Codiferro Master Gardener http://www.codiferro.it Maestro Giardiniere Mon, 16 Apr 2018 08:21:07 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.5 Agapanthus, coltivazione, cura, fioritura e tipologie http://www.codiferro.it/agapanthus-coltivazione-cura-fioritura/ http://www.codiferro.it/agapanthus-coltivazione-cura-fioritura/#respond Tue, 10 Apr 2018 08:04:44 +0000 http://www.codiferro.it/?p=9415 L’Agapanthus appartiene alla famiglia delle Liliaceae, al genere Agapanthus. E’conosciuto anche con il nome comune di Agapanto,  Amarillide turchina, giglio del Nilo o giglio africano.  Originaria […]

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L’Agapanthus appartiene alla famiglia delle Liliaceae, al genere Agapanthus. E’conosciuto anche con il nome comune di AgapantoAmarillide turchina, giglio del Nilo giglio africano.  Originaria del SudAfrica, ha visto la sua diffusione nei giardini europei verso la fine del 1600. La gran parte delle varietà che si trovano comunemente in commercio, sono ibridi da giardino, creati nel corso degli anni da ibridatori e appassionati del genere.

Tra le molteplici tipologie disponibili, alcune sono a foglia decidua, mentre altre mantengono le foglie. Questo dipende anche dalle regione climatica nella quale ci troviamo. Durante la stagione estiva, il colore dei suoi fiori, illumina le bordure di numerosi giardini e altrettanti vasi di terrazzi assolati.

Agapanthus caratteristiche e coltivazione

agapanthus-2L’Agapanthus è una pianta tuberosa, perenne, che viene, comunemente, riprodotta per seme o per divisione.

Le varietà con steli lunghi e fiori grandi, di colore blu, aggiungono struttura e leggerezza a molte bordure fiorite e sempreverdi. Formano dei morbidi cuscini, grazie alle foglie nastriformi, robuste e rivolte verso il basso. Il fusto che porta il fiore raggiunge altezze dai 60 a gli oltre 100 cm, in virtù delle varietà selezionate.Alcune riescono a produrre almeno due fioriture  durante la stagione calda. Il colore dei suoi fiori varia dall’azzurro tenue, al blu carico, al bianco, fino ad arrivare alle variegature. Anche le dimensioni delle foglie possono variare dai venti agli ottanta centimetri. La loro colorazione può essere verde unita o variegata.

L’Agapanto, in genere, è un elemento decorativo dei giardini per le sue meravigliose infiorescenze, che emerge da cuscini di foglie o in bordure miste. Spesso, inserito in secondo piano nelle bordure miste. Un accento, che con i suoi grandi fiori brillanti è in grado di esaltare arbusti o graminacee, con fiori o foglie di colori contrastanti.

Il giglio africano cresce bene in terreni sciolti, con un buon drenaggio e ricchi di nutrienti, in posizioni particolarmente soleggiate. Se il sito d’impianto presenta un substrato pesante, cercato di alleggerirlo con sabbia e sostanza organica, prima della messa a dimora delle nuove piante.

La piante presenta sia foglie che radici, carnose. Questo la rende facilmente danneggiabile dal gelo dell’inverno. Le varietà con foglia decidua presentano maggiore resistenza di quelle sempreverdi. Una volta che la pianta si è abituata alla sua nuova dimora, non presenta difficoltà colturali di genere.

E’ importante ricordarsi di mantenere il terreno leggermente umido ma con un buon drenaggio, per evitare ristagni d’acqua che provocherebbero marciumi radicali e conseguenti danni alla pianta.

Se si presentano inverni con temperature particolarmente basse, l’Agapanthus, nell’estate suggestiva, potrebbe avere una fioritura meno abbondante. Per proteggere le piante dal freddo, si consiglia di effettuare delle pacciamature  con paglia o tessuto non tessuto a protezione dell’apparato radicale.

Sono piante che ben si adattano anche alla coltivazione in contenitore, anche le varietà sempreverdi. Queste in particolare, in inverno potranno essere riparate in serra o in un giardino d’inverno, per preservarle dal freddo. In questo modo, all’inizio della primavera, avrete delle belle piante, con già delle foglie verdi, pronte per decorare i vostri angoli fioriti.

In ogni caso, ricordate bene di dare nutrienti sufficienti alle piante all’inizio della stagione vegetativa, così da garantire un bel fogliame e un abbondante e luminosa fioritura. Se desiderate mettere a dimora delle nuove piantine in contenitore, ricordate che l’Agapanthus non apprezza contenitori troppo grandi. In questi casi, produrrà molte più foglie che fiori. Meglio rinvasarle con vasi poco più grandi dei precedenti, per ottenere il giusto equilibrio tra fogliame e fioritura. Al contrario, se avrete vasi congestionati dalle radici, avrete una pianta con scarso vigore vegetativo e con fiori piccoli e poco abbondanti.

Riepilogando, le migliori condizioni nelle quali si può trovare un Agapanthus, per una crescita ottimale sono:

  • Posizione riparata ma in pieno sole,
  • Con un buon substrato di coltivazione,
  • Con un ottimo drenaggio,
  • Con terreno umido ma non eccessivamente bagnato.

E’ consigliato, ogni quattro o cinque anni, estrarre le piante dai vasi, dividerle e crearne così di nuove. Si adatta bene alle zone costiere, dove tollera bene i venti carichi di salsedine.

Durante la primavera, potrete metterli a dimora in ogni momento. Posizionateli piuttosto in profondità e se in vaso, meglio sarebbe lasciare dello spazio nel vaso per il pacciame invernale di copertura. Prima che le nuove piante possano dare il meglio di se, possono passare alcuni anni. Dopo di che, cresceranno in ciuffi abbondanti con numerosi fiori.

Se durante la stagione calda le piante soffriranno la siccità, l’anno successivo, potranno portare meno fiori. Dopo la fioritura, è importante mantenere il terreno umido fino all’autunno. Una volta che i fiori saranno appassiti, potrete rimuovere gli steli secchi.

E’ una pianta molto rustica che non presenta parassiti specifici. Le lumache o limacce, con la loro innata voracità, possono danneggiarne le foglie.

Tutte le specie dell’Agapanthus

agapanthus-3Di Agapanthus ne esistono molte varietà, alcune naturali, molte selezionate per delle loro peculiarità, alcuni con la foglia piccola, altri per la variegatura di fiori o foglie, altri ancora con fiori molto grandi blu, altri per la ripetizione della fioritura. Un mondo molto affascinante da esplorare e scoprire.

Per il vostro giardino, terrazzo o angolo fiorito, abbiate cura di scegliere la varietà che meglio si adatti alle condizioni nella quale vorrete metterla a dimora. Se volete alcuni spunti:

  • Agapanthus campanulatus, con foglie corte, strette e dritte, perde le foglie in inverno,
  • Agapanthus africanus, presenta foglie dritte e coriacee, con fiori color celeste,
  • Agapanthus orientalis, noto anche come Agapanthus umbellatus, con steli molto alti e teste composte da molti fiori,
  • Agapanthus praecox, specie a foglie persistenti, con fiori blu di diversa intensità.

Anche alcune cultivar:

  • “Ben Hope”, con fiori blu acceso, alti fino a 90 cm.,
  • “Blue Giant”, con steli scuri, alti fino ad un metro,
  • “Blue Leap”,selezionato dal cercatore di piante Dan Hinkley, con teste numerose di fiori di un ricco blu,
  • “Midknight Blue”, mantiene le foglie, con portamento ordinato,
  • ”Queen Anne”,a portamento compatto, con fiori blu brillanti,
  • “Summer Skies”, ibridato da Steve Hottovy, con fiori blu brillanti,
  • “Baby Pete”, con foglie corte ma larghe, perfetto per delle bordure basse,
  • “Black Pantha”, con fiori grandi, dal blu molto scuro,
  • “Mood Indigo”, con fiori scuri, fiorisce dalla metà alla fine dell’estate,
  • “Twister”, con fiori variegati bianco e blu,
  • “Tinkerbell”, dalle foglie variegate giallo-verdi, dal portamento naneggiante e compatto,
  • “Gold Strike”, dalle foglie con variegatura vistosa e fiori, anch’essi a due colori, blu e bianco.

Agapanthus fioritura e potatura

Solitamente la pianta di Agapanto inizia a fiorire all’inizio dell’estate. Non ha esigenze specifiche per il suo mantenimento.La potatura si effettua semplicemente togliendo i fiori marci o appassiti.

Per non commettere errori nella scelta della varietà migliore per il vostro giardino è bene rivolgersi ad un esperto del settore che possa consigliarvi correttamente. Per saperne di più commentate oppure contattatemi direttamente scoprendo i miei servizi a questo link.

