l’acero: una vera star del paesaggio, in natura come in città

Acero grigio

Copyright © 2011 by Gabi & Mihai Costea

Pochi generi botanici sono pari per varietà di specie (quasi 200) e per diffusione a quello dell’Acero, presente nell’intero emisfero boreale, nelle zone temperate dal Nordamerica al Giappone, su terreni piuttosto acidi e in climi tendenzialmente umidi, dove la piovosità media annua supera i 1.000 mm e le piante non soffrono di disidratazione.

La maggior parte degli esemplari è originaria dell’Asia, dove da secoli viene utilizzata in parchi e giardini, mentre in Europa l’acero diventa popolare per usi paesaggistici o ebanistici solo agli inizi dell’800, benché alcune sue foglie siano state rinvenute in fossili risalenti all’ultima fase del Cretaceo.

Gli aceri rappresentano uno dei più importanti gruppi di piante ornamentali e in natura si trovano in campagna come in città, ai bordi delle strade, lungo fiumi e canali; possono campeggiare nel mezzo del prato di un parco, decorare un piccolo giardino e crescere discreti in ogni contesto urbano, comprese le terrazze di casa.

Ve ne sono infatti di ogni dimensione, foggia e fogliame, dai piccoli arbusti agli alberi di più di 40 m; alcuni hanno cortecce e rametti variegati che ne accrescono il valore estetico (come l’Acer xconspicuum, l’Acer griseum, l’Acer pensylvanicum),  quasi tutti regalano foglie dalle meravigliose tonalità calde, o esplosioni di colore che cambiano col variare delle stagioni.

Per la maggior parte sono piante decidue, anche se ne esistono di sempreverdi. Le foglie possono essere palmate a 5 o 7 lobi, oppure semplici e seghettate, o composte da tre foglioline. Tutti gli aceri producono coppie di semi alati, che si propagano portate dal vento in frutti secchi indeiscenti, disposti simmetricamente a elica e chiamati samare, anzi disamare (formati da due acheni), la cui diversa angolatura contribuisce a determinare la classificazione botanica dell’esemplare.

Con alcune specie i nativi americani fanno un apprezzato sciroppo alimentare e la birra; altre forniscono un legno prezioso, duro e compatto, utilizzato dagli ebanisti per l’arredamento e le pavimentazioni, o dai liutai per gli strumenti musicali. Il legno di acero è inoltre un ottimo combustibile.

Gli aceri nordamericani

I più maestosi sono gli aceri di origine americana (che raggiungono in breve tempo i 35-40 m), tra i quali citiamo l’Acer saccharinum detto Silver o Water Maple(spesso presente vicino ai corsi d’acqua), l’Acer negundo, l’Acer rubrum, famoso per regalare al paesaggio uno spettacolo d’intenso rosso;  l’Acer saccharum (dal quale si ricava la famosa melassa), o l’Acer pensylvanicum, una pianta resistentissima al freddo e dalla corteccia variegata. Negli Stati Uniti, dove si trovano intere distese di foreste di aceri, vengono addirittura organizzati dei tour dedicati al foliage, per ammirarne e fotografarne gli strepitosi colori autunnali.

acero rosso

foto da YouGardenShow.com

Gli aceri nostrani

Uno dei più popolari da noi in Europa è certamente l’Acero campestre (Acer campestre L.), chiamato anche oppio o testucchio; una pianta che non raggiunge dimensioni troppo elevate (di norma sui 12-15 m), diffusa insieme alle querce nei boschi di latifoglie e che arriva fino sul livello del mare. Ha un tronco contorto e foglie a 5 o 3 lobi ottusi, dal colore verde scuro, usate come ottimo foraggio per gli animali. È molto utilizzata anche per comporre siepi, grazie alla sua estrema resistenza alla potatura.

Tra le specie più diffuse nel Vecchio Continente ricordiamo anche: l’Acero trilobo(Acer monspessulanum),  l’Acero italico (Acer opalus L.), l’Acero montano (Acer pseudoplatanus), l’Acero riccio (Acer platanoides).

Acer opalus L.

Auteur: Willow

Gli aceri orientali

Gli aceri giapponesi (tra i quali l’Acer japonicum, l’Acer palmatum, l’Acer tataricum subsp. ‘ginnala‘ e l’Acer buergerianum, spesso utilizzato come pianta per bonsai) sono invece cultivar di dimensioni contenute, selezionate per l’ornamento dei giardini da una secolare tradizione orientale: sono ovunque apprezzati per la chioma, per il portamento aggraziato e scenografico e per i colori autunnali brillanti.

Acero giapponese

foto: autore ignoto

Piantare l’acero

L’acero giapponese può vivere fino a oltre cento anni, quindi vale la pena di dedicare una certa cura nella scelta del luogo dove piantare il vostro esemplare, che deve dimorare in terreni non troppo leggeri, avere abbastanza luce e spazio per le radici, ed essere protetto dalle correnti e dai venti forti.

Scavate una buca almeno due volte più larga e un po’ più profonda della zolla di radici della pianta; aggiungete uno strato di 50mm di miscela di compost e argillasul fondo. Rimuovete con attenzione la pianta dal vaso, meglio se dopo averla immersa in un secchio d’acqua fino a quando tutte le bolle d’aria che risalgono sono scomparse.

La zolla dovrebbe essere posta a circa 25 mm sotto la superficie del terreno. Terminate il lavoro con una pacciamatura di corteccia in modo da conservare il terriccio umido ma non impregnato d’acqua per il primo periodo di crescita. Vi consigliamo di predisporre un palo tutore in presenza di esemplari giovani e sottili, che si potrebbero danneggiare flettendosi  sotto il peso della neve o la forza del vento.

La pianta è rustica e resistente, tuttavia in giovane età può soffrire la siccità e per questo va sempre bene irrigata, quando necessario anche sulla chioma.

L’acero può essere soggetto  a “clorosi ferrica” una patologia da carenza di ferro che si manifesta con l’ingiallimento delle nervature delle foglie, la cui superficie restante rimane però verde.

L’acero in vaso

Molti esemplari di acero giapponese si adattano bene sulle nostre terrazze in contenitori e vasi, dove possono vivere felicemente per molti anni. Sono piante a crescita lenta, abbastanza facili da curare, con chiome dai colori caldi che a partire dall’estate virano gradualmente con il diminuire delle temperature esterne, passando da un tripudio di sfumature violacee e rosso fuoco alle nuance della ruggine, fino all’arancio e al giallo paglierino.

Vi consigliamo di utilizzare nella preparazione del vaso una buona qualità distallatico (alcuni dicono misto a grit), da rabboccare ogni primavera con una piccolissima quantità di concime a lenta cessione.

Anche sui terrazzi è importante l’esposizione: soleggiata e non ventosa, meglio a est-sudest, esposta ai raggi del sole al mattino e in ombra nelle ore pomeridiane. Assicuratevi che il contenitore scelto non sia più ampio del doppio di quello della pianta al momento dell’acquisto e che abbia un ottimo drenaggio sul fondo per evitare ristagni. Quindi annaffiate la pianta con regolarità ma senza eccessi.  Se desiderate potare il vostro acero giapponese fatelo nel mese di gennaio o febbraio.

Comments
  • Franco Scalini
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    Complimenti veramente per la concisa chiara interessante descrizione riguardante il genere Acer e le sue numerose specie. Franco Scalini, Marradi (Firenze)

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