Edifici verdi, edifici sani

 In progetti di spazi verdi

In questo post scopriremo insieme in che modo un edificio verde possa migliorare la nostra salute. Negli ultimi anni è cresciuta molto la consapevolezza sull’importanza di curare la salute degli ambienti in cui passiamo la gran parte delle nostre giornate. Anche se io faccio il giardiniere e trascorro la gran parte del mio tempo all’aperto, ogni volta che per lavoro entro in un edificio commerciale, in un ufficio o in un’abitazione privata mi accorgo, ben presto, di quanti benefici potrebbero portare le piante a questi ambienti e alla qualità della vita di chi vi lavora o li abita.

Le ultime tendenze nel disegnare abitazioni e luoghi di lavoro, secondo principi ecologici, per cercare migliorare la nostra vita quotidiana, vanno ben oltre la sola efficienza energetica e l’ottimizzazione dell’uso delle risorse idriche.

Numerose ricerche scientifiche hanno avuto per oggetto lo studio di numerosi “edifici malati“, dove i proprietari si lamentavano di malattie per i lavoratori o per i residenti dovute a muffe, umidità e altre condizioni non idonee.

In alcuni casi, i rimedi adottati per risolvere questi problemi sono stati semplici, come ad esempio aumentare la ventilazione degli ambienti, altre volte la soluzione non sono proprio così semplici ed immediate, come ad esempio la scarsa qualità delle costruzioni stesse o dei materiali impiegati. In breve tempo, si è riusciti a capire che si potevano ottimizzare gli edifici alle esigenze della salute delle persone già in fase di progettazione, risparmiando ingenti quantità di denaro e numerosi problemi di salute.

Molti di voi sanno quali e quanti benefici può portare loro una visita tempestiva da un medico per risolvere un problema di salute ma ben pochi immaginano a quanti effetti positivi potrebbero avere nella propria vita se fossero seguite poche e semplici regole per migliorare la qualità degli edifici in cui vivono.

Vediamo un po’ di numeri: gli americani trascorrono circa il 90% del loro tempo in ambienti chiusi, secondo l’Environmental Protection Agency. Eppure, la qualità dell’aria che respirano all’interno è in media da due a cinque volte peggiore di quella che trovano normalmente all’esterno. Questo, in gran parte, è dovuto alla insufficiente ventilazione degli ambienti e alle sostanze chimiche tossiche rilasciate da mobili, moquette, vernici, solventi, colle, plastiche, ecc. .

Il concetto di bioedilizia, negli ultimi decenni, ha progressivamente ampliato i propri obiettivi, dalla riduzione del consumo di acqua ed energia a un approccio olistico, ovvero a come gli edifici influenzino le persone che vi abitano.

In edilizia, il benessere delle persone deve essere percepito come la nuova frontiera della sostenibilità. Quanto viene costruito dovrebbe essere fisicamente più sano per le persone e non solo economicamente più conveniente per chi lo realizza.

Gli sforzi ai quali dovrebbero volgersi gli obiettivi di chi progetta e realizza nuovi edifici, comprendono il miglioramento della qualità dell’aria interna, la riduzione degli inquinanti liberati dai materiali impiegati ma anche l’aumento dei livelli di attività degli occupanti stessi dell’edificio. Proviamo ad immaginare quali potrebbero essere i principi fondamentali per creare edifici più sani:

  • una migliore qualità dell’aria,
  • la riduzione del rumore,
  • la regolazione della temperatura e dell’umidità,
  • l’ottimizzazione della luce.

Tutti obiettivi che potrebbero essere agevolati dall’uso delle piante in ambiente interno ma anche all’esterno. Le piante, oltre a migliorare la qualità dell’aria, hanno innegabili capacità fono assorbenti, riescono a mantenere temperatura e umidità costante nell’ambiente circostante.

I vantaggi derivanti dall’applicazione di questi principi base valgono senza dubbio lo sforzo iniziale. Dopo anni di tentativi e numerosi studi condotti sugli esiti delle sperimentazioni effettuate, si è arrivati a provare quali siano le conseguenze dovute a costruzioni sane:

  • riduzione delle malattie tra i lavoratori e gli abitanti,
  • riduzione dell’assenteismo tra i lavoratori,
  • maggiore produttività dei lavoratori,
  • maggiore rendimento tra gli studenti,
  • maggiore soddisfazione sul posto di lavoro,
  • migliori percezione della qualità del luogo di lavoro.

I costruttori difficilmente considerano la salute e la sicurezza come voci essenziali nel bilancio della realizzazione di un edificio ma i parametri di base stanno lentamente cambiando. Un’edilizia sana è sempre più ricercata dalle aziende che devono far percepire ai dipendenti e ai clienti la loro spiccata attenzione all’ambiente e al benessere generale. In alcuni casi, i costi inizialmente più elevati dovuti a queste migliorie, realizzate per facilitare i cambiamenti, possono essere recuperati in breve tempo.

