la stagione delle camelie

Nei giardini delle ville storiche del Nord Italia (Lago Maggiore) e della Toscana settentrionale, nel mese di marzo c’è un grande tripudio di camelie, meta di veri e propri pellegrinaggi da parte di un pubblico di appassionati: laggiù, intere collezioni di questi arbusti classici e blasonati – alcuni dei quali centenari – vivificano il paesaggio con il loro fogliame di un bel verde lucido, frammisto alle meravigliose esplosioni bianche o colorate delle generose fioriture.

Il genere Camellia appartiene alla famiglia delle Theaceae e comprende moltissime specie (tra cui la Camellia Sinensis, pianta dalla quale si estrae il tè verde), con molteplici varietà e nuove cultivar, derivate da esemplari importati in Europa agli inizi del ‘700 dal gesuita Kamel e originari della Cina, Giappone, Corea, Birmania e India.

Il fiore di Marguerite Gautier

Le camelie sono state di gran moda nell’800 in Francia e Italia presso l’alta borghesia, non solo come ornamento dei giardini ma anche come accessorio dell’abbigliamento maschile e femminile (sulla scia di Marguerite Gautier, “La Signora delle Camelie” del romanzo di Dumas). Nel nostro Paese il primo esemplare è stato introdotto nel 1760, su richiesta di Maria Carolina d’Asburgo Lorena, per essere incluso nelle collezioni botaniche della Reggia di Caserta.

cameliaLe piante

Si tratta di acidofile sempreverdi, perenni, dalle foglie lanceolate, coriacee, lucide e di un bel verde scuro, che a seconda della varietà e dell’età anagrafica possono avere le dimensioni del cespuglio oppure toccare i 15 metri.

fiori, monocromatici, bicolori o screziati, sono vistosi come le peonie ma senza profumo, e hanno infinite dimensioni e sfumature, che variano dal bianco al pesca, dal giallo tenue all’aragosta, dal rosa al rosso purpureo. Possono essere singoli, semidoppi e doppi e sbocciare dall’inizio della primavera all’autunno, a seconda della varietà.

La Camellia japonica e la Camellia sasanqua, assieme alla sinensis sono le più diffuse nei giardini italiani dei climi temperati, dove possono vivere in piena terra, purché in una zona in mezz’ombra, riparate da un muro o dalle fronde di un albero, dal sole diretto e dai venti gelidi. In condizioni più avverse meglio coltivarle all’aperto in un grande vaso, per poterle ricoverare in luoghi al riparo da gelate prolungate. Sono piante che non si adattano bene né a climi secchi né a terreni calcarei, condizioni che provocano la caduta dei bocci e l’ingiallimento delle foglie.

pianta di camelia

 

La cura della camelia

  • Clima: la camelia è una pianta rustica che sopporta il gelo ma predilige i climi umidi temperati, tra i 5 e i 25°C, in esposizione ombreggiata e riparata dai venti.
  • Annaffiatura: l’acqua deve necessariamente non essere calcarea, abbondante nel periodo di vegetazione e fioritura, dosata in modo da non lasciare asciugare mai completamente il substrato. In estate nebulizzate abbondantemente le foglie dopo il tramonto. Evitare assolutamente i ristagni per i marciumi.
  • Potatura: Le camelie in genere non vanno potate regolarmente. Tuttavia, per evitare malattie, vi consigliamo di rimuovere dalla pianta le infiorescenze appassite e quelle non sbocciate, ma solo a fine fioritura. Nelle piante più vecchie potete eliminare i rami sottili o troppo spogli, e cimare le parti alte per favorire il rinfoltimento della parte bassa del fusto.
  • Rinvaso: la camelia va rinvasata annualmente per i primi tre anni e poi ogni due o tre, sempre prima del periodo vegetativo e in vasi sui 50-60 cm di diametro, aumentandolo ogni volta del 10%.
  • Substrato e concimazione: scegliete misto di terriccio per acidofile e torba, con uguale quantità di sabbia o agriperlite per facilitare il drenaggio. L’ideale sarebbe il terriccio di sottobosco, ricco di humus. Bene i concimi organici ma con moderazione, il sangue secco di bue, la cornunghia il lupino macinato o la polvere d’ossa. Pacciamatura consigliata anche per le piante in terra.
  • Propagazione: per innestopropaggine o talea, preferibilmente apicale e nel periodo estivo, in un substrato di torba e sabbia tenuto molto umido.
  • Malattie: le camelie possono essere preda del letale coleottero Othiorrynchus sulcatus, degli afidi (eliminabili con acqua saponata) e delle cocciniglie (da combattere con batuffoli intrisi in alcool denaturato ); dello oidio (da contrastare con lo zolfo) e delle infestazioni fungine da Pestalozzia Guepini.

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