33 metri sotto il suolo: gli orti urbani di Growing Underground

Scommetto che pochi di quelli che passeggiano per le strade di Clapham a Londra sanno che 33 metri sotto i loro piedi cresce rigoglioso l’orto urbano di Growing Underground, la startup del sottosuolo avviata nelle viscere della metro Northen Line da due imprenditori visionari, Ballard e Dring con la loro impresa chiamata Zero carbon food”.

Ma se le Underground greenhouses sono l’ultimo grido in fatto di agricoltura urbana sostenibile, per Londra lo sfruttamento dei sotterranei a fini per così dire “mangerecci” è cosa storicamente già sperimentata: basti pensare alle coltivazioni di funghi collocate dopo la Prima guerra mondiale nei 35 km delle Chislehurst Caves, una serie di cunicoli scavati nei secoli sotto l’area sud-est di Londra, riconvertiti dopo la loro dismissione da miniere di gesso e selce.

orti-urbani-sotterraneiGrowing Underground è assimilabile a un’altra esperienza di Underground farming realizzata a Tokyo, dall’altra parte del mondo, dove l’imprenditore Yasuyuki Nanbu ha creato la fattoria sperimentale “Pasona 02” nelle sei stanze sotterranee dell’ex caveau di una banca.

I principali vantaggi di questo tipo di agricoltura urbana sono quelli della contiguità con i luoghi di consumo degli ortaggi (il che abbatte i costi economici e ambientali del trasporto merci), e della possibilità di poter produrre in tutte le stagioni senza tenere conto delle condizioni ambientali esterne, dato che nel sottosuolo la temperatura si mantiene costante tutto l’anno.

La Commission on Architecture and the Built Environment (Cabe) ha contato nel Regno Unito quasi 30.000 ettari inutilizzati fra spazi pubblici, terreni o siti industriali abbandonati, che potrebbero essere riqualificati per migliorare la qualità della vita di città e centri abitati: tra questi, gli attuali 10.000 mq dei tunnel di Clapham Nord rappresentano un esempio coraggioso di come anche i luoghi più estremi possano essere recuperati a riutilizzi eco-sostenibili.

In Growing Underground una serie di serre ospita la coltura idroponica di ultima generazione, illuminata a LED fuxia a basso consumo; al confronto con le serre tradizionali il progetto fa risparmiare circa il 70% d’acqua (filtrata da una sottostante falda acquifera) e due terzi dell’energia solitamente necessaria per riscaldare, mentre elimina l’utilizzo di fitofarmaci e abbatte il pericolo di inquinamento e contaminazione da pesticidi. Qui rucola, erba cipollina, senape, rapanelli, piselli, insalata, broccoli in miniatura e altri ortaggi liberi da parassiti e di qualità eccellente, crescono incessantemente ad una temperatura stabile tra i 16°C e i 20°C. Entro le sei ore dalla raccolta la verdura è disponibile sui banchi dei mercati rionali, dei negozi o dei ristoranti londinesi, a vero Km Zero e con notevoli vantaggi a livello di emissione di CO2.

A quanto pare questo recupero in orti urbani di vecchie gallerie utilizzate fino agli anni ’40 come rifugio antiaereo durante i bombardamenti, quindi come ricovero dagli immigrati indiani, è piaciuto anche allo chef stellato Michelin Michel Roux Jr (del famoso ristorante Le Gavroche), il quale dopo un primo attimo di diffidenza ha dato il massimo dei voti al gusto e alla qualità dei prodotti coltivati.

Il nuovo step dei due giovani imprenditori britannici è ora la raccolta di altri fondi (tramite il sito di crowdfunding Crowdcube) che permettano loro di ampliare a 2 ettari e mezzo la superficie di Growing Underground, per arrivare a coltivare 33 km di tunnel in tre strati sovrapposti e per “nutrire il futuro” come recita il claim sul loro sito.

Lascia un commento