Un’alternativa all’orto, la foresta commestibile

 In progetti di spazi verdi

Quando pensate agli ortaggi o ad altri frutti commestibili, viene subito in mente un orto, di campagna o di città. Ma vi siete mai fermati a pensare che potrebbe esserci anche un’alternativa? Nell’antichità i nostri avi coltivavano quello di cui avevano bisogno per vivere ai margini del bosco o della foresta. I campi coltivati non erano simili a quelli di oggi ma piuttosto sembravano di giardini un po’ selvaggi. Oggi potremmo chiamarli foresta giardino, bosco-giardino, orto-bosco, foresta commestibile o all’inglese food forest.

La nota principale che contraddistingue una foresta commestibile è che necessita di poca manutenzione. Il sistema dal quale si trae ispirazione per la sua costruzione è il bosco o la foresta, dove, in uno stesso spazio, convivono piante di diverse altezze, con funzioni complementari.

Giardini tradizionali e frutteti da produzione, solo apparentemente sono ordinati. Lo sono grazie all’intervento continuo dell’uomo, con la sua attenta manutenzione. Ma se lasciati a se stessi, in breve tempo perdono il loro ordine e la loro bellezza. Al contrario, un orto-bosco, composto per lo più da piante che possono essere consumate, richiede poca manutenzione per mostrare i suoi lati migliori. Anche per questo motivo stanno diventando sempre più comuni anche di dimensioni diverse.

Questi ecosistemi impiegano molto tempo per trovare il loro equilibrio, ma una volta che lo hanno raggiunto, si mantengono sostanzialmente da soli. Inoltre, possono fornire maggiori quantità di cibo rispetto ad un orto o ad un giardino tradizionale.

Food forest nel mondo

In Israele stanno costruendo una foresta alimentare all’interno di un parco a Tel Aviv. E’ possibile costruirne uno in città ma anche in campagna, su grandi superfici ma anche in piccoli cortili.

Nelle  campagne o colline della Toscana potremmo descrivere una food forest con i seguenti elementi: i castagni come alti alberi per creare la copertura sommitale del bosco; gli alberi di mele, che crescono sotto i castagni, ad un’altezza intermedia. I cespugli di ribes prosperano in un livello inferiore sotto i meli. Infine, una miriade di erbe e funghi commestibili crescono sotto di loro. Se poi vogliamo aggiungere un plus, le viti usano i meli e i castagni come sostegni sui quali arrampicarsi per cercare la luce e produrre uva.

Creare una foresta commestibile è stata una pratica comune per molti secoli in molte regioni tropicali. Ma anche in zone con climi temperati si possono mettere a dimora piante utili che interagiscono tra loro.

Robert Hart rese famoso questo concetto tra i giardinieri europei e nordamericani con la pubblicazione del suo libro Forest Gardening: Cultivating an Edible Landscape, negli anni ’80. Le foreste alimentari sono state anche riprese nella permacultura, per corroborare un approccio sostenibile, in equilibrio con la natura, per progettare e realizzare sistemi agricoli e non, che imitano quelli naturali.

La “silvicoltura alimentare”ottiene sempre più spazio nell’idea di creare un paesaggio urbano sostenibile. Un nuovo modo di costruire parchi urbani o giardini di città, dove il parco crea il paesaggio e gli orti entrano nei quartieri per dar loro una connotazione di sostenibilità. Negli Stati Uniti Seattle, Austin, Atlanta sono città nelle quali si sono compiuti i primi “esperimenti” di piantare una food forest, con cibo pubblico. Sicuramente, esempi da seguire.

Cos’è un bosco commestibile, una food forest?

Un bosco-orto è come un orto biologico, un orto sinergico, un giardino costruito secondo i principi della permacoltura. Un bosco naturale non ha bisogno di essere dissodato, vangato, diserbato, concimato e neppure irrigato. Questo è l’obiettivo primario.