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Storia e teorie di Vandana Shiva dell’ambientalista indiana http://www.codiferro.it/storia-teorie-vandana-shiva-dellambientalista-indiana/ http://www.codiferro.it/storia-teorie-vandana-shiva-dellambientalista-indiana/#respond Tue, 03 Apr 2018 15:15:05 +0000 http://www.codiferro.it/?p=9408 Vandana Shiva è una donna ma anche attivista politica e ambientalista che negli anni si è fortemente battuta per cercare di cambiare sia le […]

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Vandana Shiva è una donna ma anche attivista politica e ambientalista che negli anni si è fortemente battuta per cercare di cambiare sia le pratiche che i paradigmi legati alle tecniche principali dell’agricoltura che dell’alimentazione, ponendo un maggiore accento anche alla biodiversità e alle biotecnologie. Uno dei principali leader dell’International Forum on Globalization, sicuramente i suoi ideali hanno spesso smosso l’opinione pubblica nonostante siano numerosi i suoi sostenitori.

Vanda Shiva biografia

vandana-shivaVandana Shiva nasce nel 1952 a DehraDun, nell’India del nord da una famiglia impegnata attivamente nella lotta gandiana per il superamento delle caste, il padre è una guardia forestale mentre la madre, maestra di scuola che dopo una sanguinosa guerra diviene contadina.

L’infanzia dell’ambientalista indiana non è fatto esclusivamente di cultura, dato che trascorre parte della sua infanzia a contatto con la natura, le foreste e la fattoria gestita dalla madre, ecco perché ne subisce in maniera intensa il fascino e il valore della terra e della natura.

Nel 1978 consegue il dottorato di ricerca presso l’università del Canada, con una tesi sulle implicazioni filosofiche della meccanica quantistica, ma successivamente si occupa di ricerca interdisciplinare . Solo nel 1982 a DehraDun fonda il Research Foundation for Science, Technology and Natural Resouce Policy, un istituto di ricerca diretto proprio da Vandana Shiva.

Nel 1991 fonda Navdanya, in Hindi “nove semi”, un movimento grazie al quale nascono i primi accordi internazionali per la protezione delle biodiversità e della biopirateria, in difesa dei semi autoctoni e in principal modo contro le multinazionali che rivendicano il diritto di proprietà delle varietà agricole selezionate dalle comunità locali, diventano negli anni il maggior impegno per Vandana Shiva. Nel 1993 riceve il Right Livelihood Award, il Premio Nobel considerato alternativo.

Secondo Vandana Shiva i “nove semi” rappresenterebbero per l’India la sicurezza e l’autonomia alimentare. Ma l’impegno dell’attività politica Vandana Shiva non si ferma esclusivamente ai “nove semi”, Vandana infatti interviene in numerose conferenze internazionali in vari Paesi del mondo, dall’Africa, all’Europa, ma anche in America e nei Paesi asiatici.

Ma la sua fama si afferma in tutto il mondo grazie al successo di libri tra i quali troviamo anche il testo “Monocolture della mente”, divenuto un best seller in tutto il mondo.  India spezzata Vandana Shiva è l’altro testo che ha reso celebre l’attivista e ambientalista indiana, e che racconta di un India spezzata in due, da un lato una terra che potrebbe divenire una futura potenza tecnologica, dall’altro l’India più povera, dove cibo e acqua è semplice merce e non un diritto dei cittadini.

Fama diffusa anche in Italia grazie al documentario diretto da Ermanno Olmi nel 2009, Terra Madre, che mostra la raccolta del riso della fattoria di Navdanya, dove restano ancora custoditi i semi di diverse varietà di riso tramandati da generazioni.

Vandana Shiva sostiene che ricorrendo alle monocolture cercando di garantire maggiori rese agricole si altera l’equilibrio del territorio, dato che si dovrà necessariamente ricorre a dosi massicce di pesticidi che provocherebbero la scomparsa degli insetti  necessari all’impollinazione delle piante, come le farfalle e le api.

La denuncia alla Monasanto

Nel 2011 l’India denuncia la Monsanto per bioterrorismo, dato che diverse multinazionali produttrici di pesticidi ha cercato di corrompere i diversi governi, per promuovere organismi geneticamente modificati che sono particolarmente pericolosi per il benessere dell’umanità.

Dall’azione legale intrapresa da undici vittime di cancro contro la Monsanto infatti è stato dimostrato che i loro prodotti sono cancerogeni. L’introduzione illegale è iniziata proprio nel 1995 quando la Mahyco ha importato nel territorio campioni di cotone della Monsanto senza alcuna approvazione, e assolutamente contro ogni regolamentazione.

Amartya Sen e Vandana Shiva: pareri a confronto

Il Pil tenuto in considerazione da imprese, politici ed economisti viene considerato l’indicatore ideale per stabilire se un Paese è più o meno ricco, divenuto nel tempo uno dei concetti dominanti. Tuttavia però una maggiore crescita economica non indica, allo stesso tempo anche la povertà creata attraverso vari interventi sulla natura.

Secondo le teorie di Vandana Shiva la crescita economica di un Paese crea necessariamente la povertà sia per la natura che per le comunità locali. La privatizzazione così come la creazione di semi geneticamente modificati, impoveriscono la natura, erodono la biodiversità, ecco perché un economia incentrata sulla famiglia è pura ricchezza, mentre l’economia ad oggi è fortemente separata da quelli che sono i processi ecologici e i bisogni fondamentali dell’uomo.

Un sostanziale aumento del denaro attraverso il Pil viene dissociato dal reale valore, ma coloro i quali accumulano ricchezze possono reclamare pretese alla popolazione, come lo sfruttamento della terra, della foresta o dell’acqua, e semi, oltrepassando quelli che sono i diritti umani e della giustizia.

Economisti e premi Nobel come Amartya Sen hanno riconosciuto che il Pil non consente di cogliere interamente la condizione umana, sollecitando infatti la creazione di ulteriori strumenti in grado di misurare in maniera precisa il benessere delle nazioni, motivo per il quale Paesi come il Bhutan hanno adottato lo strumento di “felicità della nazione lorda” per calcolare il progresso.

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Plumbago, cura, coltivazione e potatura: consigli utili http://www.codiferro.it/plumbago-cure-e-varieta/ http://www.codiferro.it/plumbago-cure-e-varieta/#respond Wed, 28 Mar 2018 14:42:06 +0000 http://www.codiferro.it/?p=9382 Il Plumbago è noto anche con molti altri nomi, tra i quali Piombaggine, Gelsomino azzurro, Pianta del piombo (si credeva che avesse benefici effetti […]

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Il Plumbago è noto anche con molti altri nomi, tra i quali Piombaggine, Gelsomino azzurro, Pianta del piombo (si credeva che avesse benefici effetti nella cura di intossicazioni da piombo) o ancora geranio azzurro (data la sua forte somiglianza dei suoi fiori color azzurro con i gerani).

Appartiene alla famiglia delle Plumbaginaceae, ha origine nelle regioni a clima mite dell’Asia. A questo genere appartengono circa 10 specie, particolarmente apprezzate per le abbondanti e continuate fioriture che hanno il loro culmine nei mesi estivi. Nelle zone con climi temperati, dove la temperatura non scende mai sotto lo zero, il Plumbago può essere utilizzata sia come pianta rampicante, utile per decorare ampie pareti e grigliati nei terrazzi, che come coprisuolo o decorazione di muretti a secco in sasso. Sia in giardino che sul balcone, può essere facilmente coltivato in vaso.

Dove il clima lo consente, è una pianta sempreverde, dallo sviluppo vigoroso che riesce a raggiungere dimensioni ragguardevoli.

Plumbago caratteristiche e origini

plumbago-2Il Plumbago auriculata o Plumbago capensis è la varietà, senza dubbio, più conosciuta e diffusa nei giardini. Proviene dal la parte meridionale del Sud Africa. Cresce con vigoria dove il caldo la coccola per gran parte dell’anno. E’ un arbusto dal portamento scomposto, con lunghi rami che si prestano a diversi usi. Può essere impiegata come rampicante ma deve essere legata perché non produce ne radici avventizie ne viticci, oppure come ricadente. I suoi fiori, presenti sulla pianta per tutta l’estate, assomigliano a quelli del phlox oltre che al geranio.

I suoi fiori sono riuniti in infiorescenze a forma di spiga. Hanno la particolarità di attaccarsi facilmente agli abiti o al pelo degli animali. Potrete scegliere tra diverse tonalità di azzurro, più chiaro o più scuro, oltre che al bianco. Ricordate, per avere una bella fioritura, non dimenticate di concimare bene la pianta in primavera.

Se la pianta viene coltivata in piena terra, una volta che ha ben radicato, tollera molto bene il caldo.

