5 bellissime piante da giardino per magici inverni

Non riesco a immaginare nessun albero più bello e aggraziato nel paesaggio invernale di un giardino della Betula pendula, o Betulla europea, il cui nome inglese birch, di radice indoeuropea, in origine per l’appunto dovrebbe voler dire “splendente”.

Il genere Betulla (Betula, L.) comprende quasi 60 specie provenienti dalle zone temperate dell’emisfero settentrionale: come la betulla europea, alcune di esse vengono coltivate in Italia in vivaio come piante ornamentali nelle zone fredde del Paese, per essere piantumate in coppia o a gruppi di tre, o a ceppaia per formare un piccolo boschetto fiabesco.

La betulla è una pianta di poche pretese, veloce nella crescita, poco ingombrante e molto decorativa anche per la chioma leggera e i fiori maschili, che in inverno permangono sui rami spogli fino primavera. Ma è apprezzata soprattutto per quella sua corteccia perlacea, bianca, gialla o grigia a seconda della varietà e dell’età, caratterizzata da segni scuri orizzontali che la segmentano in candide lamine. Alta e sottile, ama il terreno acido o neutro, umido e ben drenato e può raggiungere un’altezza di 25 mt o, nel caso di alcune cultivar nane, rimanere di dimensioni decisamente più ridotte, sotto i 10 mt.

sommaco

Per una macchia di colore decisamente più sgargiante anche in inverno suggerisco il Sommaco americano (Rhus Typhina) in guisa di arbusto rustico o di piccolo albero a foglie decidue: una pianta a chioma tondeggiante, allargata, senza particolari esigenze per quanto riguarda il terreno. Messo a dimora in un luogo ben soleggiato, il sommaco non teme il freddo e le temperature inferiori ai -15°C; per tutto l’inverno dopo la chioma infuocata di foglie autunnali esso sfoggia incredibili frutti: sui rami nudi le piccole drupe color rubino, ricoperte di leggera peluria, ricordano le fiammelle di un candelabro acceso.

Quello che rende invece l’Acero grigio (Acer griseum) così speciale tra gli aceri è il color cannella traslucido della corteccia che tende a sfogliarsi, producendo una magica alchimia, se colpita dai raggi indiretti del sole, nelle belle giornate invernali. Originario della Cina, questo piccolo albero rustico è fra gli ultimi aceri a perdere a dicembre la magnifica chioma fiammeggiante autunnale; cresce lentamente, fino a un’altezza di 7-8 mt ed è adatto anche a ornare spazi limitati.

acer-palmatum-per-giardini-invernali

Se amate aggiungere un punto di rosso scarlatto al giardino invernale vi segnalo anche la cultivar Acer Palmatum – Sango Kaku, originaria dell’Estremo Oriente, il cui nome vuol dire “Torre di Corallo”. La particolarità di questo albero (la cui chioma fiammeggiante in autunno è già di per sé spettacolare) sta proprio nella corteccia di un bel rosso corallo, che diventa ancora più intenso con l’arrivo della stagione fredda e nei rami più giovani. Il Sango Kaku predilige posizioni riparate e soleggiate e terreni leggermente acidi, fertili e ben drenati. Se la temperatura invernale va facilmente sotto i -10° C la pianta va protetta con un minimo di pacciamatura.

agrifoglio

Infine non trovo completo il giardino invernale senza almeno un cespuglio di sempreverde, e il principe dei sempreverdi è l’Agrifoglio (Ilex aquifolium). Qui da noi è una pianta spontanea (la cui raccolta nei boschi è severamente vietata), molto resistente all’inquinamento, a crescita lenta e portamento piramidale; di un bel lucido verde scuro, l’agrifoglio è particolarmente decorativo nelle varietà di foglie variegate di bianco o crema, con quelle bacche giallo intenso o rosso brillante che spiccano in perfetto contrasto col fondo. Esso fa parte della vegetazione di sottobosco e non ama il pieno sole, mentre predilige terreni acidi e ricchi di humus. Gli agrifogli sono presenti nel mondo con più di 150 varietà, diverse per portamento, forma e colorazione di foglie e bacche.

Agrifoglio, Sango Kaku, Acero grigio, Sommaco e Betulla europea sono 5 bellissime piante che coi loro colori possono rendere magici e fiabeschi gli inverni nei vostri giardini.

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