L’agrifoglio, una pianta per il Natale: come si coltiva

L’agrifoglio (Ilex aquifolium) è una pianta che fa parte della famiglia delle Aquifoliacee, proveniente dall’Europa e, in generale, da tutto il bacino del Mediterraneo, ma coltivata un po’ in tutto il mondo, per la sua resistenza a differenti condizioni ambientali.

L’agrifoglio è una pianta diotica, L’agrifoglio è una pianta dioica, quindi alcuni esemplari presentano solo fiori maschili, altri fiori femminili, soltanto questi ultimi si trasformeranno nei tipici frutti detti drupe, di diverso colore, dal giallo al rosso. È ovvio che per ottenere tali frutti sarà necessario avere sia una pianta femminile che una maschile nelle vicinanze.

Il genere Ilex comprende 400 specie diverse, con provenienza geografica eterogenea, molto numerosi sono gli ibridi e le varietà. In natura, l’agrifoglio può raggiungere i 20 metri di altezza; se coltivato come arbusto, in genere, non supera i 4-5 metri di altezza.

È una pianta decorativa, con una crescita piuttosto lenta, con chioma di forma piramidale, corteccia liscia e grigia. La sua caratteristica principale sono le foglie, più o meno lobate e pungenti, lucide e di colore verde scuro, Nelle diverse varietà, il colore delle foglie può assume diverse variegature dal bianco al giallo, al crema. I fiori sbocciano alla fine dell’estate e sono bianchi, gialli o rosati. I frutti (drupe) compaiono invece in autunno e sono, generalmente, rosse e polpose. Una caratteristica degli Ilex è quella di avere sia le foglie che i frutti tossici.

Usi dell’agrifoglio: dalle tradizioni natalizie alla fitoterapia

L’agrifoglio è una pianta tipica delle festività natalizie, poiché racchiude i colori tipici del Natale, il verde e il rosso.agrifoglio per Natale

Sembra che l’agrifoglio sia stato utilizzato a scopi decorativi ben prima dell’avvento del Natale cristiano.

Già nell’antica Roma si utilizzavano i rami di questa pianta a scopo decorativo e propiziatorio durante le festività del solstizio d’inverno (Saturnali). Si piantavano Ilex vicino alle abitazioni per tener lontani gli spiriti maligni. Anche in Britannia, gli antichi Druidi ne facevano uso a protezione dai disagi della stagione invernale. Anche gli Etruschi ritenevano avesse poteri e qualità particolari. Successivamente, nel Medioevo, in Germania si appendevano ramoscelli di Ilex sulle porte delle stalle a protezione dai malefici.

Nella corteccia della pianta è contenuta Ilicina, alla quale si attribuiscono l’azione febbrifuga e tonica, con caratteristiche che si avvicinano alla caffeina. Anche alle foglie si attribuiscono proprietà febbrifughe, artritiche e antireumatiche. In fitoterapia, tuttavia, l’agrifoglio si utilizza con molta parsimonia.

Poiché l’agrifoglio è una pianta robusta, resiste bene sia all’inquinamento da strada che alla salsedine, tipica delle zone marine, e quindi può essere utilizzata sia come siepe protettiva su strada che nei giardini di case, che si trovano in prossimità di strade trafficate o in zone di mare.

Alcune varietà:

Crispa aurea picta
• Argentea marginata
• Bacciflava
• Ferox
• Ferox argentea
• Handsworth New Silver
• Flavescens
• J. C. Van Tol
• Madame Briot
• Pyramidalis fructu luteo
• Silver Milkmaid
• Silver Queen
• Agrifoglio di Highclere di cui le cultivar: Wilsonii, Lawsoniana, Golden King, Camellifolia, Belgica aurea
Ilex x Koehneana, un ibrido ottenuto a Firenze tra l’Aquifolium e il tarajo.
Agrifoglio tarajo
• Agrifoglio americano
• Ilex peduncolosa
• Agrifoglio purpureo

Coltivazione dell’Agrifoglio in giardino: esposizione, terreno e messa a dimora

agrifoglioL’agrifoglio non è una pianta particolarmente esigente: il suo posizionamento non inciderà particolarmente sulla riuscita della sua coltivazione.

L’agrifoglio predilige posizioni di semi ombra, in cui presenterà foglie dal colore più brillante ed intenso. D’altra parte,tollera bene anche l’esposizione al sole diretto, situazione in cui però avrà foglie dal colore più sbiadito. In genere non teme le temperature rigide, anche se alcune varietà sono più sensibili al gelo. In questo caso, è consigliabile porlo a riparo nelle stagioni più fredde, soprattutto se le temperature scendono sotto lo zero.