Varietà di Plumbago

Plumbago europaea

Nota anche come Caprinella europea, è una erbacea perenne, dalle dimensioni ridotte, con fiori di colore rosato. I fusti hanno una consistenza legnosa alla base. In inverno la parte aerea scompare  e si riforma in primavera dagli stoloni che rimangono integri.

Plumbago indica rosea

E’ un piccolo arbusto ornamentale, dalla crescita lenta. Per raggiungere la sua maturità, con un’altezza non superiore al metro, la pianta impiega anche venti anni. Ha le foglie persistenti, si presta molto bene per la realizzazione di giardini in stile mediterraneo, in giardini rocciosi o alla coltivazione in vaso in terrazzo.

Plumbago scandens o zeylanica

Un arbusto che raggiunge dimensioni ragguardevoli, dalla folta vegetazione. Un’ottima scelta per coprire ampi spazi. La sua fioritura di colore bianco, copre la pianta da maggio a settembre. Indicato per aiuole o spazi con esposizione di mezzombra.

Plumbago auriculata o capensis: plumbago blu

Plumbago Capensis o anche auriculata è originario del Sud America ed è nota anche come gelsomino azzurro. È una pianta rampicante, se guidata, particolarmente diffusa nei giardini. I fusti alla base sono legnosi, le foglie di un bel verde intenso, i fiori di colore azzurro chiaro o scuro, secondo le varietà.

Tutto quello che dovete sapere per coltivare con successo il Plumbago

Il Plumbago è una di pianta facile da coltivare, che non richiede particolari attenzioni. Come abbiamo già visto, il gelo è una delle avversità che ne limitano la crescita e la sopravvivenza. Al contrario le alte temperature sono ben sopportate dalle piante adulte.

La giusta posizione per coltivarle senza avere problemi, è in pieno sole, in terra o in vaso. Nel secondo caso dovrete prestare più attenzione nella regolarità delle annaffiature e nelle concimazioni. Innaffiature eccessive, senza apporto di nutrienti, potrebbero portare ad avere piante con foglie gialle e con pochi fiori. Se possibile, posizionate le piante esposte a Sud, al riparo dai venti freddi. Nelle ore più calde del giorno, in estate, sarebbe indicato riuscire ad avere una protezione per il Plumbago, così da non comprometterne il fogliame.

Per avere piante fiorite e vigorose in estate, mettete a dimora le nuove piantine in primavera. Per la coltivazione in vaso, è indicato un terriccio sciolto, ricco di sostanza organica e con un drenaggio sul fondo del contenitore per evitare i ristagni d’acqua. Se coltivato in piena terra, il Plumbago non ha particolari esigenze in fatto di substrato. In inverno, le piante in terra, nelle regioni più fredde, si possono proteggere con una pacciamatura di paglia. In Italia, solo nelle regioni lungo la costa nel Centro o al  Sud, si riesce a coltivarlo in terra senza problemi.

Il metodo più semplice ed economico per la riproduzione di questa pianta è la talea. Il taleaggio si effettua in estate, avendo l’attenzione di mantenere il terriccio degli alveoli umido ma non carico d’acqua.

Nel periodo estivo, la pianta necessita di irrigazioni regolari e se ben esposta anche abbondanti. E’ importante evitare i ristagni per impedire il proliferare di funghi radicali e il marciume delle radici. In inverno, le bagnature possono essere meno frequenti ma non assenti. Il terreno dovrà essere leggermente umido ma non completamente asciutto.

Le concimazioni adeguate saranno molto utili per avere fioriture copiose e foglie di colore verde intenso.

Plumbago fioritura e potatura

La fioritura dipende dalle varietà coltivate e dalla regione in cui ci troviamo, solitamente avviene nel periodo che va da aprile ad ottobre. Per favorire la formazione di cespugli compatti e ben vegetati, è opportuno effettuare delle potature leggere di formazione durante la stagione vegetativa. Prima del riposo invernale, in autunno, si effettuerà una potatura più consistente per rinnovare l’apparato aereo della pianta.

Malattie e parassiti della pianta Plumbago

Se coltivata in vaso in terrazzo, in aplumbago-3ngoli con poca ventilazione, la pianta potrebbe essere soggetta ad attacchi di cocciniglia o di afidi. Un eccesso di acqua può causare il dilavamento dei nutrienti nel vaso e indurre un ingiallimento delle foglie.

È una pianta particolarmente resistente che si ammala solamente se si commettono errori grossolani nella sua coltivazione. Con temperature elevate ed assenza di irrigazione fogliare, potrebbe diventare facile preda del ragnetto rosso, un acaro che punge le foglie e succhia la linfa.

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Foglie mangiate dall’oziorrinco: ecco come combatterlo http://www.codiferro.it/foglie-mangiate-dalloziorrinco-ecco-come-combatterlo/ http://www.codiferro.it/foglie-mangiate-dalloziorrinco-ecco-come-combatterlo/#respond Wed, 14 Mar 2018 09:50:25 +0000 http://www.codiferro.it/?p=9368 L’oziorrinco (Otiorhynchus)  è un insetto originario dell’Europa che colpisce numerose specie di piante. In genere si sviluppa più facilmente in serra o in vivaio, dove […]

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L’oziorrinco (Otiorhynchus)  è un insetto originario dell’Europa che colpisce numerose specie di piante. In genere si sviluppa più facilmente in serra o in vivaio, dove trova abbondanza di cibo. Sempre più spesso, però, è facile trovarlo nelle colture in pieno campo, nei giardini e nei terrazzi. Basta che una nuova pianta che abbiamo acquistato in un garden center, in vivaio o che ci ha regalato un amico, contenga pochi esemplari di questo sgradito ospite per infestare le nostre amate piante.

In Italia è molto diffuso nelle regioni centrali e meridionali. Attacca piante come Photinia, Laurusnobilis, Viburnumtinus e molte altre ancora. E’ molto attivo soprattutto durante le ore notturne. Quando l’adulto non mangia le foglie, le larve colpiscono le radici delle piante ospiti. Un vero flagello.

L’oziorrinco cos’è?

oziorrinco-2L’Otiorhynchus (comunemente oziorrinco) è un insetto, dell’ordine dei Coleotteri Polifagi, appartenente alla famiglia dei Cuculionidi. Tra le piante che lo ospitano troviamo alcune erbacee, ornamentali da siepe e da fiore, forestali autoctone e non. Durante il giorno, l’adulto vive nascosto nei vasi o nel terreno. Al calare della notte, esce dal suo riparo ed inizia a nutrirsi di ciò che predilige, le foglie più giovani e tenere delle piante. Alle prime luci del mattino, torna al sicuro, fino al prossimo banchetto. Per questo motivo, la lotta a questo parassita è piuttosto difficile.

Gli adulti si presentano di colore scuro, tendente al nero, con delle striature più chiare lungo tutto il corpo. In quanto insetto, ha sei zampe, tre per parte. Sulla testa, troviamo due antenne e una specie di becco, il tipico rostro. La corazza che ricopre il corpo è coriacea. Le larve sono di colore chiaro, biancastro, con il capo di colore ocra.

I danni maggiori alle piante sono provocati, senza dubbio dalle larve, con la loro insaziabile voracità. Penetrano nelle radici, scavando gallerie e rovinando tutto ciò che incontrano. Se vedete nel vostro giardino un Viburnumtinus (lentaggine), con le foglie piccole, stentate, di colore giallastro, non fatevi molte domande. Osservate con attenzione e troverete, sicuramente, le tracce della presenza di questo fastidioso parassita, con le sue larve. Presto, la pianta colpita deperirà in modo irrecuperabile. Al contrario, se vedete delle foglioline con delle morsicature rotonde ma profonde, avrete gli adulti. Questi producono per lo più danni estetici ma non sostanziali alla salute della pianta.

Durante la stagione fredda le larve si riparano nel terreno, dove sfuggono alle intemperie. In primavera, raggiungono l’età adulta. Le femmine, che costituiscono la gran parte degli esemplari adulti, nel mesi di giugno sfarfallano. Successivamente, depongono le nuove uova ai piedi delle piante, in modo da favorire i nuovi insetti. Dalla schiusa delle uova, nasceranno nuove larve che si nutriranno del rizoma delle piante e causeranno nuovi danni ai loro ospiti. In compenso, sappiate che in un anno solare riesce a fare una sola generazione.

Quando e come eliminare le larve di oziorrinco

La lotta, biologica o chimica, a questo divora tutto è piuttosto difficile se non eseguita con criterio. E’ importante sapere che gli esemplari adulti sono molto resistenti ai principi attivi dei comuni insetticidi, i quali, in genere, agiscono per contatto sull’obiettivo. I trattamenti, comunemente, sono eseguiti durante le ore più fresche della giornata, quando, però, l’oziorrinco, è al riparo. Se impieghiamo insetticidi sistemici, che permangono nei tessuti della pianta, l’oziorrinco dovrebbe mangiarne in gran quantità e per giorni prima di essere colpito dai principi attivi del preparato.

