il parco giardino sigurtà

Il Parco Giardino Sigurtà si estende per 600.000 metri quadrati ed è considerato da botanici di fama internazionale tra i più incantevoli del mondo. Grazie al diritto di prelevare acqua dal fiume Mincio che scorre a fianco della proprietà, il Parco presenta una lussureggiante vegetazione, in mezzo alla quale risaltano piante maestose come la Grande Quercia, probabilmente vecchia di 400 anni, faggi, Gingko biloba, cipressi e migliaia di preziosi Buxus che, “accarezzati” dalle sapienti mani di esperti giardinieri, hanno dato origine ad oltre 40.000 sculture vive e surreali. Si può dire che il Parco Giardino Sigurtà sia nato grazie ad un calesse. Nel 1941 la benzina scarseggiava a causa del conflitto mondiale e il dottor Carlo Sigurtà si recò a Valeggio, località a 8 km da Peschiera sul Garda famosa per i suoi calessi, per acquistarne uno.

Nella stessa occasione, d’impulso, il dottor Sigurtà comprò anche una tenuta agricola di 50 ettari che sarebbe poi divenuta, con gli anni, l’attuale Parco Sigurtà. Le origini della tenuta risiedono nel “brolo” di Villa Maffei: villa nobiliare secentesca disegnata dall’allievo del Palladio V. Pellesina. L’acqua di grandi pozzi, realizzati in seguito, ha consentito di governare la tenuta come un unico, vasto e articolato giardino nel quale, durante l’anno, si avvicendano cinque fioriture principali: tulipani, iris, rose, ninfee e aster. L’Eremo, il Castelletto dedicato ai “ benefattori dell’umanità”, la Meridiana orizzontale, l’immenso tappeto erboso e i 18 laghetti che ospitano pesci tropicali aggiungono fascino e rendono unico il paesaggio del parco.

Il Giardino è visitabile a piedi ed in bicicletta, ma anche con mezzi più particolari: un trenino che attraversa gli scenari principali, i nuovi golf-cart dotati di sistema di rilevamento satellitare GPS e uno shuttle elettrico per una visita guidata personalizzata. Per i più piccoli, una tappa imperdibile all’interno del Parco è la Fattoria Didattica, che sorge nella zona agricola del Giardino.

Dettagli su www.culturadelverde.it

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