Le best practices adottate sono in breve capitalizzate inserendole in programmi di certificazione ambientale di terze parti.

Proviamo a pensarla da un nuovo punto di vista: nello stesso modo in cui una persona è qualcosa di più della somma dei singoli geni, un edificio è più della somma delle sue parti. Per continuare in questo processo di rinnovamento è necessario aumentare la consapevolezza e la sensibilità delle persone e delle aziende al tema della salute e della sostenibilità ambientale.

Elementi chiave per realizzare edifici sani.

Cerchiamo adesso di identificare quali sono gli elementi chiave che sono necessari per realizzare edifici sani.

La qualità dell’aria che respiriamo

Negli anni ’70 il mondo ha vissuto una grande crisi energetica. A fronte di questa, tra le risposte messe in atto da chi costruiva edifici, si è pensato di sigillare gli edifici residenziali e di lavoro, così da ridurre la dispersione di energia dovuta al riscaldamento e al raffreddamento. Ma una conseguenza involontaria di questa soluzione è stato il peggioramento della qualità dell’aria degli ambienti chiusi. Questo, in parte, era dovuto alla minore circolazione d’aria e in parte alle emissioni dei prodotti impiegati per le costruzioni, come visto sopra. Per ridurre i costi abbiamo ridotto la quantità di aria circolante senza pensare alle conseguenze. Successivamente, si sono introdotti sistemi meccanici di filtraggio dell’aria, aumentando, di conseguenza, i costi di gestione degli edifici. In alternativa, abbiamo visto, in un altro post di questo blog, possono venirci in soccorso le piante per purificare l’aria, con le loro numerose proprietà e anche le tecnologie sviluppate in stretta connessione con esse. Una pianta riduce notevolmente la presenza degli inquinanti nell’aria e ne migliora la qualità ma se aiutata da dispositivi meccanici a basso consumo e da moderne tecnologie è capace di moltiplicare i suoi benefici.

A partire dal 2015, studi finanziati dalla United Technologies hanno scoperto che aumentando del doppio la quantità di aria introdotta nei condotti di ventilazione degli edifici sottoposti a test, aumentavano di pari misura anche i punteggi dei test della funzione cognitiva sottoposti ai campioni oggetto degli studi. In media, per ogni lavoratore l’aumento della produttività era pari a poco più di 6.000$ all’anno, senza contare il minor numero di giorni di malattia registrati dagli stessi lavoratori, che andavano ad aumentare il beneficio economico dell’esperimento. Volete sapere a quanto ammontava il costo per dipendente per aumentare il volume d’aria fatto circolare negli edifici per anno? Di poco più di 30$.

L’aumento dell’umidità dell’aria e l’aumento delle concentrazioni di anidride carbonica acuiscono il senso di stanchezza e spossatezza delle persone. Dei composti organici volatili (VOC) abbiamo già parlato.  Anche questi hanno conseguenze che sono state oggetto di studio della Harvard University.

I punteggi cognitivi hanno ottenuto ulteriori miglioramenti quando all’interno degli edifici sono state mantenute condizioni di temperature e umidità ottimali. Da non trascurare anche la migliore percezione degli ambienti interni da parte dei loro occupanti in condizioni ottimali.

Maggiore quantità di luce naturale

Statisticamente, una delle lamentele più ricorrenti di chi lavora in ambienti chiusi riguarda l’illuminazione: scarsa illuminazione, utilizzo di corpi illuminanti troppo potenti, ecc.. I progettisti, da alcuni anni, hanno iniziato ad impiegare soluzioni e tecniche di illuminazione più naturali. Questo è utile per minimizzare i consumi e i relativi costi oltre per rendere gli occupanti più felici e produttivi.

Ma questo ancora non è sufficiente. Il miglioramento del design dei corpi illuminanti e delle superfici colpite dalla luce, volto a replicare, nel miglior modo possibile i cicli quotidiani con cui il corpo risponde alla luce esterna, noti come ritmi circadiani, può aiutare ulteriormente.

Un esempio: la luce arricchita delle tonalità del blu durante il giorno imita la luce esterna diurna facendola percepire come più naturale. Come diretta conseguenza, si è registrato l’ottenimento di migliori condizioni di sonno durante la notte dei soggetti esposti. Ciò può essere ottenuto con lucernari che massimizzano l’uso della luce naturale oppure con un miglior design dei corpi illuminanti.

In un ufficio che riceve grandi quantità di luce dall’esterno, che si affaccia su un parco o un giardino rigoglioso, con piante sane, migliora la percezione della giornata delle persone che vi lavorano.

Studi scientifici hanno dimostrato che in ospedale le finestre dei pazienti che si affacciano su spazi verdi in buone condizioni, hanno migliorato la ripresa delle condizioni fisiche dei pazienti, ridotto l’uso di sostanze per sedare il dolore, migliorato l’efficacia dei farmaci.

