Cos’è la Banca dei semi e qual è la sua utilità

Con il termine biodiversità si indica un insieme eterogeneo di gli organismi viventi presenti in una data area, siano essi vegetali, animali, insetti e pesci. Tra questi sono compresi elementi appartenenti a specie, generi e varietà simili o diverse.

Cercare di conservare nel tempo la biodiversità è un ideale comune a molti amanti e difensori della natura, i quali si prefiggono come obiettivo primario quello di conservare tutto questo per i nostri discendenti. Cercare di mantenere la diversità di esseri viventi di specie diverse, assume una doppia valenza, ambientale e sociale. A noi in questo caso interessa focalizzare l’attenzione sul mondo vegetale.

Cos’è una banca dei semi? Il pianeta Terra ospita milioni di specie vegetali. A chi spetta il compito di preservarne il più possibile, per un futuro in cui molte di queste rischieranno l’estinzione? Certamente all’uomo, la specie tra le più distruttive di biodiversità. Chi decide quali semi dovrebbero essere immagazzinati? Tra questi quali dovrebbero essere i migliori?

Qualche informazione generale

banca-dei-semi-2Nel mondo esistono oltre mille banche dei semi (seedsbanks). Ognuna di queste decide a quali semi dare la preferenza, fiori selvatici, ortaggi autoctoni, cereali di specie native di diverse regioni del pianeta. Altri istituti hanno una missione a livello globale, selezionare e preservare varietà di cereali, con caratteristiche naturali ben precise e non selezionate in laboratorio dall’uomo.

Il Global Crop Diversity Trust, ad esempio,  concentra la propria attenzione esclusivamente su una selezione di colture prioritarie a livello globale come: mela, orzo, avena, piselli, patate, riso, fagiolo, ecc..

Questo organismo svolge la propria attività, seguendo le direttive indicate in un trattato, The International Treaty on PlantGeneticResources for Food and Agriculture (PGRFA), che è stato sottoscritto da oltre trenta paesi. Il trattato ha creato un sistema globale per fornire ad agricoltori, studiosi e a chi dovesse averne bisogno, l’accesso al patrimonio genetico di alcune piante. L’accesso ai semi, in questo caso, è consentito a patto che i risultati degli studi intrapresi, possa portare beneficio a tutti. Anche le piante velenose possono avere un’utilità collettiva, nonostante le loro poco invitanti caratteristiche.

La Svalbard Global SeedVault rappresenta una delle banche dei semi più importanti al mondo. Si trova alle isole Svalbard, in Norvegia.  Le camere dove sono conservate le sementi, sono state scavate nella solida roccia.Inaugurata nel febbraio del 2008, alla presenza di numerose autorità mondiali, tra cui il Premio Nobel per la pace Wangari Maathai. L’area in cui sono stoccati i semi, si trova ad oltre 100 metri all’interno della montagna e sotto strati di roccia con spessori tra 40 e 60 metri. Una vera banca del germoplasma, baluardo contro il rischio della perdita del patrimonio genetico vegetale.

La Svalbard Global SeedVault  si trova a circa 1200 km dal Polo Nord. Una “fortezza” in grado di resistere ad un eventuale guerra nucleare, ad una catastrofe naturale,  che si compone di tre sale, lunghe ventisette metri, larghe dieci, alte sei.

A livello locale le stesse banche, così riconosciute a livello mondiale, incontrano notevoli difficoltà, tra cui quelle economiche. In Italia, a Bari, esiste la banca dei semi dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). E’ considerata una delle più antiche banche del germoplasma del settore agrario del mondo. Al suo interno sono conservate circa 56.000 campioni di semi. Tra questi la maggior parte appartengono alla famiglia delle Graminacee e delle Leguminose. Uno dei suoi obiettivi primari è quello di porre maggiore attenzione sulle varietà locali a rischio di estinzione, oltre che ai progenitori selvatici delle piante coltivate.

Banca dei semi: a cosa serve?

Potrebbe sembrare strano ma la banca dei semi nasce come una rete per lo scambio e la salvaguardia dei semi. Un luogo dove i semi vengono raccolti, fatti nascere, crescere, per essere selezionati e distribuiti secondo un ciclo libero e continuo.Vandana Shiva è una delle promotrici di questo principio ispiratore. Conservazione di specie autoctone, per il loro libero scambio.

Denominate anche biblioteche dei semi, le banche dei semi in agricoltura, consentono anche di prendere in prestito delle sementi, come avviene per un comune libro, per poi restituirli non appena si è riusciti a moltiplicarli.

Lo scambio delle sementi, il recupero dei calendari di semina e le notizie sull’utilizzo dei semi, cercano di diffondere, anche tramite il web,  le prassi agricole più antiche per amplificare e diffondere metodologie di coltivazioni sostenibili, un’agricoltura capace di convivere con la natura.

Un po’ di storia della selezione e conservazione dei semi

Avete mai letto il libro di Stefano Mancuso, “Uomini che amano le piante”? Provateci. Troverete il racconto di tante vite al tempo stesso ordinarie e straordinarie, di uomini capaci di sacrificare la loro vita in nome delle piante: agronomi, botanici, esploratori, genetisti, filosofi, tra questi Mendel, Jean-Jacques Rousseau, Darwin, George Washington e anche Vavilov. A molti quest’ ultimo nome dirà poco o niente, come a me fino a poco tempo fa.

nikolaj-vavilovNikolaj Ivanovič Vavilov,  con un ruolo primario nell’agricoltura mondiale, è un agronomo russo dei primi del novecento. A lui si deve l’attenzione particolare che tra i primi dedicò alla genetica vegetale, una scienza nata da poco. Egli la mise in pratica per selezionare nuove varietà di frumento, con l’idea utopistica di scoprirne di particolarmente resistenti in grado di aiutare il popolo russo stretto nella morsa della fame durante e dopo anni di dure guerre.

Se leggerete la storia di questo personaggio, ne rimarrete affascinati. Nel 1887 nasce a Mosca e qui, nel 1906, si iscrive all’istituto di agricoltura. Nel 1911 si laurea. Da subito inizia a girare il mondo per motivi di studio. In questo periodo conosce uno dei fondatori della genetica, W. Bateson. Approfondisce anche lo studio delle esperienze fatte da Nazareno Strampelli, genetista e agronomo italiano. In un periodo di grande sofferenza e trasformazione della Russia, a Vavilov viene affidata la direzione dell’Accademia pansovietica di scienze agrarie Lenin. Nei dieci anni successivi al 1920, dopo oltre sessanta viaggi in giro per il mondo, riesce a mettere insieme una straordinaria collezione di semi tra grano e piante selvatiche. La grande raccolta di sementi viene custodita a San Pietroburgo.

Con la morte di Lenin, suo sostenitore, e l’avvento di Stalin, le fortune di Vavilov giungono al termine e iniziano i problemi. Studiosi come Lysenko, a lui avversi, e una serie di raccolti a dir poco sfortunati, portarono all’emarginazione e all’arresto di Vavilov, che morirà di fame e di stenti nel 1943.

Le sue idee avevano fatto scuola e proseliti. Durante l’assedio dei tedeschi alla città di San Pietroburgo, i suoi collaboratori, riuscirono a preservare i testi dei suoi studi e la grande collezione che egli aveva creato. Alcuni di questi, preferirono lasciarsi morire di fame, piuttosto che consumare i semi tanto gelosamente conservati.

Se siete curiose e volete approfondire il tema, lasciate un commento oppure contattatemi.

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