Per avere successo in questa impari lotta, dovrete agire d’astuzia e combattere le larve e non gli adulti, che come abbiamo appena visto, sono molto ostici. Se in giardino avete anche delle piante che impiegherete in cucina, meglio non usare prodotti di sintesi e cercare rimedi che siano ecosostenibili.  Quando usate un antiparassitario chimico, dovete leggere con attenzione l’etichetta della confezione. Qui sono riportati i tempi di rientro e di carenza successivi all’applicazione del prodotto.Il tempo di rientro è il tempo che deve trascorrere, successivamente ad un trattamento, per poter entrare nuovamente nelle aree sottoposte a trattamento, senza essere coperti dalle protezioni consone all’esecuzione dei trattamenti. Il tempo di carenza (noto anche come intervallo di sicurezza) costituisce il numero minimo di giorni che devono trascorrere tra la data del trattamento e la data di raccolta di frutti e ortaggi per il consumo.

Per la lotta chimica, può essere efficace se effettuata nel momento in cui gli adulti sfarfallano. Si tratta l’apparato fogliare delle piante, dove ci si aspetta di trovare gli insetti. Con tale metodo, sarà molto difficile riuscire a colpire le larve nel terreno.

Lotta oziorrinco i rimedi naturali

Se volete tentare un approccio naturale,  dovrete avere più attenzione e pazienza ma forse i risultati saranno migliori e indolori per l’ambiente.

È possibile contrastare la presenza delle larve dell’oziorrinco grazie a insetti antagonisti naturali, ovvero insetti che si nutrono di altri insetti. Si possono mettere in campo dei Nematodi entomoparassiti del genere Heterorhabditis bacteriophora. Larve di insetti innocui per la pianta ma letali per le larve di oziorrinco.

beauveria-bassiananematodi sono attivi nel terreno, nel quale si muovono a caccia delle loro prede. Il comportamento entomopatogeno funziona grazie alla convivenza simbiotica con un batterio del genere Xenorhabdus che viene inoculato nell’ospite , dove, grazie a lui nematode trova terreno fertile in cui crescere. Al termine dell’”attacco” migliaia di nuove larve del nematode lasciano la larva ormai svuotata in cerca di nuove.

Questo metodo consente di avere buoni risultati in tempi brevi e con effetti duraturi nel tempo. La facilità d’uso e l’assenza di contro indicazioni o pericoli per l’uomo e l’ambiente, sono due pregi innegabili.

Perché il trattamento abbia effetto, la temperatura del suolo deve essere compresa tra i diciotto e i ventidue gradi. Il terreno deve essere mantenuto umido per favorire lo spostamento dei nematodi.

In alternativa ai Nematodi, potreste provare la Beauveria bassiana. Un fungo endofita ed entomopatogeno, ospite letale di numerosi parassiti delle piante. Anche per questo parassita, le condizioni ambientali e di umidità, sono fondamentali alla riuscita del trattamento. Il fungo emette delle spore, che con caldo ed umidità nascono e si sviluppano con delle ife, sottili filamenti. Questi penetrano nell’ospite e lo colonizzano. Il fungo continua a crescere, genera nuove ife e blastospore, che entrano in circolo nell’ospite. Successivamente, inizia la produzione di tossine, che in pochi giorni causeranno la morte dell’insetto colonizzato. Il fungo non è pericoloso per l’uomo e gli animali.

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Come progettare e creare un giardino mediterraneo http://www.codiferro.it/progettare-creare-un-giardino-mediterraneo/ http://www.codiferro.it/progettare-creare-un-giardino-mediterraneo/#respond Wed, 07 Mar 2018 09:14:08 +0000 http://www.codiferro.it/?p=9363 Realizzare interamente un giardino mediterraneo consente di donare luce e colore al proprio giardino, dato che tale tipologia di spazio si caratterizza principalmente dai […]

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Realizzare interamente un giardino mediterraneo consente di donare luce e colore al proprio giardino, dato che tale tipologia di spazio si caratterizza principalmente dai colori particolarmente accesi che donano un aspetto suggestivo allo spazio verde.

Già dallo stesso nome è facile comprendere che il giardino mediterraneo riproduce nel suo spazio dei tipici panorami del mediterraneo, la presenza di una vegetazione rigogliosa e fiorente, dagli inconfondibili profumi primaverili.

Il giardino mediterraneo prende spunto soprattutto dai giardini islamici per la sua struttura di cortile-giardino attorno alla quale si sviluppava la casa, solitamente è caratterizzato anche dalla presenza di corsi d’acqua,  magari con l’installazione di fontane e di una ricca vegetazione particolarmente fiorita e profumata.

Creare un giardino mediterraneo

giardino-mediterraneo-2Chi vuole costruire un giardino mediterraneo dovrà tralasciare le forme squadrate con lineamenti netti per optare ad una disposizione meno definita, dato che nel giardino mediterraneo le piante sono lasciate libere di occupare lo spazio, secondo le forme della natura.

La forma del giardino mediterraneo è assolutamente naturale e non ricercata, le piante sono disposte in maniera molto libera ma si dovrà considerare però lo spazio che occuperanno nel giardino dato che non devono essere da intralcio alle normali attività che si svolgono nel giardino.

Solitamente i giardini mediterranei nascono per cercare di creare delle zone d’ombra soprattutto nelle stagioni più calde. Possiamo dire che esistono due tipologie di stili di giardino mediterraneo, il giardino in stile arabo e in stile rinascimentale.

Il giardino mediterraneo in stile arabo è decisamente più pratico ma allo stesso tempo intimo, caratterizzato da diversi corsi d’acqua inseriti armonicamente nel giardino insieme alla vegetazione, mentre il giardino rinascimentale è decorato da grandi fontane, terrazze e scalinate che lo rendono decisamente più appariscente.

Dato che l’utilità principale del giardino mediterraneo è cercare di creare delle zone d’ombra diventa indispensabile coltivare un albero dalla chioma abbastanza larga come il gelso, il carrubo, l’oleandro o diversi altri alberi tipici della macchia mediterranea. Così come possono essere inserite nel giardino mediterraneo anche piante grasse o acquatiche per arricchire i corsi d’acqua.

La semplicità del giardino mediterraneo fa sì che sia necessario anche l’inserimento di varie piante da fiore che svolgono una funzione puramente ornamentale come le rose, i gerani, le begonie, gelsomini profumatissimi o le buganville.

Quando nasce il progetto  è necessario iniziare scegliendo se realizzarlo in maniera naturale o artificiale, dato che sono in molti ad amare un prato da calpestare mentre molti altri desiderano dei giardini pavimentati.

Solitamente chi vuole realizzare un giardino di questo tipo preferisce optare per il prato dato che crea un contrasto particolare con i fiori piantati nel giardino, ecco perché in molti optano per la scelta di un suolo fresco ma anche resistente alle alte temperature coltivando la Cynodon dactylon e la Stenotaphrum secundatum dato che richiedono poca acqua e resistono all’umidità.

C’è inoltre chi vuole ricreare un giardino roccioso mediterraneo integrando elementi minerali e rocciosi, realizzato con cespugli macchia mediterranea tipiche delle zone costiere, piante abituate alla siccità e ai terreni poveri, come arbusti mediterranei sempreverdi, o anche  lavande, timi, corbezzoli, oltre ad eriche ed agnocasti.

Molti preferiscono ricreare ambienti nascosti all’interno del giardino per cercare di creare una maggiore privacy, e proprio per questo motivo diventa indispensabile utilizzare muri, oggetti da protezione, siepi o aiuole mediterranee.

giardino-mediterrano-3Meglio optare per piante che tendono a non spostarsi a causa dei forti venti, quindi meglio utilizzare rampicanti, che oltre ad essere esteticamente molto belle contribuiscono anche sia ad abbellire ma anche a proteggere gli spazi intimi del giardino mediterraneo.

Per quanto riguarda lo spazio dedicato ai corsi d’acqua, potrebbe essere interessante ricreare un lago o installare una fontana, dato che gli ambienti mediterranei spesso vengono accompagnati dai corsi d’acqua.

In questa circostanza però è indispensabile prestare attenzione dato che sia i laghi che le fontane essendo realizzate con acqua stagnante potrebbero attirare insetti come le zanzare, divenendo nel tempo un fastidioso problema. In questa circostanza è consigliabile utilizzare sempre dei filtri biologici e non prodotti chimici, soprattutto se si decide di voler mettere qualche pesciolino.

Piante mediterranee da giardino

Sicuramente in questa tipologia di giardino è necessario coltivare degli arbusti mediterranei, o piante tipiche della macchia mediterranea, quindi dall’alloro, al rosmarino  ma anche ulivo, o piante come agrumi e palme.

