Il salice, tante soluzioni affascinanti per il proprio giardino

Sulle sorgenti del Pescara a Popoli (Pe) c’è un colosso che si innalza verso il cielo. È un Salix alba tra i più grandi d’Abruzzo. Ripulito dell’edera che ne minacciava l’accrescimento, quello che balza subito agli occhi è che è un albero monumentale particolare dato che è sì grande, mastodontico, ma è stranamente un salice che ha trasformato le sue arcate capricciose abituate a piegarsi al vento, in un’opera d’arte della natura. È inevitabile notarlo.

 

 

salice 2

 

Albero dal significato nostalgico

Che sia bianco o rosso, noi tutti siamo abituati a vedere questi alberi nei parchi, in prossimità dei rivoli (temono la siccità), ricadenti, nostalgici e perfino dall’aria malinconica. Eppure il salice è un elemento tipico del paesaggio olandese, particolarmente amato soprattutto nei secoli scorsi. In effetti in questi ultimi anni è stato soppiantato da altri alberi. Sarà perché al Salice babilonica (più diffuso) si preferiscono altre varietà dello stesso genere per i parassiti che lo affliggono. Sarà perché ne esistono 400 specie (ben 30 quelle spontanee in Italia) che crescono a cespuglio o ad albero (come il Salix Herbacea), fatto  che non a tutti piacciono quelle sue lunghe ramificazioni pendule che i più delle volte sfiorano il terreno. Un dettaglio che ci fa amare o restare indifferenti a questo albero a crescita rapida che, in inverno pratica l’autodifesa dal freddo, ricoprendosi con una cera che lo rende impermeabile garantendogli un’ottima protezione dalla disidratazione. A volte, se non c’è la cera, è perché la pianta si rivestita sempre da sola di piccole squame che fanno filtrare solo l’aria. Aria che filtra senza problemi in inverno quando il salice si spoglia. Ma esistono anche varietà sempreverdi come il Salix australior o il Salix micans (entrambi presenti nel Mediterraneo orientale).

 

salice 1

 

Dalla sua corteccia è nata l’Aspirina

Resistente al freddo e al gelo, ama posizioni soleggiate tanto che in zone ombreggiate tende ad avere una crescita sofferta. Ha legno fragile. La moltiplicazione avviene per talea o margotta. Spesso vengono usati per bloccare l’erosione delle acque avendo radici che si diramano in superficie e a “rete”. In passato il salice era usato per produrre ceste e cappelli, sedie ma anche canne da pesca o trappole per pesci. In medicina, dalla corteccia si estrae la salicina la cui versione sintetica fu battezzata “Aspirina” nel 1897 da Felix Hoffmann.

Salva

Salva

Lascia un commento