L’orto d’inverno: piccoli trucchi per coltivare nei mesi più freddi

Nella stagione invernale i cicli vitali si fanno più lenti e le piante non vanno del tutto a riposo, ma con qualche piccolo accorgimento prosperano rigogliose anche durante i mesi più freddi, regalandoci sapori freschi e profumi intensi per la nostra tavola.

Fra di esse la più resistente è senza dubbio il cavolo nero crespo di Toscana, la cui qualità migliora dalle prime gelate che lo rendono più tenero e croccante e ne mitigano il sapore deciso. Raccoglietelo progressivamente privilegiando le foglie più tenere e interne della pianta; a marzo vi regalerà teneri germogli, perfetti da gustare crudi in insalata. Scopriamo come coltivare l’orto in inverno.

Iniziate dalla corretta esposizione

orto-invernaleCon le giornate più corte e le poche ore di luce rimaste, l’esposizione dell’orto diventa essenziale per la buona riuscita del raccolto, visto che a eccezione di rucola e prezzemolo, le colture invernali richiedono almeno mezza giornata di sole. Nello scegliere il luogo più adatto considerate che in genere l’orto invernale richiede meno spazio di quello estivo, sia perché le sue verdure crescono in modo più ordinato e compatto rispetto a quello di pomodori, meloni, zucchine, sia perché spesso se ne preferisce una disposizione più serrata, per prevenire l’erosione del suolo sotto le piogge di stagione.

Una produzione annuale per due persone richiede uno spazio di 10 x 4 mt, meglio se in leggera pendenza, da suddividersi in aiuole servite da corsie larghe circa 40 cm, che vanno tenute sempre sgombre da detriti o piante infestanti e sono utili per il passaggio e come canali di scolo.

Se volete prolungare la vita dell’orto nel periodo freddo, ma anche nell’ottica di metterlo a riposo in vista delle colture primaverili ed estive, in autunno va fatto un accurato intervento di lavorazione del terreno, di vangatura, pulizia e concimazione organica, per liberare la terra da impurità e residui delle colture esaurite, ossigenarla e ripristinarne le sostanze nutritive assorbite dalle precedenti produzioni.

Poi, un po’ in anticipo sulle prime gelate, vanno fatte le necessarie semine e trapianti tenendo conto della rotazione programmata per non disequilibrare la composizione del terreno, attraverso l’alternarsi di produzioni di ortaggi dalle esigenze e dalla fisiologia differenti.

Infine, abbiate cura di preservare il terreno per tempo da intemperie e piante infestanti, con una pacciamatura adeguata o copertura in tessuto non tessuto e non dimenticate di approntate tunnel o serre non riscaldate, per quelle piante che lo richiedono.

Le colture del freddo

indiviaEsaurite le produzioni estive e prima dell’arrivo del gelo se volete sfruttare un’aiuola con una coltura lampo, provate con rucola e valerianella: entrambe vi concederanno un periodo molto limitato, in modo da lasciare poi a riposo quest’appezzamento assieme ad altri fino a marzo, mentre nelle parti restanti dell’orto sono in corso le coltivazioni invernali.

L’orto invernale è fatto di asparagi, cipolle, porri, aglio e scalogno; di sedani, finocchi, cardi, spinaci e biete, rape, ravanelli, lattughe, verze e cavoli invernali; e non dimenticate di raccogliere le ottime insalate da taglio seminate in ottobre, assieme a tutti i tipi di radicchi, o la scarola, l’indivia e la cicoria.

E se è vero che il cavolo nero è l’unico a resistere ai -10°C, vi consiglio comunque di organizzare l’orto secondo gusti e desideri.

Se siete interessati a saperne di più o ad usufruire di un servizio per la cura del vostro orto, non esitate a contattarmi.

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