I giardini giapponesi secondo Mirei Shigemori

Se dovesse capitarvi di programmare una visita alla città di Kyoto, in Giappone, cercate di lasciarvi qualche giorno in più per avere il tempo di visitare anche solo alcuni dei numerosi lavori eseguiti da Mirei Shigemori, il creatore dei giardini giapponesieternamente moderni”. Tra questi potreste riservare un giorno per Tofuku-ji, un tempio con diversi giardini, che rappresentano il primo lavoro importante di questo artista.

Biografia Mirei Shigemori

mirei-shigemoriMirei Shigemori , nacque nel 1896, a Kayo. Trascorse la sua infanzia in un piccolo villaggio di campagna, nella prefettura di Okayama, sull’isola di Honshu. Molto del suo tempo lo trascorse nel parco del santuario di Yoshikawa Hachimangu, un luogo carico dei futuri elementi essenziali dei suoi lavori, dove il bello e le proporzioni sono quello che più di tutto colpiscono il visitatore.

Durante la sua giovinezza, Shigemori, attraversò in lungo e in largo il Giappone, alla ricerca di diversi paesaggi. Nel paese del Sol Levante, nel corso dei secoli, alcuni dei più illustri “garden designer”, si distinsero non solo nell’arte di creare paesaggi e giardini ma anche in altre raffinate passioni: Toyo Seshu, sacerdote e pittore, Kobori Enshu, progettista di giardini ma anche di castelli, Matsunaga Teitoku, paesaggista e abile poeta.

Shigemori, dopo l’amore per la filosofia e l’estetica, nel 1917 sceglie di approfondire gli studi artistici iscrivendosi alla Scuola d’Arte di Tokyo. Ma la sua passione primaria restala progettazione di paesaggi e giardini.

Durante il periodo in cui svolse attivamente la sua attività, Shigemori, tra il 1924 e il 1975, anno della sua morte, diede vita ad oltre 180 progetti di giardini in Giappone. Una straordinaria collezione di opere della sua instancabile creatività, tra questi la sua opera maggiormente conosciuta, è nota come Hasso-no-niwa, ovvero quattro giardini che circondano l’area interna del tempio di Tofuku-ji, una guida completa alla creazione di un giardino giapponese moderno.

Lo stile Karesansui per la creazione dei giardini zen, nacque per far comprendere meglio ai monaci lo Zen e i suoi principi ispiratori. Gli elementi essenziali erano: sabbia, rocce e poche o nessuna pianta.

“Eternamente moderno”:  filosofia e significato di Mirei Shigemori

Tra le altre abilità del maestro giapponese, oltre al posizionamento delle pietre, vale la pena ricordare la pittura, l’ikebana e la cerimonia del tè. La sua ammirazione per l’arte contemporanea occidentale le ritroviamo in alcune innovazioni che egli ha introdotto nelle sue creazioni. E’ considerato uno dei progettisti di giardini più originali nella storia dell’arte, con i suoi estimatori ma anche con i suoi delatori.

I suoi progetti, secondo i suoi canoni, che includevano materiali inusuali come il cemento e le piastrelle, potevano apparire eccessivi  e poco adatti ad alcuni ambienti. Tuttavia, avevano sempre alla base una conoscenza approfondita dei principi essenziali del paesaggio giapponese.

I giardini che Shigemori realizzò, Sekizo-ji a TanbaTanaka, il Nishiyama Garden a Toyonaka e Shochi-in sul monte Koya, ebbero spesso come committenti templi o proprietari di case private. Il Shigemori Garden Museum di Kyoto, è un giardino che egli ha creato per se stesso. Qui sono riassunti molti degli elementi essenziali del suo operare, lo possiamo vedere come un compendio di tutte o quasi le sue idee e i suoi principi.

mirei-shigemori-3Una grande roccia, che ricorda nella forma una nave, è collocata in un mare simbolico di ghiaia rastrellata in forme di onde.Massi dalla forma di naviglio, come questa, simboleggiano il viaggio dalla dimensione del quotidiano a quella dell’ultraterreno, del sublime. Un elemento comune a molti giardini giapponesi, simbolo di vita eterna.

Mirei Shigemori amava il termine “eternamente moderno”, utilizzato per cercare di definire al meglio il senso estetico che lo spingeva a progettare nella sua interezza ogni giardino realizzato.

L’espressione si riferisce al concetto di equilibrio tra stile classico e contemporaneo, unendo allo stesso tempo la tradizione con la modernità, ma costruendo una perfetta armonia tra loro.

Pur essendo un uomo di grandi tradizione, riusciva a creare dei paesaggi artefatti di grande modernità. Le pavimentazioni curvilinee tipiche di Shigemori, hanno rappresentato una novità per la progettazione, la quale ha liberato i percorsi e i bordi dei giardini dai loro rigidi angoli del passato.

I giardini di Shigemori sono noti anche per il loro uso piuttosto comune, secondo alcuni pedante, di pietre verticali, alcune delle quali leggermente inclinate. Secondo la sua visione, in gioventù, pensò “il vecchio è nuovo”. Nel nuovo è contenuta un’energia esuberante capace di rigenerare e dare nuovo vigore al vecchio.

Nei suoi giardini, in genere, non sono presenti alberi  ma piante come  le azaleepotate in forma, per creare la sagoma di una tartaruga, simbolo di longevità.

La modernità senza tempo del giardino privato di Shigemori a Kyoto serve ad illustrare meglio il concetto che la progettazione del paesaggio giapponese, non è un’imitazione della natura ma la convivenza di diverse forme che si “muovono” per creare armonia tra arte e natura.

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