Il terreno ideale per l’agrifoglio è appena acido, ben drenato, piuttosto sabbioso, composto di torba mescolata a terriccio e concime a base organica. Da evitare, se possibile, sono i terreni argillosi e basici.

La messa a dimora dell’agrifoglio va fatta da inizio autunno a fine primavera, preparando il terreno con abbondante concime organico.

Potatura dell’agrifoglio

Essendo una pianta a crescita lenta, la potatura dell’agrifoglio, se necessaria, va effettuata tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, nel periodo in cui le piante non hanno ancora iniziato il loro nuovo sviluppo vegetativo. Se necessario, si può ripetere la potatura a metà dell’estate ma non è consigliabile eseguirla alla fine del periodo estivo. Questo perché i germogli che nascono dopo la potatura potrebbero essere troppo teneri e freschi per resistere alle gelate dell’inverno. Se invece la potatura si effettua in primavera, potrebbe comportare l’assenza di fioritura e quindi di drupe.

La potatura può essere utile a rimuovere parti secche e danneggiate e a rinfoltire la pianta, stimolando la produzione di nuovi germogli laterali ma, come abbiamo visto, può comportare una probabile assenza di fiori e bacche. Sacrificare fiore e bacche può essere utile se il vostro agrifoglio rischia di diventare spoglio e rado.

L’agrifoglio si coltiva anche in vaso, anche se tollera poco i trapianti. Si consiglia di metterlo a dimora da subito in un contenitore piuttosto capiente al fine di evitare rinvasi frequenti.

Concimazione e annaffiatura dell’agrifoglio

agrifoglioPer preservare un aspetto rigoglioso all’agrifoglio, bisogna concimarlo sistematicamente. La concimazione è diversa in base al momento dell’anno: in inverno si dovrebbe utilizzare soprattutto concime organico, da mescolare al terreno intorno alla pianta, in primavera va utilizzato invece concime a base di potassio e azoto, così da favorire lo sviluppo di nuova vegetazione e fiori.

L’annaffiatura dell’agrifoglio non deve essere troppo frequente: una frequenza di una volta ogni due o tre settimane dovrebbe essere sufficiente. L’acqua dell’annaffiatura però deve essere abbondante e bagnare il terreno in profondità. Se l’agrifoglio è coltivato in vaso, bisogna ricordarsi di annaffiarlo più spesso, poiché si tratta di una pianta sempre verde.

Le malattie dell’agrifoglio

L’agrifoglio è una pianta rustica, pertanto, piuttosto restia ad ammalarsi. Solo il persistere nel tempo di condizioni ambientali avverse, porterà malattie. Le più comuni sono rappresentate da marciumi radicali, qualora la pianta resti per molto tempo in un terreno saturo d’acqua, la cocciniglia, che con clima caldo e secco tenderà ad accrescere la propria colonia e a svilupparsi per poi perdurare anche in inverno, gli afidi, che in primavera colonizzeranno i giovani germogli rovinando la nuova vegetazione, la ruggine.

La ruggine è un fungo che si sviluppa sotto forma di molteplici macchie gialle o scure sulla parte superiore della foglia; se la malattia si diffonde, le macchie aumentano e possono diventare anche nere, provocando la caduta delle foglie. Sulla ruggine si deve intervenire in tempi rapidi con appositi rimedi.

La cocciniglia è un parassita che si alimenta della linfa della pianta, facendola seccare. Per sconfiggerla si possono eseguire ripetuti trattamenti con prodotti anti cocciniglia, come ad esempio l’olio bianco, una miscela di differenti oli minerali, che va vaporizzata sulle foglie e sui rami esclusivamente nel periodo invernale, poiché il suo utilizzo con  il caldo è sconsigliato.

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Showing 2 comments
  • franco
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    come si comporta con l’ armilariella mellea. purtroppo la posizione ove è piantata ne è infestata. devo preoccuparmi?

    • Administrator
      Rispondi

      L’Armillaria mellea è un fungo saprofita che prospera in autunno alla base di diversi tipi di alberature. Le sue spore possono essere nocive per le piante. Per proteggere l’agrifoglio nel suo giardino potrebbe far si che le condizioni per la proliferazione del fungo non siano ottimali, scarse annaffiature, circolazione d’aria, drenaggi per l’acqua. Un fungo senza umidità prolifera difficilmente.Inoltre, potrebbe far si che la pianta si mantenga sana e in salute, così da renderla più resistente alle avversità esterne. In casi estremi potrebbe impiegare prodotti fungicidi, possibilmente naturali.

      Saluti,
      Tiziano Codiferro

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