Il cipresso: i 5 fondamenti della cura e manutenzione

La grande famiglia delle Cupressaceae comprende oltre 100 specie di cipressi, tra le quali il più diffuso dalle campagne intorno a Firenze a tutta la Toscana è il cipresso nero, Cupressus sempervires, seguito dal cipresso argentato o dell’Arizona (Cupressus arizonica ‘Conica’) il più resistente al freddo ma dal legno meno pregiato, dal Cupressus macrocarpa (o cipresso di Lambert) molto adatto alle zone costiere per la sua resistenza al salmastro, dal cipresso calvo o Taxodium distichum, che può arrivare fino a 30 o 40 metri di altezza, e infine dal Cupressocyparis leylandi ‘Aurea’.

A chi fosse tentato di impreziosire il proprio giardino, vialetto o terreno con uno o più esemplari di questa meravigliosa pianta, ecco un veloce prontuario di manutenzione in 5 punti:

Cipresso-a-Firenze

 

  1.  Impianto e posizione
    Da coltivarsi sotto i 700 mt di quota, il cipresso predilige le zone dal clima mite con inverni non troppo lunghi o eccessivamente rigidi e vive bene in posizione soleggiata: va messo a dimora isolato, a filari o a piccoli gruppi, in buche profonde riempite di letame maturo e pomice in grana grossa per favorire il drenaggio e l’ossigenazione delle radici, con distanze di impianto di almeno 2-3 metri a seconda della varietà. Adattandosi ai terreni più poveri (i calcarei e sassosi sono l’ideale) è indicato come pianta pioniera nei terreni privi di humus. Lo si trapianta da zolla o vaso nei mesi da febbraio ad aprile. Le piante in zolla, soprattutto nelle misure più grandi, hanno un costo inferiore ma maggiore difficoltà ad attecchire. Dopo la messa a dimora è importante il tutoraggio per evitare che si flettano troppo al vento prima che le radici siano ben ancorate al terreno in profondità.
  2. Annaffiature e concimazione
    Gli esemplari adulti di questi alberi hanno un apparato radicale che penetra in profondità nel terreno dove è più umido e non hanno in genere bisogno di grandi annaffiature; viceversa, le piante più giovani o quelle appena trapiantate andranno innaffiate inizialmente ogni 15 giorni, anche con acqua arricchita di acidi umici e amminoacidi. I ristagni d’acqua sono assolutamente da evitare e possono essere causa di marciumi radicali o di malattie fungine. Ogni anno a primavera vanno interrate modeste quantità di concime organico-minerale a lenta cessione ai piedi dell’albero.
  3. Moltiplicazione
    Il frutto sferico del cipresso (galbulo o galbula, coccola, o gazzozzola) a maturazione diventa legnoso e si apre liberando i piccoli semi (acheni) che vanno piantati a primavera come le piantine giovani, al riparo da sbalzi termici: tuttavia, a causa della grande lentezza di sviluppo del cipresso, per ottenere nuovi esemplari è largamente preferibile la moltiplicazione per talea. La talea va fatta radicare in un vaso di torba e sabbia in parti uguali, e custodita per almeno due anni in luogo temperato prima del trapianto. In vivaio si trovano piante di cipresso italico 1-8 metri che possono crescere fino a 30 metri d’altezza, mentre alcune varietà nella maturità possono raggiungere anche i 50 metri.
  4. Potature
    Per questioni estetiche è possibile potare per qualche anno i cipressi neri giovani, affinché la chioma acquisisca un portamento affusolato. Bisogna evitare le doppie punte dei rami potandoli a 20-30 cm dal tronco centrale e rispettando sempre la punta. Potature più frequenti e decise sono richieste solo in caso di siepi frangivento sagomate. Eventuali piegature andranno fatte in inverno quando la pianta è in riposo vegetativo.
  5. Parassiti e malattie
    Parassiti e funghi possono intaccare anche gravemente la salute del cipresso: l’afide lacnide gli sottrae linfa e può essere letale; coleotteri come l’Hilobyus abietis l’Hylotrupes bajulus o lo Zeuzera pyrina, feriscono l’albero scavando gallerie nella corteccia e nei rami, mentre ulcere e cancri del cipresso, causa di disseccamento o ruggine, sono provocati da Coryneum cardinale Wag e Gymnosporangium cupressi, due funghi molto dannosi. In presenza dei primi segni di ingiallimento eliminate immediatamente le parti colpite (gettandole nel fuoco) e procedete ai trattamenti fitosanitari più opportuni.

Per qualsiasi problema di impianto, cura e manutenzione dei cipressi in particolare nell’area di Firenze, Prato e in tutta la Toscana non esitate a contattarmi per il servizio di arboricoltura.

Comments
  • nicola rossi
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    vorrei sapere qual è il periodo adatto per la potatura e da quale altezza minima è consigliato iniziarla.

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