Qualora si decida di realizzare un giardino mediterraneo è necessario ricordare che necessita di maggiori cure dato che vengono ospitate diverse tipologie di piante che spesso necessitano di cure e attenzioni differenti tra loro. La progettazione del giardino mediterraneo è necessaria in modo da renderlo curato, armonioso ma soprattutto funzionale. Ecco perché è necessario valutare al meglio anche l’inserimento di alcune tipologie di piante ma soprattutto il suo accostamento, scegliendo con cura il concime ed innaffiandole secondo quanto stabilito da ogni specie.

Se temete la presenza di insetti è bene optare per l’utilizzo di concimi naturali, evitando assolutamente i rimedi chimici dato che potrebbero deteriorare la pianta alterandone la sua naturalità.

Se siete interessati a realizzare il vostro giardino mediterraneo nella vostra cosa, oppure se siete progettisti ed architetti, non esitate a visitare il mio sito e contattarmi.

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Indicazioni sulla scelta delle pietre per il vostro giardino http://www.codiferro.it/indicazioni-sulla-scelta-delle-pietre-vostro-giardino/ http://www.codiferro.it/indicazioni-sulla-scelta-delle-pietre-vostro-giardino/#respond Wed, 28 Feb 2018 09:33:56 +0000 http://www.codiferro.it/?p=9337 La pietra è un elemento costruttivo e decorativo, al tempo stesso, per molti stili diversi di giardini. Utilizzata come ingrediente essenziale nei giardini zen […]

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La pietra è un elemento costruttivo e decorativo, al tempo stesso, per molti stili diversi di giardini. Utilizzata come ingrediente essenziale nei giardini zen giapponesi, come parte integrante dei giardini inglesi, può essere anche impiegata nella realizzazione di giardini contemporanei. Pietre di grandi dimensioni, ciottoli rotondi o comune ghiaia si trovano con semplicità in molti spazi verdi come decorazione o parte integrante della scena. Le loro dimensioni, forme e colori dipendono, in gran parte, dalla regione di origine e dalla composizione chimica delle rocce.

Inoltre, potete impiegare la pietra come pavimentazione per vialetti, patio, camminamenti, aree coperte oppure per la costruzione di muretti a seccoo ancora per creare dei giardini rocciosi (rock garden). Per ognuno di questi impieghi è opportuno scegliere il materiale più idoneo all’uso, in base alle sue caratteristiche.

Regione che vai pietra che trovi

pietre-giardino-2Vi sarà capitato di salire le scale di un giardino di una Villa Medicea nelle colline toscane o sulle rive del lago Maggiore o del lago di Como. In ognuna di queste potrete trovare materiali diversi, perché diverse erano le cave che producevano le pietre per le pavimentazioni.

Oggi, con il cambiamento del mercato e dei relativi costi, molte di queste pietre provengono anche da paesi e continenti lontani, India, Cina, America.

In Italia, ci sono molti tipi diversi di pietre naturali impiegate comunemente nelle rispettive regioni d’origine e altrove:

  • Pietra serena,
  • Porfido,
  • Marmo, bianco di Carrara o Bardiglio
  • Tufo,
  • Pietra di Bari,
  • Luserna,
  • Quarzite,
  • Pietra di Langa,
  • Pietra di Modica,
  • Pietra di Lecce,
  • Travertino

e potremmo continuare ancora a lungo. Ognuna con i propri pregi, difetti, colori e riflessi.

Immaginate di camminare su di un prato verde brillante, ben curato, appena tagliato. Di che colore e forma immaginereste i passi del percorso? In elegante marmo bianco di Carrara, in blocchi di pietra serena o che altro? Ecco un semplice esempio di quello che si può fare in un giardino con questi materiali.

In una casa di campagna, capita spesso di avere dei sassi che provengono dall’oliveta o dalla vigna vicine. Cosa farne? Con questi, che apparentemente potrebbero essere degli scarti, potreste costruire dei muri a secco per disegnare delle forme nel giardino o delle sedute sotto degli alberi che offrono una generosa ombra, come riparo alla calura estiva. O ancora, se le dimensioni delle pietre sono più piccole, potreste impiegarle per realizzare dei drenaggi nelle zone più umide o che hanno problemi di ristagni d’acqua.

Spesso, in un giardino roccioso, l’uso delle pietre è associato all’acqua che scorre o che forma dei piccoli laghetti artificiali. Questo perché l’acqua che corre sulle pietre o giù per un piccolo declivio, crea oltre al movimento delle forme anche un piacevole effetto sonoro, molto apprezzato da chi ama rilassarsi nel proprio angolo preferito del giardino.

Guida alla scelta delle pietre

pietre-giardino-3Fin qui abbiamo parlato solo di pietre naturali ma non dimentichiamo che esistono anche le pietre artificiali. Una recente “innovazione” che consente di avere un effetto simile al naturale ma con costi diversi ed eliminando alcuni difetti delle prime.

Se dovete scegliere una pavimentazione per il giardino pensate a quale sarà la sua funzione principale. Dovranno passarci delle auto, quindi il peso da sopportare sarà maggiore e anche la posa in opera sarà diversa. Oppure verrà impiegato sono come percorso pedonale, meno peso e minori sollecitazioni. Ancora, state per pavimentare il vostro patio, nel quale posizionerete delle comode sedute o un tavolo da pranzo con delle sedie. In questo caso saranno maggiormente apprezzate le venature o i colori cangianti dei materiali naturali. Ma ricordate di scegliere superfici meno scivolose e più indicate ad essere calpestate a piedi nudi, facili da mantenere e poco porose.

Se, qualche volta, avete visitato il parco di una villa storica, sicuramente, avrete percorso un viale o vialetto in ghiaia. Un materiale povero ma dalle molte qualità: più economico rispetto alla pavimentazione, di facile posa, con minore manutenzione rispetto ad un tappeto erboso. Se volete usarla nel vostro giardino, pensate prima a:

  • Quale sarà la sua funzione, vialetto, sentiero di campagna, strada per auto. Cambieranno le dimensioni, la posa, la manutenzione, ecc..
  • In che posizione la posizionerete, in pieno sole, in ombra. Con poca luce potrebbe pian piano diventare verde o scolorire.
  • La dimensione dei sassi. I più piccoli saranno indicati per essere percorsi a piedi, i più grandi come decoro per un aiuola o una superficie non calpestata.

Solo per memoria, ricordiamo che anche il cemento è una sorta di pietra artificiale. Ma solo un sapiente professionista potrebbe trasformarlo in un elemento di decoro al pari delle pietre naturali più pregiate. I colori che si possono avere sono molti.

Nella scelta del materiale, spesso, privilegiamo le caratteristiche tecniche ma dobbiamo ricordarci anche del lato estetico. Le pietre del giardino dovranno coordinarsi con lo stile dell’abitazione. Avete una casa di campagna o un appartamento in stile moderno con un giardino tra le mura di Firenze o di Bologna? Preferite un aspetto rustico, naturale e irregolare o uno stile moderno, con superfici chiare e dalle forme squadrate? Se nel vostro spazio verde avete già delle note di colore forti, date dagli arredi da esterno o dall’impianto della vegetazione estremamente formale, allora, potrete optare per dei toni più neutri.

I ciottoli di fiume sono una delle tante possibilità di decorare un giardino che la natura ci offre. Sono rocce rotondeggianti, simili alla ghiaia ma di dimensioni maggiori. In genere, di colore grigio o tendente al marrone. Usati spesso a scopo decorativo, intorno alle piante o per la creazione di aiuole. Impiegati, spesso, per la creazione di giardini rocciosi, per mantenere l’umidità nel suolo e rallentare la crescita dell’erba, se posizionati a copertura del terreno.

Nel giardino roccioso, ancora, potrete usare delle grandi pietre, come punto focale di un angolo o per  decorare un piccolo stagno. Le stesse che nel giardino zen giapponese, costituiscono uno dei pochi elementi essenziali della costruzione stessa, insieme alla ghiaia fine.

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Un Soffio di Primavera, mostra e mercato di piante, fiori, oggetti per terrazzi e giardini http://www.codiferro.it/un-soffio-di-primavera/ http://www.codiferro.it/un-soffio-di-primavera/#respond Tue, 27 Feb 2018 15:17:47 +0000 http://www.codiferro.it/?p=9316 L’otto marzo sarà festa della donna, dove le mimose saranno protagoniste e fiore indiscusso di questa giornata. Qualche giorno prima, sabato 3 e domenica […]

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L’otto marzo sarà festa della donna, dove le mimose saranno protagoniste e fiore indiscusso di questa giornata. Qualche giorno prima, sabato 3 e domenica 4 marzo, a Villa Necchi Campiglio, a Milano, si terrà l’edizione 2018 di “Un soffio di Primavera”. Un appuntamento che vedrà in bella mostra, con la possibilità di acquistare, i primi fiori della primavera, ricchi di colori e profumi. Tra questi, la mimosa sarà la prima donna, first lady dell’evento che avrà inizio alle ore 10 di sabato fino alle 19 e si concluderà domenica dalle ore 10 alle 18. Villa Necchi Campiglio è un Bene del FAI, Fondo Ambiente Italiano, nel cuore di Milano.

