianco sedici statue di arhat (buddisti che hanno raggiunto l’illuminazione). Le colonne,presenti su entrambi i lati, sono dipinte in uno stile che ricorda le origini indiane dello Zen.

Dalla balconata si ha una splendida vista dall’alto della città di Kyoto, del complesso di templi e dei giardini circostanti. Ogni stagione offre un momento ideale per visitarlo, dai colori accesi della primavera e dell’autunno a quelli più tenui dell’inverno e dell’estate. Tutt’oggi, nel complesso viene ancora insegnato il buddismo Zen, pertanto, alcuni edifici non sono visitabili. Ma grazie al corso, siamo riusciti a visitarne alcuni di grande effetto nonostante le giornate di caldo prima e pioggia poi.

Sottotempio di Nanzen-in

Nanzen-in è un tempio minore che è ritenuto il cuore di Nanzenji. Nell’edificio di Nanzen si trovano i resti parziali dell’imperatore Kaneyama e una sua statua.

All’esterno, il giardino si sviluppa intorno ad un piccolo lago, alimentato da una cascata. Un percorso a piedi permette di fare il giro completo del lago e di osservare il giardino da molti punti di vista diversi, uno più bello dell’altro. Ognuno con un elemento che colpisce l’attenzione del visitatore. Nel lago sono presenti anche delle piccole isole che aggiungono ulteriore interesse all’insieme.

I giardini Hojo e Hojo Teien

L’attuale centro visitatori del complesso è un edificio chiamato Hojo. Una parte dell’edificio di Hojo è la copia di un grande palazzo della città di Fushimi. Al suo interno sono presenti numerose fusuma (porte scorrevoli di carta) decorate con sfondi dorati e immagini di leopardi e tigri.

Intorno alla costruzione si aprono i giardini, Hojo Teien. I giardini Hojo sono costruiti con pietra e ghiaia, oltre ad avere laghetti coperti di muschio.

Un esempio tipicamente giapponese di riprodurre il mondo circostante all’interno del giardino.

Un nuovo spunto per il vostro giardino. Non vi resta che trovare tempo e risorse per visitare questi luoghi incantati, vero paradiso per gli appassionati di giardinaggio.

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