dall’orto-giardino agli orti ornamentali urbani: il boom della biodiversità che è anche bella

La coltivazione dell’orto – meglio se orto decorativo– come strumento di miglioramento della qualità dell’ambiente e di sensibilizzazione sui temi del consumo critico e della sostenibilità, ha subito un vero e proprio boom che parte dall’America (a New York è il più grande progetto attuale di orti urbani) fino alle città italiane, dove 4,5 milioni di persone oggi praticano regolarmente l’Urban farming. Una pratica ampiamente utilizzata fin dagli anni ’90 a Cuba, dove grazie alla diffusione degli orti sociali, si è superato il tracollo economico dovuto all’improvvisa carenza di forniture di petrolio dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Quella dell’orto-giardino (potager per i francesi,vegetable o kitchen garden per gli inglesi), è una formula che ha radici storiche lontanissime, se è vero che già a Babilonia e nella Roma antica attribuivano grande importanza alla coltivazione degli orti, vissuti come luogo di relax.

A partire dal De Rustica, fondamentale trattato latino di botanica e agricoltura di Columella (4-70 d.C.), passando per il mistico orto-frutteto dei chiostri monastici medievali (hortus conclusus) o al coevo giardino islamico, dove l’orto protetto da filari di cipressi e pioppi circondava ordinato canali d’acqua disposti a croce,  l’accostamento concettuale tra orto e giardino, tra utile e bello, si è evoluto a seconda dei luoghi e dei periodi, per essere diffuso alla portata di tutti, alla fine dell’’800, dai giardinieri inglesi dei piccoli cottage garden.

Nel XVI secolo L’orto rinascimentale era ancora appannaggio delle classi abbienti e vissuto come luogo per sedurre e meravigliare gli ospiti tra giochi d’acqua, verdure, fiori, piante odorose ed erbe officinali: al Potager du Roi di Versailles, che sfamando la corte con primizie fuori stagione rievocava attraverso le sue geometrie il giardino dell’Eden, erano destinati ingenti investimenti. Agli appassionati del genere consigliamo una visita anche ai famosissimi orti-giardini del castello francese di Villandry

Verso l’inizio del ‘700 gli Inglesi imposero in Europa un gusto che combatteva l’artificio dei giardini all’italiana ed esaltava la semplicità, l’utilità e l’integrazione delle aree verdi con il paesaggio naturale. L‘architetto Stephen Switzer ideò la ferme ornée, derivata dalla villa-fattoria di Columella e Plinio: un orto ornamentale delimitato da siepi o fossati dove far convivere verdure, statue e boschi senza costringere le aiuole in forme regolari e artificiose.

 

Fondere estetica a praticità

In un orto giardino alle verdure si dovrebbero mescolare fiori, essenze aromatiche, arbusti, circondati da sempreverdi a protezione e in alcuni casi da alberi da frutto. Per evitare al terreno di impoverirsi è necessaria la rotazione annuale delle colture: ogni volta che si effettua un raccolto bisogna infatti restituirlo al sistema in forma di nuova energia disponibile.

Per la primavera si scelgono di solito lattuga, fragole, lenticchie, carciofi, abbinati a fioriture di viole del pensiero, iris variopinte, margherite, rose, celosie e non ti scordar di me. In estate l’abbinamento è con pomodori, melanzane, peperoncini, sedani, zucchini, e assieme alle rose fanno da comprimari peonie, dalie, nasturzi, papaveri. Ai fiori da recidere, si possono associare fiori utili per cucina e medicina, come l’iperico, il tarassaco, il luppolo, il girasole la calendula, l’angelica, la lavanda. Preferite se possibile per il vostro orto ornamentale ortaggi particolarmente decorativi come i cavoli e le lattughe rossi, le verze viola, le melanzane bianche…

Anche erbe aromatiche come l’artemisia (che allontana certi parassiti) l’origano, la santolina, la maggiorana,  il timo, la salvia, l’erba cipollina (che tiene a bada le erbe infestanti) e la menta contribuiscono alla decorazione degli orti ornamentali, disseminandoli di foglie decorative, piccoli bottoni fioriti e profumi delicati.

Con un tocco di fantasia e la giusta conoscenza delle consociazioni di piante nelle colture miste è possibile far crescere al meglio nella stessa area gli ortaggi e i frutti della terra: l’intento di questi abbinamenti, prima che estetico su volumi e contrasti di colore, è quello di utilizzare diversi tipi di colture, le cui caratteristiche morfologiche e di crescita possano favorire lo sviluppo florido delle altre piante adiacenti senza mettercisi in competizione. Ad esempio il fiore d’escolzia che ha radici profonde come le carote, va abbinato a colture con un apparato più superficiale come quello delle cipolle.

Di consociazione e colture miste parleremo in modo più approfondito in un nuovo post dedicato.

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