Una progettazione attiva

Durante l’epoca vittoriana, le scale negli ambienti di lavoro e nelle residenze signorili erano grandi strutture, disposte per esaltarne la qualità e la fattura artigianale oltre che la ricchezza dell’ambiente in cui si trovavano. Con il passare dei secoli, gli architetti hanno relegato queste strutture funzionalmente utili a posizioni nascoste. Persino le più stringenti norme sulla sicurezza sul lavoro hanno amplificato la tendenza di chiudere le trombe delle scale.

Oggi, le scale stanno tornando ad avere un ruolo diverso. In alcuni luoghi di lavoro vengono disegnate ampie, ben illuminate, possibilmente decorate con superfici vetrate per esaltarne la grandezza e migliorarne la percezione. In questo modo si stimolano i lavoratori ad usarle, aumentandone l’esercizio fisico, a scapito dell’uso degli ascensori. Negli Stati Uniti con questi semplici accorgimenti si cerca di aiutare nella lotta all’obesità e di tutte le malattie ad essa correlate. Non solo un edificio è utile ma può esserlo anche la disposizione di più costruzioni nello spazio urbano.

Inoltre, condividere per più tempo gli spazi comuni, che siano anche accoglienti, favorisce l’interazione interpersonale. Nell’ambiente esterno, in prossimità di edifici di lavoro o residenziali, si cerca di realizzare parchi e giardini fruibili che stimolino le persone ad andare a piedi o in bicicletta per migliorare la mobilità sostenibile, la qualità dell’aria e la salute.

Un tetto verde può aiutare a mitigare il deflusso delle acque piovane. Un rain garden può rallentare il deflusso delle acque meteoriche di eventi climatici improvvisi e di forte intensità. Una parete verde in esterno può ridurre la temperatura interna dell’edificio su cui è costruita, migliorare la percezione dell’edificio dall’esterno e dall’interno, oltre che migliorare la qualità dell’aria circostante.

Migliorare l’afflusso di aria esterna negli ambienti chiusi

Come ormai molti di voi sanno, le piante contribuiscono in modo sostanziale a purificare l’aria, oltre che fornire una migliore percezione dell’ambiente circostante.

L’integrazione di elementi naturali in ambienti antropici si definisce biofilia. La biofilia, secondo Erich Fromm è “l’amore appassionato della vita e di tutto ciò che è vivo”.  Altre tecniche per migliorare gli ambienti interni sono quelle che prevedono la creazione di aperture che mostrino viste su paesaggi naturali o il posizionamento di installazioni vegetali all’interno dei luoghi di lavoro.

I benefici apportati da queste soluzioni, che prendono spunto direttamente dalla natura, sono notevoli per la salute mentale.

Un altro modo per integrare la natura dove viviamo o lavoriamo è quello di copiare il modo in cui gli esseri viventi hanno risolto problemi comuni (biomimetica). Tra gli esempi di maggiore impatto evocativo vediamo i sistemi di raffreddamento che imitano il flusso d’aria naturale all’interno dei termitai, oppure ventilatori ad alta efficienza che prendono spunto dalla forma delle pinne delle balene o ancora vernici e rivestimenti resistenti allo sporco che hanno per modello le foglie della pianta di loto.

Costruire per la resilienza

Avendo come oggetto principale la salute e la sicurezza degli occupanti, ingegneri ed architetti stanno progettando nuovi modi per fronteggiare i sempre maggiori disastri naturali e i pericoli derivanti dai cambiamenti climatici, dall’innalzamento dei mari e delle temperature sempre maggiori.

Tra le strategie intraprese ci sono lo spostamento di funzioni chiave e sistemi critici al primo piano degli edifici anziché in piani sotterranei e lontano da zone critiche soggette ad allagamenti.

Sembra scontato ma nelle grandi città un ulteriore miglioria da apportare è quella di garantire che gli edifici rimangano sicuri per gli occupanti anche se privati di energia. Ne è un esempio il montaggio di finestre che potrebbero essere aperte anche manualmente in caso di emergenza. Tutte lezioni imparate a seguito di grandi eventi catastrofici come l’uragano Katrina, verificatosi a New Orleans.

Essere un edificio biofilico va oltre il semplice avere portato la natura all’interno dell’ambiente costruito. Comprende anche il modo in cui le persone diventano parte dell’ecosistema che le circonda e, al tempo stesso, custodi della natura. Fin dall’inizio degli sforzi fatti per realizzare edifici sostenibili o verdi è stato riconosciuto importante come si possa stabilire un circolo virtuoso tra la fioritura degli spazi verdi e il rafforzamento della consapevolezza civica. Nell’ultimo decennio, la comunità è stata al centro del lavoro di inverdimento, integrazione e conservazione tra uomo e natura e così dovrà essere per le singole persone per gli anni a venire.

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