La fertirrigazione: come nutrire le piante attraverso l’irrigazione

La fertirrigazione altro non è che la somministrazione mirata – attraverso l’acqua di irrigazione – di concime o fertilizzante minerale solubile, utilizzata nella cura di piante ornamentali (specie in serra), della vegetazione che compone giardini fuori terra come i giardini pensili e i giardini verticali e in alcuni casi anche nelle coltivazioni orticole.

Questa tecnica, particolarmente adatta agli impianti a goccia o comunque di microirrigazione, è in grado di dosare al meglio le sostanze concimanti, grazie ad una gestione regolata da una centralina computerizzata (banco di fertirrigazione) che fa funzionare un sistema di pompe, valvole, dosatori, richiedendo una manutenzione e un settaggio piuttosto complessi, in modo da poter modulare la composizione e le quantità distribuite durante la giornata, in base alle differenti esigenze delle piante e alle condizioni ambientali.

Questo abbinamento di acqua e fertilizzanti può portare un beneficio doppio alle colture, in quanto l’acqua in cui sono disciolti gli elementi nutritivi (in genere azoto, fosforo, potassio e microelementi) ne migliora nettamente l’assorbimento da parte delle piante, mentre la presenza di sostanze fertilizzanti ottimizza il consumo stesso dell’acqua. Per questo motivo, spesso la resa di questo tipo di concimazione aumenta, tanto che i nutrienti utilizzati sono inferiori di circa il 30% rispetto alle quantità indicate per le tradizionali concimazioni.

Il risparmio dei costi per la concimazione e per la manutenzione successiva, la possibilità di velocizzare la crescita e migliorare lo stato di salute generale della pianta coltivata, assieme a una distribuzione mirata alla zona irrigata e senza dispersioni, sono tre interessanti vantaggi – ma non gli unici – per chi ricorre a questo tipo di fertilizzazione. Di contro, chi decide per questa soluzione deve sobbarcarsi inizialmente una spesa superiore alla media, per assicurarsi un impianto idrico a regola d’arte che distribuisca l’acqua in modo uniforme, e preventivare in alcuni casi una certa dispersione di principi attivi, dovuta al dilavamento del substrato o alla loro evaporazione.

La fertirrigazione è apprezzata anche nelle colture in terreno come pratica più sostenibile delle tradizionali dal punto di vista ambientale, perché protegge le falde acquifere dall’inquinamento da nitrati agricoli, in quanto tecnica che non necessita di concimazioni azotate date in anticipo rispetto al momento del fabbisogno contingente. La sua peculiarità è infatti quella di adattarsi in tempo reale esattamente ai fabbisogni nutritivi della pianta, nel corso del suo intero ciclo vitale.

Per questo nella gestione razionale di questa tecnica irrigua è indispensabile conoscere le esigenze in fatto di minerali e acqua della pianta coltivata, incrociandole col livello di fertilità del suolo e le caratteristiche dell’acqua a disposizione.

È importante inoltre utilizzare prodotti completamente solubili in acqua per evitare guasti agli erogatori dell’impianto di fertirrigazione e sempre per evitare occlusioni, le soluzioni prima dell’uso vengono lasciate sedimentare nel serbatoio dell’impianto per almeno 15 minuti cosicché le particelle solide residue si depositino sul fondo.

Il composto nutritivo inoltre va immesso nel circuito solo dopo aver distribuito circa il 25% del volume di acqua prevista per l’irrigazione e deve bloccarsi al 90% d’irrigazione avvenuta, in modo da pulire gli ugelli dai residui.

Benché si tratti di una tecnica di concimazione piuttosto complessa e da affidare a mani esperte, per i progetti di giardini pensili o verticali e comunque nelle colture più avanzate la fertirrigazione (completamente invisibile all’esterno) sta prendendo sempre più piede, grazie ai risparmi notevoli sulla quantità dei fertilizzanti necessari e al miglioramento in fatto di resa, benessere e accrescimento della vegetazione che viene nutrita in modo regolare, equilibrato, uniforme e ravvicinato.

Potete contattarmi per chiedere una consulenza su questo o su altre tipologie di impianti di irrigazione.

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