Il Giardino dei Tarocchi, tra natura e opere d’arte

Il Giardino dei Tarocchi si trova nel cuore della Tuscia, nel territorio a confine tra la Toscana e il Lazio, dista solamente 45 minuti d’auto dal Porto di Civitavecchia. Il giardino dei Tarocchi è un parco davvero meraviglioso, realizzato da Niki de Saint Phalle e si trova nella frazione del comune di Capalbio, sul versante meridionale della collina di Gravicchio.

Il Giardino dei Tarocchi, tra sculture e

giardino-dei-tarocchi-2Aperto al pubblico ormai dal 1998, il Giardino dei Tarocchi si estende per almeno 2 ettari di superficie dove è possibile ammirare le maestose sculture alte fino a 15 metri, e realizzate in acciaio ricoperte da vetri colorati, specchi ma anche ceramiche preziose che rappresentano gli Arcani dei tarocchi.

Il maggiore contributo per la realizzazione del Giardino dei Tarocchi si deve al marito di Niki Saint Phalle, Jean Tinguely, ma diversi furono gli artisti che parteciparono comunque alla realizzazione delle opere che si possono trovare all’interno del giardino.

Ispirato al Parc Güell di Gaudì

L’artista nella realizzazione del Giardino dei Tarocchi al quale si dedicò per almeno 17 anni affiancata da diversi professionisti, trasse ispirazione proprio dallo stile di Antonì Gaudi.

L’ingresso del Giardino dei Tarocchi è stato realizzato dall’architetto Mario Bottas, una muraglia in tufo al centro della quale si trova una particolare apertura circolare che simboleggia appunto la suddivisione tra la realtà e la fantasia.

Addentrandosi nel parco si trova la piazza principale dove è possibile visionare le prime meravigliose statue, la Papessa e il Mago. Non esiste però un vero e proprio itinerario che guida il visitatore nella scoperta del Giardino dei Tarocchi, anzi la fitta vegetazione presente tra le opere d’arte è stata fortemente voluta dagli architetti per creare una sorta di disorientamento nel visitatore.

Sicuramente tra le opere più significative presenti nel parco troviamo la rappresentazione dell’impiccato forse anche la più suggestiva, che tende a simboleggiare l’inversione dei valori e delle prospettive tramite un punto di vista necessariamente alternativo attraverso cui la realtà viene vista.

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