Consigli per la cura e la potatura del pitosforo

Il pitosforo è una pianta adatta sia a giardini che a terrazzi, che reagisce in modo ottimale alle potature, tanto che spesso ne ricavano siepi.

Caratteristiche del pitosforo

pitosforoIl pitosforo (Pittosporum, della famiglia delle Pittosporaceae) è una pianta che può avere portamento ad arbusto o a piccolo albero, originaria di Africa, Asia e Australia, ma che si adatta bene anche al clima e ai terreni delle nostre latitudini, soprattutto nella sua specie del Pittosporum tobira, proveniente dall’Estremo Oriente, che si adegua bene all’ambiente costiero mediterraneo.

Si tratta di una pianta sempreverde, a crescita lenta, con foglie persistenti, lucide, coriacee, di solito raggruppate in mazzetti, di colore verde scuro nella pagina superiore, più chiare ed opache in quella inferiore, con un’evidente venatura superiore che le attraversa. In primavera il pitosforo genera piccoli fiorellini di colore dal bianco, al giallo e, in alcune varietà, anche scuri e quasi neri, profumati, molto graditi agli insetti pronubi, come le api. Dopo la fioritura, il pitosforo produce bacche legnose, al cui interno è contenuto il seme fertile, con attorno una sostanza gelatinosa. Il nome Pittosporum ha origini greche: “pitta” significa pesce, “sporos” significa seme e si riferisce ai semi coperti da un rivestimento vischioso.

Coltivazione e potatura del pitosforo

Il pitosforo è una pianta che si adatta bene alla creazione di siepi e barriere, utili a delimitare spazi aperti, sia nei giardini che sui terrazzi. Si presta molto bene alle potature, tanto che se ne ricavano spesso siepi più o meno fitte, tollera bene sia la siccità che il freddo.

Per ottenere una siepe fitta, con una vegetazione compatta e di un bel verde brillante è necessario che il pitosforo riceva molta luce e sia potato spesso. Il terreno deve essere ricco, profondo e ben drenato, così da evitare ristagni idrici e conseguenti marcescenze alle radici. La pianta non deve essere bagnata spesso ma le annaffiature devono essere comunque più ravvicinate nel periodo estivo, per mantenere una bella vegetazione e una pianta sana.

pitosforoLa potatura deve essere fatta dopo la fioritura. Di solito deve prevedere una riduzione della chioma di circa un terzo. In genere, nei pitosfori si consiglia la “cimatura”, cioè l’asportazione della parte terminale della chioma, per ottenere un aumento delle ramificazioni nella parte bassa e per far sì che la pianta assuma forme sferiche o geometriche. La potatura è fatta in primavera, poiché questo è il momento dell’anno in cui la pianta si trova nel pieno del suo risveglio vegetativo ed è in grado di reagire più rapidamente con la creazione di germogli nella parte bassa.

Se la pianta dovesse diventare troppo alta, si può ripetere la potatura tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.

I tagli devono essere praticati con forbici affilate ed essere netti e precisi, per evitare che il legno si sfilacci.

Per effettuare potature corrette è sempre consigliato utilizzare attrezzi specifici, di buona qualità, ben affilati e disinfettati. In questo modo, limiteremo danni inutili alla pianta oggetto della nostra potatura, con tagli privi di agenti patogeni, come funghi o batteri. Le forbici sono l’utensile da giardinaggio più comune e maggiormente usato. Come ogni altro utensile, devono essere mantenute in perfetta efficienza.

Per la delicatezza delle operazioni di potatura, si consiglia comunque sempre di rivolgersi ad un professionista.

Le malattie del pitosforo

Pur essendo una pianta da siepe piuttosto resistente, il pitosforo non è immune da malattie. Tra i patogeni più comuni che possono nuocere a questa specie:

  • gli afidi, che suggendo la linfa da foglie e fiori, rendono la pianta appiccicosa con i loro “scarti”; si suggerisce di trattare prontamente la pianta alla loro comparsa con lavaggi della stessa o con insetticidi specifici, meglio se naturali;
  • le cocciniglie, che possono essere brune o cotonose, rendono le foglie colpite di colore bruno appiccicoso; come nel caso degli afidi, si consiglia di rimuoverle con un batuffolo di cotone imbevuto di acqua e alcol, in caso di piante di piccole dimensioni, o con l’impiego di prodotti anticoccidici, meglio se naturali,  così da evitare che le foglie siano eccessivamente danneggiate.

Varietà di pitosforo: pitosforo nano, pitosforo tenuifolium e pitosforo variegato

Accanto alle specie più conosciute, esistono alcune varietà di pitosforo, meno diffuse ma molto interessanti per il loro utilizzo e il sicuro carattere ornamentale.

Il pitosforo nano, una specie di pitosforo da giardino

Il pitosforo nano o Pittosporum Tobira Nanum è un pitosforo arbustivo, caratterizzato da foglie verdi brillanti, con una lenta crescita, che si adatta ad essere coltivato in vaso. Ha una forma rotondeggiante e la sua ampiezza può arrivare in media a 80 cm di diametro. Si tratta di una delle soluzioni migliori se volete decorare il vostro giardino, giardino roccioso o terrazzo con il pitosforo. Anche il pitosforo tobira e il tobira nano, hanno ibridi che presentano variegature, con foglie di colore grigio-verde e con bordi bianco-gialli.

Il pitosforo tenuifolium, specie dai fiori viola

Il Pittosporum tenuifolium è una specie di pitosforo caratterizzata da fusti quasi neri, foglie verde chiaro brillante con margini arrotondati. I fiori, che appaiono nel mese di agosto, sono di colore porpora scuro, con un delicato profumo di vaniglia. Molteplici sono le varietà che possono essere usate in giardino o in vaso. Rispetto alle altre varietà richiede alcune attenzioni in più: preferisce dimore a mezzombra, tollera mal volentieri il caldo estremo e la siccità del periodo estivo, in inverno, teme il gelo e le temperature estreme. Ha una crescita lenta e per questo motivo, necessita di minori e meno consistenti potature. Le varietà più singolari di questa specie sono variegate o con foglie color porpora.

PittosporuPittosporum_heterophyllumm heterophyllum

Specie dal portamento arbustivo, prostrato, con foglie sottili, persistenti. Fiorisce in primavera con fiori di colore giallo pallido. E’ una delle specie di pitosforo più resistente al freddo e alla siccità.

Alcune varietà risultano meno comuni da reperire sul mercato, per questo motivo si consiglia di rivolgersi a vivai specializzati o a giardinieri professionisti che sapranno consigliarvi correttamente e reperire quanto desiderate.

Showing 3 comments
  • Tita
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    Grazie, descrizione molto chiara anche per una persona non competente. Cordiali saluti

  • Giovanni
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    Per combattere le afidi, lasciate crescere vicino alla pianta il cardo selvatico. Le afidi preferiscono il cardo selvatico al pitosforo. Questo vale per tutto il giardino.

    • Redazione
      Rispondi

      Buona sera, il cardo attrae gli afidi ma dipende a quale pianta lo associa. Può darsi che alcune piante siano più attraenti ancora del cardo. Per il pitosforo funziona, per altre potrebbe fare delle prove e vedere come si comportano i parassiti. Saluti.

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