095 - _4GB4811 Foto di Gabriele Basilico,2016 © FAI - Fondo Ambiente ItalianoUn’occasione imperdibile per tutti coloro che hanno un’affinità con il mondo del verde. Qui potranno vedere, scegliere e acquistare alcune tra le oltre 170 mimose in varietà, provenienti dalla collezione del vivaista francese Cavatore. Potranno, inoltre, soddisfare la loro curiosità tra numerose specie e varietà di piante e fioriture stagionali. Per godersi il proprio giardino nella pace di un angolo fiorito non potranno mancare arredi selezionati, sedie, tavoli, poltrone, vasi.

La manutenzione del vostro spazio verde o del vostro giardino richiedono attrezzi sempre in ordine e di prima qualità. Qui potrete trovare l’occorrente per prendersi cura di ogni aiuola, vaso, prato o cespuglio prima del risveglio primaverile.

 

Oltre 25 vivaisti selezionati, saranno ospitati nel giardino e campo da tennis coperto della villa. Il FAI li ha scelti per le loro pregiate produzioni, per i loro alti standard di qualità. I prodotti spazieranno dagli arbusti, alle erbacee perenni caratterizzati da fioriture tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.

Piante perenni da fiore, annuali e biennali sfileranno davanti agli occhi attenti dei visitatori, primule, viole, narcisi, snow drops, e molto altro. Troverete anche piante aromatiche che potranno ornare orti, bordure, davanzali, inseparabili compagni della cucina italiana. Se questo non è ancora sufficiente per soddisfare la vostra curiosità, aguzzate la vista o girate la testa, ed ecco lì per voi piante da orto, camelie, gelsomini di ogni tipo, dai suadenti profumi, magnolie con le loro candide fioriture, ciliegi da fiore. Se desiderate produrre direttamente le piantine per l’orto o i fiori recisi, le sementi saranno a vostra disposizione.

Come arricchire le nostre conoscenze in materia di verde o sulla storia dei più bei giardini del mondo? Con un buon libro o con volumi dalle ricche e dettagliate illustrazioni botaniche, sempre utili per scoprire nuove piante fino ad oggi a noi sconosciute.

076 - _4GB4684 Foto di Gabriele Basilico,2016 © FAI - Fondo Ambiente ItalianoCompleteranno l’ampia offerta della manifestazione incontri, presentazioni di libri di giardinaggio, sulla manutenzione del verde e lezioni pratiche di potatura. Queste ultime avranno come oggetto le Hydrangee o ortensie di Villa Necchi. Se avete delle domande potrete trovare una risposta qualificata all’appuntamento con “il giardiniere risponde”. Una gioia per tutta la famiglia, alla quale non possono mancare i bambini, ai quali saranno dedicati laboratori creativi per la lavorazione della pasta di sale e per la creazione di fiori di carta, con i quali imparare a decorare la tavola di casa.

Sabato la villa resterà aperta straordinariamente fino alle ore 19 per consentire agli ospiti di concludere la visita gustando un aperitivo in caffetteria.

Gi “Eventi nei beni del FAI 2018”, è un’iniziativa resa possibile grazie all’importante sostegno di Ferrarelle, partner degli eventi istituzionali ed acqua ufficiale del FAI. Per la sesta edizione consecutiva, PIRELLI conferma il suo rilevante contributo, confermando la storica vicinanza alla Fondazione. Nella veste di Media partner, Radio Monte Carlo partecipa con entusiasmo alla manifestazione..

Il Comune di Milano da il proprio Patrocinio. Da non dimenticare che  Villa Necchi Campiglio è museo riconosciuto dalla Regione Lombardia.

 

Un soffio di primavera a Villa Necchi Campiglio

Giorni e orari: sabato 3, dalle ore 10 alle 19, e domenica 4 marzo 2018, dalle ore 10 alle 18

www.fondoambiente.it

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Pareti verdi, giardino verticale, verde tecnologico: come si costruiscono http://www.codiferro.it/pareti-verdi-giardino-verticale-verde-tecnologico-si-costruiscono/ http://www.codiferro.it/pareti-verdi-giardino-verticale-verde-tecnologico-si-costruiscono/#respond Wed, 21 Feb 2018 08:54:16 +0000 http://www.codiferro.it/?p=9332 Il verde verticale  è chiamato con diversi nomi, muri verdi, giardini verticali, pareti vegetali,verde tecnologico e altri ancora. Se lo spazio a disposizione è poco, […]

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Il verde verticale  è chiamato con diversi nomi, muri verdi, giardini verticali, pareti vegetali,verde tecnologico e altri ancora. Se lo spazio a disposizione è poco, perché limitarsi ad avere delle piante a terra, quando si hanno a disposizione delle ampie pareti? Dalla più piccola abitazione, al grande spazio commerciale, sono molteplici gli usi e i benefici che queste soluzioni possono portare. Possiamo arrivare anche a creare un piccolo quadro verde, un’opera d’arte, dove le piante possono esprimersi al meglio se scelte con attenzione e mantenute con cura.

I giardini verticali arredano con eleganza e discrezione pareti sia di ambienti interni che esterni, fino a coprire intere facciate di edifici. La parete del soggiorno di un appartamento, la hall di un hotel, la sala conferenza di un’azienda sono soli alcuni dei luoghi in cui potrete osservare queste realizzazioni.

Alla base di tutto c’è la creatività di chi li progetta, la grande conoscenza tecnica delle soluzioni da adottare, lo studio e la selezione delle piante più adatte da impiegare nei diversi ambienti. Ognuno di questi è un elemento imprescindibile per la buona riuscita della parete verde. Il materiale vegetale spazia dalle piante di origine tropicale, più adatte per gli interni, alle piante mediterranee, per le pareti esterne esposte al sole diretto in esterno.

Se ci pensiamo bene, oggi stiamo vivendo non solo una rivoluzione tecnologica ma anche una rivoluzione verde. I balconi fioriti, i giardini pensili e le pareti verdi ricche di vegetazione, gli innovativi modi di coltivare orti in città, sono alcuni degli aspetti di questa nuova tendenza. Ognuno di queste piccole porzioni di verde portano benefici a chi se ne prende cura. Una fredda parete di cemento può essere trasformata dalle piante e dal sole, in una cascata di colori e di profumi. Piccole utopie che possono cambiare la nostra vita quotidiana.

Ma cos’è in dettaglio il giardino verticale?

verde-verticaleUn insieme di natura e di tecnologia. Una composizione di piante vive su di un modulo costruito ad hoc, irrigato e  fertilizzato da impianto di aspersione dell’acqua, con concimi in soluzione, comandato da una centralina elettronica programmabile secondo le esigenze.

Patrick Blanc è colui che ha ideato per primo questi innovativi sistemi verdi. Un eclettico botanico francese, dai modi molto estrosi, che ha creato “le Mur Vegetale”, un muro verde vivente che stupisce con le sue forme, colori e profumi. In verità, il primo ad aver l’idea di costruire una parete verde vivente  e a brevettarla, fu Stanley Hart White nel 1938.

Come per le singole piante da interno, anche il muro verde, con il suo sistema verde contribuisce a rendere l’aria di ambienti chiusi più pulita, ad eliminare le tossine e a creare un ambiente più piacevole dove vivere o lavorare. Possiamo immaginarlo come un mix di bellezza ed ecologia.

Giardino verticale fai da te

Prima di prendere decisioni affrettate e per conoscere meglio questo sconosciuto nuovo modo verde potreste provare a realizzare un giardino verticale da soli.Sul mercato esistono molteplici soluzioni non professionali, dai costi limitati, che permettono di sperimentare in modo semplice,come si fa a costruire un  giardino verticale nella propria casa o balcone.

I kit disponibili, in genere, sono modulabili, permettono di adattarsi alle forme e alle dimensioni più disparate. Se avete una parete del terrazzo esposta al sole, potrete creare un piccolo modulo con diverse varietà di sedum. Una pianta molto adattabile, con poche esigenze di manutenzione, capace di dare piccole soddisfazioni, anche parsimoniosa nei consumi di acqua. In cucina, con un piccolo spazio disponibile su di una parete, potrete provare la coltivazione di piantine da orto come prezzemolo, basilico e simili. Facili ed economiche da installare e gestire.

Se poi avete inventiva e siete dotati di una buona manualità, sarete capaci di adattare gli oggetti più diversi allo scopo.

