annaffiature estive. manuale di sopravvivenza per piante abbandonate in vaso.

annaffiare le piante in vasoSe partite per una vacanza senza una vicina compiacente e senza l’impianto automatico da rubinetto corredato di gocciolatori, chi vi annaffia le piante di casa?

Ecco 12 accorgimenti per cui le vostre piante  vi saranno grate:

    1. Il  vostro primo obiettivo è ridurre l’evaporazione dell’acqua dai vasi e conservare una certa umidità, quindi raggruppate le piante in un angolo riparato vicine le une alle altre, in modo che si facciamo ombra a vicenda; che le piccole preservino con le loro chiome il terriccio delle grandi, e che le grandi con le fronde facciano da ombrello alle piccole.

  1. Collocate accanto ai vasi dei recipienti pieni d’acqua, la cui evaporazione contribuirà a mantenere l’ambiente circostante accettabilmente umido.
  2. Ricoprite la terra con della torba: può essere un aiuto a ridurre l’evaporazione dai vasi.
  3. Esiste anche del terriccio speciale composto di fibra di noce di cocco in grado di aumentare l’assorbimento dell’acqua e di renderla disponibile alla pianta, accumulandone fino al 50% in più.
  4. Sempre con il cocco sono fatti anche i dischi di copertura del terriccioche trovate in commercio per aiutare il vaso a mantenere l’umidità. Proprio un’azienda tessile delle mie parti (Prato) ha poi brevettato un disco in tessuto tecnico superassorbente, di uso professionale e in vendita online, per ridurre le annaffiature del 50%: il Terralenx o Verdemagictrattiene l’acqua con cui viene bagnato (fino a 13 volte il suo peso) per poi rilasciarla lentamente alla pianta.
  5. Se non state via più di tre settimane e le piante sono in casa, potete lasciarle anche in una leggera penombra che ne rallenti i processi vitali e la richiesta d’acqua.
  6. Un rifugio efficiente e capiente per le piante d’appartamento è la vasca da bagno: riempitela per circa una spanna, tanto da non arrivare a lambire il fondo dei vasi che avrete appoggiato su contenitori rovesciati. Preparate un numero di bacinelle o secchi colmi d’acqua, proporzionale al numero e dimensione delle piante da annaffiare e  posizionateli a un’altezza superiore a quella dei vasi. Tagliate alcune strisce di panno, procuratevi degli stoppini da lampada a petrolio o fate delle strisce dalla stuoia filtrante (nei garden center), inumiditeli bene e annegateli al fondo delle bacinelle; il capo opposto verrà infilato nel terriccio di ogni pianta, a circa3 cm di profondità, per trasferire gradualmente l’acqua dal contenitore alla terra. Questo sistema può essere preparato anche in assenza di una vasca da bagno, rispettando le differenti altezze per il principio dei vasi comunicanti. Meglio poi collaudarlo  qualche giorno prima della vacanza, per capire se la dimensione dei serbatoi di rifornimento e il numero di stoppini di collegamento sono commisurati alle esigenze di ogni vaso.
  7. In commercio ci sono kit già pronti completi di serbatoio, tubicini e funghi in terracotta da inserire nei vasi come piccoli irrigatori.
  8. Vi sono poi coni diffusori in ceramica da infilare nella terra, sui quali è possibile avvitare la quasi totalità delle bottiglie di plastica presenti sul mercato, dopo averle riempite d’acqua e poi capovolte (ma la durata dell’acqua è molto limitata).
  9. Quando le piante sono numerose, sempre sul fondo della vasca da bagno a contatto con i vasi potete stendere la stuoia filtrante, che avrà una parte immersa in una bacinella piena d’acqua posta a un livello inferiore rispetto a quello delle piante. Attraverso la stuoia l’acqua verrà assorbita e portata  per capillarità fino al terriccio dei vasi.
  10. vasi autoannaffianti possono essere una soluzione per piante di piccole e medie dimensioni: sono provvisti di un’intercapedine per la riserva d’acqua, che passa nel terreno attraverso membrane o stoppini.
  11. Nei garden center potete trovare acqua complessata in flaconi (da infilare capovolti nel terreno), costituita da un gel di fibre naturali di cellulosa e acqua demineralizzata. I microorganismi presenti nel terriccio ne sciolgono la cellulosa liberandone gradualmente l’acqua. In altri casi potete trovare un gel  di acqua gelificata a cessione controllata che si applica direttamente sul terreno.

Come vedete sono tanti i sistemi di autoannaffiatura (non sempre economici) che si basano sul rilascio graduale dell’acqua, per i quali più che di irrigazione si può parlare di mantenimento di un tasso di umidità nel terreno, sufficiente alla sopravvivenza della pianta.

Si tratta però di metodi indicati per assenze che non superano di molto le 3 settimane. Se pensate a periodi più lunghi e non volete rischiare, meglio affidare le chiavi di casa a una persona amica per le annaffiature, oppure ingegnarsi o interpellare qualche tecnico come il sottoscritto per farsi installare sul terrazzo una centralina automatica d’irrigazione.

Comments
  • how to start a garden
    Rispondi

    For latest information you have to go to see internet and
    on web I found this website as a best site for newest updates.

Lascia un commento