Il giardino all’italiana secondo l’architetto del paesaggio Cecil Pinsent

Cecil Ross Pinsent è stato un architetto del paesaggio, inglese, originario dell’Uruguay. Ha progettato e costruito giardini per i membri della numerosa comunità anglofona presente a Firenze e in Toscana agli inizi del XX secolo. Ha conosciuto la Toscana e i suoi paesaggi durante una visita fatta per ammirare Firenze e le suebellezze architettoniche, con l’amico Geoffry Scott. Quest’ultimo divenne il bibliotecario di Bernard Berenson, famoso storico dell’arte Americano, mentre Pincent iniziò a lavorare alla costruzione del giardino di Villa i Tatti, sulle colline di Settignano.

villa-i-tattiQuesto lavoro aiutò molto Pinsent ad entrare in contatto con molti suoi futuri clienti come Lady Sybil Cutting, Alice Keppel e Charles Augustus Strong. Questa comunità aveva scelto proprio Firenze come punto di partenza per dar vita ad una serie di operazioni sul paesaggio molto importanti. Numerosi sono stati, infatti, gli interventi eseguiti su ville e giardini, creati ex novo o adattati ai modelli rinascimentali tanto apprezzati in patria. Pinsent è stato definito come uno dei più produttivi artefici di giardini “anglo-fiorentini”

Per le sue creazioni Pinsent, ha preso ispirazione dai giardini formali italiani che era solito visitare in compagnia della scrittrice americana Edith Whaton. Egli inserisce motivi derivanti dal Rinascimento inglese. Spesso, riesce in queste rivisitazioni con grande successo, media tra l’esistente paesaggio toscano, rispettandone le origini, e il suo modello rinascimentale di riferimento, elaborandolo in maniera autonoma. Il rispetto del “genius loci”, dello spirito del luogo e del paesaggio naturale, unito alla geometria, le sue forme e indicazioni, rappresentano un modo nuovo di unire i riferimenti storici, i dettami formali, alle nuove esigenze dell’architetto.

Villa i Tatti, sotto la collina di Vincigliata, nei pressi di Settignano, a Firenze, è sicuramente la prima opera rappresentativa di Cecil Pinsent  in Italia. Qui il giardino è studiato come un naturale prolungamento della casa. L’abitazione ha una nuova stanza, un nuovo ambiente, la “camera di verzura”, che il visitatore scopre entrando nella limonaia. Bernard Berenson e la moglie Mary lo incaricano di seguire i lavori del giardino. I lavori iniziano nel 1911 e si concludono dopo pochi anni. Il risultato è un giardino barocco, con lo spazio sapientemente costruito, con grandi suggestioni per chi lo attraversa, costituite da vere opere d’arte topiaria. L’intenzione all’origine dell’intervento è quella di avere un giardino con una grande armonia di forme, come si era creata in passato nei giardini di altre ville, ad esempio Villa Gamberaia, sempre a Firenze. Per Pinsent il passato rappresenta una fonte inesauribile di studio ed ispirazione, i giardini all’italiana con la loro arte ne sono un esempio.

Villa Le Balze si trova a Fiesole, sul lato Sud della collina che guarda Firenze. Pinsent inizia i lavori nel 1914, insieme allo storico Geoffrey Scott, su commissione del filosofo americano Charles Augustus Strong. La base di partenza per il giardino, è costituita da un terrazzamento molto lungo ma dalla esigua profondità. Il fulcro del progetto è rappresentato dalla villa, che ampia il suo orizzonte, ai lati, con il giardino, che si articola in vere e proprie stanze verdi. Verso la città si apre un terrazzo, con vista panoramica su tutta Firenze. Nello stile del giardino barocco italiano, al di sotto delle rampe di scale, si trova la grotta. Un’altra di queste “stanze di verzura” è costituita dal giardino dei limoni, composto di quattro sezioni o spartimenti, con al centro una vasca. Il giardino si perde ai suoi margini, nella campagna toscana delle colline, con aiuole di iris e lavanda.

villa-capponi-giardinoGiardino di Villa Capponi. Nel 1928 Henry Clifford acquista la villa da Lady Scott of Ancrum. Lady Scott aveva già apportato significativi cambiamenti alla pianta originale del giardino. Crea un secondo giardino murato nella parte sottostante all’esistente giardino segreto, unendo i due per mezzo di una scalinata. Il nuovo giardino di rose è ornato di siepi di cipresso in forma obbligata, che enfatizzano le forme e il disegno dello stesso. Cecil Pinsent, dopo il suo incarico, crea una piscina nella parte bassa del giardino. Di nuovo, mantiene il genius loci esistente e lo integra con nuove forme, alte siepi di cipresso, bordano la vasca, insieme ad alcune statue. Ancora una volta ha aggiunto un nuovo spazio verde all’abitazione principale, riservando intimità al momento del bagno.

Villa La Foce. Nello scenario bruciato dal sole in estate, della Val d’Orcia, in provincia di Siena, si apre un giardino incantato, quello di Villa La Foce. Acquistata da Iris Origo, famosa scrittrice, all’inizio degli anni venti, la proprietà in stato di semi abbandono, ben presto, la trasforma in una villa signorile con un efficiente fattoria. Pinsent, amico della signora Origo, riceve l’incarico di realizzare il giardino. I lavori terminano nel 1939. Pinsent si ispira ancora una volta ai giardini formali italiani, in questo caso restaura anche l’edificio principale, costruendo altri annessi tra cui anche la limonaia. Il primo intervento all’esterno è costituito da un giardino formale, antistante l’abitazione, con una fontana e una grotta verde. Successivamente, si passa al giardino dei limoni, con sfere di bosso, bordato da peonie e piante  perenni. Un viale di cipressi raggiunge la parte più alta della collina. Infine, nel 1939 si costruisce un giardino ricco di geometrie, raggiungibile attraverso una grande scala, sotto la quale troviamo una grotta. Anche qui ritroviamo copiosi i riferimenti alla natura spontanea, bosso e cipresso. Nella sua parte alta, il giardino ha come elemento di divisione una pergola di glicine. Non manca neppure un terrazzamento nel quale l’elemento principe è costituito da rose. Il paesaggio, in più punti entra a far parte del giardino o ne è un limite impalpabile. Ancora forma, tradizione e natura si fondono con maestria.

Lascia un commento