Friedrich Dehnhardt, dalla Germania allo sviluppo del verde napoletano

Le aree verdi di Napoli parlano tedesco: c’è infatti un tratto che accomuna il Real Orto Botanico di Napoli, i giardini dei Camaldoli e della Villa Floridiana e, soprattutto, il parco del Bosco di Capodimonte, o per meglio dire una figura. Parliamo infatti del genio di Friedrich Dehnhardt, architetto del paesaggio, orticoltore e botanico tedesco che visse gran parte della sua vita proprio nella città partenopea, allora capitale della cultura e punto d’arrivo delle migliori menti d’Europa.

Friedrich Dehnhardt, un botanico tedesco a Napoli

friedrich-dehnhardtDopo un’infanzia resa ancor più complicata dalla morte del padre, Friedrich fu avviato al giardinaggio dalla contessa Christiane von Reventlow e seguì gli insegnamenti di due maestri come Christian Abraham Fischer e Heinrich Adolf Schrader (rispettivamente ispettore e del direttore dell’Orto botanico di Gottinga), prima di studiare Floricoltura nella scuola di Wilhelmshöhe. Nel 1811 decide di spostarsi a Napoli, dove ottiene immediatamente la nomina a ispettore dell’Orto botanico, diretto da Michele Tenore, fondato dal re Giuseppe Bonaparte con decreto del 28 dicembre 1807. Già dopo quattro anni riceve la nomina a direttore-giardiniere di tutti i giardini dell’allora Capitale partenopea, compreso Hortus Camaldulensis, cioè i giardini dei Camaldoli.

Le caratteristiche del lavoro di Friedrich Dehnhardt

Proprio ai Camaldoli Dehnhardt, grande studioso di botanica, intorno al 1832 si dedicò all’analisi e alla descrizione di un esemplare di Eucalyptus camaldulensis, varietà specifica ottenuta da un seme inviato dall’amico botanico Allan Cunningham dopo un viaggio di raccolta effettuato nel 1817 a Condobolin, cittadina del Nuovo Galles del Sud, nell’attuale Australia. Purtroppo, i tre eucalipti piantati da Dehnhardt furono tagliati nel 1920 per far spazio alla casa di un privato.

Nello stesso periodo, a Friedrich furono anche affidati anche i lavori per la realizzazione dei giardini di Villa Floridiana, dove fece piantare oltre 150 specie (come camelie, palme, pini, lecci, platani, bossi), e del “boschetto” nella Villa comunale di Napoli, per il quale decise non solo di curare la scelta delle varietà arboree, ma anche di affiancare al passeggio alberato rettilineo, che caratterizzava la villa fino a quel momento, l’aspetto di un parco cittadino, con sentieri e aiuole che richiamavano al pensiero romantico dell’epoca.

Friedrich Dehnhardt e il Bosco di Capodimonte

Quello che resta forse il maggior contributo del botanico alla città di Napoli si trova nella composizione floristica del Parco di Capodimonte, il principale polmone verde della zona partenopea, progettato nel 1734 da Ferdinando Sanfelice. A distanza di oltre un secolo, fu proprio Friedrich Dehnhardt a introdurre all’interno del Bosco nuove specie arboree, tra cui tigli, castagni, olmi e cipressi, dando all’oasi verde la struttura che mantiene ancora oggi, ovvero un giardino all’inglese che circonda la Reggia.

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