Partner

Nella nostra " boutique atelier" si respira il profumo della creatività.
Il negozio si trasforma al ritmo delle stagioni per proporvi costantemente nuovi abbinamenti di forme e colori.
Fiori, bacche, frutti rami e foglie convivono con vasi, ceste, complementi d'arredo e oggetti insoliti selezionati
con cura e divertimento.

La grande passione per la cucina e per il vino mi hanno cresciuto e formato ma ogni giorno cerco di migliorare le mie ricette pensando e cucinando soprattutto con grande affetto verso di loro. Da anni coltivavo il pensiero di mettermi alla prova e dopo svariati eventi svolti con successo, dopo aver collaborato in importanti alberghi e ristoranti e dopo aver trasformato la cucina di casa mia in un laboratorio professionale, ho deciso che questa era la mia strada, quella in cui credo, una strada fatta di emozioni, profumi, sensazioni, di piacere nel creare piacere, piena di gusto e vera. Sempre in continua evoluzione, imparando e crescendo nello scoprire prodotti di altissima qualità direttamente da chi alleva,coltiva,cresce e raccoglie tutto quello che poi entra nella mia cucina. Il lusso di lavorare prodotti buoni, genuini, è sicuramente la base per creare qualsiasi piatto, dove il cuoco deve saper trasformare senza snaturare.

La bellezza del paesaggio toscano, l'architettura e la famosa cucina italiana offrono un ambiente incredibile per momenti importanti della tua vita. Insieme ai nostri EventService locali, vi aiutiamo a creare il vostro "grande Evento"!

Riccardo Barthel - Arredamento e acessori per la casa
La Ditta nasce a Firenze nel 1976 dall’idea di Riccardo Barthel di trasformare la sua passione per gli arredi d’interni in una professione. Inizia con la produzione artigianale di materiale decorativo per il bagno e la cucina, con il desiderio di far rivivere la più raffinata tradizione artigiana fiorentina ed europea. L’originale vocazione al restauro guida l’impresa familiare verso la progettazione e la realizzazione di arredi per interi ambienti: abitazioni private, alberghi, ristoranti, bar e negozi. Nel 1994 trasferisce la sede in via dei Serragli, nel centro storico di Firenze, che acquista con essa i tratti di una antica cittadella artigianale dove si possono ammirare i laboratori dei maestri artigiani oltre che esposizioni di ambienti finiti, di oggetti e mobili vecchi, recuperati nei più caratteristici mercati d’Europa.
L’esperienza acquisita negli anni induce l’Azienda ad estendere l’attività al settore della nautica. Dal 2003 il marchio Barthel inizia a firmare la realizzazione di attrezzature di bordo ed elementi di arredo destinati ad imbarcazioni storiche e di nuova costruzione, anche attraverso la riproduzione di modelli originali. Oggi il nome Riccardo Barthel è sinonimo di uno stile di vita autentico, che imprime alla modernità il carattere e il gusto di un’arte tutta italiana di abitare gli spazi..

Mopi fu commissionato sul finire del 1950 da Dante Ceschina al maestro d’ascia Pietro Tarabocchia dell’omonimo cantiere di Lussinpiccolo nella ex-Jugoslavia. Tarabocchia, che a quei tempi era venuto via, volente o nolente, da Lussinpiccolo sicuramente più che volentieri aveva accettato di costruire il Mopi a Milano. Infatti è proprio così, il Mopi fu costruito ad Olgiate Olona in uno dei capannoni dell’azienda sanitaria della famiglia Ceschina, e furono proprio gli operai addetti alla manutenzione dei telai a prestare il loro aiuto a Tarabocchia durante le varie fasi dei lavori. La costruzione, come riportato sul libro di bordo, iniziò il 15 gennaio del 1951 e terminò con il varo allo YCI di Genova il 27 aprile 1953, di cui Dante Ceschina era socio promotore. Per molti anni il Mopi ha navigato quasi tutte le stagioni estive, e come documentato dalle belle immagini d’epoca, ha portato la famiglia Ceschina dall’arcipelago toscano, alla Corsica, alla Sardegna, alla costa ligure e quella francese. Il 14 giugno del 1979 Dante Ceschina vendette il Mopi al signor Antonio Amelotti, broker fiorentino residente a Genova. Nel ’92 fu acquistato dai signori Lonati, che lo restaurarono presso la Marina del faro di Jesolo, allora porto di base della barca e parteciparono sotto il guidone de I Venturieri nel ’93 alla Barcolana e al raduno di barche d’epoca di Trieste.
Il 13 maggio del 1995 fu venduto alla famiglia Barabino e fu trasferito a Chioggia. Con i Barabino, sempre sotto il guidone de I Venturieri, Mopi ha partecipato alle edizioni ’02 e ’03 del Navalis e al raduno di Vele d’epoca in Adriatico nel ’99, ’00, ’01.
Il 9 novembre del 2003 il Mopi è entrato in casa Barthel, e il 18 novembre è arrivato, con un trasportato via terra, a Viareggio presso il cantiere Francesco del Carlo, dove è stata smontata, controllata, parzialmente ristrutturata e restaurata tra novembre 2003 e maggio 2005, sotto la consulenza di Enrico Zaccagni e con la collaborazione di Filippo De Leonibus.