Molte delle colture ospitate in una food forest, sono colture perenni, che non hanno bisogno di lavorazioni particolari per sopravvivere anche negli anni successivi. Non dissodare il terreno ne preserva integra la struttura naturale. Impedisce la perdita di sostanze nutritive, il dilavamento ad opera della pioggia. Consente ai piccoli ospiti del suolo, microbi o insetti, di svolgere in modo compiuto il loro lavoro: mantenere il terreno sano, fertile e attivo.Le profondità che raggiungono le radici di alti alberi e arbusti più grandi, rendono le altre piante più piccole più resistenti alla siccità. Le chiome fronzute ombreggiano le piante sottostanti, rendendo ospitali ambienti fino a poco prima inabitabili per alcune specie. I livelli più vicini a terra rimangono sempre più rigogliosi e umidi, in un sistema che si auto alimenta ovvero sostenibile.

Come scegliere le piante migliori

Per iniziare dobbiamo capire quali sono le piante migliori da utilizzare per costruire una foresta commestibile. Immaginiamo di avere un vaso e doverlo riempire con sassi di diverse dimensioni, dai più grandi (gli alberi) ai più piccoli (le coprisuolo o gli ortaggi). Via via che aggiungiamo sassi di dimensioni inferiori, gli spazi vuoti si riempiono e il vaso raggiunge la sua massima capienza. Alberi, alberi da frutto, arbusti, erbacee perenni. Ognuna troverà la posizione migliore nel sistema. Alcune preferiscono l’ombra, altre la mezzombra, altre ancora il sole a momenti, al mattino o alla sera.

La stagione invernale è il momento migliore in cui iniziare a mettere a dimora le nuove piante. Tutte o quasi sono in fase di riposo vegetativo, possono essere acquistate in vaso ma anche in zolla o a radice nuda, se volete risparmiare un pò. La miglior cosa da fare è scegliere piante che si naturalizzano con facilità nella zona in cui vivete. Se le piante sono autoctone, conoscono già la regione e qui vivranno meglio.

Creiamo gli strati secondo un ordine discendente, dal più alto al più piccolo. Il livello più alto del bosco è occupato dagli alberi ad alto fusto, che richiedono posizioni ben soleggiate durante tutto il giorno, un esempio sono noci e castagni ma attenzione alla zona.

Al di sotto, degli alberi più piccoli avranno lo spazio e la posizione ideali, i frutti in genere e i noccioli, sono molto indicati per questo uso. Dovrete scegliere quelli che sono più tolleranti a posizioni meno soleggiate, come il cachi o Diospyros kaki, il gelso o Morus nigra ma senza escluderne altri che anche in ombra daranno una buona produzione di frutta.

Vite da uva, nelle varietà più indicate, passiflora, kiwi, akebia o, anche se da noi non sono molto comuni,  arachidi, sono solo alcuni delle piante rampicanti più indicate per posizioni di mezz’ombra o sole parziale.

Tra gli arbusti indicati per il nostro bosco-orto non scordiamo i frutti minori o super foodies come il mirtillo, il ribes, l’uva spina, il sambuco, il goji o l’aronia. Alcuni di questi oggi sono di gran moda, con il nome di “superfoods” per le loro infinite qualità nutrizionali e per i benefici effetti che il loro consumo ha sulla nostra salute.

Infine, siamo arrivati a terra. Timo, salvia, menta, lavanda, rosmarino, sono solo alcune delle piante più comuni e più semplici da coltivare. Poca acqua, poca manutenzione ma con un pizzico di sole in più di altre. Il vostro orto forestale sta prendendo forma. Non dimenticate altre perenni molto utili ma che in inverno spariscono per tornare in primavera, rabarbaro, carciofi, asparagi, alcuni degli ortaggi più comuni.

Nell’orto forestale i frutti sono necessariamente di stagione. Non credo troverete ciliege o fragole in dicembre e neppure uva in gennaio e febbraio.

