Quali sono le caratteristiche del larice e come viene coltivato

Quali sono le caratteristiche del larice e come viene coltivato

Il larice appartiene al genere Larix, un genere di conifere, ed è un albero originario dell’Europa centrale, comune in Italia nelle Alpi, dove cresce anche a quote elevate, superiori ai 2500 metri. Si tratta di una specie secolare che può giungere fino a 800 anni di vita. Tra la flora italiana, i larici sono l’unica specie di conifere che non è sempreverde ma caduca, poiché si spoglia delle sue foglie in autunno e in inverno, proprio per questo è definita una specie “decidua”.

Come è fatto il larice?

larice-autunnoL’albero di larice è molto elegante ed è uno degli alberi secolari più apprezzati, grazie alla sua forma e agli usi che se ne possono fare.

Il larice può raggiungere i 40 metri. Ha un tronco cilindrico e una chioma rada e piramidale, con foglie aghiformi, che non pungono, e in cui gli aghi sono riuniti in piccoli mazzetti e distribuiti a spirale intorno ai rami.

Gli aghi hanno un colore verde chiaro, che diventa giallo oro nel periodo autunnale e cadono tra l’autunno e l’inverno.

I larici generano fiori maschili e femminili sulla stessa pianta. I fiori femminili sono visibili poiché ovali, allungati e assumono spesso colorazioni rosate, da rosa acceso a rosse. Se impollinati, i fiori femminili generano piccole pigne allungate, che possono raggiungere i 4 cm e possono restare sulla pianta anche per diversi anni. I fiori maschili sono, invece, piccoli e di colore giallo.

Larice: una protezione per il bosco

I lariceti svolgono spesso una funzione di protezione per i boschi poiché, grazie alla dimensione delle loro radici, alla loro profondità, alla loro rapida crescita e al fusto robusto, riescono a trattenere bene il terreno. La loro chioma decidua non trattiene bene le precipitazioni e, per questo motivo, il larice è spesso associato nei boschi ad altre specie, come ad esempio l’abete o a specie latifoglie.

Uso del larice: la produzione di legno

Il legno di larice è molto utilizzato in falegnameria e i suoi usi, a tal proposito, sono noti fin dall’antichità. L’architetto romano Vitruvio, parla nei suoi scritti per la prima volta della leggenda in base alla quale il legno di larice non sarebbe combustibile. Questa leggenda è rimasta in vita fino al Medioevo.

In falegnameria, il legno di larice è apprezzato soprattutto per la sua facilità di lavorazione e il suo colore rosso intenso. È utilizzato anche per gli esterni dato che, a contatto con l’acqua, diventa molto resistente.

Attualmente il larice è molto utilizzato nell’arredamento moderno e nei componenti di design, nelle varianti “larice bianco” e “larice grigio”, eventualmente abbinate tra loro e talvolta con superfice spazzolata. Per ottenere queste rese cromatiche, il larice è trattato con processi chimici o tinture superficiali.

Il larice non è utilizzato a livello industriale solo per la produzione del legno, ma anche per la trementina, estratta dalla sua resina, dalla quale si ricavano olii essenziali e per il tannino, estratto dalla sua corteccia, una sostanza utilizzata per la concia delle pelli e per la colorazione della carta.

 

Coltivazione del larice

Il larice può essere acquistato in vivaio, larice-fruttidove di solito è disponibile in varie forme ibride, spesso incrociate con il larice giapponese, specie di larice resistente al cancro, una malattia molto diffusa che colpisce soprattutto gli alberi di grandi dimensioni.

Se amate i larici, dovete avere la possibilità di porli a dimora in spazi ampi, perché queste piante mal si adattano ai piccoli giardini, date le loro dimensioni a maturità. Nei giardini di città potreste coltivare probabilmente solo dei piccoli larici bonsai.

Per favorire una crescita equilibrata, la pianta di larice non necessita di particolari annaffiature: l’acqua delle piogge sarà sufficiente. Solo le piante giovani, da poco messe a dimora, avranno bisogno di annaffiature sporadiche e abbondanti, soprattutto nel periodo estivo.

 

Esposizione del larice

Il larice preferisce un’esposizione soleggiata e un’ambientazione montuosa, con inverni rigidi ed estati non eccessivamente calde. Questo perché con temperature troppo alte, gli aghi rischiano di bruciarsi, anche se in caso di eccessivo freddo, il larice può gelarsi. Per questo motivo un consiglio è di proteggerne le radici dal gelo, in inverno, ricoprendole di foglie e segatura.

Un buono sviluppo della pianta sarà favorito da una collocazione in pieno sole e da una distanza di almeno 2 metri tra una pianta e l’altra, dato che i rami e la chioma del larice hanno bisogno di molto spazio per espandersi.

 

Terreno per la messa a dimore del larice: caratteristiche

Il larice preferisce un terreno sciolto, ben drenato, leggermente acido. Per favorire lo sviluppo della pianta, il terreno può essere mischiato a concime organico maturo in primavera, magari con l’aggiunta di un po’ di torba.

Come avviene la moltiplicazione del larice?

Il larice si moltiplica attraverso il seme. I semi vanno impiantati in primavera, meglio se in un recipiente contenente sabbia e torba in parti uguali. Le piantine dovranno essere rinvasate in autunno e le delicate radici, maneggiate con grande cura. Solo dopo alcuni anni in vaso, le piante potranno essere messe a dimora nel terreno.

Le malattie del larice

Il larice è una specie soggetta a varie malattie. Del cancro al larice abbiamo già parlato. Oltre questa, esistono altre patologie come la carie del legno, la diffusione di funghi e marciumi. Il larice può essere attaccato da afidi, cocciniglie, acari.

Per risolvere questi problemi è opportuno l’utilizzo di sostanze specifiche per i singoli casi ed è opportuno farvi affiancare da uno specialista, che saprà aiutarvi sapientemente nella manutenzione e nella cura dei vostri alberi.

 

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