A questo punto, se la prova vi è piaciuta e siete soddisfatti del risultato, pensate che possono esserci soluzioni più complete, con irrigazione, illuminazione e quant’altro, costruite da professionisti del settore, che sapranno darvi ancora più piacere.

Giardini verticali come realizzarli

In commercio esistono numerosi modi diversi per costruire un muro verde ma, prima di decidere quale adottare, è importante considerare alcuni elementi base che sono comuni a tutti. Seguire queste semplici regole consentirà di evitare errori macroscopici e farà sì che il vostro muro verde viva in salute nei prossimi anni.

Decidere dove posizionare il giardino verticale

La prima cosa da analizzare è il luogo nel quale vorreste installare il vostro verde tecnico. Si trova all’interno o all’esterno dell’abitazione? Che esposizione ha? E’ un luogo umido e in ombra? Esistono delle pareti vicine che potrebbero amplificare il calore in estate? Questi sono aspetti importanti anche per scegliere che tipo di piante utilizzare in seguito.

Se costruito all’interno di un’abitazione, il giardino verticale avrà una funzione decorativa, una di migliorare la qualità dell’aria. Se costruito in esterno, potrà migliorare l’isolamento termico della parete interessata, meno caldo in estate, meno freddo in inverno.

Deve essere chiaro a chi pensa di adottare una soluzione del genere, che nel giardino verticale le piante devono essere innaffiate, nutrite, potate ed, eventualmente, sostituite, come in un normale giardino. Per questo motivo, la nuova installazione deve essere anche accessibile per la sua manutenzione. Deve avere disponibilità di acqua per l’irrigazione, di uno scarico per l’acqua in eccesso, di alimentazione elettrica per le luci, la centralina ed eventuali pompe. Le nuove tecnologie vengono in aiuto per risolvere molti di questi possibili problemi, per creare le condizioni ideali di vita delle specie selezionate, per facilitare la progettazione e la realizzazione di giardinieri professionisti.

Scegliere le piante

Già dall’età della pietra, le piante hanno colonizzato con grande sapienza e spirito di adattamento pareti rocciose in ogni regione del pianeta. Le facciate verdi attuali differiscono di molto da semplici pareti coperte da piante rampicanti come l’Hedera o l’Ampelopsis brevipedunculata perché sono composte di piante selezionate per vivere insieme, su di un supporto creato ad hoc.

Anche una singola pianta da interno è capace di assorbire sostanze dannose alla salute disperse nell’aria e molte tossine ma realizzare un insieme di piante che si sviluppino in modo omogeneo è ben altra cosa. Piante diverse per ambienti diversi, con condizioni di luce, umidità, temperatura e crescita differenziate. Una parte verde ha anche la funzione di ridurre l’inquinamento acustico presente nell’ambiente, visto che le piante con le loro foglie riducono il rumore. È noto da tempo che l’aggiunta di piante per ufficio può migliorare la qualità dell’aria all’interno degli edifici e le pareti verdi interne fanno proprio questo.

Non dimenticate di valutare anche l’ingombro complessivo che la parete verde avrà, una volta raggiunta la maturità. Una parte dello spazio lo occuperà il sistema di supporto, il rimanente lo faranno le piante. In base alla specie, avrete una crescita di pochi centimetri o di alcune decine di centimetri. Infine, anche la texture delle foglie, la forma dei fiori e i loro colori saranno determinanti nel creare l’effetto scenico desiderato.

Realizzare la struttura del giardino verticale

verde-verticale-ederaA questo punto, possiamo pensare a quale struttura che ospiterà le piante avrà le caratteristiche ottimali per il nostro spazio. Ne esistono di autoportanti, che si sostengono da sole con appoggio al suolo. Ce ne sono altre che devono essere ancorate alla parete per rimanere in piedi. Entrambe avranno alla base una vasca di raccolta per l’acqua in eccesso, dopo l’irrigazione, per poi smaltirla o riutilizzarla tramite una pompa. Alcune hanno al loro interno del terriccio, altre dello sfagno, altre ancora dei materassini sintetici, dove le piante metteranno le loro radici. Tutte, o quasi, sono modulabili, facilmente adattabili alle condizioni più disparate.

Irrigazione del giardino verticale

E’ fondamentale progettare un sistema che abbia al suo interno anche un impianto di irrigazione. Questo perché una parete verde senza irrigazione regolari avrebbe vita breve. Potreste scegliere anche delle centraline elettroniche di ultima generazione con controllo da remoto tramite wi-fi o bluetooth, per programmare le innaffiature, supportate anche da sonde di umidità relativa. Un altro elemento utile potrebbe essere un elemento che gestisce la fertirrigazione, ovvero la somministrazione di sostanze nutrienti disciolte nell’acqua.

Illuminare le piante della parete verticale

Come vi sarete accorti, a differenza del giardino, dove la natura la fa da padrone, nel giardino verticale non possiamo tralasciare niente. Ogni pianta per vivere ha bisogno della luce del sole.

Se la parete verde è in esterno, dobbiamo preoccuparci dell’esposizione alla luce e ai venti per decidere quali piante saranno più a loro agio. Se siamo in interno, la luce proveniente dalle finestre, se ce ne sono, non sarà quasi mai sufficiente per la vita delle piante. In questo caso, sarà necessario fornire la giusta quantità di luce per la sopravvivenza della pianta per mezzo di un apposito impianto di illuminazione. Questo potrà avere corpi illuminanti di diversa forma ed intensità ma che daranno alle vostre amiche verdi il giusto spettro di luce.

La realizzazione di un giardino verticale è tutt’altro che semplice. Ecco perché rivolgersi ad un professionista qualificato è la scelta migliore, per evitare di investire il proprio denaro magari commettendo errori nella scelta delle piante o nell’installazione della struttura di supporto al proprio giardino verticale. Se siete interessati, non esitate a contattarmi.

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Quello che c’è da sapere sulla pianta di nandina: cura, riproduzione e potatura http://www.codiferro.it/nandina-piante-siepi-specie-cura/ http://www.codiferro.it/nandina-piante-siepi-specie-cura/#respond Wed, 14 Feb 2018 15:33:48 +0000 http://www.codiferro.it/?p=9322 La Nandina domestica, in inglese nota anche come heavenly bamboo o bambù celeste, è originaria di Cina e Giappone.  Qui le attribuiscono il magico […]

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La Nandina domestica, in inglese nota anche come heavenly bamboo o bambù celeste, è originaria di Cina e Giappone.  Qui le attribuiscono il magico potere di disperdere i brutti sogni. Nel paese del Sol Levante, è tradizione avere una pianta di Nandina vicino alle porte. In questo modo, al risveglio dopo un incubo, è possibile aprire la porta e raccontare il proprio sogno all’arbusto, il quale provvederà prontamente ad evitare spiacevoli conseguenze. Da qui, il suo nome botanico: Nandina domestica.La sua diffusione su vasta scala è dovuta al suo utilizzo come pianta ornamentale in Europa e negli Stati Uniti. Appartiene alla famiglia delle berberidaceae.

In giardino può avere molteplici usi sia per il fogliame di colore mutevole, nel corso delle stagioni, che per le bacche di colore rosso, presenti in inverno. Può essere usata come arbusto singolo, oppure per la composizione di siepi anche miste.  E’ un arbusto sempreverde, dalla facile coltivazione. Cresce rapidamente e si propaga facilmente per seme, per talea e anche per divisione. Si adatta molto bene al clima mite dei paesi del bacino del Mediterraneo, come l’Italia.  Per la sua grande adattabilità, in alcune regioni degli Stati Uniti, come la Florida, è stata classificata come specie invasiva.

Caratteristiche della nandina

nandina-2La Nandina domestica è un arbusto sempreverde dalla consistenza legnosa che può crescere fino a raggiungere un’altezza di 150/180 cm., a seconda delle varietà selezionate. Le sue foglie composte nascono, in genere, color rosso bronzo, passano al verde a maturità per poi diventare rosso acceso in inverno, se esposte al freddo. Hanno una consistenza rigida e coriacea. Il tronco, internamente, è di colore giallo.  I piccoli frutti rossi, sono prodotti dalla pianta dopo la fioritura che si manifesta con fiori piccoli di colore bianco raggruppati in pannocchie all’estremità del gambo.

Se la pianta è posizionata in luoghi semi ombreggiati o con poca luce e anche protetti dal freddo, le foglie rimangono verdi. Diversamente, se l’esposizione è ben soleggiata, in spazi aperti, il colore cambia dal verde al rosso con l’avanzare dell’autunno e del freddo. In questo modo si aggiungono note di colore al paesaggio invernale. Sopporta bene le basse temperature e i caldi intensi.

