Come curare le orchidee, consigli utili

L’orchidea è una pianta molto affascinante e di classe, per le sue colorate infiorescenze, che possono variare tra le tonalità del bianco, blu, rosa, giallo, viola. Fino a pochi decenni fa, la sua coltivazione era riservata a pochi, poiché occorrevano serre o ambienti con elevata temperatura e umidità.

Negli ultimi anni, tuttavia, si sono diffuse specie meno delicate, adattabili anche a temperature più fredde e a coltivazioni in casa e in giardino.

Ecco quindi alcuni consigli per la cura dell’orchidea e per la sua coltivazione in esterno o in vaso.

Quale specie di orchidea scegliere

Il primo passo da fare è la scelta della specie di orchidea che meglio si adatta al clima in cui viviamo, poiché ogni specie ha necessità ed esigenze differenti.

orchidea_violaBisogna tenere presente che le orchidee sono originarie di ambienti totalmente diversi dai nostri, tropicali e caratterizzati da temperature elevate e alta umidità. In Italia è possibile coltivare le orchidee, purché si tengano a riparo nei mesi più freddi: la temperatura media dovrebbe essere di almeno 18-20°C.

Anche l’umidità intorno alla pianta dovrebbe essere elevata, per cui le foglie e il fusto dovrebbero essere frequentemente vaporizzate.

In commercio, tre sono le specie di orchidea più diffuse: la phalaenopsis, i dendrobium ed il cymbidium. Phalaenopsis e dendrobium sono specie che amano il caldo, mentre il cymbidium è un tipo di orchidea che può sopportare anche gelate di lieve entità ed è quindi la specie più adatta ad essere coltivata in giardino o in terrazzo.

Se volete coltivare specie tropicali, il consiglio è di dotarvi di un terrario o una serra, nei quali la temperatura e l’umidità possano essere mantenute idonee e costanti per il benessere delle piante.

La luce per le orchidee

Uno degli elementi più importanti per una crescita sana e rigogliosa dell’orchidea è la luce. Il luogo in cui porre le orchidee deve essere molto luminoso, ma mai esposto direttamente ai raggi del sole, che possano bruciare la nostra pianta. In particolare durante i mesi estivi, le piante devono essere riparate dal sole diretto, soprattutto nelle ore più calde della giornata.

In ogni caso, bisogna evitare di piantarle se il nostro appartamento o giardino sono esposti solo a nord e sono quindi poco illuminati, e non posizionarle mai in luoghi bui o scuri, per evitare che la pianta non generi fiori e che le sue radici e foglie non si sviluppino in modo adeguato.

L’ideale è collocarle sotto alberi a foglia caduca o sotto un pergolato.

La scelta del terriccio per le orchidee

orchidea_biancaLa scelta del terriccio in cui piantare le orchidee è fondamentale. La maggioranza delle orchidee tropicali sono epifite, cioè non hanno le radici ben salde nel terreno ma collocate tra le intersezioni di rami degli alberi o tra le rocce, nei punti in cui si depositano materiali in decomposizione. Il terreno da prediligere è quindi soffice ed incoerente.

La scelta migliore dovrebbe ricadere su un terriccio miscelato, che lasci passare facilmente l’aria e l’acqua, prevenendo il ristagno dell’umidità.

Il mix perfetto deve essere poroso e potrebbe contenere carbone, gusci o fibra di cocco o pezzi di corteccia, così da imitare il substrato tropicale in cui naturalmente le orchidee crescono. Il mix da scegliere dipende dalla varietà di orchidea scelta: il vostro vivaio o giardiniere sapranno sicuramente consigliarvi la miscela migliore.

Coltivazione dell’orchidea in vaso: quale vaso scegliere?

La maggioranza delle orchidee nel nostro paese sono coltivate in vaso, ad eccezione del cymbidium.

Se si sceglie di coltivare l’orchidea in vaso, bisogna prestare grande attenzione alla scelta del contenitore da utilizzare, poiché questo condizionerà lo sviluppo futuro della pianta. Il vaso dovrebbe essere forato sul fondo, per permettere il drenaggio dell’acqua, e abbastanza lungo da permettere lo sviluppo della radice.

Se si utilizza un vaso trasparente, si faciliterà la fotosintesi, svolta nelle orchidee non solo dalle foglie ma anche dalle radici, e le radici stesse potranno essere facilmente osservate, per notare eventuali estremità marce o secche.

Se la pianta diventa più grande del suo contenitore, è opportuno procedere al rinvaso dell’orchidea, per continuare a ottenere abbondanti fioriture. Dopo aver innaffiato bene il terriccio, bisogna sollevare delicatamente la pianta ed eliminare radici morte o ingiallite, bulbi vecchi e una parte del vecchio precedente terriccio. La pianta va poi collocata in un vaso leggermente più grande del precedente (almeno 5 cm di diametro in più), il cui fondo è stato precedentemente riempito di ghiaietto, per favorire il drenaggio, e di terriccio fertilizzato: le radici della pianta devono essere coperte fino al colletto, con il terriccio miscelato.

Dopo il rinvaso, la pianta non va bagnata per 10 giorni. Se il rinvaso è eseguito correttamente, dovrebbe essere ripetuto solo dopo 4 o 5 anni.

L’acqua per le orchidee: l’annaffiatura

L’annaffiatura dell’orchidea deve essere frequente ma non troppo abbondante, poiché elevate quantità di acqua rischiano di uccidere la pianta, facendo marcire le radici. L’ideale è inumidire il terreno ogni 3-5 giorni, con acqua demineralizzata a temperatura ambiente, cercando di utilizzare un diffusore per spruzzare l’acqua intorno al vaso, piuttosto che un annaffiatoio.

È importante non utilizzare mai acqua del rubinetto perché il cloro che contiene è acerrimo nemico dell’orchidea. Anche la quantità di acqua dipende dalla specie scelta: in linea generale, foglie più carnose avranno bisogno di maggiore quantità di acqua.

Orchidea: le malattie delle foglie

L’orchidea è una pianta molto delicata. Una buona pratica è di pulire le sue foglie ogni giorno, per proteggerle dalla polvere, che rallenta la fotosintesi e dai parassiti.

Se le foglie sono ingiallite da un lato, vuol dire che l’orchidea è stata esposta troppo ai raggi del sole e quindi dovrebbe essere spostata. Se le foglie gialle sono diffuse, l’acqua utilizzata per innaffiarla è troppo calcarea e va sostituita con acqua dolce, unita a concimi a base di ferro.

Se le foglie sono accartocciate e prive di germogli, la luce è troppo poca, mentre se le foglie o i fiori sono macchiati, vuol dire che la pianta sta soffrendo la temperatura bassa e quindi dovrebbe essere spostata in una zona più calda.

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