L’arte dei giardini: il ‘600 in Italia e nella storia

Ci siamo lasciati parlando del Rinascimento e in questo nuovo post sull’arte dei giardini parleremo dell’età Barocca.
Se nel 1500 ogni elemento nella composizione del giardino doveva trasmettere un senso di staticità, sicurezza e immutabilità, nel ‘600 approdiamo in una nuova epoca più aperta su ogni fronte.

Abbandoniamo il periodo razionalista per eccellenza per andare incontro ad un periodo mosso anche da scoperte scientifiche in campo fisico ed astronomico (nuova teoria dell’eliocentrismo, filosofia cartesiana); l’apertura di sempre più numerose vie di comunicazione per terra e per mare permette nuovi scambi commerciali ma soprattutto dilata ed approfondìsce gli interessi culturali.

parco-seicentesco

Tutti questi elementi di apertura verranno trasmessi anche nella progettazione dei giardini del periodo barocco e porteranno a creare spazi più ampi e illimitati.

Lo sviluppo della tecnica prospettica favorirà la ricerca di nuovi effetti scenografici ed illusionistici per dare agli spazi dimensioni maggiori del reale.

Domina ancora il disegno cinquecentesco ma ad esso vengono accostati questi nuovi tratti stilistici di apertura al paesaggio circostante: il giardino si dilata tendendo a tramutarsi in parco, perdendo gli elementi schematici e cominciando a dialogare maggiormente con il territorio.

giardini-isola-Bella-Borromeo

I geometrismi si perdono per lasciare spazio a nuove forme, più morbide, rotondeggianti, evitando i contrasti troppo netti e i contorni si fanno mano a mano sempre meno definiti.

Vengono introdotte vedute panoramiche e prospettiche attraverso l’uso della vegetazione che assume un ruolo di rilievo a scapito degli elementi in muratura. Le piante, lasciate al loro sviluppo naturale, vengono raggruppate a formare dei boschetti che diventeranno elementi di fusione con il paesaggio circostante.

L’acqua, anch’essa perde ogni geometrismo e stupore assumendo un ruolo più semplice.
In quest’epoca vi sarà una vera e propria forma d’arte definita da caratteri inconfondibili che si diffonderà in tutta Europa e che si arricchirà sempre più di nuovi temi.

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In seguito il giardino italiano si evolverà, assorbendo influenze esterne, senza però perdere mai le proprie peculiarità originali.
Molti esempi di quest’epoca li ritroviamo in:

  • Villa Pinciana a Roma,
  • Villa Doria-Pamphili a Roma
  • Giardino di Boboli a Firenze
  • Isola Bella Lago Maggiore
  • Villa Barbarigo di Valsanzibio
  • Villa Garzoni a Collodi

Non ci resta che augurarvi buona visita!

Fonte bibliografica
La scienza del paesaggio. Alessandro Chiusoli – Bologna : CLUEB, 1999

Guest post con testi, immagini e foto di Isola Bella – Valsanzibio di Maddalena Scalabrin e Martina Lucchi di sTreet

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