Ma a terra esistono ancora diversi livelli da colonizzare. Le piante coprisuolo vanno bene sotto quelle un pò più alte di loro. Avete mai assaggiato le fragole di bosco, l’acetosa, il crescione o i nasturzi? Fiori o ortaggi in tavola, se cucinati e selezionati con cura hanno sempre un buon sapore. Ad ognuno il proprio posto nel sottobosco e i risultati saranno sorprendenti.

Ma abbiamo completato il quadro? Non credo! Dimentichiamo il sottosuolo. Sotto terra c’è ancora spazio disponibile e non dimentichiamo che quello che spunta generoso sopra la terra, deve avere sane e solide radici. Per il nostro sottobosco dovremo cercare quei tuberi che hanno preferenze per condizioni di luce limitata. Infine, non effettuare trattamenti chimici, consente ai funghi utili, le micorrizze, o ai batteri della rizosfera, di proliferare e aiutare le piante più grandi.

Come preparare il terreno

Dopo aver selezionato le piante giuste, dobbiamo concentrarci sul terreno. Scegliamo una posizione aperta e soleggiata. Potete costruire un orto-bosco, in un piccolo giardino urbano, con un solo albero, pochi arbusti e qualche coprisuolo, oppure realizzare un giardino-foresta-orto su superfici molto ampie.

Per iniziare dovete decidere l’ordine delle piante e la loro disposizione sul terreno. Poi, contrariamente a quello che potete immaginare, iniziate a mettere a dimora le piante facendo singole buche nel terreno e, non come nell’orto tradizionale, lavorando tutto il terreno.

Se siete in presenza di terreni di qualità scadente, potete pensare di ammendarli con qualche centimetro di compost disposto a copertura. Se avete terreni con ristagni idrici marcati, allora, dovrete procedere con letti di semina o di piantagione rialzati, in modo da tenere le radici all’asciutto quanto basta. Le piante più alte saranno posizionate sul culmine, quelle più piccole sui declivi.

La vegetazione esistente deve essere eliminata o manualmente o, naturalmente, con pacciamatura ma senza l’uso di diserbanti chimici, dannosi all’ambiente. Se leggete qualcosa sulla permacoltura, trovere ampio uso di legno, cartone e vegetazione. La loro decomposizione e la mancanza di luce aiuterà a distruggere le piante indesiderate.

Siete arrivati al momento decisivo: piantare. Basta fare spazio tra pacciame, cartone e tutto quello che avete usato per coprire il suolo ma senza rimuoverlo. Il pacciame aiuta a mantenere l’umidità del terreno e lentamente lo arricchisce con sostanza organica decomposta per le piante. Più sarete bravi a mantenere in equilibrio il piano più basso, tanto più aiuterete il sistema a trovare la sua dimensione naturale e a raggiungere l’equilibrio ideale.

Piantare

Siamo pronti per piantare. Nella parte più a nord, lo spazio è riservato alle specie più alte e vigorose. Procedendo verso sud, degraderete con le piante progressivamente più piccole. L’ombra degli alberi non sarà così proiettata in modo eccessivo sulle piante inferiori. Questo sarà utile, in particolare, durante i mesi invernali, con  minori ore di luce.

Le piante da ombra dovrebbero essere a casa loro in quasi tutte le zone del vostro bosco. Nelle parti più buie, occupare lo spazio con dei funghi potrebbe essere una buona soluzione. Le rampicanti come le viti, potrebbero andare su muri di confine o sugli alberi presenti. A patto che gli alberi raggiungano altezze importanti e non siano soffocate dai rampicanti.

I margini del bosco-orto si prestano bene alla coltivazione di ortaggi annuali, che preferiscono il sole. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere un equilibrio ma per farlo occorrono degli anni. Gli alberi crescono ma con calma! Pertanto, le condizioni nel bosco cambieranno nel corso degli anni, così come cambierà la disposizione delle piante.

Se avete tempo, pazienza e volontà, una food forest è un progetto molto interessante e dalle grandi soddisfazioni. Buon giardinaggio.

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