In Estremo Oriente, la Nandina domestica prende il posto del nostro agrifoglio. I suoi rami ricchi di bacche colorate, decorano i templi e le abitazioni. Le sue bacche possono essere leggermente tossiche se ingerite.

Compagne di giardino?

Può essere piantata da sola oppure insieme ad altre amiche provenienti dall’Asia Orientale per esaltarne maggiormente le sue qualità. Con esposizione soleggiata, potreste provarla insieme a delle varietà di Kniphofia caulescens con i suoi fiori rosso acceso, o per chi predilige l’arancio o il giallo con Kniphofia “Jenny Bloom” o con Kniphofia “Brimstone”. In alternativa, la Hostaplantaginea, farà brillare le sue foglie verdi o variegate a coste larghe, i suoi fiori dalle note suadenti, accompagneranno molto bene le foglie ariose della sua compagna. Altra possibilità, potrebbe essere l’Hemerocallis, in tutte le sue varianti di fiori e di altezza.

Tutte le varietà della nandina

Molteplici sono le varietà che riuscirete a reperire in commerci, alcune con maggiore facilità altre con più difficoltà. Se conoscete un vivaio specializzato nella sua produzione, avrete momenti di grande soddisfazione nella scelta.

Alcuni esempi:

  • Nandina domestica “Alba”, dalle bacche bianco crema e foglie verde-giallo;
  • Nandina domestica “Compacta”, dal portamento compatto, come anticipa il nome, dalle foglie increspate, rosso sfumato in estate e rosso acceso in inverno;
  • Nandina domestica “FirePower”, anch’essa ma con foglie verde-giallo in estate e rosso-arancio in inverno;
  • Nandina domestica “GulfStream”, dalle foglie verde-blu intenso in estate e rosse in inverno. Ha una crescita lenta e non produce bacche;
  • Nandina domestica “Harbor Dwarf”, molto popolare;
  • Nandina domestica “Blush Pink”, con le giovani foglie tendenti al rosa, che con il passare del tempo passano prima al verde e poi al rosso;
  • Nandina domestica “Obsessed”, selezionata e brevettata recentemente, presenta un fitto e denso fogliame dai colori mutevoli;
  • Nandina domestica “Wood Dwarf”, dal denso fogliame rosso cremisi in inverno.

Coltivazione e riproduzione della Nandima domestica

nandina-3Predilige terreni sciolti e soffici, neutri o leggermente acidi ma si adatta bene anche a substrati più poveri. E’ buona regola evitare di creare ristagni idrici in prossimità della pianta per evitare possibili marciumi radicali o del colletto. In terreni alcalini, la colorazione fogliare potrebbe virare al giallo.

Una buona esposizione al sole in estate, aiuterà la colorazione delle foglie in inverno, con le caratteristiche note rossastre. Le varietà a portamento compatto come la “Fire Power” o la “Gulf Stream”, si adattano meglio alla coltivazione in vaso. In condizioni ottimali, la Nandina domestica può raggiungere anche i due metri di altezza.

Se possibile evitate i luoghi troppo esposti al vento forte. Nelle annaffiature, mantenere il terreno leggermente umido ma mai saturo d’acqua.

Per avere una pianta sana, rigogliosa e con un denso fogliame, in primavera, rimuovere i rami secchi, potare alla base del ramo quelli più vecchi al fine di stimolare la nuova vegetazione. Ricordate di accorciare i rami più lunghi. Non rimuovere mai, se possibile,  dalla pianta più del trenta percento della massa totale. Potreste danneggiarla.

Semi, polloni, rizomi, talee sono alcune delle possibilità che avete per riprodurla. Come in molti altri casi, alcuni degli ibridi da giardino che sono stati creati, sono sterili. Per creare giovani piante ben accestite e di buona qualità il seme può essere la strada più indicata. Per avere esemplari tutti uguali, le talee e la riproduzione meristematica, garantiranno il risultato.

Non è soggetta, in genere, ad attacchi di insetti parassiti o di funghi patogeni. In piena estate, con temperature alte e clima secco, l’unico ospite indesiderato potrebbe essere il ragnetto rosso.

Nandina prezzo consigliato

La pianta di Nandina domestica ha un costo contenuto che varierà in base alle dimensioni della pianta desiderata. Sarà sufficiente un vaso capiente o una piccola aiuola, per trasformare una giovane piantina di nandina in un cespuglio vigoroso  e compatto, ideale ad dare gocce di colore al proprio giardino.Proprio per questo motivo è amata da molti.

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In giro per l’Italia tra verde e fiori: Flower Show, edizione 2018 http://www.codiferro.it/flower-show-edizione-2018/ http://www.codiferro.it/flower-show-edizione-2018/#respond Tue, 13 Feb 2018 08:21:09 +0000 http://www.codiferro.it/?p=9291 Nuovi appuntamenti per 2018 con il circuito tutto italiano “Flower Show”, dove poter trovare ed ammirare piante inusuali e poco comuni. La primavera si […]

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Nuovi appuntamenti per 2018 con il circuito tutto italiano “Flower Show”, dove poter trovare ed ammirare piante inusuali e poco comuni. La primavera si colora di fiori, forme e colori in diverse città della penisola. Lo scopo è quello di diffondere la passione per il verde in tutte le sue forme, dal giardinaggio alla botanica, costruendo una cultura in materia sempre più solida, con buone fondamenta.

Il “Flower Show” nasce a Perugia nel 2008. Una formula che ha riscontrato subito molti apprezzamenti, data la sua flessibilità, il costante aggiornamento dei suoi partecipanti e la qualità delle piante esposte. Con la nuova  edizione autunnale, tenutasi sempre nella città umbra, successivamente la manifestazione ha ampliato i suoi orizzonti, in breve tempo, raggiungendo la Toscana, nella di Arezzo e le Marche, con Ancona.

Ogni anno, nelle diverse date, il “Flower Show”, offre ampio spazio e visibilità a vivaisti specializzati e a collezionisti di specie rare e non solo. Il mondo del verde è cos’ ampio, che sarebbe impensabile conoscerlo tutto. Proprio a questo servono manifestazioni come queste, dove è possibile trovare varietà di rose profumate, antiche, dalle spine rosse o ad uncino, rifiorenti, senza spine. Se, invece, siete amanti ed esperti conoscitori di piante perenni, piante acidofile, come azalee, rododendri, ortensie, sicuramente troverete pane per i vostri denti.

Senza dimenticare agrumi nelle loro infinite varietà e collezioni, orchidee, succulente, cactacee, bonsai con le loro affascinanti ramificazioni e costruzioni, specie adatte ad ambienti acquatici, pelargoni, bulbose, piante aromatiche e mediterranee, sempre presenti nell’orto o sul balcone, immancabili amiche della cucina e ancora piante carnivore, tillandsie.

In giardino e in terrazzo siamo soliti riposarci dopo aver lavorato per il nostro piacere e delle nostre amiche piante. Tra le fila del “Flower Show”, non potevano mancare sezioni dedicate all’arredamento da esterno, alle attrezzature per il giardinaggio di alta qualità, ai vasi di diversi materiali e forme. Come cornice, per completare le manifestazioni, è possibile trovare anche prodotti enogastronomici, tipici di Umbria, Toscana e Marche.

“Flower Show”, riesce ad integrare sapientemente la cultura dei luoghi che lo ospitano e quella del verde, nelle loro molteplici declinazioni. Sono in programma corsi brevi di giardinaggio su tematiche specifiche, tenuti da alcuni degli espositori, attività ludiche e didattiche rivolte ai più piccoli per avvicinarli alle regole base del giardino, seminari tenuti da esperti e laboratori scientifici. Aiutare ad ampliare le proprie conoscenze in materia per i più esperti, è ugualmente importante come avvicinare alla botanica o al giardinaggio dei neofiti. L’importante è apprezzare e rispettare le mille forme della natura, in particolare in questi incontri, le piante. I momenti di incontro arricchiscono sempre con scambi e nuove esperienze.

La Mole Vanvitelliana ad Ancona, sarà il punto di partenza di questo giro verde d’Italia, “Ancona Flower Show”. Ricordatevi le date, dal 24 al 25 Marzo 2018. Dalle Marche alla Toscana, l’“Arezzo Flower Show”, sarà ospitato a Villa Severi, nei giorni dal 21 al 22 Aprile 2018. Gli splendidi Giardini del Frontone, a Perugia, concluderanno il ciclo primaverile con il “Perugia Flower Show”, nei giorni da 4 al 6 Maggio 2018.

Ricordatevi le date! Vi saranno molto utili se avete in programma di aggiungere nuove note di colore o profumi inebrianti ai vostri terrazzi, giardini o semplicemente al davanzale della vostra finestra.

SITO UFFICIALE: www.flowershow.it

Siti ufficiali di ogni edizione: www.anconaflowershow.com

 www.arezzoflowershow.com / www.perugiaflowershow.com

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