Cosa sono le sonde di umidità e come si utilizzano

Sarà banale scriverlo, ma l’acqua è una risorsa preziosa e non illimitata, e pertanto necessita di una gestione adeguata al fine di evitare sprechi inutili e dannosi. Sotto “accusa” c’è innanzitutto l’agricoltura, visto che si calcola la quantità di acqua sufficiente ad irrigare un ettaro di risiera è la stessa che può servire ai bisogni triennali di 100 nomadi con 450 capi di bestiame o a 100 famiglie urbane distribuite nell’arco di due anni. Per questo, la parola chiave è consumo responsabile, anche nel giardinaggio e nella manutenzione degli spazi verdi.

Le sonde di umidità

La tecnologia, nei suoi sviluppi attuali, sta offrendo un importante supporto alla preservazione della natura e delle sue ricchezze, con numerosi soluzioni all’avanguardia che consentono, ad esempio, di rifornire in automatico l’impianto idrico domestico e di irrigare il giardino limitando il consumo di acqua. Strumento fondamentale in questo senso è la sonda di umidità, che gestisce il processo di irrigazione in funzione dell’umidità del terreno.

Come funzionano le sonde di umidità e temperatura

coltivazioneIn dettaglio, questi sensori di umidità e temperatura sfruttano il funzionamento di specifici tester e sono in grado di valutare in ogni momento le relative percentuali presenti nell’aria o nel terreno, in base alle rispettive funzioni.
Se ci troviamo all’interno di un serra o di un ambiente chiuso di altro genere, le sonde misurano umidità e temperatura relative e, tramite centraline elettroniche collegate, elaborano i dati e riescono a fornire il giusto quantitativo di acqua necessario alle piante in quel momento in quell’ambiente.
Se ci troviamo all’aperto, in un giardino, le sonde di umidità e temperatura, installate in diverse zone nel terreno, forniranno i dati relativi alla centralina collegata e permetteranno di irrigare o meno il suolo con notevoli vantaggi per la crescita sana e rigogliosa delle piante presenti o del tappeto erboso.
Al giardiniere (anche dilettante) sarà sufficiente impostare il livello di umidità desiderato tramite i comandi del programmatore, poiché tutte le operazioni di relative alle risorse idriche sono gestite dai sensori e dai tester di umidità, presenti vicino alle piante.

A cosa servono le sonde di umidità

Il processo descritto consente di mettere insieme le innovazioni tecnologiche e il minimo consumo d’acqua, assicurando allo stesso tempo la cura di piante rigogliose e in ottima salute. Questi apparecchi, infatti, sono programmati per funzionare correttamente anche con un quantitativo minimo di acqua, prevedendo specifici dispositivi contro il funzionamento a secco e la prevenzione di eventuali guasti.

Come si usano le sonde di umidità

Un ulteriore vantaggio di questi sistemi è rappresentato dalla possibilità di gestire in “remoto” l’impianto di irrigazione. La situazione più comune che viene in mente è l’uso di questi sistemi durante le ferie estive o periodi prolungati di assenza da casa. In questi casi il nostro spazio outdoor, che sia un grande giardino o un piccolo terrazzo, rischia di restare a secco (o curato da qualche paziente parente o persona di fiducia), esponendosi (ed esponendoci) al rischio di veder sfumare al nostro rientro, il lavoro di mesi di cura di piante e fiori. Un impianto di irrigazione ben progettato, costruito con accuratezza con sonde di umidità e temperatura, con connessione wi-fi invece, offre una soluzione pratica e utile a questi problemi, si rivela molto comodo anche durante il resto dell’anno, “liberandoci” dall’ansia di innaffiare costantemente le piantine.

L’irrigazione automatica

Accanto alle sonde di umidità, infatti, in commercio esistono elementi sempre più efficienti e comodi di impianti di irrigazione automatici, disponibili con diverse caratteristiche: sistemi a goccia, che consentono di somministrare mediante gocciolatori la corretta quantità d’acqua ad ogni singola pianta, consigliati per spazi ridotti come terrazzi, balconi e cortili piccoli e per piante in vaso; sistemi interrati, permettono di irrigare in maniera uniforme, attraverso irrigatori a spruzzo interrati e no, parti del giardino più grandi come prati o grandi aiuole.
Il sistema si compone di semplici parti che se combinate correttamente portano risultati molto soddisfacenti. Una centralina elettronica gestisce i tempi di irrigazione, comandando l’apertura e la chiusura delle elettrovalvole, che inviano acqua ai singoli settori con composti da gocciolatori o irrigatori a scomparsa.

L’irrigazione nelle grandi città

A riprova della validità di questi sistemi è interessante citare due recenti esempi a livello nazionale (tra l’altro, uno in Lombardia e uno in Calabria), in cui gli spazi verdi in pieno centro di due grandi città sono gestiti grazie all’irrigazione automatica. A Milano, ad esempio, il nascente giardino esotico alle spalle di Piazza Duomo, creato in concomitanza dell’apertura del primo punto vendita italiano di una nota multinazionale della ristorazione e ricco di piante sempreverdi, tra cui banani e palme, sarà appunto irrorato in maniera automatica; e la stessa cosa è in atto a Reggio Calabria, per le aiuole di piazza Garibaldi di fronte al Museo Nazionale della Magna Grecia, centralissima zona della città reggina dove spiccano gli alberi di bergamotto.
Molti sono ancora gli accorgimenti e i dispositivi elettronici di ultima generazione che si possono utilizzare per razionalizzare e ottimizzare l’utilizzo delle risorse idriche in giardino e per far sì che il verde urbano e no sia sempre più sostenibile.
Lo sapevate che per irrigare un prato è possibile realizzare un impianto di sub irrigazione, dove gli irrigatori non esistono e l’acqua arriva al prato da sotto? Ma questa è un altro post.

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