10 accorgimenti per rianimare una pianta appassita e disidratata in vaso

Piante in vaso per il balconeCon il caldo e la siccità di quest’anno molte amiche rientrate dalle vacanze che si stanno trovando alle prese con piante da vaso non in forma eccelsa (se non moriture) mi chiedono consigli di pronto intervento: ho quindi pensato di riassumere il tutto in questo post, pur senza promettervi ricette miracolose.

Un organismo vegetale è composto dal 95% d’acqua: quando le radici la attingono dal suolo, essa viene trasportata in ogni parte della pianta, assicurando la giusta umidità alla struttura cellulare. Ciò tra l’altro crea una pressione contro le pareti delle cellule, il cui turgore permette alla pianta di mantenere la sua normale posizione verticale.

In presenza di carenza idrica, questa pressione cellulare diminuisce drasticamente e le parti vegetali iniziano ad appassire: se interveniamo prima che si verifichi il vero danno tissutale, rigenerare le piante appassite può diventare semplice e veloce.

Un giardiniere e presentatore televisivo inglese propone tra gli altri un rimedio stravagante, con l’utilizzo del principio attivo contenuto nel Viagra (!) che, in modo simile all’effetto che ha sull’afflusso di sangue nell’uomo, favorirebbe anche una migliore irrorazione delle piante “aumentandone le prestazioni”. Nutrire le piante indebolite con acqua e 1 mg di polvere disciolta, ricavata dalle pillole di Viagra sminuzzate “basta per dare loro un bel colpo di vita” sostiene l’esperto, proponendo in alternativa una bella aspirina effervescente.

Altri pollici verdi raccomandano invece l’uso dei Fiori di Bach, in particolare delRescue Remedy, che regolarmente nebulizzato sul fogliame sofferente, aiuterebbe le povere piante a riprendersi in modo rapido ed efficace.

Se però siete poco propensi a questo genere di esperimenti, limitatevi a seguire con cura questi pochi suggerimenti:

  1. Innanzitutto le radici devono essere reidratate in modo che possano fornire velocemente acqua al fogliame, quindi va sollevata la zolla dal vaso ed esaminato il loro stato (eventualmente per spuntarle), assieme a quello del terriccio;
  2. la mancanza d’acqua di solito crea un terreno dalla superficie dura, compatto e staccato dalle pareti del vaso contenitore:  in questa situazione l’acqua di una nuova irrigazione scorrerebbe invano lungo il perimetro del vaso e non riuscirebbe a penetrare nella zolla fino alle radici. Munitevi di un oggetto appuntito e con attenzione frantumate e forate il terriccio, come per dissodarlo, senza danneggiare la pianta;
  3. immergete la pianta con il suo vaso in un catino o nella vasca da bagno, in modo che il contenitore venga totalmente sommerso dall’acqua, oltre il suo bordo: potrebbe essere necessario appesantire il vaso con un mattone o con una pietra per evitare che galleggi;
  4. tenete a mollo la pianta almeno fino a quando le bollicine – che indicano sacche d’aria nella zolla – non cesseranno di salire dal vaso in superficie;
  5. vi consiglio però di mantenere la pianta appassita immersa per ancora almeno mezz’ora, in modo che il terreno risulti completamente saturo d’acqua;
  6. a questo punto estraetela dalla bacinella e lasciate che scorra via l’acqua in eccesso, prima di riporla nel portavasi;
  7. evitate alla pianta un inutile shock termico: tutta l’acqua che utilizzate deve essere a temperatura ambiente;
  8. eliminate infine con una forbice disinfettata le parti secche (rami, steli inariditi, foglie e fiori), e nebulizzare con cura la chioma rimasta, detergendone con un panno imbevuto di acqua distillata, piovana o raccolta dal condizionatore (non calcarea) le foglie impolverate ed opache. Ve ne saranno grate;
  9. fino a che non ha recuperato completamente, abbiate cura di mantenere anche la pianta più amica del sole in un luogo ombreggiato: maggiore è la luce che una pianta riceve, più acqua deve utilizzare;
  10. alcuni giardinieri consigliano di chiudere ermeticamente pianta e vaso per qualche giorno in un grande sacchetto di plastica, dopo aver effettuato il trattamento di “ammollo”, potatura  e nebulizzazione: questo stratagemma permetterebbe di preservare la necessaria umidità del fogliame, in attesa che le radici lentamente ritornino in piena attività. Posizionate assolutamente la pianta “incappucciata” in un luogo fresco e ombreggiato e liberatela quando si è un po’ ripresa.

 

Comments
  • Franco monsellato
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    Nel mio cortile,in Puglia,Salento ho piantato da molti anni due esemplari sani di bouganville di colori differenti, con la gelata e la neve nei primi mesi di gennaio (caso eccezionale, perchè a Lecce non nevica quasi mai) le piante interrate in aiuole e con terriccio ricco, presentano tutte le foglie rinsecchite.Domando:quando posso potarle e come avviene la potatura?mi conviene ancora attendere la primavera(siamo a metà febbraio).Consigliatemi Voi,disperato:Franco Monsellato.

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