L’A B C degli errori da evitare con le semine

Nel giardinaggio crescere piante è una vera scienza e gestire al meglio le semine può essere un’attività assai complessa anche per il giardiniere più esperto, a volte più di trapianti, talee e innesti.

A confondere le idee dell’appassionato di gardening contribuiscono poi – e non poco – le generiche informazioni inesatte provenienti dal variegato mondo di internet, dove è molto più facile trovare foto patinate su Pinterest (che peraltro io adoro) che consigli dettagliati da fonti veramente attendibili.

Per questo ho deciso di dedicare questo post a segnalarvi proprio gli errori basici da evitare per avere una qualche possibilità di successo quando vi accingerete a seminare in orto, giardino, serra semenzaio o anche solo in vaso sul balcone di casa.

La semina di per sé può essere infatti un’attività divertente e ricca di soddisfazioni, soprattutto per chi ha l’hobby del giardinaggio e la condivide con i suoi bambini, perché è un vero e proprio progetto di vita, utile per insegnare ai più piccoli la pazienza e l’accudimento, i segreti della natura e i rudimenti della biologia. Ma va fatta con un minimo di cognizione, evitando gli errori più comuni.

Errore 1 – non documentarsi prima di iniziare: conosco un’infinità di persone che per semina intendono semplicemente aprire la bustina delle sementi, interrarle in un qualunque terriccio vecchio esaurito di un contenitore riciclato, annaffiare e stare ad aspettare uno stentoreo risultato. No davvero, ogni specie botanica ha bisogno di particolari condizioni climatiche e di terreno adatto per crescere! Fatevi il piacere di documentarvi prima, on-line su siti di esperti e off line su riviste e libri, e le vostre (future) piantine ve ne saranno grate.

Errore 2 – utilizzare semi vecchi o di scarsa qualità e non leggere le istruzioni sulle confezioni:
se anche il seme più impegnativo da crescere può germinare con successo, perché ciò avvenga bisogna innanzitutto evitare l’utilizzo di sementi troppo vecchie o che sono state conservate male. Detto ciò, sembra banale, ma molto di quello che dovete sapere per ottenere piantine rigogliose e forti (periodo, densità e profondità di semina, temperature di germogliazione e crescita, esposizione, umidità, tipologia di terreno) è già scritto sulle confezioni dal produttore ed è un peccato non leggerlo!

Errore 3 – non tenere conto della provenienza e della stagionalità delle varietà seminate:
alcuni semi provengono da piante originarie dai climi tropicali del Sud Africa o del Sud America, altri sono oriundi delle nostre zone ma, come meloni e cetrioli ad esempio, richiedono anch’essi temperature del suolo che superano i 25°C, a fronte dei normali 13-23° C; mentre ci sono piante come porri lattuga e radicchi che fin dalla semina hanno bisogno di temperature un po’ più rigide per prosperare, altre specie richiedono temperatura mite per germogliare e freddo per crescere (come i broccoli); altre ancora, come i pomodori, hanno bisogno subito della luce solare diretta, mentre alcune potrebbero richiedere inizialmente di essere coperte per bloccare l’irraggiamento diretto sul letto di semina. In giardini che ospitano spesso piante provenienti da tutto il pianeta bisogna quindi stare molto attenti ad offrire a ciascuna le condizioni ambientali in cui svilupparsi e crescere correttamente.

Errore 4 – non usare terriccio di qualità e contenitori adeguati:
preparate, arieggiate e integrate a dovere il terreno dell’orto o utilizzate in contenitore terriccio nuovo sterile mixato con elementi nutritivi adatti alla pianta, come compost e torba: infatti la terra dismessa da altre coltivazioni che avete conservato nei vasi, oltre che priva ormai di nutrienti, se non pastorizzata potrebbe essere ricca di batteri e spore dannose alla salute delle future piantine. Allo stesso modo vasi e semenzai dovrebbero essere puliti e commisurati per tipo e dimensioni alle esigenze radicali di ogni varietà seminata.

Errore 5 – dimenticare di fertilizzare regolarmente con la formula giusta e al momento giusto:
al di là dei rimedi casalinghi di cui io stesso qualche volta vi ho accennato nel mio blog, è meglio capire esattamente ciò che è necessario fornire a ciascuna pianta nel suo preciso stadio di sviluppo: quindi non accontentatevi di fondi di caffè e gusci d’uovo tritati, e documentatevi a dovere su prodotti professionali.

Seguite questi pochi consigli e provate a cimentarvi nella semina delle piante più adatte alla zona climatica in cui abitate, oppure chiamate un giardiniere professionista come il sottoscritto a darvi una mano per iniziare nel modo giusto.

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